annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • 44g.png
    MISTER NO [Revolution] 2 Sarò il tuo specchio
    SBE. 66pp., a colori. 3,50€.
    Testi_ Michele Masiero / Disegni_ Matteo Cremona / Colori_ Luca Saponti e Giovanna Niro.
    Con l’imbocco di una stretta continuità narrativa e rispettando un’alternanza cronologica tra il Vietnam del ’68 e gli Usa /NYC dell’anno precedente, continuano le addolorate esperienze giovanili “rivoluzionate” (rispetto alla bio primigenia del personaggio creato da Sergio Bonelli…)di Jerry Drake. Squattrinato ma pazzo di passione per la sua ragazza il futuro “Mister No” prende contatto con un attivista politico che gli prospetta di esfiltrare verso il Canada, sottraendosi alla rovinosa leva militare nel sud-est asiatico , diventato laboratorio di guerra convenzionale tra Stati Uniti vs. Unione Sovietica con gli interposti e locali alleati. I timori del (comunque) suo allontanamento non fanno bene alla sua amata, già gravata da subdoli “demoni” interiori personali. Un ricordo del passato (nelle ultime pagine dell’albo ne conosceremo l’epilogo…),ormai, nel teatro di guerra in cui Jerry conosce inimmaginabili atrocità in un ruolo assai spinoso…
    Un numero che ha una certa compiutezza tematica e chiude più capitoli precipitando Jerry in prove durissime ed annichilenti (troppo? Il finale nella città di New York sembra eccessivamente cinico…),che danno una patente di veridicità anche alla nota di copertina (by Emiliano Mammucari) “contenuti espliciti". E se anche da soldato JD _la cui testarda irriducibilità gli vale, dal nemico, l’appellativo di Mister No_ ne vive e ne vede di ogni , la prospettiva (dello sceneggiatore) non è quella di una “colomba” pacifista in senso assoluto. Nella presentazione dell’albo d’altronde Gianmaria Contro scrive tra l’altro “…ragionare sul significato storico di un conflitto (anche schierandosi, se lo si ritiene necessario ) non coincide in alcun modo con l’idealizzazione di chi l’ha combattuto con le proprie mani”. Chissà :-p . Di impatto la colorazione , che pare quasi voler assegnare una tinta propria ai personaggi, costruiti in un contrasto del passaggio a china , che marca i lineamenti esterni e lascia soffusi quelli inclusi (senza grossissime alternative nella definizione dei tratti facciali). Virtuosistiche alcune vedute cittadine e (di nuovo anche grazie al colore) e ben distribuito il senso di spazialità volumetrica nelle vignette (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • 44fffff.jpg
      L’UOMO INVISIBILE ( Parte II )
      Mondadori comics. 56pp. Cartonato a colori. 7,90€.
      Testi_ Dobbs / Disegni_ Chris Regnault 7 Colori_ Chris Regnault , Andrea Meloni e Arancia Studio.

      Nel corso di una rocambolesca colluttazione con gli avventori di un Pub, L’Uomo invisibile _che non ha mai lasciato i dintorni del borgo campagnolo_ rimedia una banale ferita e, naturalmente a disagio per essere nudo con un clima rigido si rifugia a casa del dottore per farsi medicare. Ritenendolo quasi degno della sua considerazione e d’altronde ricevendo ,per il dovere deontologico del medico che è stato anche un (…),cure adeguate ed ospitalità, lo scienziato abbozza un racconto dei suoi esperimenti , con i fatti che lo hanno condotto nella sua situazione attuale…Poi, sempre più pieno di sé si lascia andare a propositi che inorridiscono umanamente il Doc che, dissimulando discrezione e riservatezza cerca invece aiuto per fermarlo, dando un freno ad un conclamato delirio di onnipotenza. L’Uomo invisibile _la cui esistenza è balzata perfino nelle cronache dei giornali_ è costretto dunque all’ennesima precipitosa fuga, giurando(gli) tremenda vendetta . Tutto il paese si mobilità per prevenirne gli assalti , mentre squadre di coraggiosi si riuniscono per dargli apertamente la caccia, sfruttando quei “punti deboli” che al fuggiasco sono dati dalla sua condizione umana,ovvero dal sofferente “involucro” di una mente assai brillante quanto forse irrimediabilmente traviata.

      La razionalità tecnico scientifica o la classe sociale di base urbana non preserva l’animo umano di irrancidire nelle nefandezze costituenti una brutta persona. Così L’Uomo Invisibile (di lui sapremo a malapena solo il cognome…), votato alla modalità “Mr. Hyde” , che cinge d’assedio il suo “quasi” amico/ nemesi ( Il coscienzioso , istruito e sagace laureato in medicina Dr. Kemp) come un serial killer da film horror, quanto mai incurante di sopprimere i “collaterali” compaesani , un verosimile mix di timorosi, scriteriati e generosi , capaci comunque di coalizzarsi in un trasversale fronte comune e scampare una sopraffazione che non conosce più (e men che meno dà) pietà.
      Seconda parte dunque molto ritmata e spasmodica , con personaggi decisamente “agitati”, che il tratto ruspante e dinoccolato (per quanto consenta l’austerità dei pesanti panni dell’inverno inglese tardo ottocentesco)del disegnatore dispiega con efficacia , adattandoli a sfondi rifiniti ed immersivi. Ci sta (bene) che la neve dia connotati alla temperatura dei colori, che in interni si focalizza nella non uniformante luce delle lampade, dando quel senso di raccoglimento che può essere turbato anche dal cigolio di una porta : ché la morte potrebbe arrivare stanotte stessa. Invisibile. Buon fumetto (imho).

      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • 44ffff.jpg
        DR. WATSON_ Il Grande vuoto
        Ed. Cosmo. 96pp., b/n. 3,50€.
        Testi_ Stéphane Betbeder / Disegni_ Darko Perovic.
        Storia completa , per la collana “Weird Tales” , che propone una libera e promiscua rilettura originale di (personaggi) classici della letteratura adattati in fumetti (questa dall’edizione originale Soleil 2014/2017). Protagonista assoluto qui il Dottor John Watson , sposato, quasi padre ma spalla ed amico irriducibile di Sherlock Holmes ormai (dato per) morto!
        Precipitato in una voragine dantesca ed incubica di depressione e stupefacenti ,W. Tenta di elaborare il lutto buttandosi infine ad esercitare la professione, avendo perfino l’occasione _tramite i clienti_ di svolgere delle indagini , razionalizzandole “a là Holmes”; d’altronde l’anima dell’inquilino del 221b di Baker Street, anche in mancanza delle spoglie mortali da tumulare nel camposanto, non è “in pace” e sembra cercare Watson per conferirgli un rischioso quanto indispensabile compito. Tra misteriose rimembranze e sordidi incontri il dottore non esiterà _perfino mettendo in campo risorse che nemmeno credeva di avere_ di onorare la “viva” memoria trascendente (!) del fraterno Shelock Holmes.

        Sarebbero smaccati spoiler e dunque non farò i titoli di film di Martin Scorsese e David Fincher ( ;-) ) a cui ricondurre una trama irta di situazioni “giustamente” spiazzanti e messe in parallelo su piani temporali e di “coscienza” sfalsati , che arrivano a congiuntura nel sottofinale , reso del resto ed appunto come un puzzle di vignette che vanno ad incastrarsi filtrate da una personalità alterata, che concede un ulteriore “irredento” colpo di coda ,di nuovo tra l’altro ascrivibile al più classico Hitchcock. E devo dire che la sceneggiatura avvince ed incuriosisce , movimentando scenari diversi e rilanciando sull’ambiguità di fondo sulla interpretazione del reale da parte di un quanto mai tumultuoso Dr. Watson , alle prese con l’affatto elementare obbligo di scrutare dentro “l’abisso” più doloroso : la sua persona!
        Degno della causa l’apparato grafico , col disegnatore che si prende la facoltà di variare spesso la composizione della tavola per offrire una cornice Vittoriana traboccante di dettagli minuti, in genere resi ( tenendo conto dell’aggiunta dei colori, assenti in questa edizione economica da edicola…)con fini e fitti tratteggi, rafforzati da una gestione delle ombreggiature sempre accorta e funzionale alla scena illustrata , piuttosto che alla “comodità” di chi l’ha realizzata. Per testi e disegni uno dei migliori numeri di questa collana (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta


        • 44fff.jpg
          LA GRANDE GUERRA 14-18 Armistizio
          Mondadori Comics. 150pp. Cartonato a colori. 12,99€.
          Testi_ Eric Corbeyran / Disegni_ Etienne Le Roux / Colori_ Jerome Brizard.

          I conclusivi tre capitoli, di dieci, commemorativi della Grande Guerra _nel centenario della sua conclusione_, vista dalla prospettiva di semplici fanti francesi,strappati dalla loro vita civile in un comune paese agricolo ( ne conosciamo infine il nome, ma è un dettaglio non indispensabile), e scaraventati in una carneficina di proporzioni infernali (che vissuta da dentro sembrava ugualmente eterna…), inedite ed amplificata dai ritrovati della scienza e della tecnica moderni (sic!) e trascinata probabilmente anche oltre il dovuto da una stolida catena di comando militare. Una ferocia ( buona l’idea incrociata di sceneggiatura…)perfino amplificata , con esiti alterni, dall’assunzione di sostanze psicotrope, atte a dimenticare_almeno momentaneamente_ il morso della paura ed anestetizzare un orrore che comunque perseguiterà irreparabilmente anche chi vedrà l’alba dell’Armistizio. La cronologia delle ultime battaglie, sul fronte dei nostri protagonisti segnate dall’entrata degli Stati Uniti nel conflitto bellico è asciugata da parziali ellissi che aprono maggiori squarci biografici sull’esperienza personale dei soldati , integrando _come in uso narrativo di quest’’opera, potente e partecipata_i prologhi di ciascun capitolo, spostati un po’ avanti nel tempo (di pace)in cui già inquadriamo un poco della sorte di questi uomini ( e non ultime delle loro mogli, amanti, fidanzate , amiche chiamate a tener duro in Patria), tormentati e scossi, al netto della loro cameratesca amicizia e del volersi inventare sempre qualcosa per distrarre l’angoscia invincibile della perdita e della morte. Alla fine diventerà un esorcismo mancato anche trasporre su carta il “ritratto della guerra”, che dona al disegnatore l’espediente di autenticare ed “antichizzare” la sua ricerca iconica dei mezzi e delle persone coinvolte, comprese quelle ridotte in macabri e straziati cadaveri insepolti. Per il fumetto vero e proprio vale l’austerità della tavolozza dei colori _ vivacizzati compostamente nei ffwd post ’18_ appoggiata su uno stile che la presentazione del volume definisce “abilmente sospeso tra naturalismo ed antinaturalismo” spinto su registri quasi grotteschi ma non per questo disposto ad edulcorare una ineludibile crudezza dei soggetti eventualmente illustrati , ma in una morbidezza di tratto che mi ha richiamato perfino alla memoria i primi numeri di “Strangers in Paradise”(!). Citati Loic Chevallier e Jerome Brizard come compartecipanti alla stesura degli elaborati ed affollati sfondi, che beneficiano di ben studiate modulazioni prospettiche. Un fumetto che cattura e suscita empatia, sapendo raccontare la macro e la non meno significativa micro Storia di “Loro” ,che parlano a/di Noi di cent’anni dopo. Bellissimo. Fine. (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta


          • 44nnnn.jpg
            DAMPYR [224] Il Santo venuto dall’ Irlanda
            SBE. 96pp., a colori. 3,50€.
            Testi_ Mauro Boselli / Disegni_Michele Rubini (tav. 5_33),Nicola Genzianella ( tav.24_53), Michele Cropera ( Tav.53_72), Majo (tav.73_94) / Colori_ Romina Denti e Giovanna Niro.
            Per il suo diciottesimo compleanno editoriale la testata si regala un albo a colori , presentato al Comics di Lucca ed ambientato nella medesima città toscana.
            Una ampia prima parte della storia “dampyrizza” la biografia di San Frediano,già di nobili principesche origini irlandesi ( vero nome Finnian)poi venerato e fatto vescovo in Italia, a mezzo di Taliesin , il Dampyr predecessore di Harlan Draka, per contrastare la matrigna di Frediano, Maestra della Notte che ha irretito il re nel suo talamo.
            Finiti a combatterla nel nostro Paese, forniscono un aggancio (neanche troppo sostanzioso :-p) per una avventura dampyriana nella Lucca dei giorni nostri , che “prende di mira” in particolare Emil Kurjak…
            Abbastanza scoperto il tono solenne quasi biblico impresso ad una sceneggiatura che ammucchia citazioni evocative, certamente ostiche per chi non frequenta assiduamente questi lidi fumettistici. Non c’è personaggio cardine che non abbia mistiche e sovrumane virtù o caratteristiche , e ciò facilità un’altra delle caratteristiche peculiari di questo albo : illustrazioni composte su una-due pagine che forniscono una traccia visiva immaginifica appunto a visioni, presentimenti, rimembranze, minacce, allegorie ecc… Ne sono autori Lucio Parrillo(pag.8),Ivan Cavini (p.15), Paolo Barbieri ( pp.20_21),Alberto Dal Lago (pp.32_33), Edvige Faini (p. 61), LucaZontini (p.65), Antonio De Luca (pp. 68_69), Antonio Montanini (p.87)e Dany Orizio (p.89), apprezzabili anche in una versione da libreria di questo numero; che centellina dentro un disegno più complessivo pure i nemici, andando a smorzare il pathos di schermaglie fantasiose ma mai (?) del tutto risolutive. In questo ,peraltro, spunta una certa ironia autoreferenziale di Boselli , ed in questo caso ci può stare. Di assoluto rilievo i quattro ai pennelli, forse leggermente sotto tono Cropera nel trovare la fisicità di Kurjak e soci, ma si và di lusso ,anche con le coloriste , alternate sui lavori dei colleghi uomini, mai pigre nel cercare e valorizzare i contrasti nei punti luce o la temperatura del colore in ragione delle ventiquattro ore e naturalmente degli ambienti architettonici dedicati. Auguri al Dampyr! (imho).
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta


            • 44ff.png
              MERCURIO LOI 14 Nascondino
              SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
              Testi_ Alessandro Bilotta / Disegni_ Massimiliano Bergamo / Colori_ Nicola Righi.
              E scappa dai gendarmi nelle ore piccole di coprifuoco; scappa dalla decimazione dei componenti di Sciarada (ora è chiaro : criminosa!); scappa pure dall’affetto di Ottone che peraltro ricambia la freddezza e d’altronde è altrimenti affaccendato, Mercurio è infine “travolto”a casa sua dall’iniziativa del piccolo Dante Fusco, assai più ardimentoso di suo padre (Emilio, l’altro affiliato di Sciarada ancora rimasto in vita…), che ai giochi a nascondino coi suoi coetanei finisce a dover anteporre oneri che dovrebbero spettare all’adulto; ma che è con ciò quasi facilitato a gettare un ponte verso Galatea , la bambina “amica geniale” che presiede la società segreta , ormai vicina all’estinzione anche fisica!
              Per la parte che lo concerne Mercurio supporta Dante, vuoi per placare i suoi malesseri somatizzati (?) e vuoi per una discreta soddisfazione infine nell’ammaestrare un nuovo sottoposto, dopo il tradimento di Tarcisio e la defezione (?) di Ottone.
              Senza darne sentore la sceneggiatura apre con un flashback molto retro-datato, col gusto di sorprendere doppiato da una lunga sessione senza parole delle scorribande notturne di MerLò (Mercurio Loi per i fans…) e triplicato da Emilio che fanfaroneggia ai quattro venti la sua “imminente” partenza da Roma in carrozza per lavoro. Il lettore occasionale della testata ( purtroppo, secondo varie voci, destinata a chiudere con il numero sedici…) è scusato se inizia a capirci qualcosa da pag. 51 (xD ). Anche troppo sicuro di essere un passo avanti agli altri, magari sottacendo le sue speculazioni intellettuali _ altrimenti, d’altronde, non sarebbe Lui_ Mercurio para le minacce incombenti alla sua persona, ma non scioglie affatto i dubbi di Ottone, corroborato da (…) che oramai sembra vederlo come un narcisista sociopatico nichilista manipolatore che ha mollato ogni ormeggio alla continenza del suo ego, entro regole o almeno remore morali condivise. Non che anche il biondo universitario mangiapreti non abbia di che farsi perdonare , comunque. Ci sarà una resa dei conti, presumibilmente ( ma con Bilotta presumere è abbastanza rischioso :-p), tuttavia il prossimo albo si annuncia con un’ altra nuova “divagazione”, a rimpolpare la trama generale della serie che pur vive(va) , talvolta benissimo talvolta meno, piuttosto dal lasciarsi vivere dei personaggi nella essenziale contemplazione dell’esistente e nel dolce far niente elevato a esercizio allenante il cogitare. Apprezzabile riconoscere i sottili rimandi che accavallano recenti o vecchi episodi , indici di un una mappatura ricca e stratificata nei fatti e nei personaggi che gravitano nella romanità papalina di “Mercurio Loi”.
              Max Bergamo è molto “faccioso” nei ritratti e tende all’esaltazione _anche nel senso di ri-calibrare le proporzioni anatomiche, e quindi è ben scelto in una storia spesso ad altezza (grafica) di bambino. Dabbene anche la colorazione , che riesce a rabbonire demarcazioni a china vicine ed ancora di più sbilanciate nella loro evidenza (imho).
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta


              • 44f.jpg

                VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA
                Mondadori Comics. 56pp.,Cartonato a colori. 7,90€.
                Testi_Curd Ridel / Disegni_ Frédéric Garcia /Disegni_ Jacky Robert.
                Nella collana “La Grande letteratura a fumetti” un adattamento della celebre opera di Jules Verne, consegnata alle stampe nel 1864, e diventata un classico dell’intrattenimento istruttivo e nozionistico , anche per confutare teorie scientifiche pregresse e seppur con l’inevitabile saldo passivo di licenze di verosimiglianza e fattibilità. Ragionevole il bilanciamento tra i dialoghi ( che “devono” essere dettagliati /descrittivi) e la parte grafica, che è chiamata a sprigionare la magnificenza di un mondo “di sotto” inedito e sbalorditivo oltre ogni immaginazione. Per giungervi Verne spende la figura capostipite del ricercatore/scienziato, un allampanato dalla cultura enciclopedica e multidisciplinare, qui reso con l’intonazione del “simpatico invasato” volitivo e trascinatore al limite dell’autolesionismo pur di levarsi il tarlo del (non) si può fare! Una personalità accentratrice che si concede come “spalla” un nipote giovane ed abbastanza devoto ( sebbene più che altro molto preso dalla morosa, a sua volta sottoposta allo zio…)e un granitico isolano di poche (e straniere) parole e di alta efficienza per fare l’impresa : seguire le orme _decrittate da un antico seppur breve testo_ di un erudito del XVI secolo che sostiene di essersi calato nelle viscere di un vulcano islandese inattivo giù fino al centro della Terra!
                Quasi sulla fiducia , tra “cervelloni”, il leader e i due compari partono all’avventura gravati di vettovaglie per sei mesi (!!!) ed essenziali strumenti tecnici di misurazione ed orientamento per una esperienza unica e quasi intentata,salvo far fede agli “indizi” lasciati dal loro predecessore che tuttavia non li ha affatto preparati a ciò che vivranno e che ,nel voluto lieto fine, costituirà la loro controversa reputazione in un libro (il titolo è ovvio ;-) ) sicuramente capace di conquistare lo spirito avventuroso e tecnico-deduttivo di molti lettori a venire.
                Realizzato _insieme alle pagine in appendice di “dossier” sulla vita e la produzione letteraria di JV_ nel 2010 ,il fumetto ha piuttosto uno stile “analogico” ( vedi in specie la colorazione) , più vintage che da tavoletta grafica,per un segno dinamico, dettagliato e rifinito da una continua tessitura di tratteggi che alla bisogna si fondono in ombrosità compatte e d’altronde contrastate dalla luce direzionata delle “pile” in dotazione agli esploratori , oltre ai fenomeni lavici ed alla necessaria acqua. Svelto in fondo nelle sue quarantasei tavole un romanzo che scorre bene e sa agganciare “ancora” l’attenzione (imho).
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                Commenta

                In esecuzione...
                X