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    ALTAI & JONSON ( 3 di 3)
    Ed. Cosmo. 112pp., b/n. 3,90€.
    Testi_ Tiziano Sclavi / Disegni_ Giorgio Cavazzano.
    Ultima parte dell’integrale di A & J. I primi episodi risalgono ancora al periodo “Corriere dei Ragazzi” ( poi rifondato come “ Corrier Boy Music”)datato 1976; per poi passare , con una pausa di due anni su “Il Mago” e prendere commiato con una ultima storia, risalente al 1985, sulla testata “Orient Express”. Quest’ultima è quasi un remake di un episodio precedente, nel solco del tipico giallo da camera, ma con una componente splatter ormai solidale al progetto editoriale che Sclavi avrebbe curato a partire dal 1986 : Dylan Dog!
    In effetti , anche nella fase su “Il Mago” era apparso un episodio chiaramente ispirato a Dario Argento, Roger Corman e Vincent Price dove la violenza fisica era ben poco dissimulata da esasperazioni umoristiche; ed in genere l’intonazione del periodo ( delicato, nella storia recente italiana)di pubblicazione andava verso una sobrietà maggiormente adulta. Invariato lo schema generale, coi due private eye di San Francisco che hanno l’innata abilità di trovarsi in mezzo a casi scottanti _ anche per la polizia_ , e venirne a capo senza averne un ritorno economico di sussistenza. Così, come l’affratellato indagatore dell’incubo stressano un già scassatissimo Maggiolone e vanno incontro ad avventure che spesso non disdegnano di richiamarsi alla trama di qualche film. Si intravvede il tentativo di economizzare testi e didascalie, anche proponendo accelerazioni senza preavviso nello sviluppo delle vicende. Sempre strepitoso Cavazzano nel “bucare” la pagina verso la virtualizzazione tridimensionale , che irrompe in sfrenati inseguimenti od anche solo nei ritratti caricaturali dei vari personaggi,e sebbene l’autore conceda una maggiore morbidezza di linee , ad esempio ingentilendo alcune girls o lo stesso Altai, il meno allampanato del duo di (anti) eroi che si congedano quando forse il loro Paese sta guardando culturalmente altrove . Fine.


    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      CATTIVI SOGGETTI_ Il Noir italiano a fumetti
      Rizzoli Bur. 190pp., b/n. 18,50€.
      Operazione editoriale risalente al 2010 : Daniele Brolli ha adattato per il media fumetto cinque soggetti letterari forniti da un pari numero di noti scrittori e li ha girati ad altrettanti disegnatori, per cavare cinque brevi storie ambientate in Italia in stile (appunto…) noir. Vite di strada con una estesa mappatura di etnie straniere ( ma anche di italiani che hanno operato all’estero) impiegate in malaffari assortiti di concerto con la malavita nostrana. Ove presente, la componente religiosa rende più attuale il confronto con le spinte motivazionali dei protagonisti . E’ il caso del comic ispirato da Piero Colaprico e disegnato da Michele Benevento “ante Lukas” (il personaggio di Shamir del resto lo ricorda; segno ed inchiostrazione potrebbero richiamare Mario Majo Rossi agli inizi…). Eraldo Baldini scrive per Davide Fabbri , intonato con matite complete e bordature di rinforzo , ad ingentilire l’amaro ma non passivo Carnevale di una minorenne mandata a battere. Questi due (imho) sono i racconti più a fuoco e risolti. Meno assai Davide Dileo ( noto anche come cantante, aka Boosta)che mette in scena sostanzialmente non una vicenda ma il carattere abulico ed anaffettivo di un bastardello figlio di papà; disegna Matteo Buffagni , magnificato come “neo romantico del bianco e nero”ma non vedo ‘sta grande inventiva nel “non” appiattire figure e sfondi. Sergio Ponchione illustra con un piglio a là James O’ Barr uno scritto di Loriano Macchiavelli ambientato tra Baghdad e Bologna, con stereotipi virili messi in mano all’inadeguato Poldo (sic!). Infine Wu Ming 4 (Federico Guglielmi) pompa di testosterone e dialoghi un po’ loffi un contesto politico-militare-criminale concentrandolo nell’unità spazio temporale di un disco bar medio fighetto in cui dei forestieri intendono insediare un mercatino dello spaccio…Disegni di Elia Bonetti che si “impalla” nelle scene corali, mostrando invece il talentaccio nei penetranti primi piani.
      Nel suo complesso un volume che ha le polveri un po’ bagnate sul piano dell’inventiva e della compiutezza e dunque non innesca grossi entusiasmi.




      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        MAO ZEDONG ( Mondadori)
        Cartonato a colori. 56pp. 8,99€.
        Testi_ Jean-David Morvan e Frédérique Voulyzé / Disegni_ Rafael Ortiz / Colori_ Giulia Priori e Andrea Meloni.
        In procinto di presiedere le esequie del marito Zhou Enlai , la riverita vedova Deng Yingchao riceve privatamente le condoglianze di alcuni familiari , a cui _con inusitata franchezza_ “apre gli occhi” sulla mitologica figura del Presidente Mao, che nemmeno si è disturbato a venire a salutare il suo ex primo ministro , compagno d’armi e collaboratore diplomatico di altissimo profilo…

        Una biograph a fumetti del “Grande Timoniere” cinese che si avvale della consulenza storica di Jean-Luc Domenach , e sceglie di polemizzare con l’agiografia propagandistica debitamente fabbricata, somministrata ed incontestata del Regime Maoista , per smontarne gli assunti politici , le macroscopiche omissioni e le altrettanto truffaldine esagerazioni che lasciano la nuda figura di Mao uomo , profittatore egocentrico, bugiardo manipolatore e sessuomane patologico. Uno spregevole opportunista che epurò selvaggiamente gli avversari interni e colse le direzioni più favorevoli della Storia moderna per piegarle alle sue ambizioni, particolarmente disastrose sul piano economico. La sceneggiatura, aprendo un largo spazio , anche di credito intellettuale ,allo stesso Zhou ed alla moglie, s’incarica di dare una infarinatura del quadro socio-politico della Cina alla vigilia del bolscevismo rivoluzionario ( ed alleato futuro, con articolati e significativi distinguo…), fecondante insieme al nazionalismo di matrice anti-colonialista il pensiero e lo spirito fattivo dei giovani istruiti nel grande Paese asiatico che, per ancora molto tempo, trarrà la sua forza propulsiva dai lavoratori della campagne , destinati a divenire il bacino elettivo del consenso a Mao Zedong, che del resto poteva fregiarsi di provenire da quel mondo, finendo a “ripagarlo” nella maniera più scellerata. Ma neppure al “Mondo Libero” dispiacque un leader che seppe scardinare la balcanizzazione della popolosa Cina; peraltro utile anche a frenare l’imperialismo giapponese e d’altro canto la sovietizzazione dell’Asia.
        Ortiz libera la gabbia delle tavole nei grandi ritratti d’insieme, così pure nei ficcanti primi piani ; a cominciare da Deng , non risparmiata dai segni del tempo che si addossano sul suo corpo ma fiera titolare di un ghigno sarcastico , di chi è sopravvissuta a tutto ed almeno per sé non teme nulla , neanche di sostenere la conclamata indifferenza di un Presidente che “sa” di doverle molto. Il rosso sembra quello del sangue rappreso e dominano tinte sobrie , grigie e terragne. Un comic di largo respiro , qua e là rallentato dal nozionismo storico, poco evitabile data la fluidità strategica di scelte prese sulla testa di una moltitudine disgraziata e poverissima perlopiù.


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          LE AVVENTURE DI JOHNNY BUNKO
          Sperling & Kupfer. 160pp., b/n e toni di grigio . 14,00€.
          Testi_ Daniel H. Pink / Disegni_ Rob Ten Pas.
          L’impiegato amministrativo finanziario Johnny Bunko vive oberato dalla scadenze lavorative di un impiego che, nel dargli una minima sicurezza economica, è poco confacente alle sue aspirazioni. Ma un dì, nella maniera più imprevedibile, riceverà una sequenza dialettica di spinte motivazionali che lo instraderanno, con un ristretto gruppo di collaboratori ed amici, nella esecuzione con successo dei suoi mandati lavorativi.

          Narrazione molto asciutta e lineare, pragmatica a dispetto dell’espediente “fantasy”, a scandire un one shot a fumetti che intende fissare ed inculcare rudimenti di business carrieristico , schiarendo le idee ad un “classico” mezze maniche proto fantozziano svogliato dal basso ed estenuante tenore delle sue funzioni. La predisposizione grafica vira dichiaratamente allo stile manga ( da fruire però con la lettura da sx a dx, nel formato tascabile ), presentandosi con l’armamentario completo di linee cinetiche , vignette oblique o scontornate; ed uso del grigio a staccare su piani prospettici di marca geometrica e non molto elaborati , a normare un segno caricato nelle espressioni facciali e tuttavia nitido nella resa visiva. Una lettura leggera e scorrevole; pure troppo : lette le sei regole convenzionali nel risvolto di copertina si ha abbastanza la sensazione come di un “film” il cui “trailer” ha già estrapolato quasi tutto il “succo del discorso”. Ai testi (d’altronde?) non uno sceneggiatore professionista ma un seguìto conferenziere e scrittore. Prima edizione italiana : 2009.


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          • cosmo-editoriale-esploratori-della-storia-cosmo-serie-rossa-57-darwin-l-origine-della-specie-79842000020.jpg
            DARWIN _ Gli Esploratori della Storia
            Ed. Cosmo. 96pp., a colori. 4,90€.
            Testi_ Christian Clot / Disegni_ Fabio Bono / Colori_ Dimitri Fogolin.
            Diplomato a Cambridge nel 1830, il giovane Charles Darwin, affamato di cultura ed esperienze, sembra instradato a seguire le impegnative orme dell’esigente papà e prendere i voti da pastore anglicano. Quasi fortuitamente trova l’occasione di perfezionare i suoi studi naturalistici, affatto in contrasto con la formazione teologica imbarcandosi sull’ HMS Beagle per un biennio ( stimato per difetto!) dedicato a cartografare l’intero globo, soffermandosi nei luoghi più esotici e meno civilizzati, che Charles conosce(va) solo per l’avida lettura dei resoconti di pochi e qualificati studiosi.
            Durante il viaggio ,certo non comodo o privo di criticità Darwin si impratichisce del suo lavoro, serra un rapporto dialetticamente piuttosto viscerale con il Capitano e l’equipaggio della nave collezionando rilievi ed osservazioni progressivamente destabilizzanti sul tempo geologico incompatibile con il calendario biblico secondo il Vecchio Testamento, ossia infine con la stessa dettatura della Creazione.
            Una escursione biografica del celeberrimo scienziato, che termina con gli strascichi polemici all’atto della faticosa ( e poi fraintesa) pubblicazione de “L’Origine della specie”; che ci consegna un C.D . molto prudente e tormentato nella sua educazione cristiana, ed assolutamente indisponibile al nichilismo che altri avrebbero battezzato come “Darwinismo Sociale”. Ed anche un giovanotto intraprendente, piuttosto simpatico nella sollecitudine delle sue passioni ma anche fermo a difendere le sue idee presso interlocutori qualificati , verso cui peraltro non vorrà mai del tutto recidere ogni rapporto.
            Il fumetto, e la sottostante resa grafica, poggiano dunque su panoramiche di primi piani dialogati che poi si aprono all’illustrazione di ambienti naturali lussureggianti, con un effetto però da illustrazione enciclopedica “per ragazzi” con figurazioni d’insieme vivacemente colorate ( l’effetto che Gianfranco Manfredi ha cercato sempre di scongiurare nel suo “Adam Wild” :-p ). E nemmeno i ritratti umani convincono del tutto , sia quando cercano tratti somatici non regolari sia quando invece poggiano su un idealtipo unificante per barbe, nasi, bocche…
            L’opera comunque non appare gravata da sunti scientifici vincolati ad addetti ai lavori e lascia campo alla geografia, al gusto avventuroso e pure alla compassione umanistica; offendendo solo l’irriducibilità pregiudiziale o la “paurosa” incapacità di mettere in discussione un congelato e perciò rassicurante sistema rivelato di credenze.




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            • Sto cercando di recuperare The Goon, mi sembra interessante. Mi chiedo se quell'adattamento cinematografico arriverà mai.

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                THE PROFESSOR 5. Troll
                Erredi Grafiche Editoriali. 96pp., b/n. 4,00€.
                Testi_ Giancarlo Marzano / Disegni_ Paolo D’Antonio.
                Per non sbracarsi troppo di noia ed assenzio il Prof. accetta di accompagnare il direttore teatrale ed aspirante scrittore Abraham Stoker (!) in remote isole del Mare del Nord , sui cui scogli è rovinato il brigantino inglese Prometheus , in circostanze ferali , insolite ed impressionanti per l’intero equipaggio. Una ricognizione sul luogo della tragedia, per chiarirne le dinamiche ed ispirare , perché no, resoconti di fantasia ad uso intrattenimento.
                Oltre a confutare leggende, usanze e pregiudizi locali, Bram Stoker ed il Professore forniranno un deciso contributo a delineare l’incombenza di un pericolo mortale, che dalla nave sembra essersi riversato sulla terra ferma ,provenendo da un passato ormai remoto e testimoniato da incerte fonti.
                Sceneggiatore anche di “Dylan Dog” ( vedi cit. pag.40), Marzano compie un’operazione in scrittura piuttosto tartufesca: trasforma in “reale” un personaggio di supporto di un famosissimo romanzo gotico per introdurre nella sua storia il protagonista del romanzo stesso, facendolo agire con/contro i due gentiluomini inglesi, peraltro un po’ passivizzati nell’economia complessiva dell’azione; che sul suolo patrio concede un paio di rimandi alla mitopoietica della mini serie . L’esplicitazione grafica stavolta è limpida e non denuncia possibili fraintendimenti , merito anche dei disegni che , sebbene sacrifichino una certa rispondenza tra Peter Cushing e l’immagine di The Professor sono ruvidamente efficaci nel rendere figure corpulente e tenere insieme i dettagli del quadro d’immagine , anche con tagli di vignetta stretti alla base. Coerente ai numeri precedenti _ e naturalmente (imho) discutibile_ l’onnipresente lardellatura di tratteggi.




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                • cosmo-editoriale-pianeta-delle-scimmie-m2-1-cosmo-serie-blu-58-cataclisma-1-79978000010.jpg
                  IL PIANETA DELLE SCIMMIE _Cataclisma ( 1 di 2)
                  Editoriale Cosmo. 144pp., b/n e toni di grigio. 5,00€.
                  Testi_ Corinna Bechko e Gabriel Hardman / Disegni_ Damian Couceiro.
                  Espansione a fumetti del franchise di “Planet of the apes” con alcuni protagonisti della saga principiata dal romanzo distopico fantascientifico di Pierre Boulle appaltati ad un soggetto inedito ed indipendente ; da una versione a capitoli di ventidue pagine della Boom! Studios distribuita a partire dal settembre 2012.

                  Una contro catastrofe, gemella di quella che generò l’avvento delle scimmie evolute si scatena sulla Terra. Oranghi, Gorilla e Scimpanzé tentano di sopravvivere e risollevarsi, con qualche moto di pietà anche per i “bestiali” esseri umani aggressivamente inselvatichiti , ma una congiura segreta brama la loro distruzione e la supremazia conseguente sul pianeta…

                  Imborghesita e castale ( ma sempre molto meno della civiltà odierna antropocentrica…) la società delle Scimmie vede sgretolarsi il tabù del non infliggersi la morte ( e i cittadini più “liberal” osteggiano pure la vivi-sezione degli animali umani…)tra loro : ma è un complotto che chiama in causa le terre bandite, quelle che furono la base logistica delle turpitudini guerrafondaie umane, peraltro esportate fin sulla Luna ;-)…
                  Un po’ forse guardando a “Kamandi” , la storia fin qui è una precipitosa fuga per la vita e stabilizzazione di elementari bisogni collettivi. Il ritmo è sferzato dunque da continui accidenti della natura e dallo scandaloso comportamento di alcune scimmie ( taccio il motivo per ragioni di spoiler), con l’ulteriore disturbo dell’homo sapiens , molesto peggio di un gregge di zombie :-p.
                  Incorre pure un artificio da Cavaliere Jedi che non alza (imho) il tenore di un albo che scivola via velocemente , anche dalla memoria del lettore (imho). I disegni sono volenterosamente iconici e non imballati nell’espressività posturale ( semmai talvolta impallati da ombre secche) e dei crani abbondantemente criniti.Migliorabile la spigolosità geometrica dell'elemento acquatico. Qualche passaggio di raccordo è risolto frettolosamente ed invita/costringe alla sua interpretazione.


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                    TUTTO KICK ASS ( N.1 Kick Ass_ Parte 1)
                    Panini Comics. 48pp., a colori. 4,99€.
                    Iniziativa per le edicole di “Tuttosport” e “Corriere dello sport_Stadio”con la pubblicazione a fascicoli della intera serie di KA ( sedici uscite, comprensive di “Hit Girl”. Tom Palmer sr. alle chine e Dean V. White supportano il segno gravido di tratteggi di John Romita jr., dinamico a livelli deformanti ed essenziale nella composizione generale delle vignette, che riempie anche con stringenti primi piani. Scontato ma tant’è richiamarsi a Darick Robertson e pure al Camuncoli di “The Invisible boy” data la somiglianza del protagonista del fumetto ( ossia del film di Salvatores…) con il qui Dave Lizewski. Un drop out di high school , orfano di madre ed “attanagliato” da una medio-crità più che altro deleteria per la sua vita…Sessuale. Con (i) pochi amici appassionati di fumetti e cinema ( Youporn incluso ovviamente…) si interroga esizialmente su un pregnante dilemma etico e filosofico : come mai ci sono persone, nella vita reale, che vogliono diventare Paris Hilton ma nessuno che vuole essere come Spider-man?
                    Quindi decide il grande passo : un po’ di palestra e una bardatura recuperata su e-Bay per diventare un “vero” Supereroe ( gli manca solo il nome ehm…)pattugliatore notturno della città ,infestata dai malintenzionati. La sua opera di difensore civico disinteressato _ senza alcun potere speciale_ sembra duramente stroncata sul nascere, ma attira comunque una certa attenzione , diventando “virale”sui nuovi media…

                    A Mark Millar, ai testi, riesce una quadratura non facile : realizzare un fumetto divertente e violento senza farci digerire il gore trasfigurandolo in esagerazioni infine innocue nella loro palese inverosimiglianza…
                    Le botte e le coltellate ( anche filmate ed in ciò virtualmente condivise) hanno un prezzo e vengono pagate in mesi d’ospedale, semestri di scuola persi, operazioni chirurgiche continuate, fisioterapie e lunghe liste di farmaci da assumere. Questo tempra il giovane Dave, non lo fa’ deflettere dai suoi intenti , costringendolo però ad un rapporto più maturo col padre, assumendosi anche la responsabilità di mentire, almeno parzialmente, ritagliando lo spazio autonomo della sua doppia identità.
                    L'albo forse poteva costare qualcosa meno.




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                      MARTIN MYSTERE_ Le Nuove avventure a colori
                      09. Il Pianeta dei robot . SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
                      Testi_ I Mysteriani / Disegni_ Francesco Mortarino / Colori_ Alessandro Musumeci e Daniele Rudoni.
                      Una pregevole colorazione esalta l’impianto spettacolare e la dettagliata precisione dei disegni. E se gli scenari più immaginifici appagano l’occhio di spettacolosità, sono piuttosto le scene più “comuni” a dettare l’alto standard immersivo e curato in esaltazione delle tavole. Più estesamente comunque sono le linee di dialogo che dettano la costruzione delle vignette , in un numero “recap” che mette in fila numerose sotto trame, tuttavia accordate su piani narrativi che prevedono paradossi spazio-temporali, stati di sospensione controllata dei parametri vitali (!) ,antiche civiltà guerreggianti,organizzazioni segrete doppio-quadruplo-sestuplo-ottuplo giochiste, scienziati che fondono biologia e meccanica d’avanguardia, nazisti vampiri e non ultimi alieni mutanti e schiavisti ostili . E d’altronde i genitori defunti ( un termine che, nella virtualizzazione di molti fatti accaduti nella serie, si piega a un significato relativo; sebbene offra una soluzione vagamente concreta di come superare le limitazioni fisiologiche dell’umano nel progredire sulla scala delle distanze astronomiche, ancorché si vanno prefigurando tempi nerissimi per il nostro pianeta…) di Martin ebbero a cogitare una via d’uscita, almeno per il figlio, richiedendo al tempo l’aiuto di un altro inquietante Elemento del grande mosaico cospirativo che grava sulla terra. Nella maniera più subdola ed indecifrabile possibile Orloff costringe Martin a spalancare gli occhi su una situazione concreta , destinata ad evolvere rapidamente e tragicamente , come da qualcuno peraltro profetizzato…

                      Un bel casino, nevvero? xD . Affascinante visivamente e “filosoficamente” in molti passaggi , ma direi pure compiaciuto nel complicarsi all’inverosimile ( ho tralasciato pure delle cose :-p ) , in una lotta impari _ è una battuta_ tra il lettore e sei (più due) sceneggiatori che pompano senza soste novità e “resuscitano” filoni che sembravano estinti. Allenati da buona memoria si può tentare di tenere il passo, complessivamente divertendosi. E dato che le costine degli albi sono studiate nel numero di dodici per formare la scritta completa “ Martin Mystère le nuove avventure a colori” è d’uopo tenere raggruppati e sottomano gli ep. precedenti per consultazione rapida ;-)


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                        SPECIALE JULIA 3. Il Caso della gemella perduta
                        SBE. 128pp., a colori. 6,30€.
                        Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Steve Boraley / Colori_ Spartaco Lombardo e Gloria Martinelli.
                        Annuale storia retro-datata agli anni giovanili della criminologa di Garden City.

                        Una inserviente dell’Università di Hollyhock, mentre Kurt Vonnegut (!) sta tenendo un discorso alla cerimonia delle lauree _ con Julia tra i diplomati_ , rinviene il cadavere di una studentessa appesa ad un cappio. Con comprensibile sgomento si viene a sapere che la poverina era la sorella gemella di un’altra neo-laureata dell’ateneo. Incoraggiata dal Prof. Cross , in un ruolo ancora informale ma “tecnicamente” professionale Julia cerca di capire le motivazione di un insano gesto, d’altronde velocemente archiviato dalla polizia come suicidio, che getta delle ombre sugli amici e sulla famiglia (adottiva) della defunta…

                        Un episodio con cui si iniziano a cristallizzare alcune caratteristiche caratteriali di Julia adulta ( e pazienza per le parti improbabili : l’effrazione notturna in calzamaglia che rimanda a future prodezze della nostra…) , ricavando lo spazio _anche stavolta_ per affrontare temi sempre d’attualità nella nostra società ( gli studenti che mentono sulla loro carriera scolastica ; i “guaritori” che spillano soldi a vittime di raggiri invero disposte in fondo ad essere manipolate…)amalgamandoli con la risoluzione del giallo. Che è tale con l’accortezza di dispensare in parte la Polizia , per ragioni di assillante contenimento dei costi, con l’eccezione del sempre affabile Ben “Big Ben” Irving e di qualche espediente che sveltisce la messa in sintonia di una situazione pesante che può venire a crearsi tra le impermeabili mura di una casa, come tante altre, apparentemente serena e fin quasi esemplare. La natura del soggetto dato è indiziaria nel colpo di scena dirimente, che comunque intriga nella sua dinamica morbosa e spregiudicata, destinata _almeno per qualche tempo_ ad attirare una attenzione che il finale ( con Julia forse troppo distaccata?) acquisisce come borghesemente sgradita , sino al supremo rifiuto.
                        Dato forse l’affollamento di personaggi, nella prima parte dell’albo il disegnatore non sembra trovare il più ottimale equilibrio tra la proporzione degli ambienti e l’inserimento delle figure umane , che appaiono striminzite. Migliora a proposito con il proseguimento della storia, quando le atmosfere sono più raccolte ed intime e Boraley può andare di tratti morbidi , senza calcare ( ad eccezione del finto guru) su rughe e segni d’espressione facciale.
                        Il buio ed i flashback danno un perché all’ostensione dei colori , carichi quasi da film horror argentiano od incupiti sul blu-cobalto magari al posto della tradizionale, per la testata regolare, mezza tinta al grigio. Rimane irrisolto un mistero : di che tinta ha davvero i capelli Ben Irving? xD


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                          MERCURIO LOI 3. Il Piccolo palcoscenico
                          SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
                          Testi_ Alessandro Bilotta/ Disegni_ Onofrio Catacchio/ Colori_ Erika Bendazzoli.
                          Con la tigna che gli è connaturata Mercurio Loi si dedica alla laboriosa quanto discontinua ricerca di un nuovo maggiordomo , spossando pure Ottone e nel contempo si lascia “studiare” da un burattinaio, acuto osservatore e felice demiurgo delle sue rappresentazioni, che sta creando una marionetta ispirata al Professore e mira di poterla perfezionare con i suoi atteggiamenti istintivamente più veritieri. Una forma di “transfert” che toccherà un Loi sempre maggiormente coinvolto.

                          E non si dica che in Bonelli fanno sempre le stesse cose!

                          Bisogna essere iscritti al fan club Mercurio Loi ( è una battuta…)per gioire di un intero albo che mette da parte la catena narrativa delitto/indagine/scoperta dell’assassino per visitare integralmente gli anfratti della personalità spigolosa ed intellettualmente stressante del Prof. , dispensatore di motteggi ed insinuanti osservazioni , egocentrico fino alla supponenza sgradevole eppure aperto suo malgrado a farsi sondare l’animo da provveduti non necessariamente e sterilmente accademici.
                          Una ricognizione psicologica resa argutamente in termini visivi da uno spettacolo di marionette chiaroveggenti nella trasmissione dei dialoghi e stilizzate nell’essenza estetica dei personaggi, e nella tortuosa decisione su chi mettersi in casa a servizio. Ben scelta in entrambi i casi l’opzione Catacchio, che modula bene linee di limpida e poco ribattuta rotondità.
                          Una storia “strana” dunque, che peraltro pur volendo appoggiare la descrizione della romanità popolana ( e papalina…) sembra cedere a suggestioni ben più modernizzate come gli “one man show” con presunzione di reality. Clicca “mi piace” (?) . Astenersi, penso, chi cerca eroi nati ed imparati ed inseriti in una scansione del racconto non divagante ma precisa al dettaglio.


                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            JULIA n.ro 227 Il Segreto di Stan
                            SBE. 132pp., b/n . 4,00€.
                            Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Luca Bonessi e Valerio Piccioni.
                            Trovato strangolato un giovane professionista, partono le indagini sulla vita (spezzata) di un single noto ai vicini per educazione, onestà e riservatezza . Un sopralluogo nel suo appartamento condominiale svela a Julia l’, inclinazione della vittima per il salutismo, la difesa del suolo , degli animali e degli elementi inquinanti della industrializzazione massiva; e di conseguenza la sua avversione oltranzista per le fonti d’informazione ufficiali e sponsorizzabili. Schivo e diffidente, restringeva le sue frequentazioni ad un giro ristretto che veicola le sue stesse convinzioni. Una organizzazione settaria e complottista , molto autoreferenziale , entro cui i seguaci _ a livelli differenti e alla vista di un Leader Carismatico_ condividono anche le loro sostanze materiali…
                            Quando anche un’altra persona, indirettamente legata a Julia …

                            Attivata l’omogeneizzazione dei protagonisti si viene a capo del mistero in modo spiccio e lineare, pur ravvivato da un secondo omicidio , compromettente e dunque forse un po’ gratuito. Rimane a referto la testimonianza di un argomento d’attualità che si potrebbe spendere nella malizia di voler trovare metafore politiche del nostro presente, col profilo della prima vittima che sembra guardare ad una simile adesione militante al MoVimento fondato da Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati. Nella deriva psico-patologica che porta a ritenere plausibile e finanche doverosa qualsiasi antitesi alla “propaganda” precostituita dai “Poteri Forti”, magari peraltro partendo da istanze legittime e problematiche reali. Ma l’idiozia comportamentale dell’assassino mette in cattiva luce le sue motivazioni, perfino oltre (?) le intenzioni degli sceneggiatori.
                            Trovo che i disegni cerchino di ampliare la mimica di Julia, con simpatiche “faccette” alla Emma Stone e qualche contenuta licenza anche nella pettinatura. Convincenti in generale comunque tutti i ritratti ( il meccanico Nick Yorgis sembra la versione stempiata del Mago Forest, xD), così come la gestione dei volumi e delle susseguenti ombreggiature in chiave di solida composizione tridimensionale. La tavola di pag.106 è tutta costruita in funzione di una gag intonata al soggetto : un oasi slittata dentro una storia che pare procedere per moduli prefissati e replicabili.


                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              MARTIN MYSTERE_Le Nuove avventure a colori
                              10. La Caduta di Agarthi. SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
                              Testi_ I Mysteriani / Disegni_ Giulio Giordano, Carlo Piu, Carlo Velardi e Salvatore Cuffari/ Colori_ Elisa Sguanci e Daniele Rudoni.
                              Per gli standard della serie, a due numeri dal termine, il bouquet delle sotto-trame è abbastanza circoscritto e gestibile nella memoria di personaggi a supporto che si riaffacciano dopo svariati albi e la ben nota intrallazzatrice Diana Lombard che ha superato ogni soglia di ambiguità contraddittoria . Ritorna in partita ;intersecando un secondo atto immolato interamente alla quasi disperata ricerca di Martin e di Orloff di un praticabile “impossibile” varco magico per rimettere piede sul ritiro spirituale di Agarthi, nella impobra speranza di riparare a tragici avvenimenti che hanno lasciato un’emergenza nucleare in Croazia (!) e procurato gravi lutti ad Orloff (?). Il finale, al solito, introduce un plot twist sul grande raccordo anulare romano.
                              La norma di MM è soddisfare la trama verticale con un break event da esaurire in se stesso , mentre ogni altro approdo del monte di vicende che si susseguono è fluido , mutevole e smentibile con l’implemento di nuove linee narrative , magari precedentemente accantonate ( cosa che succede regolarmente ed in due occasioni in questa decima parte). Nella sua complessità di sviluppo dela trama MM_NAC è “come un maiale:non si butta via niente” coordinando spunti stressati oltre che sul piano logico , sulla sofisticazione di super-poteri e finanche piegando i piani spazio temporali. Sempre molto compatta l’unitarietà grafica e dei bei colori , comprensivi di sfumature e giochi di luce. Di ficcante attualità il carteggio mappale dei rifornimenti idrici della Capitale redatto scrupolosamente ai tempi dell’Impero Romano (sic!),
                              Ultima modifica di henry angel; 10 agosto 17, 03:31.


                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                                TRINITY _ La Storia della prima bomba atomica
                                La Repubblica / Le Scienze. 154pp., b/n. 9,90€ ( Ediz. Edicola).
                                Testi e Disegni_ Jonathan Fetter-Vorm.
                                Dalla base teorica della fissione nucleare al fungo atomico che troncò la bellicosità giapponese nel ‘45 e gettò le premesse della “Guerra Fredda”. La sintesi di uno sforzo scientifico –militare (americano e alleati…) che taglia il campo_ dolente o nolente, comune_ tra due poli attrattivi : il poco decifrabile ma certo brillante Fisico J. Robert Oppenheimer ed il pragmatico , inquadrato ma scaltro Gen. Leslie Groves. Da loro discenderà un Progetto che a “compartimenti stagni” di sicurezza e segretezza coinvolgerà a vario titolo fino ad ottantamila persone con uno stanziamento finanziario in terreni ed impianti sul territorio dell’Unione pari a due miliardi di dollari dell’epoca.

                                Il volume si snoda in due parti distinguibili. La prima propone una escursione ed illustrazione dei fenomeni nucleari, a partire dalle personalità che li hanno testati o perlomeno teorizzati /formulati, anche nelle implicazioni etiche che si aprivano con le loro scoperte; confluendoli nella “corsa contro il tempo” per letteralmente inventarsi un ordigno che facesse brillare l’energia scaturita ( arricchita, controllata, stabilizzata e replicabile)dall’atomo di metalli pesanti , peraltro ignorando (sic!) gli effetti collaterali di inquinamento biologico-ambientale. Giunti infine ad un test ( del titolo..) funzionale nell’ameno deserto del New Mexico il passo breve ed inevitabile diventa la costruzione di ordigni da scaricare senza meno su obiettivi civili dell’irriducibile Sol Levante, già sottoposto a svariate rappresaglie aeree, in vista di una possibile ma critica invasione via terra…Da qui si innesta la “seconda parte”,che dà conto delle vie diplomatiche e strategiche con cui la Presidenza Truman autorizza l’ecatombe di Hiroshima. Ne consegue il punto di veduta dei sopravvissuti nipponici, la resa del loro Imperatore e la presa di coscienza (…non se ne sottrarrà lo stesso Oppenheimer) mondiali dei pericoli della bomba, presto costituita anche nell’arsenale militare sovietico.
                                Il disegno è un po’ sormontato da una gran quantità di didascalie (il font è quello tipico da macchina da scrivere, per documentazione “top secret” ;-) ) ed anonimo nell’accatastare illustrazioni che paiono poco più di foto ricopiate da qualche enciclopedia. Non può lasciare indifferenti la descrizione delle devastazioni del dopo bomba, a dispetto di una stilizzazione grafica che prende materiali da disegno di un Makkox per delineare figurine ( e sfondi andanti)che hanno le (s)proporzioni dei fumetti indie americani. Forse per l’inclita sarà anche una lettura “da ombrellone”; per un negato (il sottoscritto…) delle materie scientifiche invece è un discreto sforzo per fissare i concetti base della fisica nucleare, peraltro esposti in maniera asciutta e graduata. Circa.


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