annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • 45zzz.jpg
    JULIA n.ro 235 Disarmati
    SBE: 132pp., b/n. 4,00€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Ernesto Michelazzo.
    La immediata inequivoca drammaticità che ci investe emotivamente nell’illustrazione di copertina ( by Cristiano Spadoni) nell’albo decanta per diverse decine di tavole, che seminano un quadro di anaffettività competitiva e stressante che macera in dinamiche familiari e di relazione che si potrebbero definire “come tante” (…perlomeno nell’orizzonte degli eventi dell’Occidente Industrializzato), fino a scaturire una sorta di nuova coppietta alla “Erika e Omar di Novi Ligure”; ma che in misura diversificata non lascia immuni certo neppure le generazioni più mature, magari (le) coetanee della stessa Julia, seppure ampiamente “liberate”. Una storia ben piantata in una classe media sul crinale di ambizioni di miglioramento carrieristico o sulla linea di( un) galleggiamento precario e vulnerabile, che trasmette ai figli una educazione biforcata tra permissivismo e controllo arcigno ( come dire, sembrano di nuovo suggerire gli autori, che non esistono ricette infallibilmente precostituite; se non _in ogni caso_ lasciare comunque aperti dei canali comunicativi coi propri ragazzi…). Altrimenti la violenza vigliaccamente “futile” ma concertata tra due cuori in cerca di autostima, autoesaltazione ed autodistruzione. Trama lineare _ e d’altronde sarebbe stato fuori posto l’invenzione di grossi artifici nella “vita normale” di due poco più che adolescenti_ che, sottolineando l’elemento cuspidale “femmineo” , si volge alla rovina (espiatoria?) finale.


    Pure Michelazzo arrangia diversi sfondi lavorandosi digitalmente foto live ; mentre quelli di suo pugno se unicamente descrittivi talvolta claudicano nell’espressione della tridimensionalità. Sua anche l’abitudine di ri-marcare le bordature , come a trattenere i segni somatici distintivi , abbastanza disordinati e talvolta vezzosi ( il labbro superiore in piena ombra …) . La resa è alta(lenante) ; spicca pacificamente però l’abilità compositiva delle vignette, anche quando richiamano un gran numero di elementi eterogenei nel campo visivo. Un numero poco “giallo” che si impegna in una ricognizione sociologica sentita, senza perdere di vista le molteplicità umane che sciamano “crashando” (…vedi i mendicanti ;-) ) per le vie di Garden City e d’America (imho).


    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • 45z.jpg

      MERCURIO LOI 10 L’Uomo orizzontale
      SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
      Testi_Alessandro Bilotta / Disegni_ Francesco Cattani / Colori_ Andrea Meloni.
      Mercurio s’è sdraiato: letteralmente e comodamente sul sofà del suo studio , placidamente determinato a non schiodarsene prima di essersi ristorato al riposo ed al sano ozio fino a…Avvertire la “fatica” del non far niente. Le lezioni universitarie saltate mettono piuttosto in azione Ottone, che diventa gli occhi ( e pure le gambe…) del Professore, per aggiornarsi dei fatti che avvengono per Roma. Lo accompagna il collega di studi Duilio che, con l’entusiasmo del neofita, ha raccolto brandelli di notizie più o meno veritiere sulle “favolose” imprese anche notturne in cui si Loi ed Ottone si sono trascinati, nonostante l’avversione “politica” del giovane biondino per “Sciarada” La Setta segreta e borghese di cui Mercurio è pienamente adepto ed il cui referente principale è Galatea, una bambina! Ma è una ulteriore Organizzazione clandestina che agisce platealmente attirando le ire molto piccate e secolari dello Stato Pontificio, poiché i suoi accoliti intraprendono iniziative di “flash mob” in circostanze che vanno dal ridicolo involontario fino all’intransigenza radicale, anche a spregio della propria ed altrui incolumità. Ottone indaga _ anche con la scusa maliziosa e narcisistica di tampinare una ragazza_, cercando di non irritarsi della “inanità” del suo amico (ri)posato e tenendo a bada l’effervescente Duilio , insieme all’imbarazzo di flirtare con la non edotta figliuola di colui che ha dolosamente ucciso. Fino a che, in un giorno “qualunque” a seguito delle fosche repressioni Vaticane , M.L. calza la sua tenuta da passeggio e si ri-addentra nella città.
      Lasciando il proscenio all’allievo , che scarpina, sbuffa e dà più precisa contezza della sua personalità, il maestro dunque si fa metafora (?) del pacifismo e dell’obiezione di coscienza, ma pure (forse) di alcune correnti liberiste di taglio Protestante che non ritengono di doversi assumere gli oneri delle brutture del mondo, specie se riguardano “perfetti sconosciuti”.
      Composita la resa grafica del dualismo immobilità /azione (…con l’agire preso nella sua immediatezza finanche superficiale come il distintivo della razza umana aggregata), con i momenti più “scattanti” della storia dal versante indagativo che sono resi in maniera “ridicola”, direi alla Magnus “a gambe levate”( intendo l’effetto umoristico, non lo stile) per sottolineare , chissà, un in-utile sbattimento per casi “fuori dalla portata” dei pur volenterosi protagonisti. Molto più gravi _come taglio (obliquo) dell’inquadratura _ le vignette che preconizzano cambiamenti, a cominciare dal Prof. sull’ottomana, assecondato fino allo sviluppo panoramico delle vignette, da gustare nello stiloso equilibrio delle forme ritratte ruotando l’albo di novanta gradi. Una inchiostrazione di “carattere”_ presente anche nei tratteggi fittamente paralleli sugli edifici_ ed è una battuta a discarico della stessa sceneggiatura_ li fa sembrare spogli ; e un po’ inghiottenti i colori, sempre sfumati a conferire un vissuto a panneggi talvolta ritti e comodi da illustrare, con perdita generale di dettaglio. Altro numero stimolante e peccato…Bimestrale (imho).


      File allegati
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • 45vvvv.jpg

        L’ISOLA DEL TESORO ( Mondadori Comics)
        Cartonato a colori. 56pp., 1,90€.
        Testi_ Christophe Lemoine / Disegni_ Jean-Marie Voehrel / Colori_ Patrice Duplan.
        Primo volume di trentasette uscite previste in edicola con adattamenti a fumetti di opere letterarie, nel consueto formato franco-belga a quattro fasce per quarantasei tavole ; con appendici testuali informative. Chi arrivasse digiuno all’assimilazione della trama ricavata dal romanzo (edito nel 1883) di Robert L. Stevenson (1850_1894) troverà un fumetto ritmato e scoppiettante, amalgamato in numerosi colpi di scena e capovolgimenti di prospettiva; avvincente ed intrigante sebbene l’esposizione dei fatti (…magari rivedibili,sotto la torsione della tenuta logica…)sia sempre limpida e comprensibile ( e non di rado ribattuta , del resto, dai pensieri rimuginati dall’intraprendente giovane protagonista…). Modesto lo spazio invece per illustrare come si vadano a saldare amicizie ed affinità di temperamento , un motivo che avrebbe coinvolto ancora di più il lettore, già quasi costretto, per suo piacere _ grazie all’abilità del narratore_, ad augurarsi il qualche recupero nello schieramento dei “buoni”di un protagonista ingombrante ed imprescindibile come Long John Silver, poiché le sfaccettature che apporta alla storia almeno in parte eludono le considerazioni “etiche” sui tanti avvenimenti luttuosi che costellano l’avventura marinaresca. Un pleonasmo attardarsi a descrivere il soggetto che vede comunque il bravo giovinetto inglese Jim Hawkins passare da garzone di locanda a mozzo di veliero (qui poteva giocarsela meglio xD ) dopo essere entrato in possesso di una mappa del tesoro , ambita da filibustieri pendagli da forca , subdolamente decisi a precedere il ragazzo ed i suoi nobili amici adulti alla requisizione delle fortune auree del Pirata Flint.
        La colorazione appare attenta al taglio delle ombre, con le tinte cromatiche che paiono amabilmente analogiche. I ritratti frontali hanno una certa fissità pupazzesca, accentuata dalla decisa modulazione delle linee, che nei migliori primi piani rimanda ad un Giampiero Casertano (imho).


        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta


        • 45vv.jpg
          NORMANDIA
          Editoriale Cosmo. 96pp., a colori. 4,90€.
          Testi_ Olivier Merle / Disegni e Colori_Alex Tefenkgi.
          Lo sbarco in Normandia visto e relativamente attutito dal territorio agricolo francese. Arriveranno gli americani…Ma intanto un buon padre di famiglia , Auguste L. Briant deve badare a moglie , quattro marmocchi, le mucche , la campagna, le prepotenze dei crucchi che sconfinano a casa sua in genere per scroccare cibarie ; e se non bastasse si ritrova con un aviatore americano abbattuto, ferito e noscosto(si) nel suo fienile… Ma da schietto patriota dal carattere fermo non esita a mettersi in pericolo per dare una grossa mano al pilota a stelle e strisce, Weston Lennox; e nel corso di più di due mesi, superando barriere linguistiche e culturali i due , coprendosi a vicenda (…dal pericolo di rappresaglie tedesche) diventano amici, riuscendo inoltre a fare la loro parte nella risoluzione del conflitto bellico.
          Raccontata con sereno distacco ( dai figli maschi di Auguste, ormai attempati ai giorni nostri…) la storia aggancia immediatamente il lettore nei suoi elementi cardine e suscita empatia, con la drammaticità dei fragorosi combattimenti sempre pronti a lambire la natura rurale di vite che, senza poter scialare, in quel contesto vogliono dirsi abbastanza e nonostante tutto fortunate. E perfino l’irruenza partigiana dei compaesani di Auguste rischiano di guastare il suo “segreto” , facendolo passare per l’imboscato che assolutamente non è…
          Realizzato nel 2009_2010 si nota nella “moda” dell’effetto cromatico del sole filtrato dal fogliame , per una colorazione convincente, messa alla prova di numerosi frangenti notturni e con la preferenza di toni ocra, nella terragna rappresentazione delle campagne , ma pure dei villaggi devastati dalle bombe. Il tutto ad irrobustire disegni a là G. B. Trudeau , un po’ rigidi , squadrati e basculanti nelle linee , non necessariamente pignole nel chiudersi e se vogliamo un po’ “bruttine”nell’estetica di persone ed animali (imho).

          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta


          • JONAS FINK_ Una Vita sospesa ( Rizzoli-Lizard)
            Cartonato a colori. 234pp. 29,00€.
            Testi, Disegni e Colori_ Vittorio Giardino.
            L’integrale di “Jonas Fink” , con l’episodio lungo “Il Libraio di Praga” ( che succede a “L’Infanzia” e “L’Adolescenza”), finora inedito; dell’educazione sentimentale e civile del praghese di origini laicamente ebree Jonas Fink , fin dalla tenera età nel ciclone della Storia, quando il babbo Artur _ mite psichiatra_ viene arrestato dal nascente regime insediato di prepotenza dal Partito Comunista cecoslovacco ,in perfetta sintonia ed aderenza al modello sovietico. Dunque un carico stillicida di ottuse paranoie, cieco revanscismo, burocrazia asfissiante, giustizialismo e censura imperante in un mostruoso ingranaggio ideologico presidiato da omuncoli solerti quanto assuefatti ad oltranza, magari nel sadico auto-compiacimento di un piccolo potere, peraltro facile a rovesciarsi in disgrazia a causa del suo stesso meccanismo delatore e sospettoso ; perseguita la famiglia (borghese) Fink _ Jonas e la mamma_ che precipitano nella scala sociale e nella considerazione di quasi tutti gli (ex)amici, magari impauriti dal “contagio” di chi ora viene additato a “nemico del popolo”. Un marchio d'infamia che preclude a J. gli studi e ne fa’ un sorvegliato speciale anche nella ricerca di umili lavori manuali; mentre sua madre non potrà più liberarsi dall’angoscia di non essere di conforto al marito, di cui ignora le colpe che gli sono attribuite (!) e perfino il luogo della sua detenzione . Una situazione “kafkiana” che altri prendono “filosoficamente” ottundendo i sensi in un basso profilo,o “trasgredendo” in manifestazioni da presunto decadentismo filo-occidentale reazionario, ma che per i Fink diventa una lotta per il diritto di sapere ingaggiata con gli strumenti dell’intelletto , sufficiente per attirarsi l’ulteriore astio dei funzionari del Sistema che _ anche quando la “ruota”del corso storico sembrerà volgersi al bello ed aperturista :il ‘68_ si ricorderà di loro , tanto per non cambiare, per sporchi e menzogneri fini . Nel trascorrere della vitale difficoltà e le umiliazioni si sedimenteranno nel cuore di Jonas, che nonostante tutto “torna a battere” per Tatjana, una ragazza russa e…

            Pubblico e privato, per un vibrante affresco del ventesimo secolo a partire dalla Guerra Fredda , fino ad un’ultima parte post ’89; dove l’ormai maturo e (quasi) pacificato Jonas Fink tornerà sui luoghi cruciali ed alle persone più importanti_ nel bene e pure nel male_ della sua esistenza. Fluidi e naturali nei dialoghi, tre racconti visivi che hanno un impianto narrativo di ampio e ragionato respiro che assicura l’amabilità dei suoi personaggi, scansionandone le pulsioni emozionali ,com’è giusto anche con un lavoro sull’espressione dei volti e delle posture, sugli sfondi ambientali e sui toni cromatici ( che, per comprensibili ragioni, sono più “urlati” avvicinandosi all’abbattimento della “cortina di ferro”), al colto ed all’inclita affine all’eleganza riccamente cesellata, perfino erotica, di un Milo Manara _e Hugo Pratt_“sporcata” dall’invecchiamento e omaggiante anche volti noti della nostra cultura . A volergli ad ogni costo trovare un difetto , forse affiora un retro-gusto da “soap-opera” di lusso, che possiamo seguire senza vergogna, in un discorso amoroso linguisticamente però non distante dalla serialità commerciale . Bello comunque (imho).



            File allegati
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta


            • 51Xg0jDE5NL._SX365_BO1,204,203,200_.jpg

              KELLER
              SBE. 304pp., b/n. 22,00€.
              Testi_ Luigi Mignacco / Disegni_ Paolo Raffaelli.
              Un tranquillo, perfino schivo benzinaio e padre di famiglia nell’America rurale del 1938 ha un passato ingombrante e sottaciuto, ma disseppellito da una banda di tre sgherri di lungo corso criminale , il cui capetto , fin oltre tre lustri addietro ha insanguinato la costa est metropolitana. Il gangster venuto dall’inferno crede di riconoscere nel dimesso uomo alla pompa che si fa’ chiamare Keller un diavolo con cui ha condiviso svariate nefandezze al soldo di un Boss siciliano ancora in sella negli States, nonostante il Bureau, la malavita irlandese e quanti vogliono restituirgli il male fatto per erigersi a Capo del traffico della prostituzione, del gioco d’azzardo ed ancor più dello smercio di alcolici durante il Proibizionismo. Il “roscio” Keller non è (più ) fuori dal mondo…

              Spiccio e tagliente anche nei testi, come esige il genere, un robusto racconto noir a fumetti, scardinato cronologicamente tra i suoi giorni (cioè il 1938)ed ampi flashback che, dai ruggenti anni ’20 pescano biografia e motivazioni di un protagonista , alias Keller, parato innanzi al lettore con un immediato alone di ambiguità ; solo il primo capoverso di una vicenda umana assai bene articolata narrativamente : uno slalom tra tradimenti , debiti d’onore e d’affari saldati col piombo e poche ma basilari mozioni sentimentali che svelano infine un protagonista sfaccettato , che si muove trasversalmente nel campo d’azione di corrotti (quasi tutti peraltro…) e corruttori; fino alla personale resa dei conti conclusiva. Le precipue qualità strutturali della trama inglobano, senza farsene schiavizzare, un enumerato di suggestioni cinematografiche e pure meta-testuali ( il figliuolo di K. È un appassionato di comics…) , distribuite anche in forma di citazioni visive, in arricchimento di disegni orchestrati con un bel senso della spazialità prospettica , concitando il ritmo di assunzione del flusso degli accadimenti , “fisiologicamente” perlopiù stoppato dal canto (eufemismo) delle armi da fuoco. Anche se non difetta di meticolosità nel riprodurre edifici e parti meccaniche d’epoca,il disegno non è compatto nelle campiture _sebbene le ombre siano necessariamente ben sottolineate_ , e non ermetico nel dare i bordi , concedendosi qualche sommarietà descrittiva negli elementi in secondo piano. Nei frangenti più rabbiosi il protagonista sembra quasi un Pietro Battaglia reso da un Giulio Camagni o giù di lì. Salvo una piena avversione per il tipo di storia, un volume che dà soddisfazione pressoché piena (imho).
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta


              • 45uu.jpg
                CYBERSIX 4
                Ed. Cosmo. 192pp., b/n. 6,90€.
                Testi_ Carlos Trillo / Disegni_ Carlos Meglia ( collaboratori: Adriano Giulitti, Alejandro Santana e Ricardo Vispo).
                Due Episodi .
                1.“Un Mago a Meridiana”. L’ultimo parto della mente folle di Von Reichter : trovare la tomba di Mago Merlino, clonarlo attraverso il Dna ed usarlo per afferire alla fine di Cyber6 (!).
                Canzonatura delle sbandate esoteriche dei Nazi, ed analisi di Trillo che ragiona sull’immanenza di un Mito che dai Sassoni si è fatto universale, senza tuttavia rimanere intonso ai rimaneggiamenti storico religiosi. Episodio simpatico , che sembra una puntata _ derive sexy a parte_ di “Vita da Strega”, con illustrazioni storicizzate che ricordano cose di “Fables_ C’era una volta”.
                2. “Requiem per Adrian”. Una trama più strutturata ed avvolgente, da gustare nei suoi paradossi ed equivoci, non fuori riga _ come del resto il capitolo di cui sopra_ nel prendersi smaccate coincidenze all’indirizzo delle origini di Adrian Seidelman , ossia di come Cyb l’abbia fatto proprio come alter ego (maschile). Gli affetti “veri” lo reclamano , dilaniando la sempre più sradicata e solitaria “nata in laboratorio” vampiresca creatura, suo malgrado fin dal nome un freddo e protocollare esperimento scientifico, con un “complemento” di umanità che l’ha resa ingestibile dal suo depravato “inventore”, che ora vuole solo cancellarla dalla faccia di un pianeta che brama di soggiogare interamente(!). Sempre in palla Meglia nel distribuire e dettagliare i volumi e guidare lo sguardo del lettore nell’assimilazione delle vignette , magari su una corsa obliqua delle demarcazioni prospettiche, indispensabile a “muovere”le tavole ; benché anche le viste frontali godano dello stile personalizzato del maiuscolo autore (imho).
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                Commenta


                • 45u.jpg
                  4HOODS 2_Navi nella nebbia
                  SBE. 66pp., a colori. 3,50€.
                  Testi_ Federico Rossi Edrighi / Disegni_ Riccardo Torti / Colori _ Andrea De Dominicis. Episodio “Ampio Castello…” : Disegni e Colori_ Giulio Rincione.
                  Invariata la formula editoriale, con quattro pagine redazionali, una storia “breve “ indipendente e quella principale, in due parti e con attinenza ad una blanda continuità narrativa( ma non guasta la lettura aver perso lo scorso, primo, numero) utile ad integrare ulteriormente il personaggio della Principessa, in quella che pare diventata una piccola odissea verso il ritorno alla base. Un contesto/pretesto per immischiarsi in nuove avventure , con i quattro più una che smarriscono la via, causa “the fog” sulla cui origine ( esaurito un simpatico siparietto nozionistico…) tocca in ogni senso risalire , scoperchiando insospettabili segreti…
                  Confermata anche la veste grafica essenziale nel tratto e molto lavorata nel graduare i colori rispetto ai punti luce ( principalmente soffusi ,dati gli ambienti appunto nebbiosi…). I “Forudz” hanno una bella parlantina , come se volessero mettere a parte dei giovanissimi il mondo degli adulti , avendo rispetto delle capacità cognitive dei suoi (piccoli?) lettori, non frastornati da un soggetto congegnato su una qual certa complessità d’intreccio. E sotto pelle s’insinua anche l’impressione che “ridendo e scherzando” gli autori possano far riflettere sul tema della perdita affettiva ,con la morte (!).
                  Non slegata al contesto “filosofico” e perciò aggregata la prova di Rincione, labirintica , “Escheriana” , immaginifica ( ma comunque più “potabile” delle opere maggiormente personali di R.), quasi lisergica ma che di nuovo sembra ricalcare un addebito di atmosfere già trovate nel suo ultimo “Dylan Dog Color Fest”


                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta


                  • 45ttttt.jpg

                    VITA DI ANTONIO DI PADOVA
                    Edizioni Biblioteca Francescana Milano.64pp., a colori. 2,00€.
                    Testi, Disegni e Colori_ Gian Carlo Olivares.
                    Nel generoso formato 23x35 ed al prezzo “politico” di due euro un’agile biografia a fumetti del Santo, nato (bene, socialmente…)lusitano e battezzato come Fernando. In maniera stringata passano in rassegna le peregrinazioni del religioso , ad iniziare dalla vocazione , espressa narrativamente col rodato dittico incontro con l’amico fanfarone/confronto ed annuncio ai pii genitori, che si arrendono di buon grado al fervore del loro giovanotto. Il frangente nodale non evita una certa cerimoniosità nei dialoghi , che in generale però si sforzano di rimanere in una forma colloquiale ,saltando sostanzialmente quasi ogni accenno alla produzione teologica del futuro Antonio . Interrogato(si)sovente sul valore cristiano della “vera umiltà” lo vediamo raccontarsi bonariamente ad un gruppo di fanciulli, rievocando un vasto spettro geografico toccato dalla sua inesausta opera di evangelizzazione ed insegnamento , che lo ha portato a confrontarsi anche con illustri protagonisti del suo tempo, in primis Francesco d’Assisi, al cui ordine si era consacrato, presso la chiesa di S.Antonio Dos Olivais ( nello stesso anno aveva accolto come segno divino l’essere finito fuori rotta navale , piuttosto che in Portogallo ,in Sicilia!). L’amata Padova dunque è il ritiro spirituale, minato da una salute malferma, dove infine rende l’anima al suo Signore, nel 1231, neppure quarantenne e già in odore di santità.
                    Prova giovanile di Olivares ( un cognome antoniano come si vede ;-) ), datata 1990, che ha l’audacia di guardare al maestro Sergio Toppi nell’interpretazione di pose slanciate al cielo e prese da punti di vista non comodi od immediati. Ugualmente affascinante la gestione aperta delle tavole, accarezzate da una colorazione diluita, cerosa e magari attenuata in effetti come la nebbiosità o una “sovraesposizione” luminosa che annulla nell’estrema sintesi quel(la cura del) dettaglio fine e curato in ogni altra situazione ambientale. Forse qualche impaccio nei profili d’ascolto. Una lettura molto accessibile a cui non si deve chiedere un elevatissimo quoziente di apprendimento della santa figura, da reperire altrove(imho).
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta




                    • ​BAKUMAN 2 Cioccolato e Akamaru Jump
                      Planet Manga/ Panini Comics. 200 pp., b/n. 4,50€.
                      Testi_ Tsugumi Ohba / Disegni_ Takeshi Obata.
                      Un numero nel quale vengono insediati i binari narrativi e gli schemi drammaturgici della serie, destinati ad una probabile riproposizione ciclica, in seno ovviamente di un percorso di emancipazione conflittuale ed evolutiva dei personaggi , già peraltro carichi di aspettativa , di giovanile energia e di entusiasmo neofita e cameratesco . Elementi che si andranno ad incrinare e stressare nel quadro iper-competitivo e “già adulto” che i due amici aspiranti mangaka sono andati a scegliersi , facendo un gioco di squadra che non entra sensibilmente nelle rispettive competenze ma aritmeticamente ne dimezza gli eventuali proventi ; quando però il pungolo principale rimane la promessa di matrimonio (!) che il disegnatore ha pre-condizionato alla sua bella (compagna di scuola, estremamente riservata sebbene con altrettanto proprie aspirazioni…) all’obbiettivo di titolarità di una serie manga pubblicata su “Jump”. Anche questo aspetto, così romanticamente aulico e “sacrificale” passa per una timida revisione , di pari passo all’andamento scolastico, che approda dalle medie alle superiori ma che non riesce ad essere l’assillo principale dei due , ormai “giocatori d’azzardo” rapiti alla volontà di sfondare nei fumetti. L’esempio sprone avanti a loro un coetaneo che sta bruciando le tappe di lavori dalla dignità di pubblicazione, che sforna con una dedizione tra il genialoide ed il patologico : un talento presto invitato a risiedere nei pressi della casa editrice dei “Jump”, per essere meglio seguito ed indirizzato dagli editor. E il cuore dell’albo è appunto l’inizio della collaborazione dei noastri due studentelli –fumettisti in nuce con una controparte professionale della redazione di Jump, che _ saggiata la reciproca fiducia_ sfronda le loro acerbità, ne sonda le attitudini e gli passa le prime “dritte” per stare nel mercato , vario ma comunque affollato, difficile ed inesorabilmente governato dal gradimento che porta introiti : i lettori. Se troppi calcoli azzoppano la creatività, il creare senza sbocchi commerciali uccide alla lunga anche la predisposizione a fare arte. Lo zio mangaka mancato a soli 39 anni è monito “oscuro” ma presente per i due volitivi che ne hanno ereditato lo studio ed ora sudano tavola su tavola. Vedranno i primi risultati , ma la strada è ancora ben lunga e irta!
                      Incuriosisce lo spaccato della vita redazionale , coi due sbarbati già ben torchiati per esprimere le loro potenzialità : cercano di non farseli sfuggire ma nel caso pure di “sgasarli” prima che si sentano troppo precocemente sicuri dell’infallibilità del loro talento. Quasi “asessuati” sul piano sentimentale (qui) ‘sti giapponesi adolescenti hanno invece altroché “l’occhio della tigre” quando si tratta di mettersi sotto a fare le cose , quasi dovessero “scusarsi” di star comunque deviando da un rigido percorso (di studi) premiante verso un ruolo di dipendente in qualche azienda rinomata.
                      Simpaticamente esagerate e “stuporose” le espressioni facciali dei disegni , che si sciolgono in posizioni “molleggiate” a sottolineare momenti di euforia, magari bilanciati da profili taglienti ( vedi il capo-redattore) e dal nitore ordinato delle architetture metropolitane . Sudore, eventuali lacrime e boccacce danno carattere a protagonisti perlopiù giovanissimi e perciò resi con economia somatica, salvo i capelli , in fuga dai pettini.

                      ​​​​​​​
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                      Commenta


                      • 45tt.jpg

                        ALIENS [13]
                        Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
                        Aliens “Maiale”. Testi_ Chuck Dixon/ Disegni_ Henry Flint (matite) e Andrew Pepoy (chine) / Colori_ Cary Porter.
                        Aliens “Horror show”. Testi_ Sarah Byam / Disegni_ David Roach/ Colori_ Alex Wald.
                        Due episodi distinti che , riproponendo le tensione drammaturgica in capo _si potrebbe dire_ a tutto il franchise Alien(o) ovvero: scappiamo che i mostri ci uccidono, anzi no conteniamoli che ci escono un sacco di soldi, concedono una variazione (gradevole) di toni , anche virando sul grottesco e sullo sbeffeggio con un qual certo “senso dell’umorismo”(nerissimo). Quasi soave la scelta della paletta cromatica, luminosa ed ovattata in ironico contrasto dei contenuti.
                        Letteralmente “maiale” è la povera bestiola che una squadra di scellerati vuole sacrificare_ allo scopo di recuperare un carico prezioso stivato, al suolo, su una navicella_ per bonificare il campo d’azione di una nidiata di xenomorfi. L’effetto è un po’quello dei cartoni di Will E. Coyote ;-) .
                        Il decano Dixon ha scritto pure “Airboy”( altra cosa targata Saldapress) e da lì ha pescato lo stile dei disegni, molto figlio (dei fiori…) dei flessuosi (graficamente) e lisergici anni ’70.
                        Invece lo show degli orrori ha una trama più macchinosa , a sintetizzare cinque anni di vita…Lunare . Il satellite, colonizzato ad uso svaghi ed attrazioni tipo Las Vegas è rimasto l’unico posto vivibile per quel che rimane del genere umano (!) , scampato fuggendo dalla Terra (!!) ormai ridotta ad incubatrice di aliens (!!!). I soliti affaristi pensano dunque di unire le due cose : creare una esperienza di realtà virtuale completamente immersiva , pescando il materiale “psichico” dei peggiori incubi che perseguitano e traumatizzano i sopravvissuti ad attacchi alieni, per un uso spettacolare. Lo strizzacervelli dei lungodegenti _ chiamati non a guarire ma piuttosto a riprodurre le loro angosce_ subirà infine un contrappasso degno di “Saw_ L’Enigmista”. Buoni i disegni, induriti, ovvero rabbuiati da trame che si fondono in ombreggiature ed elementi di panneggio saturati a china.



                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta


                        • 45t.jpg
                          BLACK DEATH 2.Overdose
                          Edizioni Inkiostro. 30pp., b/n. 3,50 euro.
                          Testi_ Andrea Gallo Lassere / Disegni_ Edoardo Mello.
                          Pessima idea recensire un secondo numero senza aver letto il primo , di ostica reperibilità (ehm…). Tuttavia i personaggi, il contesto , gli antagonismi e le ambientazioni hanno una costruzione derivativa e citazionistica immediatamente palesi a chi bazzica la cultura pop e guarda con complice benevolenza alle sue derive trash. L’amichevole prefazione di Moreno Burattini mette la pubblicazione sui binari _senza entrare nel merito qualitativo_ della florida produzione fumettistica degli anni ’70, che incontrava un vasto pubblico e “palati” alquanto diversificati. Piuttosto direi che la testata tenta di riprodurre la freschezza della formula “Dylan Dog” by Tiziano Sclavi permettendosi consapevolmente di accelerare su turpiloquio e violenza grafica infrangendo i limiti auto-imposti della Sergio Bonelli Editore.

                          Ci sta un biker metallaro tipo Lorenzo Lamas ma biondo, che si accompagna ad una tipa a là Harley Quinn : uno zarro ed una monellaccia che fanno bordello per le vie di qualche amena cittadina del Messico (e nuvole/la faccia triste dell’America/il vento soffia la sua armonica/voglia di piangere ho…) per debellare la piaga della “Black death”sostanza chimica ( …droga o giù di lì…)sintetizzata pure da un tizio in camper nel deserto ( se state pensando ad un noto telefilm…E’ quello preciso) col suo aiutante tossico , che vede per primo pure l’insorgere di morti viventi (se state pensando ad un noto telefilm…Fate bene pure stavolta) debitamente contaminati e in ciondolante cammino a fare scorpacciate di carne fresca in città; che verrà distrutta all’alba poiché il vichingo motorizzato _ e sdoppiato in un inquietante alter ego che vuole prendere il sopravvento su di lui ( e se state pensando a…Risposta esatta)_ può attivare via smartphone dei protocolli di sicurezza per far piazza pulita tramite missile (!), subito dopo aver posto in salvo da Sodoma e Gomorra qualche innocente infante. Eppoi via verso nuove avventure, mentre nel cratere del disastro se la ghigna Pierrot, un clown brutto e cattivo( e se state pensando ad un noto romanzo ecc…)che sicuro c’ha gli artigli in pasta nella Black death e lo sa il cielo in cos’altro.
                          Per quanto improvvido giudicare la serie da un unico spillatino di neppure trenta tavole, non mi invoglia questa fusione fredda di stereotipi concatenati a sbrodolare gore e battutine “dirty”.
                          Edizione del febbraio 2015 approntata nel campo dei disegni con uno stile da James O’Barr degli inizi, piatto in diversi sfondi ed intorpidito nelle posture, con proporzioni che scappano sull’allampanato e faccioni appiccicati al tronco, inespressivi quando troppo marmorei (imho).
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta


                          • 46v.jpg

                            CAPUT MUNDI_ I MOSTRI DI ROMA 5 (di 6) Prima dell’alba
                            Editoriale Cosmo. 144pp., b/n. 5,00€.
                            Testi_ Giovanni Masi e Dario Sicchio / Disegni_ Fabiana Mascolo.
                            La squadra eterogenea che si è data appuntamento al lago ( vedi CM_4)artificiale per “estrarne” i segreti si divide ed oppone in due tronconi inconciliabili, dato che il Cardinale a cui è stata sottratta la memoria informatica (cit.)ha visto bene di “resuscitare dalla sua tomba di cemento” quel Tedesco già visto scontrarsi quasi alla pari con Pietro Battaglia, di nuovo pronto a dargli i resti. Si scatena così un furibondo conflitto corpo (mostruoso) a corpo che sfocia in un pirotecnico inseguimento notturno in auto e moto per le vie di Roma. Sempre l’alto porporato ( che pare avere un ascendente illimitato nei confronti dello stesso SantoPadre!)orchestra ed incanala ai suoi fini _ manipolando largamente anche i mezzi d’informazione_ la folle corsa ad eliminazione dei coriacei mostri, verso i quali ha mire che prefissa, col vantaggio di poter aspettare oltre l’alba…
                            Die Hard e le glorie nazionali Umberto Lenzi e Stelvio Massi tutelano un albo in gran parte dedicato ad esageratissime schermaglie che fanno letteralmente volare rombanti e pregiati mezzi meccanici , fracassando corpi magari attinti da gragniuole di colpi d’arma da fuoco; facendo gran botti “in tour” all’Urbe e puntando Vatican City. Poche parole ( ma significative, nelle “solite” segrete stanze…)ed una nervosa coreografia di “autoscontri” e manovre da rally ultra spericolato che estenuano un albo ruvidamente ma piuttosto efficacemente illustrato tra solidi chiaro scuri ,qualche totale un po’ abbozzato ma anche con la studiata impudenza di cercare l’inquadratura favorevole nel marasma dell’azione (imho).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta


                            • 45s.jpg
                              VOLT_ Che vita di Mecha 6 L’Occhio della tigre
                              Saldapress. 64pp., b/n e toni di grigio. 2,99€.
                              Testi e Disegni_ The Sparker.
                              Sesto numero , che fissa editorialmente la fine stagione della (mini) serie, con l’albo datato alle edicole 17/11/2017, e che preannuncia il lancio , ovvero la ripresa di pubblicazioni per questo 2018. Le strisce di “vita vissuta” in fumetteria , con la descrizione demenziale di alcuni “tipi” di clientela e la messa in stampa dei fumetti “concepiti” da Volt cingono anche stavolta la trama principale che _pur non allontanandosi dalla fruibilità permessa ad ogni tipo di pubblico_ misura una significativa frizione tra Volt e la madre, viaggia del tragicomico accumulo di frustrazioni di Volt presso le realtà editoriali di vario lignaggio che potrebbero prenderlo in considerazione come fumettista (…ora e temporaneamente_forse_ parcheggiato in una fumetteria come commesso tuttofare), peraltro quasi recalcitrante ma infine tradito/spronato dall’orgoglio di dimostrarsi all’altezza del compito nei confronti di clienti e famigli , amici ed avversi; dominando letteralmente i suoi fantasmi inconsci. La strada per realizzarsi è lunga ed accidentata, ma ogni passaggio obbligato viene creato a priori da una “regia” superiore…

                              E’ un colpo di sceneggiatura che garantisce in forma allegorica particolare un colpo di scena ( da digerire sospendendo la credibilità intrinseca ) che avviluppa il compendio della storia in una parabola morale,di asciuttezza marziale e “nipponica” quasi,ms dalla messa in scena laboriosa nel campo del possibile.
                              I disegni mi sono sembrati prendere nel complesso una accentuazione di linee ammorbidite e semplificate , quasi a formare il cartamodelli di giocattoli e peluche dei personaggi che, come tali agiscono nel fumetto (!); comunque godibile, spiritoso e non vacuo. Merita (imho).
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta


                              • 46z.jpg
                                CAPUT MUNDI_ I Mostri di Roma 6 ( di 6) Su Questa pietra
                                Ed. Cosmo. 144pp., b/n. 5,00€.
                                Testi_ Giovanni Masi e Dario Sicchio / Disegni_ Alessio Moroni.
                                La “Mummia” cardinalizia è niente meno che…Lo scopriranno i mostri di Roma, una volta emancipati dalla sua mercede , separati e confinati in Vaticano. Non durerà, of course, e saranno calci nel cu…polone. Il copione è quello di una sessione di wrestling, dove energumeni bardati/mascherati subiscono oltremodo prima di darsi alla riscossa ( con un espediente proto-lesbico da “Prison Women Movie”…) , sbaragliare il Boss finale e spaccare tutto nella piazza apostolica semi deserta, direi e per fortuna. Anche questo albo, a mio parere, dilata oltremodo poche e fondative idee in sceneggiatura in una spalmata caotica di torture e sfibranti scontri fisici , che peraltro conservano un ampio ventaglio di contendenti ( buoni per una prossima mini-serie?), con quel minimo di frizione caratteriale che scrive “da sé” la drammaturgia (penso ad esempio come finì “Trainspotting” , per poi riprendere il discorso nel sequel…)dei fatti divenuti (…ed in divenire).
                                Con l’aiuto di Elisa Di Virgilio ai layout, di Federico Butticé per l’ultimo terzo di pagine agli sfondi (non un gran sforzo) ed un inserto in flashback di Andy Pompeo giocato sulle ombre e i drappeggi severi , i restanti disegni sono (imho) abbastanza un delirio “cartoon” di deformazioni rutilanti e sbracate, a là Marvel nelle pose ma da tv pre-scolare nella (talvolta estrema) sintesi dei personaggi. Manca peraltro il nitore dei disegni animati, stante le “esplose” gabbie delle tavola , stile manga, grondanti frantumi e fiotti ematici. Fine (?).


                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X