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    Apro questo topic per poter scrivere recensioni dei comic che leggiamo.
    Il titolo prende esempio, e copia anche, quello del topic "Che film?" appunto perchè la funzione sarà la stessa. Fare recensioni dettagliate o meno dei comic, sia Marvel che DC (o altre case), e anche GN (come per esempio Watchmen, o Promethea) che abbiamo letto.
    Quindi direi di scrivere il titolo del comic, e di seguito scrivere il titolo dell'episodio o serie che stiamo recensendo.
    Per esempio:

    Fantastici 4: I più grandi del mondo


    e poi partiamo con la recensione.
    Invece se trattiamo e parliamo di una GN fare cosi:

    Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons

    e poi anche qui partire con la recensione.
    Direi alla fine di mettere tre votazioni. Una allo sceneggiatore ovvero quella che ha partorito l'idea, e come secondo l'illustratore (disegnatore) e come voto finale quello globale.

    Palla a voi...

  • #2
    Grande Obi!

    Allora io partirei x primi con un comic e una GN secondo me tra i più famosi al mondo: Uomo Ragno: la notte in cui morì Gwen Stacy e Batman: il Ritorno del cavaliere oscuro.

    Uomo Ragno: la notte in cui morì Gwen Stacy

    Questo è un albo che ha cambiato x sempre non solo la vita dell'Arrampicamuri ma anche la storia del fumetto mondiale. Moriva una delle protagoniste di un fumetto e senza che l'eroe possa fare niente x impedirlo anzi, con il tempo si scoprirà che potrebbe essere proprio lui il responsabile del suo decesso.. Una storia triste, impietosa, che mostra quanto sia cambiato il fumetto americano con gli anni. Si è detti che con questo albo si è usciti dal periodo dell'innocenza e si è entrati nel periodo della consapevolezza dell'autocoscienza. Sono d'accordo.
    I testi di Gerry Conway sono ottimi, pieni di pathos e con un finale shockante (all'epoca quando la lessi x la prima volta non riuscivo a smettere di piangere e anche ora è difficile non commuoversi). I disegni di Gil Kane che prendeva il posto del mitico John Romita sono puliti, dettagliati e mostrano molto bene lo stato d'animo dei personaggi e le situazioni terribili a cui vanno incontro e il disegno finale di Spidey che tiene in braccio una Gwen morente è entrato nell'immaginario collettivo di chi legge i fumetti. Un opera che ha lasciato il segno e che ancora oggi è studiata, criticata, odiata e amata.

    Voto alla storia: 10
    Voto ai disegni: 9
    Voto globale: 10


    Batman: il Ritorno del Cavaliere Oscuro

    Il capolavoro di Frank Miller. La graphic novel che ha rilanciato il mito di Batman e che ha trasformato il modo di concepire le storie di un supereroe. Miller prese un personaggio che si trovava in crisi da parecchio e lo rese quello che era sempre stato sin dall'inizio: un supereroe solo, violento e determinato a estirpare il male in ogni modo. Un Batman sia dentro che fuori dalla continuity in cui si trovava, con una nuova Robin al femminile e il ritorno di due cattivi d'eccezione: Joker e Due Facce. Quattro capitoli scritti in stile hard-boiled con la voce fuori campo e le continue interviste in televisione come se fosse un documento dell'epoca. Che poi alla fine è proprio ciò: l'opera che, insieme a Watchmen, ha meglio rappresentato gli anni 80 e le sue fobie, i suoi vizi, il suo stile e l'aria da guerra fredda che vi era all'epoca. Il finale con il combattimento contro Superman (protettore di un mondo che vorrebbe ancora difendere ma nel quale nemmeno lui ci si ritrova più) e l'epilogo con il protagonista che allena e istruisce i giovani ex teppisti è un messaggio di speranza x un futuro migliore e l'unica immagine serena di una storia cupa, angosciosa e triste.
    I dialoghi di Miller sono perfetti, serrati, a tratti sembra quasi di assistere a un film. Non ci sono sbavature e ogni scena trova la sua giusta collocazione nei disegni bellissimi e pieni di dettagli nel classico stile di Miller, che ha voluto disegnare un Batman volutamente immenso propio x renderlo ancora più inquietante e misterioso. Indimenticabili i disegni in cui Batman vola con al fianco il suo nuovo Robin, quando risorge e ricomincia a dare la caccia ai criminali, quando muore Joker, il combattimento con Superman e molte altre. Un opera unica, che rappresenta l'Omega di Batman (e Miller scriverà pure il suo Alfa, Batman:Anno Uno) e che ha generato numerosi imitatori in atmosfere e rappresentazioni. Da qui riparte il fumetto americano e da quel momento qualsiasi rappresentazione dark di un supereroe avrebbe avuto come punto di riferimento il Batman di Miller.

    Voto alla storia: 10
    Voto ai disegni: 10
    Voto globale: 10

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    • #3
      Guerra Segreta



      Uscita qualche anno fa, questa fu una serie parecchio colpita e bersagliata (sopratutto per il modo di concludere gli episodi). Io lo trovata invece parecchio buona, sopratutto la parte grafica fatta dal nostro Gabriele Dell'otto, veramente bravissimo, riesce a dare vita ai personaggi riuscendo inoltre a sembrare le vignette quasi dei quadri da appandere.
      La sceneggiatura è bella, certo non fantastica ma si regge molto bene, e riesce a completare il puzzle alla fine (fine veramente bellissima) il tutto però è staccato da delle discussioni che spezzano il ritmo..e questo è forse la più grande pecca della serie. La consiglio per conoscere più a fondo Nick Fury e capire fin dove è disposto ad arrivare, e sopratutto la consiglio per i magnifici disegni, che meritano veramente parecchio.


      Voto sceneggiatura: Michael Bendis se la cava... un bel 7 meritato.
      Voto disegni: Dell'Otto bravissimo... 8
      Voto globale: 7

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      • #4
        Numero 4, con argomento il calcio e le suggestioni complottiste.Completano l'albo le aggiunte redazionali in tema.Entra in scena il boss Carlos "Occhionero"Ronson e non mancano all'appello Slobo, Golem e Cristy.Grande divertimento made in Paguri (E.Pagani/D.Caluri),col personaggio vincente dello zingaro opportunista truffatore irriverente Ramiro Tango.Satirico.Consigliato.http://www.paninicomics.it/image/ima...=1337157372840
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • #5
          Ho appena iniziato "Strangers in Paradise", ho finito il terzo volume edizione pocket.
          Al momento sembra delizioso, il che mi spinge a continuare. Molto ben caratterizzate le protagoniste, e mi piace molto il tratto morbido del disegno.:sisisi:

          Poi devo finire Bone di Jeff Smith, di cui mi manca l'ultimo volume. Grandioso fumetto! Il fantasy più originale mai scritto su formato comics. Lo consiglio a tutti i fumettofili che non l'hanno ancora letto
          [FONT=lucida grande]"Il cinema non fornisce ciò che desideri, ti spiega come desiderare." Slavoj Žižek

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          • #6
            Originariamente inviato da franzo89 Visualizza il messaggio
            Ho appena iniziato "Strangers in Paradise", ho finito il terzo volume edizione pocket.Al momento sembra delizioso, il che mi spinge a continuare. Molto ben caratterizzate le protagoniste, e mi piace molto il tratto morbido del disegno.:sisisi:
            Ti dice nulla la mia firma ? asd Grandissimo S.i.P, IL N.RO 4 per cominciare non te lo perdere: c'è il passato di Katchoo e il matrimonio di Freddie!Questo è il fumetto giusto per farci un bel film!Ottime anche le storie "libere", fuori dagli archi narrativi della serie.Meravigliosi anche i dialoghi.Ottima scelta
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • #7
              Infatti mi aspettavo una tua risposta!

              L'hai letta tutta fino alla fine? Una volta mi spaventava un po' la narrazione seriale in genere, perché mi dava spesso la sensazione di prolungarsi a dismisura senza concludere il ciclo in maniera adeguata o senza proprio sapere fin dall'inizio dove andare a finire, spesso finivo per abbandonarle a metà...però poi, senza generalizzare, sto riscoprendo adesso questo format di narrazione con ottimi elementi caratteristici.
              Non sono molte le serie che ho finito, in questa potrei sperarci. Quindi, merita tutta? Anche se ci sono alti e bassi (come è perlopiù naturale che accada), da la sensazione di organicità dalle premesse alla sua conclusione (però non mi anticipare nulla!)?
              [FONT=lucida grande]"Il cinema non fornisce ciò che desideri, ti spiega come desiderare." Slavoj Žižek

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              • #8
                [IMG] Uploaded with ImageShack.us[/IMG]
                L’ho letta in crescendo, partendo dai pocket per finire ai cartonati, che hanno una foliazione leggermente diversa.Anch’io non sono un fanatico della serialità in genere (si sarà capito…) e se devo trovare un difetto a S.i.P direi che l’incombenza delle “Parker Girls” è esagerata.Ma considerando che la serie è iniziata nel nov. 1993, direi che molti altri gli sono succeduti facendo propria la formula micro vicende familiari/ macro complotti globali. Usando anche forme espressive complementari, che vanno dal segno realistico a quello deformed e satirico; dal testo illustrato, alla poesia, ai testi di canzoni con tanto di accordi, fino ai rapporti della polizia.Narrazione sostenuta con pochissime pause e giri a vuoto; e non necessariamente cronologica ( a metà storia potresti trovarti in mano una possibile fine...).Continua(te) a leggere, il meglio deve ancora arrivare.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • #9
                  Dopo l’interessante “Sighma” Paola Barbato torna con “Darwin” a firmare un Romanzo a fumetti Bonelli; affidato al segno essenziale , incisivo e dinamico di Luigi Piccatto, accreditato anche come ideatore del soggetto.L’immediato futuro apocalittico da cui prende le mosse la storia è reso con vignette di sicuro impatto e particolareggiate con dettagli anche crudi.Piccatto è bravo a deformare gli elementi statici e a dare una visione d’insieme della “catastrofe”, ampiamente attraversata dal protagonista, Kent Darwin , che pare un Yorick Brown con scarso senso dell’umorismo.Da questo si possono enumerare le note dolenti dell’opera che la Barbato guida sì con mestiere ma al costo di un pesante impianto derivativo.Poco di nuovo dunque in questa “odissea”, nella trama e nella motivazione dei vari personaggi; e con un finale sfacciatamente tronco che pare un “gancio” in vista di un capitolo due.Un fumetto dunque ben disegnato,scorrevole, ma fastidiosamente _per i miei gusti_ ricalcato dai telefilm ed attraversato da suggestioni millenaristiche affatto originali.
                  Sergio Bonelli Ed. 288 pagine 9,50€.
                  [IMG] attachment:/20/1336658142007.jpg[/IMG]
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                  • #10
                    Hit Girl (1 di 3)
                    Preludio a Kick-Ass 2
                    Concepito come raccordo e ponte tra la prima e la seconda serie di “Kick-Ass”, è uno spin-off in tre parti incentrato su Mindy Macready che, orfana del padre è tornata a vivere con la madre e patrigno; affronta con una qualche goffaggine la vita da dodicenne “normale” con coetanee un po’ stronzette; e nel frattempo affina la sua preparazione da Super-eroina ( l’alter ego Hit Girl!), coinvolgendo Dave Lizewski/ Kick Ass per servirsene come “spalla” per combattere la feccia criminale di New York.
                    Divertente e parodistica rivisitazione dei miti e luoghi comuni Super-eroistici, con iniezioni di “cattiveria” verbale e bagni di sangue di violenze fisiche. Per una scafata pre-adolescente istruita alle tecniche di lotta corpo a corpo e guerriglia urbana che si mimetizza da piccola conformista per tranquillizzare mammà ed ingraziarsi le compagne di scuola ; ma in grado di argomentare sue convinzioni politiche di stampo repubblicano (“…essere autosufficiente in un’era di perdenti che vogliono sussidi e dare la colpa a qualcun altro…”).La ironica crudezza dei testi di Mark Millar è interpretata dal disegnatore John Romita Jr come variazione dei canoni anatomici del super-eroe, tenendo conto di corpi imberbi ed affatto palestrati , resi ancora più gracili da sovrastanti faccioni a cui è demandata la resa delle emozioni , ivi compresi i cattivoni puniti e sofferenti senza lesinare in particolari splatter ravvicinati.
                    Intrattiene, a patto di accettare le provocazioni e le esagerazioni insite nel progetto.
                    Panini Comics ,48pp. a colori, 3,30 euro.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • #11


                      Colby

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                      Nasce così “Blue sky”, di Colby, Delaney e Warsow; subito ingaggiati dal loro superiore sotto le armi, Col. Masterson, preoccupato per il fratello cercatore d’oro senza fortuna che non dà più notizie di sé…
                      Il cameratismo virile cementato nelle sortite belliche , con le coraggiose spacconate di aviatori in battaglia è la “scuola dei duri” con cui entrare in sintonia col nuovo mestiere, che richiede attenzione e capacità di analisi combinate alla praticità da uomini d’azione. E vediamo dunque come riescono a cavarsela _Colby come punta avanzata della squadra_,calandosi in una miniera sotterranea ( l’esatto contrario del cielo dunque…); piuttosto che nella ricerca di persone scomparse tra caos metropolitano ed il nulla di zone desertiche spopolate.
                      Elogiabili i disegni di Michel Blanc-Dumont, accuratissimi nell’accumulo di dettagli d’epoca, nella caratterizzazione peculiare dei personaggi, fossero pure solo comprimari, e nel rendere la spazialità degli ambienti, quali appunto lo skyline di una grande città piuttosto che una landa desolata e coprendo egregiamente le esigenze di sceneggiatura su mezzi meccanici e logistici od indifferentemente sui paesaggi naturali , dando così corpo ad elementi che immergono il lettore nella storia, ben più di sfondi accessori messi a riempimento di vignette con dialogate.dissertazioni _ ai testi Greg_ che in omaggio al genere noir sono un’alternanza di battute secche con sottinteso ironico e “spiegoni” che fanno il punto su intricate trame delittuose e bramosie di ricchezza.
                      I tre episodi sono proposti dalla Editoriale Cosmo ed accorpati in un unico volume di 160pp., b/n 4,90€. 
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • #12
                        L’impedito Kick-Ass ha rimediato una “banale” frattura multipla ad una mano quando irruppe nella reunion tra mafiosi italiani e russi; ripiega sulla ingloriosa carriera scolastica e la inconsistente vita sentimentale ed è fuori gioco. Tocca a Mindy/Hit Girl , 12 anni e 3 mesi, farsi completamente carico del contrasto al crimine, procedendo in maniera sistematica e strategica a distruggere le fonti di guadagno del Boss Ralphie Genovese, ufficialmente ristretto in carcere ma con ampia libertà di comunicazione per gestire le fila dei suoi affari ed oliare forze di polizia suscettibili di corruzione. Ma non il patrigno di Mindy , verso cui mobilitare una spedizione punitiva…
                        Bravo Millar nel gestire trame e sottotrame (il nipote di Genovese che fa il “training” da supereroe…), fluido nei dialoghi ed abile ad indirizzare il racconto in “ganci” finali apparentemente senza uscita per la protagonista. Le situazioni proposte continuano ad essere assolutamente truculente e survoltate ; prendere o lasciare. Entrati nel “mood” ci si trastulla nel divertimento citazionista e nell’ironia di certi contrappassi di narrazione , a rompere la linearità valutativa delle scelte etiche dei personaggi.
                        Giudizio positivo. Adatto ad un pubblico maturo.
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                        • #13
                          C'era una volta FABLES
                          I personagi delle Favole hanno compiuto un esodo,in diaspora delle terre natìe invase da un “Avversario” che si è preso progressivamente tutti i Regni della fantasia con sistematicità niemolleriana, acquartierandosi tra i “terreni” (gli uomini) nel “Bosco”, un edificio di New York dall’aspetto esteriore comune,ma dalle stanze interne talvolta maestose , che eludono qualunque limite architettonico a mezzo di potenti incantesimi; ad uso di una élite che ha conservato aspetti tangibili dei possedimenti da cui si sono dovuti separare.
                          Data approvazione di una amnistia totale retroattiva delle malefatte di cui si sono macchiati per vocazione e tradizione negativa i personaggi cattivi, Le Favole cercano di organizzarsi in un auto-governo che tuteli e tenga unita la comunità ,nella lontana speranza che tutti riescano a riprendere un giorno la via della loro vera casa. Badando nel frattempo a come si compromettono con i comuni cittadini.
                          Scopertamente ironico _ ed iconico_ fumetto che immette le caratteristiche peculiari dei protagonisti delle storie definitivamente fissate collettivamente nella cultura popolare e le trasfigura (parzialmente) al servizio di trame diverse calate nella contemporaneità. Incardinando la sceneggiatura sulla prosecuzione di una complessa linea di narrazione “orizzontale” sull’esilio ed il difficoltoso riscatto dei “Fiabeschi” ad una trama “verticale” di derivazione poliziesca ,l’arco di quattro episodi che compongono l’albo sollecita i Caratteri classici deformandone in chiave comico-grottesca i loro aspetti più ampollosi o contenendoli in forma civilizzata se legati a qualche famoso villain. Così avremo tra gli altri :una Bianca Neve ora sbrigativa e grintosa esponente politico-amministrativo; un Principe Azzurro gaglioffo seduttore da commedia sofisticata; un Lupo Cattivo cinico sceriffo in impermeabile ed immancabile sigaretta (rinforzata. Per ragioni mimetiche alcune creature possono “mascherarsi” in forma umana) o piuttosto un Barbablu distinto uomo d’affari in grisaglia, o un Pinocchio eternamente impubere e perciò frustrato ;e tanti altri…
                          Ha molto da disegnare Lan Medina, cavando dalla fantasmagoria testuale di Bill Willingham gli scenari agresti e lussureggianti delle terre perdute piuttosto che i barocchismi delle dimore del “Bosco” e della “fattoria” ( un ambiente separato dove hanno posto i reietti od i meno assimilabili alla specie umana tra gli abitanti delle favole) ; o semplicemente il caotico ambiente metropolitano di NY , che risolve con una adeguata elaborazione dei dettagli e precisione delle espressioni facciali.
                          Un prodotto gradevole.
                          Pubblica per le edicole mensilmente in bianco e nero la RW Edizioni licenziataria DC Comics.


                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • #14


                            Opera che, è significativo ricordare uscita nel 2001, con le chiavi dell’intrattenimento intessuto di richiami al genere giallo ed action interroga con una certa franchezza l’interpretazione degli scritti sacri alla base della Fede Islamica.
                            Motore dalla storia il “Nahik”; testo ottocentesco che in forma di romanzo porge la notizia di un manoscritto perduto, desunto da una scapola di cammello ,che in una lingua morta dà consegna di un decalogo di comandamenti lasciato dal Profeta Maometto, ispirati a pratiche di pace, tolleranza e comprensione del prossimo.
                            Diverse persone, in luoghi differenti nel corso dei decenni troveranno Nahik , si misureranno con la sua attendibilità storico-religiosa ed in molte occasioni si troveranno in pericolo di vita…
                            Bonellide in b/n di 112pp.( complessive, per due episodi ad albo) che Ed. Cosmo offre mensilmente in edicola a 3,20 €.
                            I testi sono di Frank Giroud; chi ha visto il film “The Words” troverà antecedenti similitudini nel primo ep. Incentrato su un editor letterario di madrelingua francese , che lavora a Glasgow ed ha l’irresistibile, fortuita tentazione di tradurre Nahik ed attribuirselo come scrittore, innescando una serie di drammatici eventi…
                            Bellissime le matite di Joseph Béhé , dall’elaborato segno realistico e con eccelsi tagli prospettici. Le mezze tinte sopperiscono in parte la mancanza del colore e rafforzano il senso di tridimensionalità.
                            Secondo ep. Un giovane immigrato mussulmano a Parigi che si è avvicinato ai predicatori più intransigenti dell’Islam ; per un violento alterco con la sua ragazza si trova nella singolare situazione di effettuare una “Fatwa” ai danni di uno scrittore considerato blasfemo. Scontrandosi dialetticamente in una disputa teologica con lui il ragazzo potrà riflettere sulla cecità del suo fanatismo , essere ripudiato con questo dai Fratelli di lotta , sfuggire da loro e diventare affidatario di Nahik.
                            Disegni di Giulio De Vita , deciso nella profondità dei neri durante le scene notturne , quanto limpido e dettagliato nelle altre tavole, spesso debordanti di elementi di contorno quanto nel fissaggio espressivo.
                            Soddisfacente.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #15
                              Vorrei piu informazioni su fables
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                              Spoiler! Mostra

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