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Orfani raddoppia

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  • #46


    ORFANI: NUOVO MONDO 06 E non avrà paura
    Testi_ Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo / Disegni_ Alessio Avallone con Werther Dell’Edera,Arturo Lauria, Aka B, Fabrizio Des Dorides / Colori_ Alessia Pastorello.
    Il parto isterico di Rosa, con proiezioni allucinate e visite oltre la fatidica soglia del fine vita. Per l’inizio di quella nuova, nel dolore del parto e del tradimento ; del male cagionato senza essere in sé, e l’essere di sé la parte che sconta l’aver ucciso.
    Indovinabile nel suo sviluppo complessivo (dal prologo a l’epilogo con le rivelazioni sulla Juric e la scoperta identitaria del sabotatore dei clandestini), fanno brodo i rimasugli di parentesi oniriche già sfruttate e ruminate, distaccandosi da immediati paragoni ( “Julia”) con l’abbraccio (auto)citazionistico e disegni marcatamente stilizzati ( chi verso un Munoz; chi più vicino a colleghi nostrani con esperienze underground). Su tutti uno studio del colore di stretta osservanza ove richiesto; od in cerca di ampliare la gamma dei blu/verdi nella rappresentazione del mondo alieno , con un segno un po’ grasso e conseguentemente poco duttile . L’albo imprime un cambio avvertibile di scenario ed una evoluzione della storia che (imho) nella mancanza fondativa dell’approfondimento dei vecchi e nuovi mondi ( Rosa, perfino in travaglio trova il modo di darsi alla lotta corpo a corpo…) si incanala in sviluppi attesi e purtroppo pertinenti a qualsiasi soap opera.


    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • #47


      ORFANI : NUOVO MONDO 07 Pugni serrati
      Testi_ Roberto Recchioni e Michele Monteleone / Disegni_Werther Dell’Edera / Colori_ Giovanna Niro.

      Pesta come l’Abate Faria, Rosa langue nel budello più interrato di un penitenziario. A ridestarla il Dante(s) del suo inconscio (?) : Ringo, particolarmente in vena di appoggi dialettici. Traendo vantaggio ( ma si lascia intuire , subendo violenza…) dai porci comodi del Traditore ( vedi O : NM 06), la figlia del fu Pistolero cerca di liberarsi e risalire al figlio che ha da poco partorito e che le è stato strappato dalla Juric, testando la sua diversa condizione fisica e la saldezza o l’impulsività del proprio temperamento.
      Alla stregua di una “mid season” di stampo tele filmico, questo numero implementa un nuovo scenario (la prigione) “ammortizzato” conservandolo almeno anche per il prossimo episodio e concede un inizio di rivelazione di questioni di fondo che peraltro, vivendo alla giornata e con Ringo, Nuè e Seba defunti, Rosa pareva aver accantonato o recepito con una “naturalezza” che invece ora si dettaglia a beneficio del lettore. La sceneggiatura si offre inoltre d’incaricare la coscienza di Rosa di cupi pensieri auto-colpevolizzanti, scaturiti dalle missione ad uccidere , che peraltro perpetua tra sagacia tattica ed “aiutini” chimico-farmaceutici. Un albo in cui converge _senza destare sorpresa (imho)_ il quadro indiziario caratterizzante la natura dei protagonisti, secondo le ambiguità trasparse nei brevi intervalli tra una scazzottata e l’altra. Chi si accontenta gode (così così). Disegni tozzi ed accettati ( nel senso dell’utensile da taglio), tamponati di china e programmaticamente mal definiti, ché ben si veda (sic!) l’Artista graziosamente prestato al fumetto commerciale.?



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      • #48


        ORFANI : NUOVO MONDO 08 Stati d’alterazione
        Testi_ Roberto Recchioni e Giovanni Masi / Disegni_ Luca Casalanguida e Werther Dell’Edera / Colori_ Stefania Aquaro.
        Uscita caparbiamente dai settori di massima sicurezza in non casuale compagnia di Vincenzo ( di cui scorgiamo indizi di una non pacifica biografia…), Rosa si trova davanti un lazzaretto di sudiciume e disperazione, autogestito dai galeotti della prigione incavata nella roccia. Le primitive regole del luogo impongono di tastare le supremazie gerarchiche in combattimenti corpo a corpo, che la neo mamma affronta col trasporto drogato dei composti chimici che assume ( vedi O:NM 07), lasciandogli strascichi di reazioni nervose negativamente incontrollate; in un “down” che Vincenzo e (…) opereranno per farla disintossicare, riconoscendole le doti da leader necessarie a motivare la comunità dei reietti contro la Juric ed i suoi continuamente rigenerati scagnozzi.

        L’ambiente del penitenziario trova la linfa di nuove e suggestive inquadrature d’insieme , che sprigionano colori peculiari ( e variati in temperatura tra esterni ed interni…) e quartieri termitai , nettamente in contrasto con l’asetticità e la prosperità dei centri residenziali del nuovo mondo. Spazio al versante onirico, con un insolito (ovvero oscurato e spesso indefinito) Ringo , che si applica a smontare ogni atteggiamento vittimistico ed auto-assolutorio eventualmente propugnato dalla “figlia”. L’albo tutto (!) è un susseguirsi di scazzottate , consumate prima, durante e dopo il percorso di recupero dai sovradosaggi adrenalinici che rischia(va)no di perderla.
        Botte, botte e di nuovo botte con annesso messaggio “NO DRUGS”. Il rosso carminio delle labbra di Rosa ne indurisce un po’ il volto, che ora i disegnatori hanno mandato di fare più spigoloso, adulto, su forme anatomiche invece morbidamente femminili. E’ ora che Rosa si appropri del suo essere ormai donna ( e madre). Lo farebbe anche meglio (?) se il fumetto non fosse una ininterrotta catena di fatality da shoot-em-up.?



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        • #49


          ORFANI : NUOVO MONDO 09 Frammenti
          http://www.badcomics.it/2016/06/orfani-nuovo-mondo-9-frammenti-la-recensione/114556/
          La recensione Badcomics.it aiuta a collocare l’impronta data all’albo da ben cinque disegnatori , due coloristi ed altrettanti sceneggiatori , che tutti insieme non cavano un episodio decente (IMHO).

          Cercando un varco per salire i piani alti della Prison ( operazione che si sta attardando da trecento pagine!), Rosa , Cesar e Vincenzo ritrovano il robottino Host in una veste parzialmente modificata e servendosene riescono nella inedita impresa di non trucidare anima viva. Operazione traslata in abbondanza dalla fu Mocciosa in missione esplorativa, mentre la Juric ha il suo daffare , portando in giro il panzone da primipara stagionata…
          Con digressioni che rincorrono altre opere e le sfinenti tare psichiatriche di cyborg riciclati (sic!) l’albo scorre svilendo ogni strutturato abbozzo di trama , lasciata a bagnomaria con minime variazioni del poco che era successo prima per accumulare ferraglia e mutilazioni nei soliti rabbiosi scontri fisici o corrispondenti tra mecha, tra geyser di sangue e strepitio di circuiti elettrici, che lasciano però al lettore meno di poco.



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          • #50


            ORFANI : NUOVO MONDO 10 Gioca e muori
            L’onda umana di reietti prigionieri che Rosa, Cesar e Vincenzo cercano di organizzare per scagliarsi contro le porte del penitenziario, in cerca degli spazi di libertà rubati dalla dittatoriale Jsana Juric ( intenta a sgravare sua figlia e dunque a considerare la responsabilità materna…), li portano a scoprire il centro operativo ove vengono manualmente monitorati i robot deputati a rastrellare gli immigrati non autorizzati dal governo. I tre fuggiaschi troveranno vecchie conoscenze e sapranno volgere alcune macchine ai loro scopi, non senza combattere…

            Tra una Mocciosa che se le canta e se le suona picchiatella alla maniera di “pi-tu-pi-tum-pa!” ( vecchia pubblicità di latticini. Questa sarà venuta in mente a Mauro Uzzeo, co-autore dei testi con R. Recchioni), un altro villain che non può attendere un secondo senza rovesciarci addosso le sue pose da pensatore nichilista, e fasi della trama invariate nel trittico : incursione spiazzante / cattura e sevizie/ riscatto e rappresaglia come un telefilm di “Batman & Robin” , però virile, l’albo (s)tira ulteriormente per le lunghe l’odissea nel bagno penale di Rosa e soci. Urge fuga di mezzanotte , ché la palpebra cala, non raccogliendo per stanchezza (imho)gli spunti sulla alienazione giovanile ed il misconoscimento di finzione, intrattenimento ludico e realtà fattuale.
            Calato un poker di disegnatori che per l’abbigliamento si sono ispirati ai “Flinstones” (sob!) e per le capigliature, temo a “La Principessa Zaffiro”; alcuni più appariscenti (Fabrizio Des Dorides e colorista dedicato) , altri diligenti ( Francesco Mortarino) più di Werther Dell’Edera e Luca Casalanguida , che si spartiscono il resto delle pagine tra linee spesse arzigogolate e il daffare a dare profondità di campo a vignette intoppate di personaggi. Mancherebbero due numeri alla fine della stagione, chissà che “cominci” a succedere qualcosa.?


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            • #51


              ORFANI : NUOVO MONDO 11 Hardcore
              Testi_ Roberto Recchioni / Disegni_ Giancarlo Olivares.
              I galeotti capitanati da Rosa si contano, per aprirsi il campo verso la libertà; incontrando da subito un muro di soldati da neutralizzare… Dalle macerie della battaglia dovranno comunque ritrovarsi e riorganizzarsi , pagare un tributo di sangue ai cecchini nemici e forzare un ultimo blocco, verso un obiettivo che …Sembra a portata di mano.
              La “scaletta” dell’episodio, che concede un colpo di scena finale, divaga sulla sorte di alcuni “buoni” e tergiversa nei propositi della neo mamma Juric (coerentemente e sadicamente prevedibili…), non si discosta ancora da un’ennesima scatarrata di pistolettate acrobatiche e fracassone , con focus sulla dipartita di alcuni protagonisti, e forse congedando perfino il fantasma di Ringo, come segno della “maturazione” caratteriale autonoma della “figlia” Rosa. Pure i disegni si attengono alle linee “grasse” e squadrate comuni ad altri episodi ( specie quelli a cui ha messo mano W. Dell’Edera). Molte pallottole, poche idee (imho).


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              • #52


                ORFANI : NUOVO MONDO 12 Il Terrore
                Testi_ Roberto Recchioni / Disegni_ Davide Gianfelice e Matteo Cremona / Colori_ Alessia Pastorello.
                Epilogo della “terza stagione”. Con l’espediente che Silver definiva “del cugino esploratore…” cala sulla serie un nuovo personaggio fatto e finito, con rilevante dotazione di bastardaggine, frutto e sintesi delle aberrazioni in campo genetico scientifico della Juric; e si ritaglia il ruolo di innesco di un processo di dissoluzione che riguarda il capeggia mento dei rivoltosi , in ambasce nel loro confino di prigionia ma con argomenti validi di trattativa e una ferrea determinazione a tener testa alla Presidente, anche ricorrendo a metodi non dissimili ai suoi. L’interconnessione in video permetterà agli abitanti della colonia sul nuovo mondo di percepire in diretta _ e dunque con una parvenza di realtà_ l’atto scatenante ed ultimativo del braccio di ferro. Potendo sguazzare tra tanti protagonisti moralmente censurabili la sceneggiatura evacua le solite abbondanti scorie di cinismo auto compiaciuto e violento ( e certo non solo a livello verbale) , però “quasi costretto” ad imbastire una vicenda almeno discretamente articolata nel tirare i fili del racconto nella sua tessitura globale . Non credo di infrangere alcuno spoiler anticipando che scorrerà altro e “qualificato” sangue, sebbene il velo delle video-riprese può lasciare il lettore al dubbio che si tratti di un ulteriore artificio digitale.
                Alla Juric versione materna vengono riservate tinte cromatiche ironicamente da Vergine Maria ,con la temperatura colore che scende solo verso il finale dell’albo , senza far mancare luci di taglio schiarenti porzioni di epidermide e ambienti ( dal metallico della prigione fino al quasi barocco e damascato degli appartamenti presidenziali). Non proprio armoniosissimi i disegni , specie a causa dello stile brevilineo di Cremona opposto alle crasse bordature del co-autore. Serie nel complesso stagnante e deludente, che non lascia elementi allettanti di prosecuzione (imho).
                ?


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                • #53


                  ORFANI : JURIC 01 Il Fiore del male
                  Testi_ Paola Barbato / Disegni_ Roberto De Angelis / Colori _ Andres Mossa.
                  Prologo ed epilogo: Testi_ Roberto Recchioni / Disegni_ Andrea Accardi.
                  SBE . 96pp., b/n e colore. 4,50€.
                  Mini-serie in tre parti, con la biografia postuma di Jsana Juric, affidata allo scrittore introdotto in “Orfani: Nuovo Mondo”, che ritorna nel prologo in bianco e nero , dove si racconta dei funerali di Stato della Presidente e vengono introdotti un fotogenico ministro ed un massiccio militare avviati al potere del dopo Juric. Nel finale/ prologo vengono inoltre promesse nuove sconcertanti rivelazioni dagli archivi privati della guercia rosso crinita… Che bambina , con entrambi i bulbi oculari e i due genitori ingrossa la fiumana di profughi in migrazione oltreconfine , a piedi o con altri mezzi ( la collocazione geografica è volutamente tenuta abbastanza sul generico…). Piccola vittima di “tragedia umanitaria” verrà salvata , lei sola, ed adottata dall’austero dirigente di una O.N.G sempre bisognosa di attrarre investimenti ,anche facendo leva mediatica su una spendibile traumatizzata intelligente carina piccola orfana dai capelli rossi. Legata possessivamente alla forma d’affetto del nuovo “papà” ( che è tipo il genitore bigotto di “Carrie, lo sguardo di Satana”) e con una precoce capacità analitica che neanche un Will Hunting _ Genio ribelle femmina però più “vissuta”, l’intrigante Jsana , già solo adolescente drasticamente ego riferita, saprà manovrare ad alti libelli nell’Organizzazione paterna, per assicurare i propri scopi…

                  Cambio di registro nella galassia narrativa degli “Orfani”.Ridotta al minimo funzionale l’azione violenta, i testi si concedono la tessitura estesa ed accurata di una storia , pregna di risvolti psicologici e sociologico-mediatici che si riversano in un quasi giallo da camera, con in palio il controllo necessariamente non ingenuo e buonista della Charity. Il lettore bonelliano _insolitamente esposto a stimoli di questo genere_ potrà annusare un’aria familiare (si fa per dire…) da Del Debbio o Gino Strada (?),secondo inclinazione maturata; e compiacersi dei “trucchi” di comunicazione “svelati” che teoricamente così lo sollevano dalla narrazione pensata per le “masse”, secondo una dicotomia accettata ( nel senso di tagliata con l’accetta :-p) da Recchioni e resa con una certa finezza dalla Barbato , in un racconto biografico non impermeabile ai luoghi comuni eppure abbastanza strutturato e senza l’ansia di voler dire tutto e subito del personaggio ,provocatorio nella sua durezza non macchiettistica ma “troppo umana”.
                  I grigi nel b/n di Accardi prendono un senso di robotica pulizia e correttezza ; mentre De Angelis non può avere svolazzi da splash page doppia , causa la pregnanza dei dialoghi e consegna alle sfumature forse un po’ anonime della paletta colori un segno piuttosto armonizzato a quello dei colleghi che lo hanno preceduto, con preferenza di tratteggi forti anche in spessore,e sufficiente accuratezza di dettagli.Illustrazione della cover curata dal sempre stiloso Nicola Mari.
                  Probabilmente l’albo più interessante dell’intera produzione della testata.

                  ?


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                  • #54


                    ORFANI : JURIC 02 Storia di una principessa

                    Di nuovo sperimentiamo una densità contenutistica sconosciuta alla precedenti annate di “Orfani”, sebbene l’episodio accetti anche il terreno della lotta bruta e della violenza fragorosa sterilmente reiterate nei testi di Roberto Recchioni. Con lucido prorompimento Paola Barbato sceneggia il perfezionamento a-morale della personalità di Jsana, in un arco di tempo di otto anni a partire dalla laurea in sociologia che la Juric consegue a soli ventuno anni; quando ormai ha saldamente già le redini della O.N.G formalmente presieduta dal papà adottivo, soverchiato dall’intraprendenza manageriale della ragazza , che attira nuovi facoltosi finanziatori col “problema” di costruirsi una facciata filantropica e nascondere core business molto meno presentabili. La sfacciataggine erotica modulata su attente osservazioni comportamentali consentono alla neo sociologa di ingraziarsi contatti con attività molto estese, che _ con reciproca soddisfazione_ potrebbero anche passare a mezzo della rete assistenziale della O.N.G., se divenisse preminente nel territorio africano, sottoposto alle torsioni internazionali di una emigrazione irricevibile. Jsana diventerà medium ( e messaggio) di una fluidificazione globale nell’allentamento delle frontiere, pagando prezzi che , se anche non preventivati, sono da lei provocati ; ed infine messi sotto il suo vendicativo controllo.

                    Sarò banale, ma se non fosse scritto da una donna, questa mini serie si “dovrebbe” pensare come atto di ostilità misogina , tanto la protagonista ne pensa e ne fa , per primeggiare sugli uomini anche dando fondo ai più stuzzicanti argomenti a disposizione della sua turgida femminilità. Lo spessore e la padronanza dell’intreccio porta (imho) a paragoni meritati col migliore Van Hamme, mentre la peculiarità del contesto stimola riflessioni evidentemente di stretta attualità, che non si esauriscono _come usa oggi_ con la denigrazione del cosiddetto “buonismo” o della “mancata volontà politica” di risolvere le cose; data, in nuce, l’escalation delle carriere di JJ.
                    Per paradosso inoltre, ho apprezzato maggiormente che i riferimenti alla prima stagione di “Orfani” che pure sono disseminati nella trama non abbiano capitalizzato l’albo, lasciando lo spazio alle sue inquietanti “performance”, forse nemmeno ultimate con l’arrivo, nel presente, della morte…
                    Coadiuvati dalle chine di Maurizio Di Vincenzo ed i colori di Luca Saponiti, Stefania Acquaro e Alessia Pastorello i disegnatori Roberto De Angelis e Riccardo La Bella ( Recchioni /Accardi al prologo ed epilogo) danno forma grafica ad un personaggio remissivo e virginale nelle sue manifestazioni pubbliche, iperattivo nei suoi impegni dirigenziali e che libera una sensualità giunonia nei partouze,spietatamente privati di qualsiasi addentellato sentimentale disinteressato. Opportune e ben fatte le vignette che distribuiscono elementi di folla, anche caotici, dentro ambienti dettagliati, cittadini o rurali che siano , con dominanti cromatiche ragionate. La parte “viaggio in Africa” fa’ agire figure forse più massicce, come a connotare il luogo di un travaglio iniziatico (nelle intenzioni degli aguzzini) che chiama in causa gli elementi più basilari e materici con cui Jsana soffre e s’offre nella sua irriducibile (auto)determinazione. Che il suo biografo stenta progressivamente a rielaborare col distacco insito al suo compito.
                    Bel fumetto.


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                    • #55



                      ORFANI : JURIC 03 La Regina è morta, viva la regina
                      Testi_ Paola Barbato / Disegni_ Luca Casalanguida / Colori_ Andres Mossa.
                      Numero di chiusura della mini serie, e ne avrei voluti di più…
                      Flebile il crossover con la prima serie di “Orfani”, con la sceneggiatura che rimane focalizzata , facendo un ulteriore salto temporale di sette anni, sulla piena definizione della maturità fisica ed intellettuale di Jsana Juric, nella spudorata rincorsa al potere legittimato, che a posteriori può uscire senza bavagli in forma di biografia “autorizzata”; non perché la morta resusciti fisicamente a reclamarla , ma in forza della sua appropriata conoscenza dei risultati ottenibili manipolando la psicologia di massa. JJ ottiene quello che brama _ pagando pegno alla solitudine_ usando senza alcun ritegno tanto la sua carica sessuale personale, quanto indirizzando l’opinione pubblica , allertata e circuita secondo uno schema di sommosse e restaurazioni in cui coinvolge una giovane africana che ha condiviso con lei le brutalizzazioni del terrorismo ( vedi O : J 02), facendone una figlia adottiva “ribelle” che lei stessa foraggia in attività di protesta politica radicale che poi evolvono nella clandestinità eversiva ( di obiettivi che, tanto per cambiare, se eliminati le portano beneficio. Sempre o quasi…). Una parabola, quest’ultima, forse un po’ esasperata, ma che permette alla Barbato di chiudere fragorosamente alcune trame scottanti, appassionando il lettore sul come la sua protagonista riesce a sgusciare dagli impicci, sperimentando in maniera decisamente deviata una sua idea di solidarietà al femminile ( sicuramente la Barbato conosce le Parker’s Girls di “Strangers in Paradise” ;-) ), e di surroga materna che ci illuderemo far presa definitivamente sui suoi sentimenti. Quasi ad epitaffio della “inutilità” della Cultura a dare argini alla sopraffazione, il finale offre continuità e giustificazione postuma alle politiche nazistoidi della Presidente, inficiando le filtrazioni del suo biografo ,colpito ed affondato non solo nell’ego. La chiusa è del Recchioni ,anche autore del soggetto, che nella serie “Orfani”, si è sempre tenuto (imho) alla superficie di tematiche che la sensibilità di Paola Barbato ha saputo invece eviscerare con un perfino divertito carico di sfacciataggine erotica non disambinguata da stordente violenza. Riconoscibile lo stile del disegnatore, che predilige tratteggi squadrati ed un poco rigidi, “riscaldati” dai punti luce che guidano la lavorazione delle tonalità cromatiche.
                      Notevole mini serie, che da gennaio 2017 cede il passo ad un’altra _ sempre in tre numeri_ che si propone di raccontare “il resto del mondo” sotto il baratro dell’estinzione!


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                      • #56


                        ORFANI : TERRA 1 Dalla cenere
                        SBE. 96pp., a colori. 4,50€.
                        Testi_ Emiliano Mammucari e Matteo Mammucari / Disegni_ Alessio Avallone / Colori_ Giovanna Niro.
                        Primo di tre albi, per una mini serie che recupera l’ambientazione terrestre , nei contrastanti segnali di disfacimento di un eco sistema qui rappresentato in una zona urbana aggredita dal deserto nel continente americano. Inediti i personaggi, che però combinano caratteristiche già note ai lettori della serie “Orfani” ; muovendo verso una direttrice di riscatto dai contorni non a fuoco, che non può essere (?) peggio di un presente di deprivazioni e sfruttamento.
                        Ai sommi capi dello scenario un caporalato sadico che serve l’autorità violenta di uno Sceriffo ed all’opposto una monella dalle movenze feline e dalle intenzioni misteriose. In mezzo , in un catino di solleone e lavori forzati una squadra di giovanissimi lasciati a se stessi ed a regole di sopravvivenza draconiane. Cosa che non basta però a spegnere il loro vitalismo, ravvivato dalle reciproche differenze e diffidenze caratteriali , che li porterà alla sortita di una clamorosa ribellione , non tollerata _ anche per motivi personali_ dall’orrido Sceriffo.
                        Scritto , con il fratello, dal co-autore della saga ( tuttavia finora conosciuto solo per l’apporto alla parte grafica…) il fumetto isola una porzione al momento ben ristretta della “Terra” e si concentra sugli attriti personali forzatamente condivisi da cinque/sei descamisados, ricavandone la loro caratterizzazione, localizzazione , amalgama di gruppo e successiva estroflessione cooperativa di un obiettivo esterno affascinante ( il nesso logico nelle sperequazioni sociali al momento risulta mostrato ma poco o niente spiegato…) ; parimenti alla presentazione di antagonisti che detengono un potere brutalmente anarcoide e repressivo.

                        Un numero che preso a sé si lascia leggere, specie se sollevato dall’obbligo di essere una costola fondativa della saga, come lo è stato ineludibilmente “Orfani: Juric” , ben diversamente impostato d’altronde per spaziare nella quadratura di quella trama orizzontale che in ben tre stagioni da dodici episodi mi è sempre parsa sfilacciata e mai prioritaria. Ingeneroso chiedere allora ai Mammucari Bros. di riempire il gap. Però rimane la titolazione roboante…

                        Gipi firma l’elaborata illustrazione di copertina, dalle belle tonalità rugginose e forte del peculiare stile dell’artista pisano. I disegni vivono di pennellate “sgarzoline”,costruenti figure con tocchi veloci a pieghe spigolose, talvolta sommarie o lasche sotto il profilo dell’attendibilità fisica ( vedi i cani…).Colori cromaticamente centrati che, imho, però piallano sfondi già di loro non sempre solidi.
                        Un esordio dignitoso nel complesso, che non scopre le sue (speriamo…) potenzialità contenutistiche , marcando a sostegno citazioni pop ed una distribuzione di ruoli per adesso non baciati da particolare originalità.
                        ?


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                        • #57
                          ORFANI: TERRA 2 Seminare tempesta
                          Testi_ Giovanni Masi, Emiliano Mammucari e Matteo Mammucari / Disegni_ Luca Genovese / Colori_ Luca Saponti.
                          I ragazzi del futuro non infilzano pesciolini ma pescecani di una urbe sgarrupata , sognano il fortilizio illuminato di una misteriosa città del bengodi (?), ma vivono nel sudicio e riarso interregno semi deserto di un ex campo di battaglia ed altre catastrofi. Tolti dal giogo dello Sceriffo , la batteria dei morti di fame segue la tipetta Miranda pelanda ( vedi O :T_1) alla “sua” oasi . Un breve ristoro, ma tocca organizzarsi e per levarsi dal tiro vendicativo del loro aguzzino e per raggiungere la meta promettente ( ed esclusiva : se t’avvicini al recinto ti sparano…).

                          Impegnativo intitolare “Terra” una miniserie che consuma le suole in un tragico ma non serio andirivieni limitato tra il campo di prigionia dei “Goonies”e la rampa acquatica di (falsa) partenza verso l’agognata/famigerata city. Tutto il numero è dedicato alla soluzione di intoppi “tecnici”, peraltro innescati da una certa coglionaggine assortita dei kids, tra cui si mimetizza il figlio ribelle dello sceriffo ( al momento : e chi se ne frega), che si immolerà, o tradirà , o bla bla bla…
                          Non serve Antonio Gramsci, figurarsi i f.lli Mammucari , per sapere che i diseredati non sono per questo oggettivamente propendenti alla Rivoluzione; ma in compenso il corollario di efferatezze singole personali è moneta corrente di questa e diverse altre serie a fumetti ( e se non bastasse ancora interviene l’attualità e la cronaca nera…).
                          Ben scelta la composizione delle inquadrature ( mi sarei stupito del contrario…) agghindate di una inesausta ricerca sulla scala cromatica, ad ulteriore arricchimento del senso di spazialità tridimensionale. Il décor aggancia l’entusiasmo adolescenziale di auto costruirsi una “tana”, ma non posso dire (imho) di amare particolarmente la sintesi spigolosa stilizzata con questi (pur efficacemente espressivi) disegni. Un episodio di mezzo che forse enfatizza in eccesso la quasi naturale predisposizione interlocutoria di un due di tre.?


                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • #58
                            ORFANI : TERRA 3 Oltre il muro
                            SBE. 96pp., a colori. 4,50€.
                            Testi_ Mauro Uzzeo, Matteo Mammucari e Emiliano Mammucari / Disegni_ Matteo Cremona / Colori_ Stefania Aquaro.
                            Numero conclusivo della miniserie, ovvero fine della “Quinta Stagione” di Orfani. E’ possibile dissertarne come manifesto politico sulla caparbietà ineluttabile della migrazione dei popoli , che si contrastano fisicamente in una “guerra tra poveri” che comunque li taglia fuori dal molto relativo benessere di un centro nevralgico blindato eppure anch’esso claudicante nelle prospettive non immediate. L’albo tuttavia si dipana come una unica chiassosa azione facente perno sull’inghippo di recuperare i ranghi completi del gruppo di giovani diseredati ( vedi O:T 1_2) che tentano di puntare la città scrollandosi di dosso il loro Bill Sikes , il cosidetto “Sceriffo” che pure è il padre di uno di loro, che dovrà risolvere tale “complesso”. Il finale adagia l’incerto ottimismo alla “Zombi” di Romero, a cui si arriva facendo ruggire deflagrazioni ed inseguimenti alla “Mad Max”. Un count down di vittime parziale è companatico drammaturgico preventivabile, così come le tensioni etiche che i protagonisti esacerbano dividendosi tra l’utilità nuda e brutale ed il dovere riconosciuto ai legami di amicizia. Pur soffuso in rimarchevoli giochi di luce ed effetti complessi di matrice ambientale il segno del rodato Cremona concede monumentali splah page ma non aderisce (imho) con la secchezza geometrica delle sue linee alle offese corporee che segnano fino all’ultimo la vita dei giovani orfani. Salvo future connessioni con la trama generale una mini che potrebbe considerarsi uno spin off autoconclusivo a se stante.


                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #59
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                              ORFANI : Sam 01 Nemesi
                              SBE. 96pp., a colori. 4,50€.
                              Testi_ Roberto Recchioni e Michele Monteleone / Disegni_ Carmine Di Giandomenico/ Colori_ Alessia Pastorelli.
                              Primo episodio ( su 12)della stagione conclusiva ( ma “special” a corollario della serie sono già dati in produzione…) di “Orfani” , sulla linea temporale di qualche tempo dopo “Orfani : Nuovo Mondo” e con le conseguenze del caso : un nuovo Reggente _ un tipo alla John Ghost, ma omosessuale _ , un bounty killer omonimo e geneticamente ( bio- tecnologicamente…) apparentato a Ringo; e la cyber-sentinella Sam , zelante guardia del corpo di Perseo ed Andromeda , impuberi che si considerano fratello e sorella ma figli rispettivamente di Rosa e Jsana Juric.

                              Se non ottima abbondante fantascienza vicina alle atmosfere di “Star Wars VII” ( e un pizzico di Katryn Bigelow maritata Cameron…) , ad altezza di una manovalanza (pre) destinata ad alti scopi ;e le sfere del Potere che tramano su come giostrarsi la psicologia delle masse,irreggimentate con esperimenti che del resto erano già di competenza della Juric. In questo senso , preso licenza che i politicanti tendono ad essere imprecisi poiché consapevolmente falsificatori , la trama orizzontale pare una rimasticatura di tematiche ampiamente proposte nei cicli di questo fumetto, con un aggravio di fumosità nel tracciare divisioni e reali conflitti ( solo accennata verbalmente la situazione sul satellite _ ex?_ prigione) che peraltro, quando in atto, sbugiardano le geometrie sociologiche intessute a qualsiasi costo dalla guercia slava presidentessa (Juric). Meglio non farsi traviare dalle brame politicanti, ma se poi l’alternativa è l’indigenza rischiando una coltellata in un fetido vicolo…
                              Ugualmente ripresa dalle ultime guerre stellari l’estenuante teoria di fughe/inseguimenti/sparatorie/tentativi di cattura che fanno di P & A soggetti pregiati ancorché non passivi ( questi sottoproletari : morti di fame ma tutti genietti della meccanica , dell’elettronica e dell’aeronautica…) e che scatenano un dispiegamento visivo di splash page e tagli verticali di vignette perfino sature di superfetazione nella loro aggressività dinamica e cromatica. A parte i gialli fin troppo acidi (imho) splendidamente immersiva la paletta cromatica che aiuta assai i disegni a dare corpo agli scenari: verrebbe da fargli torto definirli “semplicemente” sfondi per quanto emanano una sensazione di solidità interattiva.
                              In definitiva un fumetto ripetitivo e derivativo, che tuttavia non definirei illeggibile od insulso.
                              Ultima modifica di henry angel; 19 aprile 17, 05:26.


                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • #60
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                                ORFANI : SAM 02 Stella cadente
                                SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
                                Da questo mese l’albo costa quattro euro e novanta.
                                La sceneggiatura di Roberto Recchioni e Michele Monteleone per gran parte dell’episodio relega i due ragazzini protagonisti del numero precedente a convitati di pietra delle macchinazioni politico sociologiche del Potere centrale; e della interessata protezione profferta da Cesar , “governatore” incontrastato della strategica Luna intorno al Nuovo Mondo , con i metodi autoritari da pirata ( questa parte è disegnata da Davide Gianfelice, con linee marcate e decise, magari un po’ rigide…). A contrastarlo , od imbonirlo, viene spedito Ringo , quasi snaturandolo in un ruolo per così dire diplomatico, incapace comunque di contenere la sua più genuina vena distruttiva. Intanto sul pianeta le massime autorità tentano di annettersi a vicenda il controllo delle rispettive competenze per liquidare il “problema” Cesar ( il rimpallo dialettico è curato graficamente da Daniele Di Nicuolo, più filante ed ingentilito). Abbastanza per lasciare vigile Sam a protezione dei ragazzini ( inserto onirico by Jacopo Starace con i colori curati da Giovanna Niro ), che riprendono il loro errare ...
                                Anche questo secondo numero alimenta la sensazione (imho) che questa stagione stia ribadendo tematiche e personalità già incise e trattate in precedenza , caricando l’azione di ulteriori smargiassate e sforzando __appunto sulla scorta dei precedenti_ logica e verosimiglianza; con pochi personaggi , nella presunzione di riassumere il mandato a governare l’intero genere umano, ovvero quella porzione regolare voluta dagli esperimenti disgenici della Juric.


                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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