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    PREDATOR [4]
    Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
    Due episodi. La seconda ed ultima parte di “Nemesis” ( Testi_ Gordon Rennie / Disegni e Colori_ Colin Maclein ) e l’autoconclusivo “Prigioniero” ( Testi_ Gordon Rennie / Disegni e colori_ Dean Ormston).
    Non manca la versatilità grafica in questa serie , quanto piuttosto il (non)sapersi smarcare da dinamiche motivazionali e prassi attuative del tutto omologhe alla gemellabile ondata di fumetti che stiracchiano l’universo di “Aliens”. Le maggiori, residue , differenze qui riscontrate sono l’ambientazione comunque terrestre e la capacità di baldi ed organizzati uomini di fermare con un certo successo il Predator(e). Ritroviamo dunque l’austerità geometrica colorata da tinte caramellose in “Nemesis”; che diventa un “gran safari” tra la rete fognaria di Londra che sgrava nel Tamigi in un dedalo di cunicoli dove trova riparo una navicella dell’alieno cacciatore , a sua volta cacciato dal gentleman ex militare delle colonie indiane assoldato da una “massoneria” (?) di pochi avvertiti. Peraltro non in grado di gestire la tecnologia insita nell’astronave , perciò occultata come vuole ogni “buona” trama complottista. Balzo in avanti temporale per “Prigioniero”, dove l’aspetto “circense” delle morti violente spettacolarizzate tocca quello che ormai un sotto-filone nutrito del cinema horror , ovvero il reality show follemente estremo e cruento ( a cominciare dai parchi a tema Giurassico ;-)… ) che implode e và fuori controllo , nonostante gli sbattimenti di qualche dis-illuso raziocinante. Più robusti e saturi _rispetto al segmento precedente_ i colori assistono uno stile di disegno grifagno, che assegna un eccesso di rotondezze da palombaro alle tute indossate da uomini al contrario ritratti con la nervosa e spigolosa secchezza di un Tullio Pericoli invitato da Fulvia il sabato sera (cit.). Insomma, in quattro numeri scarse novità (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      LA MIA PRIMA VOLTA _ My Lesbian experience with loneliness
      Edizioni BD. 140pp., b/n e colore rosa. 10,00€.
      Testi e Disegni_ Kabi Nagata.
      Lei le paga. Conosco solo di fama la graphic novel di Chester Brown, qui parafrasata, col resoconto autobiografico della vita di un fumettista che espleta i suoi bisogni affettivi- sessuali ingaggiando meretrici a domicilio , ma spero sia meno pesante, estenuante e narcisistica messa in scena a (non bei) fumetti di questa variant lesbo-manga. Invece di cercare uno psichiatra bravo , l’impudica autrice ci infligge un pippone (avvilente pure nel dato estetico) minuziosamente particolareggiato dei suoi ultimi dieci anni di tare psico-sessuali , parzialmente mondate _ in un gioco meta fumettistico che indispone ulteriormente verso la personalità (disturbata) della tipa_ dal suo acquisito successo di mangaka che appunto mette in scena i suoi problems di lesbica complessata trasandata anaffettiva e finanche autolesionista a 28 anni suonati , con un trascorso di lavori poco qualificati e peraltro persi per la fissa di considerarli a sua disposizione come elargitori di calore umano e tolleranza oltranzista delle sue mattane. Il tutto possibilmente fuori dal radar genitoriale , altro chiodo irrisolto nella tortuosa ricerca determinante di autostima.
      Monotono alquanto lo schema grafico uniformato di norma su quattro vignette a striscia per tavola, con un cambio di paradigma solo per “avvenimenti”particolari, tipo lei che esce di casa (sic!) che hanno di quinta le torrenziali didascalie “sfogatoio”della protagonista che si racconta letteralmente sempre al centro, con ulteriori scritte (!) non raramente, a sopperire disegni(ni)di bambina filosofica (cit.) che pare la versione ingrifata di Aika in “Hello! Spank” (ma somiglia di più al cane. xD)_ ma frigida nonostante il prodigarsi delle professioniste che dovrebbero “sbloccarla”quando però, par di capire, è tutto un fatto di testa_ smontanti qualunque libido. TERIBBBBILE (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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