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    JULIA n.ro 231 La Donna diavolo
    SBE. 132pp., b/n. 4,00€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Claudio Piccoli.
    Artista appartato ma dalle vaste curiosità intellettuali Bertrand Hayes ( visto in J_ n.ro 196)convoca la sua amica Julia per una consulenza libraria : un suo contatto (in Rete) francese gli ha prospettato il ritrovamento antiquario di un manoscritto della mistica e teologa Marguerite Poreto ( finita al rogo nel 1310, sic! Personaggio realmente esistito…). Per incontrarlo de visu i due, a cui si aggrega presto Leo Baxter , forte lettore, si regolano per un appuntamento in una importante biblioteca… Ma il francese viene colà rinvenuto pugnalato a morte. I tre , con infine il benestare della Procura di Garden City , compiono fino in Europa la caccia al libro antico (…verosimilmente autentico e trafugato dall’assassino…), ovvero all’autore del misfatto. E tra nobili più o meno decaduti ed il giro dei bibliofili collezionisti scoprono che…

    Numero gravido di citazioni (para)letterarie e dialoghi forbiti, a scaglionare una trama in giallo che muove apertamente da Agatha Christie per approdare nel finale a reminescenze d’annata di un paio di film di Hitchcock. Ci entrano anche notazioni ironiche sulla Dyane ( l’auto) e sui “soliti” erededitieri di sangue blu scapestrati della vecchia Europa ( che hanno tutti la faccia di David Niven, xD ). Sul finale , prevedibilmente tenuto sul vago rispetto all’oggetto trattato, quella breve suggestione “fantasmatica” , stavolta resa in maniera pacchiana, secondo me, dalla cover di C. Spadoni. Il morto perde parzialmente di centralità a favore di una storia che si articola e dirama in maniera tutto sommato interessante, incrementando dinamismo ed ulteriori misteri in vista della chiusura conclusiva. L’impressione è che prima o poi ritroveremo su queste pagine ancora l’amabile Hayes.
    Si vede abbastanza _e sta diventando un’abitudine di diversi disegnatori per Bonelli_ come parecchie vignette siano lavorate/elaborate nei secondi piani attingendo da fotografie dal vero; e tolta qualche sporadica perplessità (Julia forse talvolta “rotondetta” di viso , mentre gli altri sembrano un po’ rigidi di mascella),i disegni si fanno apprezzare , specie nello studio dei chiaro scuri e nella chiarezza dinamica della composizione del quadro, infittito dall’ambientazione invernale.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      ALIENS [7]_ Fast track to heaven
      Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
      Testi, Disegni e Colori_ Liam Sharp.

      L’albo inizia con una coda di Aliens_Defiance , ossia un breve episodio tutto action incentrato su uno scontro alla “Mission : Impossible” con i rognosi alieni. Sceneggia sempre Brian Wood , egregiamente servito dagli scalmanati disegni di Tristan Jones. Ma il succo di questa settima uscita è piuttosto rappresentato da una scarna graphic novel di autore unico. Trovando l’ambientazione in “Europa”, ossia una delle Lune ghiacciate di Giove ,ci scappa l’elemento acquatico alla “The Abyss”, a sostegno di un soggetto che _al netto di speculazioni complementari_ è il “solito copione” della squadra di salvataggio _ presto decimata_ mandata a recuperare un precedente equipaggio e finita nelle fauci di chi sappiamo, presso una base costituita da un gigantesco budello meccanico semi sommerso. A parte darci uno spunto su come il senso del dovere subordinato alla Tecnica inibisca persino l’istinto di autoconservazione della specie umana, non è che la storia vada a parare fuori registro o illustri molto altro di ciò che abbiamo già sperimentato nei film , tenendosi un finale che, più che aperto, sembra monco della sorte dei sopravvissuti e “spiritosoni” protagonisti. Si va’ volentieri di bicromia a saturare un segno rotondamente flaccido , pronto a fermare le chine in innumerevoli pieghe, salvo farsi spiccio nell’insieme di molti ritratti. Boh, un fumetto inessenziale (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        MERCURIO LOI 7 La Testa di Pasquino
        SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
        Testi_ Alessandro Bilotta / Disegni_ Massimiliano Bergamo / Colori_ Nicola Righi.
        Tanta roba.Temprato da una trama logica quasi giallo poliziesca ( però con i gendarmi papalini…) , che scarta surreale nelle meningi di “Essere John Malkovich”, recise a significato morale alla “Se7en”. Stacce, o lettore, e non impigrirti su “nome, cognome e definizione” (cit. pagina 91).Per metterla sul pop anche “Ritorno al futuro”, con Marty e Doc che spiano se stessi compiere azioni in una catena di eventi che pure andranno a deviare col senno dei poi _paradossi del tempo_ passato.
        Cruccio intellettuale di Mercurio Loi e bollate di eresia dal potere temporale del Pontefice, le “pasquinate” ,satire anticlericali del leggiadro paludato e sfuggente Pasquino , costano all’autore ( caro, sorprendentemente a Mercurio…)la taglia per una sicura condanna a morte. Entrambe, per un refolo del destino sembrano arridere _ di rimando_ ad un austero uomo di legge , chiamato invece ad un’atroce prova , che lo interrogherà nei suoi sentimenti più intimi. Come del resto l’inesausto cogitare di Pasquino materializzerà schemi mentali e propositi di autoconservazione con (ed in contemporanea contro) l’ausilio del Professor Loi.
        Assurdo (…anche nell’accezione teatrale del termine) ma lucidissimo fumetto, compattamente esaustivo pur senza patire il bisogno di puntualizzare risolutivamente ogni passaggio del testo, riprende infine le redini del realismo per accomiatare uno ( e se vogliamo, bino…) dei personaggi che ameremmo fin d’ora rivedere.
        Qualche forma leonina dei profili scappa alla proporzionalità delle figure disegnate , forse un po’ stirate nel lungo , sebbene la disposizione degli ambienti (vedi gli interni)sembrino invece dilatare in senso orizzontale. Convincenti i quadri d’insieme, che paiono ben studiati per non offrire ripetizioni e senso di staticità. La messa in scena varia da un marcato non realismo che spiega ed accetta dominanti cromatiche che estraniano uno specifico elemento del discorso, fino agli spazi agresti delle campagne fuori Roma, che reclamano il verde dei prati e l’azzurro dei ruscelli; con quest’ultimo tono di colore sfumato su abiti e volti come certificazione dell’imbrunire. Gli appassionati invece vorranno vedere dati alla luce tanti altri numeri belli come questo (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          THE WALKING DEAD 27 Guerra ai Sussurratori
          Saldapress. 144pp., b/n e toni di grigio. 13,90€.
          Testi_ Robert Kirkman / Disegni_ Charlie Adlard (matite) e Stefano Gaudiano (chine).
          Il tempestoso scenario del gregge di vaganti, orientato dai sussurratori inesorabilmente contro scelti fortilizi delle comunità umane capeggiate da Rick Grimes , nell’inedito ( per lui..) ruolo di generale stratega , ma in riparate retrovie. Non è l’unico a scalpitare per l’offensiva evidentemente ostile, che tuttavia vede “calcoli di bottega” anche subdoli ed inconfessabili tra i presìdi , restii , anche solo parzialmente, a cedere forze e risorse allo scudo militare tatticamente organizzato per respingere una minaccia, che a qualcuno sembra una opportunità!
          Se non nelle piene intenzioni l’operato dei Sussurratori è notoriamente infido : mandare avanti gli zombie e mischiarsi ad essi , per colpire _ nella loro ferrea concezione tribale di gruppo organizzato_ i “soldati” impegnati nei respingimenti ed attentare ai bastioni degli insediamenti presidiati da Rick e i suoi fedeli alleati; con la minaccia di estendere “globalmente” il conflitto , data la “riserva” di non morti che i Sussurratori sono in grado di incanalare.
          E’ dunque la battaglia campale , scatenata e rintuzzata su numerosi fronti ,ad innervare gran parte degli episodi raccolti in questo volume , che lascia sul campo una vittima nota, sviluppa il mistero riguardo alla figura del leader avverso e puntualizza , di passata, la situazione sentimentale “in fieri” di qualche coppia tra i protagonisti della saga. Capitolo a parte Negan , dopo i fatti del vol.26 (NO SPOILER) che tiene un atteggiamento propedeutico a “sponsorizzare” l’ulteriore pubblicazione che lo riguarda direttamente (“Negan è qui!_ The Walking dead”. Saldapress.72pp. 16,90 euro), nel solco della sua sfacciata , arrogante e tracotante ambiguità. Non trova spazio nei testi l’invettiva e l’approfondimento sociologico goduti in altri casi ma ritornano in forze (…macilente e claudicanti)le morsicature infettanti dell’orda zombesca.
          Si nota una organizzazione un po’ diversa delle tavole : non mancano le doppie spaginate per dare, in termini drammatici, il quadro d’insieme; ma la lettura è spesso spezzettata in numerose vignette rettangolari ed uguali formato “foto tessera” in cui Adlard inscrive graficamente sia momenti d’azione ( con una certa inevitabile sommarietà e rimpicciolimento degli elementi disegnati), sia close-up di particolari essenziali , per arrivare ai classici primi piani delle figure. Questi ultimi _ l’impressione mi è forse data anche dalle scelte di inchiostrazione_ paiono insolitamente taglienti ed arcigni. In sintesi un TP con poca prosa e molto, ritmato, movimento (imho).


          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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