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  • #16
    Pronti: http://www.badcomics.it/tag/fables/

    Conosci la serie TV Once Upon a Time? Ecco, no, Fable non è come quella, è meglio.
    La recensione del primo numero, qui sopra, ti da un'idea di massima della trama dei primi cicli.
    Se vuoi sapere se è da consigliare, sì, lo è. Nel formato in cui viene ristampata perde un po'. Le tavole ridotte risultano caotiche ma secondo me rimane godibile.

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    • #17
      Albo che contiene il solo episodio finale; rimpinguando la foliazione con variant cover della testata, pubblicità di proposte editoriali Panini e due brevi estratti da “Super Crooks 1” e “Secret Service 1”. Comunque in questa occasione il prezzo di copertina è stato contenuto a 2,90€.
      Assolvendo fondamentalmente al compito di lanciare la seconda serie di “Kick-Ass” ,Millar costringe la sua protagonista alla subalternità, giocando la carta sentimentale…
      Neutralizzando, alla maniera splatter, i ceffi che hanno minacciato la sua famiglia Mindy/ Hit Girl comprende la fragilità emotiva di sua madre e si persuade a non esporsi ulteriormente nei panni supereroistici per non rischiare di farla insospettire della identità con cui compie missioni pericolose ed iperviolente. Unico modo per “sfogarsi” al momento è tornare a concentrarsi sull’addestramento di Dave Lizewsky/Kick-Ass, ora che anche Chris Genovese ,sfiancato dai suoi corsi di sopravvivenza in esilio, è ritornato in città. La sceneggiatura tende allo scolastico nel ribadire l’inverosimiglianza del soggetto e la irricevibilità delle istanze “etiche” espresse dalla sua eroina, imbarazzandola in un confronto con lo spettro del padre –mentore defunto, subito dopo che John Romita jr. abbia dato illustrazione di una sua ennesima cruenta carneficina. Non chiedevamo redenzione o condivisione ad un fumetto che si congeda così in un sottotono quasi moralista.

      --- Aggiornamento ---

      La storia di Brian Epstein.
      I disegni (di A.C.Robinson) sono elegantemente stilizzati, chiaramente debitori dello stile di Gianni de Luca; si avvalgono di un’ottima tavolozza di colori ed una gabbia dalle soluzioni variegate.
      I testi di V.J.Tiwary rinunciano, giustamente, ad una sistematica destrutturazione del lessico linguistico per riportare un modo di esprimersi _che oggi potrà sembrare pomposo_ affine al modo della borghesia scolarizzata nel UK dei primi anni ’60. Le ingombranti comparse dei Fab Four; quasi da guitti,in questo volume lasciano il proscenio alla biografia del loro Impresario- scopritore ( poi amico e stretto confidente) Brian Epstein, condensata negli anni tumultuosi che vanno dalla scoperta di John, Paul e George nei localacci di Liverpool, al primo contratto discografico, alla loro inesorabile ascesa e consacrazione al successo planetario fino alle prime voci di dissapori e scioglimento della band. Tutto sotto la regia del determinato, innovativo finanche ossessivo Epstein; giovane ebreo rampollo di un’agiata famiglia , prospera grazie alla vendita dei dischi tramite catena di negozi. Il fiuto manageriale di Brian , unito al suo background di studi ed esperienze contribuiranno in maniera determinante ad instradare la leggenda dei “The Beatles” perfino oltre le ambizioni visionarie dello stesso Eppy (così era vezzeggiato dai suoi quattro più stra-famosi clienti).Ma nemmeno gli obiettivi raggiunti calmeranno l’ansia ed il disagio di un giovane uomo , consapevolmente omosessuale in un Paese, in un’epoca ,che considera la sua natura addirittura illegale penalmente.
      Lasciandolo in definitiva solo , a combattere fino alla fine i fantasmi delle sue insicurezze interiori.
      Un ritratto toccante, lasciando agli autori ampia facoltà di romanzare i fatti.

      Panini 9L, a colori, in vendita in edicola abbinato a “Rolling Stone” n.ro 121 a 6,40+3,50€.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • #18
        avrei bisogno di alcune informazioni e se nel forum ci fosse qualcuno in grado di indirizzarmi gliene sarei molto grato. Ho deciso recntemente di leggere le storie degli x men e quindi mi sono buttato in un recupero totale a partire dalla seconda genesi. Dopo aver recuperato le diverse testate che in italia hanno pubblicato le storie dell'universo mutante sono in dubbio sul modo in cui procedere alla lettura. Mi trovo infatti di fronte non solo a testate diverse ma anche di diverse case editrici. Qualcuno conosce direttamente o può indirizzarmi a qualche sito dove trovare una cronologia delle storie che mi consenta di leggerle con ordine? in particolare per seguire un criterio nel passare fra x men star comics, wolverine, nuovi mutanti e x marvel della play press?

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        • #19
          raga, ma ve la ricordate la vecchia trilogia della spada di ghiacio scritta dalla disney italiana?
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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          • #20
            Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
            raga, ma ve la ricordate la vecchia trilogia della spada di ghiacio scritta dalla disney italiana?
            È un tuffo nel passato più bello. Fra le più emozionanti storie della Disney


            [FONT=Verdana]The past is just a story we tell ourselves

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            • #21
              ricordo che nei 90 facevo l'abbonamento con la disney, e mi mandarono il ibricino sulla spada di ghiaccio, in cartonato arancione. Con una breve introduzione sul fantasy nella disney. Mi colpirono molto i disegni, molto particolari e distanti dagli standard disneyani (a parte ovviamente pippo e topolino)
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • #22

                I Ribelli
                Editoriale Cosmo 160pp. b/n 5,00€.
                Giovanotto povero ma sveglio nell’America degli anni ’30 diventa il protetto di una disfunzionale ricchissima famiglia di industriali, ne compenetra i torbidi segreti e compartecipa vizi e vanità.
                Richiedendo al lettore lo sforzo mnemonico di archiviare la mole di personaggi che compongono le varie linee narrative della vicenda, talvolta intervenuti in maniera intermittente negli svolgimenti di un ventennio od introdotti nel corso dei successivi capitoli della storia ( in tre atti) , conseguenti di un intreccio elaborato la sceneggiatura ripaga con un racconto sinuoso ed appassionante, caratteri ben delineati ed una ambientazione affascinante. Alcuni passi sembrano rimandare alle biografie ufficiose della Hollywood Babilonia , con attori noti chiamati in causa direttamente, dato che il protagonista è un scrittore per il cinema ed il teatro, impegnato a tenere a bada conoscenze prepotenti quanto non raccomandabili da un lato ,e dall’altro tentando di sostenere la fragilità umana di divi dello spettacolo che gli danno fiducia e il lavoro.
                Un mondo che non lascia indenni né tantomeno idealisti.
                Dialoghi efficaci ( i testi sono di Jean Dufaux) ad inquadrare splendori e miserie di ricconi, secondo modalità solide ma non certo inedite. Avvisando d’altronde chi legge della piega degli eventi l’autore ne fortifica il portato incidentale, rafforzando l’attesa più spasmodica degli accadimenti futuri, anche atti a rimodellare la tempra caratteriale dei personaggi.
                Lo sviluppo panoramico di diverse vignette rimanda al “Cinemascope”, quanto l’intersezione frammentata di brevi vignette a sviluppo verticale segna una equivalenza con i cut di montaggio. Spettacolari le distorsioni grafiche ad effetto obbiettivo fish-eye e l’instancabile resa dei dettagli . Nelle note redazionali i disegni di Marc Malés sono accostati allo stile di Attilio Micheluzzi. 
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • #23
                  qualcuno qui ha letto sandman?
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                  Spoiler! Mostra

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                  • #24
                    Io solo Preludi e Notturni, ma ora che mi manca solo l'ultimo numero della ristampa deluxe della Lion, comincerò una rilettura integrale.
                    Sono una persona semplice, guardo film e non rompo il cazzo.

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                    • #25
                      Rizzoli-Lizard, 158pp. , colore, 16,00€.
                      Una storia d’amore, in un racconto postumo amplificato dalla nostalgia della mancanza, ma forse riappacificato dei rimpianti delle cose che potevano andare diversamente, nella mutevolezza consapevole dei (propri) sentimenti : e nella gratitudine di ciò che si è provato nell’essere corrisposti.
                      Circa quindici anni cruciali di vita di Clementine, liceale francese di famiglia del tutto media, còlta nell’epifania della sua attrazione per Emma, bionda dai capelli tinti di blu, artista e sicura di se stessa come persona lesbica.
                      Un tuffo al cuore per Clem, capace di terremotare le sue anguste e convenzionali certezze esistenziali. Combatterà dentro e fuori di sé per accettare e coltivare l’essenza reale dei suoi sentimenti; patendo l’ostracismo della famiglia e degli amici; facendosene di nuovi ed incagliandosi con dolore contro le esigenze inclusive di Emma ( che porta avanti un altro legame…), per perdersi infine nella calda congiunzione carnale e spirituale col suo Amore.
                      Arriveranno ancora nuovi dolori, anche la delusione di un tradimento ( incidentalmente etero), ma Clem ed Emma sapranno ritrovarsi, prima che di nuovo tutto precipiti verso…
                      Perdonando, per così dire , il finale “ricattatorio” ed alcune figure fin troppo esemplari ( l’amico gay; la mamma tradizionalista ma affettuosa; il padre cocciutamente retrogrado…) possiamo lasciarci conquistare da una storia progressista , che eleva alti lai alla necessità di vivere e dare L’Amore, senza rinchiuderlo in steccati di genere definiti a priori o soffocarlo nell’esigenza del controllo e della gelosia.
                      Opera prima , “spudorata” nel mostrare erotismo saffico; ma non meno di premere l’acceleratore su momenti melodrammatici, benché efficace in sequenze mute che raccolgono “solo” gli stati d’animo delle protagoniste od illustrano passaggi preannunciati.
                      Appoggiato su una colorazione tenue e diluita il segno non cerca la perfezione foto realista o la pulizia delle matite quanto l’urgenza di lasciare esprimere i corpi, e l’interiorità dei personaggi anche letteralmente dettati dalle dida in corsivo di un “caro diario”. Anche il font dei testi non è dei più immediati, ma poco male aiuta a concentrarsi sulla bontà dei dialoghi, che fluiscono scorrevoli, di quieta quotidianità od incisivi nel culmine di scene madri.
                      Romantico.
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • #26
                        Si può parlare anche di Manga? Perchè non trovo un topic apposito..

                        Comunque io consiglio a tutti "Shingeki no Kyojin", opera prima di Hajima Isayama, incoronato miglior Manga Shonen nel 2012 e probabilmente replicherà quest'anno passato. Manga che parla della sopravvivenza della razza umana all'arrivo di giganti, non si sa da dove, non si sa da quando. Storia che degenera in modi che nessuno, nemmeno il più strafatto dei cocainomani, avrebbe potuto prevedere. Veramente eccezionale.

                        Di Seinen vi consiglio "Vinland Saga", anche qui lavoro acclamatissimo e superbo, manga che tratta di Vichinghi, intrighi e guerre di potere, con personaggi veramente epocali.

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                        • #27
                          Continuo a seguire mensilmente questa serie poliziesca di Bonelli Editore , giunta al n.ro 184 ,con "le avventure di una criminologa". La qualità degli episodi è discontinua, imho, esssendo ravvisabili esagerazioni non connaturate al personaggio protagonista e consuetudini nello svolgersi delle trame che toccano un certo tasso di ripetitività. Continuo a riscontrare tuttavia nei testi un buon "fiuto" per l'attualità , infusa nelle storie da un punto di vista dialetticamente "liberal", ed una mai venuta meno finezza e sensibilità umanista nella ricognizione psicologica degli attori delle vicende narrate.Piace segnalare quest'ultimo numero, titolato "Libri e veleni" per l'abbastanza insolito finale irrisolto, in cui Julia non trova conferma delle sue intuizioni [SPOILER] esatte [FINE SPOILER ], lasciando dei crimini impuniti, ad un passo dalla risoluzione del caso. Il colpo di scena finale si armonizza poco con il temperamento della persona coinvolta, per come ci è stato dato conoscerla, ma tant'é; e sembra quasi un omaggio dell'autore G. Berardi ( con M.Mantero), noto bibliofilo , alla passione di un sì omicida ma collezionista di libri. Disegni di L.Copello, accurati nelle ambientazioni e negli sfondi, un po' anonimi nei ritratti ( il personaggio della "nonna" però sembra acconcio alla televisiva "Signora in giallo").Simpatico.SBE 132pp. b/n _ 3,40€.http://www.sergiobonellieditore.it/r...UoLnDbs=--.jpg
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • #28
                            128pp., b/n , 3,90€.Battaglia di nome, squadrato alla Chester Gould ( è disegnato da Leomacs) , carattere e fattezze alla “Sadik” ( un clone di Diabolik degli anni ’70), sottufficiale nella Grande Guerra , a tenere la posizione in trincea piegato non domo all’ottusità del suo diretto superiore. Ma dato che nel prologo l’avevamo visto ai giorni nostri malintenzionato durante una manifestazione studenti vs a.c.a.b…Chiaro che Recchioni sceneggia sulla consapevolezza ( del lettore) di come si andrà a dispiegare il soggetto , e dunque gigioneggia nell’autocitazionismo ( donna e falce vengono direttamente da “John Doe”, ovviamente…), si prende le sue belle tavole mute (salvo lo sferragliare dell’artiglieria) per sfogare le “sue” truppe nella battaglia corpo a corpo ed innalzare il protagonista “trasformato” , in una macchina di morte incontenibile ed anarcoide.Buona da scalmanare, nel secondo episodio , contro una faida siciliana per la prevalenza politica territoriale , sancita _ed oliata_ dal suffragio popolare.Tra due litiganti il prete del paese non gode , se non cercando soddisfazione, intuite le”potenzialità “ del Battaglia. Dotato di una buona articolazione degli eventi il soggetto è certo debitore del Bruce Willis di “Ancora vivo”, con virata in territorio horror nelle capacità rigeneranti del sangue umano.Satireggio spicciolo sugli intrallazzi partitici, secchiate di violenza splatter (pure una citazione di “Bad Taste”) e parentesi piccanti scatenano ulteriormente Leomacs ,che pare rifarsi ad”Hellboy” quanto ad una ritrattistica alla Riccardo Mannelli ( e chissà se la sequenza notturna col prete non voglia omaggiare Battaglia…Dino).In sintesi: professionalità alta, originalità bassa. Si può leggere,digerendo il genere. 
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #29
                              Nell’allocare tutti gli elementi essenziali del soggetto (sceneggiato da G.Berardi con L.Calza) l’illustrazione di copertina “rinforza” in senso drammatico, prendendosi qualche licenza, se vogliamo anche utile in chiave anti spoilers.Perché come si addice ad una località turistico-balneare, il mare è sempre calmo ed i fondali piuttosto bassi, cosa che non impedisce di custodire diversi misteri, in cui “inciampano” Julia ed Ettore ,alla loro prima vera vacanza in coppia, nell’incantevole scenario marinaro nella zona di Miami (Florida, e naturalmente gioco di parole sul sentimento relazionale sperimentato dai due…), presso la comunità di pescatori esuli cubani. Per le escursioni al largo trovano posto su una chiatta denominata Morgan ( come il modello di auto di J.), governata da un vecchio lupo di mare e dal suo giovanissimo mozzo, un bambino. Gli svaghi come un salutare ozio corroborano il rapporto d’amore tra Julia ed Ettore , appena incrinato da un’inaspettata invadenza familiare nella vita di lui. Ma ben presto Julia incrocerà problemi ancora ben più tragici…L’elusività furbesca di alcuni personaggi nelle sceneggiature scritte e coordinate da Berardi è nota a partire dalla moglie “invisibile” del stg. Irving o dalla pletora di ex coniugi di Emily, fino alla recente gravidanza lampo di Norma Kendall; ora si arricchisce ufficialmente anche della figlia adolescente di Ettore ,che minaccia di essere il convitato di pietra nella privacy della coppia di amanti. E se la scrittura delle parti romantiche prende un robusto spazio non può mancare il risvolto investigativo che rinserra il ritmo , essendo conciso e movimentato, lasciando sorprendentemente campo alle insospettate risorse del bambino e mozzo _ costretto a lavorare tanto piccolo per problemi familiari_ rivelando una scaltrezza a prova di compatimento buonista, magari tipico del turista con sensibilità sociali ed eventualmente annessi sensi di colpa.Le vignette disegnate da C. Piccoli affastellano un’impressionante quantità di particolari ed elementi scenici, con tavole “mosse” da punti di vista vivacemente ricercati . Bello il bianco e nero alla “Da qui all’eternità”, convincente anche nei forti contrasti notturni da chiari di luna. Lieto fine e lieto d’averlo letto. http://www.sergiobonellieditore.it/r...=--.jpg 
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • #30
                                Agile libretto edito dall’associazione culturale Comicout, appartenente ad una collana di monografie che si prefiggono di far conoscere le opere, le tecniche ed il background di riconosciuti artisti del fumetto, non solo italiani.
                                Curato in questa uscita da Laura Scarpa il volumetto è redatto nella forma di un’articolata intervista all’autore, intercalata da numerosissime illustrazioni, principalmente : storie brevi complete, storyboard e studi per opere in via di realizzazione, manifesti , disegni a tema libero ecc…
                                Il testo , commisurata la crescente popolarità ed il trasversale apprezzamento tributato a Gabriele Rech _ Zerocalcare attenziona i risvolti meno battuti della personalità del fumettista romano, tra quelli volutamente tralasciati in una produzione altrimenti largamente autobiografica, in cui Calcare però bada bene di non auto incensarsi. Ne esce il ritratto di un “giovane” (classe 1983) che non sbandiera la radicalità delle sue esperienze politiche ma cerca di arrivare comunque ad un pubblico eterogeneo dosando riferimenti largamente conoscibili dentro un’impalcatura pensata per trasmettere _ non certo superficialmente_ un senso di divertita ed empatica leggerezza.
                                Comicout, 80pp. , illustrato a colori e b/n, 10,90€.
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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