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  • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    Uncle Scrooge complimenti, sei bravo davvero! Come Uomo anche a me è piaciuto molto l'incipit, introdurre il tema del morto cattura subito l'interesse del lettore e introduce in modo efficace il contesto in cui si trova il protagonista/narratore Il pezzo ha anche un bel ritmo, lo stile è brillante e scorrevole e - questa volta la penso diversamente da Maurizio - ho apprezzato anche le parti di dialogo
    L'(aspirante) editor che è in me vorrebbe darti un paio di consigli dal punto di vista della tecnica narrativa, dimmi tu se ti interessa o meno (comunque si tratta di sottigliezze)

    Oh comunque giusto l'altra sera dicevo proprio a Mauri che mi sarebbe piaciuto postare qualcosa che ho scritto di recente, ma so già che perderei il confronto quindi mi ritiro in partenza
    Ehi, io ho apprezzato i dialoghi, suggerivo solo una maggiore caratterizzazione dei personaggi
    Ho fatto notare la cosa a Scrooge proprio perchè a) credo che le critiche costruittive aiutino, b) Col bagaglio di esperienze di vita che si ritrova potrebbe venirne fuori un blog/graphic novel/reportage/romanzo/raccolta di racconti interessante (e, in una remota e ottimistica visione dei fatti, retribuita).
    Comunque, Enfad (io continuo a usare i nick perchè sennò gli utenti che non sanno i nostri nomi di battesimo si confondono ) ti faccio notare che già in precedenza hai postato un tuo lavoro sull'Eneide, che era stato apprezzato


    Quindi posta pure.
    Ultima modifica di UomoCheRide; 02 dicembre 17, 20:20.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • grazie a entrambi
      Enfad vai con tutti i consigli che vuoi - e si, posta che sono curioso
      UomoCheRide la penso come tu sulle critiche e anzi terrò oresente la cosa se decidessi di mettere per iscritto un pò di appunti

      (p.s. qui la storia del ragazzo morto)
      Ultima modifica di Uncle Scrooge; 03 dicembre 17, 00:37.


      Honour to the 26s

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      • UomoCheRide Uncle Scrooge Enfad , che bravi che siete, riuscite anche a scrivere bene. Mi piacerebbe molto riuscire a organizzarmi per buttare giù qualcosa, avevo solo partecipato a pochi concorsi per racconti brevi e basta. Non ricordo i piazzamenti ma non erano del tutto malvagi. Solo una volta, tramite un sito a tema, hanno pubblicato un mio racconto su un libricino.
        "Per me".

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        • Non avevo idea dell'esistenza di questo topic, molto interessante! (magari in futuro, quando avrò un po' di tempo, butterò giù anch'io qualcosa).
          Intanto oggi ne ho approfittato per leggere alcuni dei vostri scritti e devo dire che siete davvero bravi
          Uncle Scrooge ttimo pezzo, molto scorrevole e brillante Mi piace come si riesca a contestualizzare i fatti ed avere un'idea ben chiara della situazione nonostante l'inizio in medias res
          Se mi permetti un appunto (costruttivo ovviamente) nel caso in cui volessi rendere il racconto più "mainstream" e adatto a lettori "generalisti", ti consiglierei sì -come diceva Uomo- di caratterizzare maggiormente i personaggi, ma più che altro allungando leggermente la storia tramite qualche descrizione che fornisca informazioni su di loro, anche prendendoti qualche libertà rispetto alla realtà (ma questo è quello che farei io, eh).
          UomoCheRide :dovresti fare lo scrittore. Hai uno stile arguto e accattivante, e poi il tuo umorismo mi fa crollare
          Enfad : Davvero niente male la tua riscrittura dei passi dell'Iliade La citazione alla fine dell'ultimo brano è un tocco di classe
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          • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
            Non avevo idea dell'esistenza di questo topic, molto interessante! (magari in futuro, quando avrò un po' di tempo, butterò giù anch'io qualcosa).
            [/SPOILER]
            Tu, come Scrooge, hai molte esperienze di vita a cui attingere. Potresti buttarti sul reportage romanzato ad esempio, e raccontare dei bambini che segui.

            Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
            Intanto oggi ne ho approfittato per leggere alcuni dei vostri scritti e devo dire che siete davvero bravi
            Uncle Scrooge ttimo pezzo, molto scorrevole e brillante Mi piace come si riesca a contestualizzare i fatti ed avere un'idea ben chiara della situazione nonostante l'inizio in medias res
            Vero, è un gran merito.
            Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio

            Se mi permetti un appunto (costruttivo ovviamente) nel caso in cui volessi rendere il racconto più "mainstream" e adatto a lettori "generalisti", ti consiglierei sì -come diceva Uomo- di caratterizzare maggiormente i personaggi, ma più che altro allungando leggermente la storia tramite qualche descrizione che fornisca informazioni su di loro, anche prendendoti qualche libertà rispetto alla realtà
            Ma anche qualche descrizione dei luoghi...tipo capire se in queso posto faccia caldo o meno...se l'ostello fosse decente o malandato, ad esempio...sarebbero utili per immergersi nella storia.
            [QUOTE=Lord Vell;n1890943]

            UomoCheRide :dovresti fare lo scrittore. Hai uno stile arguto e accattivante, e poi il tuo umorismo mi fa crollare[QUOTE=Lord Vell;n1890943]

            Oh, ti ringrazio (purtroppo il passaggio dal forum vecchio al nuovo ha reso illegibili alcuni racconti). Mi sarebbe piaciuto fare il commediografo. Ho provato anche ad allontanarmi dal genere umoristico ma con scarsi risultati
            Ultima modifica di UomoCheRide; 05 dicembre 17, 22:11.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
              Tu, come Scrooge, hai molte esperienze di vita a cui attingere. Potresti buttarti sul reportage romanzato ad esempio, e raccontare dei bambini che segui.
              In effetti mi hai dato una buona idea, potrebbe venirne fuori una sorta di "Io speriamo che me la cavo 2"

              Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
              Oh, ti ringrazio (purtroppo il passaggio dal forum vecchio al nuovo ha reso illegibili alcuni racconti). Mi sarebbe piaciuto fare il commediografo. Ho provato anche ad allontanarmi dal genere umoristico ma con scarsi risultati
              Ovviamente ho letto solo alcuni dei racconti, però penso che uno dei punti forti della tua scrittura sia proprio la capacità di fare riflessioni intelligenti in uno stile brillante e umoristico

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              • Grazie Lord, proveró a mettere mano a qualche passaggio piú descrittivo nei prossimo giorni
                Enfad sto ancora aspettando i tuoi consigli da editor


                Honour to the 26s

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                • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                  Enfad : Davvero niente male la tua riscrittura dei passi dell'Iliade La citazione alla fine dell'ultimo brano è un tocco di classe
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                  Sìììì, bravissimo Grazie mille per i complimenti

                  Uncle Scrooge eccomi qui Non prenderti male se vedi che il post è chilometrico, è solo che ho cercato di essere più esauriente possibile (e magari ho anche scritto alcune cose che sai già e che troverai ovvie, ma preferisco non dare mai nulla per scontato) >< Ti ho preso come cavia per esercitarmi un po' nell'editing, visto che è quello che mi piacerebbe fare professionalmente, porta pazienza Comunque le mie sono solo considerazioni soggettive con intenti costruttivi e non dogmi assoluti, e anche quando ho proposto qualche modifica si tratta solo di consigli che puoi tranquillamente buttare dalla finestra

                  Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                  «Allora state andando dove hanno ucciso quel tizio?»
                  «Come scusi?»
                  «Ma si dai, l’anno scorso mi pare. Non stava pure lui da quelle parti?»
                  «Davvero non so di che stia parlando, mi spiace.»
                  Come già detto, ottimo incipit: dialogo diretto e asciutto, che stimola immediatamente la curiosità del lettore e lo invoglia a proseguire la lettura. Dettaglio veniale: metterei una virgola tra "Allora" e "state", e tra "Come" e "scusi"

                  Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                  Il vecchio alzò le spalle e riprese a tagliare il suo pancake sommerso di sciroppo e pezzettoni d’ananas. Lo fissai ancora un poco cercando di dare un senso sia alla sua domanda che alla sua presenza in un ostello nella periferia di San Jose. Ero frastornato.
                  UomoCheRide suggeriva di descrivere più minuziosamente il pancake, mentre a me i dettagli dello sciroppo e dei pezzettoni d'ananas sembrano più che sufficienti per immaginarselo (ma non significa che tu abbia torto e io ragione eh Mauri, do solo il mio parere e poi Scrooge trarrà le sue conclusioni ): indugiare su ulteriori particolari senza che il pancake abbia una funzione rilevante nello sviluppo della trama sarebbe solo uno spreco di parole che allontanerebbe dal vero focus della scena (il dialogo sul morto), qui si sta parlando solo di un vecchio che taglia un pancake e mi sembra che la tua descrizione sia più che sufficiente
                  Io più che altro lavorerei un po' di più sulla scelta dei verbi: siccome "fissare" significa "tenere gli occhi fissi (su qualcosa)", già la descrizione del vecchio che taglia il pancake è sufficiente al lettore per capire che il narratore/personaggio punto di vista lo sta fissando Sarebbe poi meglio evitare espressioni come "cercare di/tentare di/provare a/riuscire a" e simili: il principio cardine della narrativa è lo "Show, don't tell" (se non hai ben presente di che cosa si tratti, ti lascio sotto spoiler una spiegazione di che cosa sia, a cosa serva e come funzioni; se invece sai già di che sto parlando salta pure lo spoiler )
                  Spoiler! Mostra

                  Quindi se scrivi "Non capivo né la sua domanda né la sua presenza lì, in un ostello nella periferia di San Jose" è uguale e ci hai guadagnato in eleganza (nel senso di parsimonia di termini), ma è ancora perfettibile: il fatto che non sei riuscito a dare un senso alla sua domanda si evince dal vostro dialogo in cui gli dici chiaramente "non so di che stia parlando", perciò si può togliere senza indugi La seconda parte della frase può essere anche riformulata in forma di domanda: "Ma che ci faceva questo mangia-pannocchie lì, in un ostello alla periferia di San Jose?" o qualcosa del genere, così quel "non capire" è ancora più mostrato.
                  Per il "Ero frastornato" vale lo stesso discorso: è meglio se mostri il frastornamento invece di raccontarlo Nello specifico, è già abbastanza chiaro dalle tue risposte alle domande del vecchio e dal non capire perché costui si trovi lì che sei confuso

                  Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                  Non ho mai sofferto il jet lag, ho sempre dormito benissimo sugli aerei, però tante cose si erano accumulate nelle ultime 36 ore. Già mentre passavo la notte su una panchina a Heathrow, l’intervento della polizia per rimuovere un polacco troppo ubriaco dalla zona transiti dell’aeroporto mi aveva un po' turbato. Il giorno dopo due voli, con scalo in quel delirio che è Miami, e infine l’arrivo nottetempo in una città nuova. San Jose, capitale del Costa Rica.
                  O della Costa Rica? Ancora non ho capito il genere di quel paese.
                  Anche qui un pochino di mostrato in più, secondo me, non guasterebbe: nel secondo periodo potresti aggiungere qualche dettaglio che faccia percepire sia l'essere "troppo ubriaco" del polacco sia quanto ti abbia turbato l'intervento della polizia (quindi potrebbe diventare una roba tipo "Mi ero appena addormentato su una panchina di Heathrow, quando delle urla sguaiate in polacco mi riportarono alla realtà: un tizio nella zona transiti cantava a squarciagola, agitando una bottiglia di vodka. Un poliziotto lo afferrò da dietro, un altro gli sferrò una manganellata nelle costole. Il polacco crollò sulle ginocchia. I poliziotti lo trascinarono per le braccia, tra le sue urla" - ovviamente questo è solo un esempio ); stessa cosa per il "delirio" dell'aeroporto di Miami
                  "O della Costa Rica?" non lo metterei a capo, proseguirei tutto sulla stessa riga di "San Jose, capitale del Costa Rica."

                  Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                  E qui il colmo. Dopo il polacco, il volo, l’aeroporto-mattatoio, l’altro volo, la corsa in taxi per arrivare all’ostello in tempo, venni accolto alla reception in perfetto italiano da una donna sulla 50ina la quale mi informò che era tutto pieno e che avrei dormito in un residence vicino. Evidentemente strabuzzai gli occhi troppo forte e lei scambiò la mia confusione per incomprensione. «Sei italiano, vero?»
                  «S-si» balbettai.
                  «Ah meno male, pensavo avessero fatto casini coi documenti. Vabbè dai, a domani allora. ‘notte.»
                  Eviterei il "qui il colmo", che anticipa (raccontandolo) quello che di lì a poco andrai a mostrare.
                  "venni accolto alla reception in perfetto italiano da una donna sulla 50ina la quale mi informò che era tutto pieno e che avrei dormito in un residence vicino" è discorso indiretto e, in quanto tale, è raccontato; se lo volgi in un discorso diretto è meglio
                  Toglierei poi "Evidentemente" (che, come il 99% degli avverbi - soprattutto quelli di modo -, andrebbe evitato), "troppo forte" ("strabuzzare" implica già di per sé spalancare gli occhi in modo eccessivo) e "balbettai" (basta quel «S-sì» per capire che stai balbettando)
                  A proposito della donna sulla cinquantina, mi riaggancio un attimo a quello che già ti hanno scritto Uomo e Lord: "una donna sulla cinquantina" è un po' generico (io posso immaginarmi tanto la Stefania Giannini quanto la Cindy Crawford), magari descrivere le striature grige tra i capelli, o le rughe che le solcano la fronte darebbero qualche appiglio in più al lettore per immaginarsi la tua interlocutrice e stabilire da sé che sia una donna di mezz'età. Tuttavia c'è da tenere in conto la caratterizzazione del narratore: magari lui non è particolarmente impressionato da nessun dettaglio fisico della tizia e gli basta darle un'occhiata per decretare che è sulla cinquantina ed etichettarla così nella sua mente, in tal caso soffermarsi maggiormente su altri particolari sarebbe forzato e fuori dalla sua caratterizzazione; senza contare che a) le descrizioni accurate non sono sempre preferibili, e c'è chi ha fatto del minimalismo la propria cifra stilistica (come Hemingway) e b) i personaggi devono innazitutto agire, perciò è molto più importante definirne i tratti caratteriali che non l'aspetto estetico (tuttavia è anche vero che l'aspetto influenza sempre in qualche modo il proprio carattere, perciò in linea teorica uno scrittore dovrebbe conoscere ogni minimo dettaglio dei propri personaggi)

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                  • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    Capirete che quindi, quando l’indomani tornai l’ostello per fare colazione e incontrare gli altri, un vecchio che s’informava se andassi “dove avevano ucciso quel tizio”, non era esattamente una domanda facile da capire o a cui poter rispondere così, su due piedi.
                    Faccio una considerazione generale, non strettamente rivolta a te: rivolgersi al pubblico non è di per sé un errore, ma bisogna valutare bene i pro e i contro e avere dei validi motivi per farlo. La prima persona già di per sé è difficile da usare, perché innanzitutto dà l'idea di un narratore che racconta una storia, creando un piccolo scollamento tra il lettore e la storia che sta leggendo; in secondo luogo implica che la scelta di ogni singolo termine debba essere filtrata dalla caratterizzazione del personaggio punto-di-vista, che in quanto narratore in prima persona si esprimerà in un certo modo piuttosto che in un altro - e ciò significa complicarsi un po' di più la vita per ottenere allo stesso tempo una buona caratterizzazione del protagonista senza distrarre il lettore. Infine, la prima persona limita molto ciò che può essere descritto, dal momento che è riferito solo a ciò che vede e sa il personaggio punto-di-vista. Se a tutto ciò aggiungo la "rottura della quarta parete" al lettore sembrerà ancora più chiaro che sta leggendo una storia già conclusa narratagli da qualcuno, compromettendo la sua immersione nel racconto (un po' come quando gli attori di alcuni film infrangono il tabù di non guardare in macchina). Ciò non significa che non si possa fare o che sia sbagliato, semplicemente bisogna avere in mente qual è l'effetto ricercato e che cosa si sta cercando di comunicare
                    Detto ciò, il "problema" (si fa per dire, eh ) di questa frase è che ci sono alcune informazioni che sono già state date al lettore (la domanda del vecchio e la tua confusione) e quelle nuove (il fatto che tu sia ritornato all'ostello per fare colazione e incontrare gli altri) sono raccontate; per risolvere questo secondo problema, potresti inserire questi dettagli nel flashback di dialogo con la cinquantenne, mentre per il primo potresti caricare ulteriormente l'ironia della frase spostando magari la prima parte del pezzo precedente qui sotto, riscrivendola tipo così: "Insomma, dopo il polacco, il volo, l’aeroporto-mattatoio, l’altro volo, la corsa in taxi per arrivare all’ostello in tempo e il trasloco nel residence, un vecchio che mi chiedeva se stessi andando "dove avevano ucciso quel tizio" era troppo", o giù di lì

                    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    «Non siete pure voi uno di quei gruppi di abbraccia-alberi che va nella foresta? Perché pure lui lavorava là però poi l’hanno ucciso. Siete un po' svitati secondo me» ridacchiò mentre ricominciava la sua lotta col pancake.
                    Perché "ricominciava" la lotta col pancake? Quando l'ha interrotta?

                    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    Iniziavo ad averne abbastanza. «Mi scusi, ma lei chi è?»
                    «Ethan» disse il vecchio. Non avevo dubbi fosse americano.
                    «E che ci fa qui?» intendendo con “qui” un qualsiasi luogo che non fosse su una sedia a dondolo in una veranda di una villetta alla periferia di Tampa.
                    «Ma come che ci faccio, ci vivo no?» E mi guardò con la stessa aria che farei io nel dover rispiegare l’ovvio a qualcuno. «10 $ a notte, colazione inclusa. Gli affitti sono cari in America.»
                    Era surreale. Così assurdo eppure candidamente logico. Decisi di trarre il meglio dalla persona di Ethan e arraffai anche io uno di quelle insulse frittelle che oltre le Alpi mi sarebbe poi capitato di incontrare intercambiabilmente a colazione, pranzo e cena.
                    "Iniziare", così come il successivo "decidere", fanno sempre parte di quei verbi che tendono a raccontare; se scrivi "Ne avevo abbastanza" o "Trassi il meglio dalla persona di Ethan" è lo stesso L'ideale sarebbe poi riuscire a far trasparire il tono della frase dal dialogo stesso, eliminando il più possibile i dialogue tag - e questo già avviene, al massimo se vuoi rafforzare l'irritazione potresti dire "Mi scusi, ma lei chi diavolo è?"
                    Anche "disse il vecchio" si può togliere, dato che siete solo in due il lettore non fa fatica a capire che ha risposto lui; al massimo potresti approfittarne per aggiungere qualche elemento di contorno, tipo sottolineare che ha la bocca impastata di pancake e lo sciroppo gli cola sul mento.
                    Sempre a proposito di cose che si possono togliere, anche quel "Non avevo dubbi fosse americano" potrebbe essere cassato, perché è già evidente dal tuo pensiero sulla villetta alla periferia di Tampa che dai per scontato che sia americano
                    "Candidamente" e "intercambiabilmente": ricorda, la strada per l'inferno è lastricata di avverbi Chiediti sempre se, togliendo l'avverbio (e molto spesso lo stesso discorso si può applicare anche agli aggettivi), cambia qualcosa di sostanziale nella frase - e se così non fosse, eliminalo senza pietà

                    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    Fui tentato dal continuare la conversazione ma in quel mentre entrò in cucina la donna della sera prima, salutò un po' tutti e ci chiamò nella sala adiacente per fare un briefing introduttivo e fondamentalmente spiegare in che genere di posto e a fare cosa ci saremmo dedicati nell’immediato futuro. Più o meno una decina tra americani, inglesi, un paio di australiani e me. Quasi tutti studenti o laureati in pausa sabatica, più un paio di indecisi che volevano capire a cosa dedicare la loro vita e altri due che invece la vita l’avevano dedicata a ciò che non gli interessava e stavano cercando di farle cambiare rotta.
                    Qui è tutto un po' troppo raccontato; sarebbe meglio se mostrassi il tuo "essere tentato dal continuare la conversazione", così come il fatto che vieni interrotto dalla tipa («Senta un po',» dissi dopo aver mandato giù un boccone di pancake colloso, «chi sarebbe que—»
                    «Buongiorno a tutti.» La donna della sera prima era entrata in cucina", tra l'altro ora che ci penso sarebbe meglio se dessi un nome a 'sta cristiana, è anche più immediato per il lettore che non deve stare a sostituire nella sua mente "donna della sera prima" con "tizia che ti ha mandato nel residence" ). Sei stato bravo a non indugiare sul briefing, perché immagino non ci sia nessuna informazione particolarmente interessante da dover riportare, tuttavia potresti provare a introdurre l'inizio del discorso per poi spostare l'attenzione sui tuoi colleghi, così non sei costretto a riportare parola per parola quello che la tipa ha detto dato che sei intento a osservare gli altri, e le informazioni che ci dai di loro verrebbero fornite in modo più naturale, e inoltre il tutto sarebbe mostrato e non raccontato

                    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    Dopo queste presentazioni chiamai in disparte la donna, che si era rivelata essere la direttrice della stazione di ricerca in cui sarei andato, e le chiesi delucidazioni sui vaneggiamenti del vecchio.
                    Sempre stesso discorso, meglio il discorso diretto di quello indiretto (ormai mi odierai per quante volte l'ho ripetuto, perdonami ), e se riesci a far dire alla tipa stessa che è la direttrice della stazione di ricerca (o a farlo capire in altro modo) l'informazione si integra in modo più naturale

                    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    «Continua con ‘sta storia? Gli ho detto di finirla ma si è fissato. Comunque non preoccupatevi, non è successo dove andiamo noi.»
                    «Ah ma quindi davvero è morto uno?»
                    «Sì, lavorava anche lui con le tartarughe. Niente, avrà pestato i piedi a qualcuno e l’hanno ammazzato, poveraccio. I bracconieri lavorano spesso coi narcotrafficanti» disse come fosse una spiegazione sufficente. «Ma era un locale quindi dubito si sia saputo all’estero. Da allora stiamo più attenti e quando vediamo i bracconieri interrompiamo tutto e torniamo alla base ma è solo per precauzione, non farebbero mai nulla a degli studenti occidentali» continuò. «Occhio ai coccodrilli però. Hanno ucciso un pescatore la settimana scorsa, e quelli mica fanno distinzione di nazionalità.»
                    Bellissima chiusura L'unico appunto che potrei farti è di spezzare le battute di lei con qualche azione (per esempio, dopo aver detto che i bracconieri lavorano spesso con i narcos puoi farle stringere le spalle o farle fare qualche altro gesto che indichi che lei non dà troppa enfasi alla storia del ragazzo morto)
                    Ultima modifica di Enfad; 06 dicembre 17, 23:22.

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                    • Ottima analisi Enfad.
                      Sul discorso pancake, io intendevo dire che l'ambientazione non è sufficientemente comune da rendere immediata l'immedesimazione del lettore...cioè....quanto fa caldo in Costa Rica? QUesto anziano povero come è fatto? E' sgradevole? E' miserabile? E' magrissimo perchè mangia poco? E' obeso perchè mangia solo junk food economico? Come è fatto questo ostello? E' roba per turisti tutta arredata in plastica stile ikea? E' una casetta riarrangiata con i mobili antidiluviani ripescati dalle case dei nonni? E' un posto sporco e malridotto ma economico? E' una sorta di dormitorio caserma con 20 persone in una stanza e le docce che buttano fango?
                      Tutti elementi che aiutano....
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • grazie Enfad, analisi interessante e dettagliata
                        prendo molti appunti (tranne sugli avverbi, nessuno mi separerá dagli avverbi :P )


                        Honour to the 26s

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