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Angolo di reciproca consolazione

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  • Angolo di reciproca consolazione

    ho notato che l'anonimato che offre la rete, ci permette di raccontare in maniera più o meno esplicita cose che spesso nasconderemmo ai nostri stessi amici, per paura di essere giudicati male.

    ho pensato quidni di parire questo topic dove, chi ne sente il bisogno, può sofgarsi dei suoi problemi, delle ansie che lo assillano in questo momento.
    dove gli altri possono postare risposte o consigli alle domande o riportare casi analoghi a quelli presentati.
    sarebbe utile a consolare chi ha qualche preoccuapzione, o almeno a far capire agli altri con i propri problemi che la sfiga non colpisce solo noi al mondo.

    detto questo, ai post l'ardua sentenza.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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  • #2
    Quanti problemi che mi assillano! penso che il più grave sia questo: i miei genitori che pensano io sia una sorta di disadattato solo perchè a scuola non sono il primo della classe. Non fanno altro che rinfacciarmi il fatto che alla mia età erano molto più bravi di me e facevano chissà che cosa. Insomma non sono della loro generazione! sono cambiate un mucchio di cose dagli anni settanta e loro dovrbbero capirlo! io attendo sempre con ansia il Sabato dove finalmente posso uscire con gli amici e invecie oggi per un motivo inutile (ero al computer e non sentivo in camera il cellulare che squillava) mi faranno restare a casa la sera a pitturare il soffitto del bagno (mio padre ci stà facendo un disegno inutile) anzichè farmi andare al cinema con i miei amici! ho una furia omicida repressa che mi faccio paura da solo!

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    • #3
      Anke io ho 1 furia omicida...ora mi sfogo visto ke è questo il topic giusto...

      ODIO cn tt il mio cuore una in classe cn mio fratello ke deve sempre essere al centro dell'attenzione, tt la devono ascoltare e qnd mangia al tuo stesso tavolo si mette sempre a parlare lei...ovviamente parla d quello ke vuole lei anke se a te e quelli del tavolo nn ve ne frega assolutamente NULLA d quello ke stia dicendo...se provi a cambiare argomento quella riparte cn il suo argomento > > > > x nn parlare del fatto ke salta addosso a quasi tt i ragazzi :evil: :evil: e se stai parlando cn qlcn lei arriva lì a cambiare argomento :evil: :evil: cn quella in giro nn c'è mai privacy... :nono: :nono: :nono: :nono: LA ODIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

      Ok mi sn sfogata... : : ora mi sento 1 pò meglio!! Uomocheride hai avuto 1 bella idea ad aprire qst topic

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      • #4
        bella idea questo topic!

        I genitori... in un modo o nell'altro danno sempre problemi!
        Mio padre si lamenta se esco ogni sabato. Mia madre, se per una volta sono stanca morta e ho voglia di stare a casa, mi chiede se ho 17 anni o 60. Ebbene, stranamente si stancano anche le diciassettenni, so che è una novità per alcuni ma è così... insomma potrà capitare!

        Hai ragione nite, i tempi sono cambiati! Per fortuna mia i miei non erano delle cime quindi non ho questo problema :mrgreen: ma odio quando arrivo a casa, felice di aver strappato un 6 in un argomento che non mi entra in testa, e con voce sconsolata mi chiedono :"Solo? E come mai?"

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        • #5
          Visto che si parla di genitori!!!
          I miei se prendo 6 mi dicono che potevo prendere 7...
          Se prendo 7 mi dicono che potevo prendere 8...
          Se prendo 8 mi dicono che potevo prendere 9...
          Se prendo 9 sono soddisfatti ma mi dicono che sicuramente se mi sarei impegnato di più avrei potuto prendere 10...

          E io che sono contentissimo quando prendo 6...
          L'onironauta[IMG width=420 height=108]http://i53.tinypic.com/16kz995.png[/IMG]

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          • #6
            c'è una frase del film "intervista col vampiro"

            "il problema di noi vampiri è che i tempi cambiano, ma noi restiamo gli stessi".

            penso che per igenitori sia così. bisonga avere pazienza, in fondo capita anche a noi stessi. io ho vent'anni e fatico a comprendere i ragazzi di dieci anni di oggi. con i miei amici parte spesso la frase "ai nostri tempi......"

            e si continua con cose tipo internte non l'aveva nessuno, ci siamo dovuti sudare la playstation, i cartoni erano più fighi, eravamo meno sessualmente repressi...

            se cpaita a uno di vent'anni, figurati a uno di sesanta.

            e poi i genitori hanno molti problemi...le tasse, il lavoro........e spesso sottovalutano l'impegno che un figlio mette per cercare di non deluderli.
            sono fatti così, anceh noi spesso non comprendiamo l'impegno che mettono loro nei nostri confronti.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • #7
              grandissima idea quella di questo topic!
              vediamo...per ogni minima cosa nn mi fanno uscire, se prendo 6 e mezzoin matematica (e la media della classe era di 5) rompono, mi paragonano sempre a mio cugino che loro vedono come il ragazzo perfetto che fa nuoto 6 giorni su sette e va sempre bene mentre io come quello che copia sempre i compiti dagli altri, fuma e fa le peggio cose ma se la cava sempre...
              devo sempre studiare o fare qualcosa e ormai non riesco più a tare in casa mi sento soffocare!
              a in più pensano che mi droghi e mi vogliono tagliare i fondi mentre ovviamente non è vero...
              qualcuno ha più problemi dei miei?

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              • #8
                Originariamente inviato da erikyna black
                a in più pensano che mi droghi e mi vogliono tagliare i fondi mentre ovviamente non è vero...
                Pure i miei pensano che io sia un impasticcato! Insomma ho quindici anni! Non posso restare sempre a casa a studiare dovrò pure uscire un po! A volte se torno a casa tardi pensano che io sia andato a drogarmi o cose simili! proprio io che non ho mai toccato neppure una sigaretta :evil:

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                • #9
                  Mah io coi miei ho un rapporto conflittuale da sempre...non ricordo due giorni di fila senza che ci sia qualcosa che non va...e ho una buona memoria... :seseh:

                  Ormai ho imparato a non farci caso e a convivere con il problema...anche se mi rendo conto che non è una bellissima cosa generalmente tendo a fregarmene di quello che pensano di me... ^^'

                  X la questione dei permessi diciamo che i miei sono "medi"...il che mi da l'opportunità di scendere spesso a compromessi con loro...anche se mi fanno sempre parecchi problemi col fatto che "loro si preoccupano"...e lo capisco...ma ormai dovrebbero saperlo che so badare a me stesso e che se mi deve capitare qualcosa mi capita cmq...bah...
                  "L'unico vero peccato è rubare. Tutti gli altri non sono che una variante del furto. Se menti, rubi a qualcuno il diritto alla verità...se uccidi, gli rubi il diritto di vivere."

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                  • #10
                    anche i miei dubitavano che mi drogassi...

                    avevo sempre gli occhi incavati da fuori, causa il fatto che spesso mi concentro pensando a d altro
                    studiavo molto, e avevo profond occhiaie (si, ma nella foto sono truccato non preoccupatevi)
                    avevo perso molto peso (grazie, ero a dieta)
                    e avevo forti sbalzi di umore.....dall'apatia più totale (ero depresso) a scatti immotivati di ria (immotivati? mi danno del rogato e sarebbe immotiato incazzarsi?)
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • #11
                      Mi ricordo invece 1 volta...avrò avuto poco + d 12 anni e pensavano ke fossi incinta ...cm gli fosse qst idea assurda poi nn lo so e volevano portarmi a forza dal dottore...ma io qnd ero piccola odiavo i controlli!! ^^' ^^' ovviamente nn era vero ke ero incinta....

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                      • #12

                        Che topic!
                        Davvero una grande idea

                        Ho letto i vostri post e mi hanno portato tanti ricordi del passato.
                        Come per tutti voi anche per me quegli anni del liceo sono stati segnati da costanti tensioni con i miei genitori. Non hanno mai capito i miei problemi, ciò che davvero mi passava per la testa. Ma cosa grave è che loro credevano di sapere alla perfezione cosa pensavo. Ho passato quegli anni a lottare per l'orario di rientro, per le uscite in motorino con amici, per le scelte delle amicizie. Se uscivi troppo sbagliavi, se stavi a casa sbagliavi lo stesso! La soluzione era solo tenerli all'oscuro di tutto per quanto si poteva, far finta che non esistessero, erigere un muro tra me e loro.
                        E anche se per mia fortuna non trovavo grandi difficoltà a scuola, questo non serviva a nulla pr calmierare le loro imposizioni.
                        Ogni gorno ero sotto giudizio universale, ogni mia scelta era sempre al di sotto delle loro aspettative, ogni mia azione era sempre sbagliata rispetto a quella che avrebbero fatto loro al mio posto.
                        Poi il tempo è passato, ho compiuto 25 anni e tutto.....tutto è cambiato: è peggiorato. Lo so, non è confortante per il vostro futuro dirvi questo ma purtroppo è così.
                        25 anni trascorsi studiando, con alti e bassi abbinati a timori ed angosce di non riuscire: non riuscire in questa vita.
                        In realtà gli anni fino alla maturità sono quelli "semplici" (relativamente parlando), quelli in cui le angosce sono dovute a turbamenti interiori ma bene o male la strada che percorri è già segnata: sei su un binario, non devi far altro che superare le difficoltà e procedere su quella via.
                        Ma dopo.....dopo è ancora peggio!
                        Perché quella strada non è segnata, non c'è un binario davanti a te, ma te la devi disegnare ogni giorno, difficoltà dopo difficoltà, bivio dopo bivio, scelta dopo scelta. E se in questa situazione terribilmente angosciante si aggiungono quei soliti genitori che ogni volta ti criticano, non ti appoggiano e mettono in discussione ogni tua scelta, allora arrivi davvero al culmine.
                        Valutano la tua vita sulle loro esperienza e sul loro vissuto, ma che confronto si può mai fare se alla mia età mia madre aveva già due figli e una casa, e mio padre un lavoro stabile con un semplice diploma?
                        Loro giudicano un voto universitario come un "numero".....ma che ne sanno loro del vero significato di quei numeri? Cosa possono mai capire della fatica e delle rinunce che ci sono dietro quei voti?
                        Credono che un anno fuori corso sia un modo simpatico per parcheggiarsi all'università un anno in più per cazzeggiare.
                        Cerchi col tempo di trovare qualcosa da abbinare alllo studio perché sai che continuerà così per un pò, e ti criticano le scelte di un lavoro, di uno sport, di un viaggio, di una compagnia perché sempre non all'altezza di quella che sarebbe stata la loro scelta.
                        Ma cosa ne sanno loro di cosa significa arrivare a 25 anni e sapere che non si vedrà una vera stabilizzazione della propria vita prima dei 30 (e anche più)?
                        E così continuano le critiche, i giudizi i paragoni tra me e qualcun altro o tra loro e qualche genitore meno "perfetto". E intanto l'odio (come lo chiamate voi) cresce, matura, cambia forme, diventa insofferenza disprezzo......e la voglia di evadere da questa casa aumenta sempre più.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Koda
                          Se uscivi troppo sbagliavi, se stavi a casa sbagliavi lo stesso!
                          Anke cn me fanno così...se sto a casa "Ma xk nn esci cn le tue amike" ecc ecc e se invece esco x forza decidono loro qnd devo tornare xk nn ho la moto, abito nn in città e nn ho ancora la patente...mi mancano poco + d 2 anni... :sad:

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                          • #14
                            Non vorrei parlarne con nessuno, ma ho bisogno di aprirmi...Ecco ciò che mi è successo.
                            Ormai ho detto in qualsiasi topic di qst forum che abito in piccolo paese in sicilia in cui tutti conoscono tutti. Tutto parte dal fatto che mia madre insegna matematica alla ragioneria di qui. Lo scorso giugno ero tranquillamente in piazza un sabato sera che passeggiavo con due amiche e arrivano due ragazzi e cominciano a spintonarmi. Io cerco di ignorarli ma loro riescono a bloccarmi in una panchina. Mi dicono ke è perchè sono stati bocciati ed erano alunni di mia madre. Io cerco di levarmeli di torno, ma questi cominciano ad inseguirmi, ad insultarmi pesantemente davanti a tutto il paese e a picchiarmi occasionalmente. Poi per fortuna qualcuno li ha allontanati. Il giorno dopo sono venuti a scusarsi a casa mia coi loro genitori, spinti dalla nostra richiesta di denunciarli. Ma è stato solo l'inizio. Adesso sono stato etichettato come debole. Mi sento sparlare continuamente alle mie spalle. Il sicuro borgo di provincia per me è diventato pericoloso e poco attraente. Ho perso il gusto di uscire, di fare amicizie. C'era una ragazza che mi interessava e che adesso nn mi parla più probabilmente xkè nn si sente al sicuro. E io nn riesco a nn pensare che nn vivrò mai più come un normale ragazzo, che la mia adolescenza è rovinata e che voglio andarmene da qst paese e ricominciare da capo...

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                            • #15
                              Ema90, anche a un mio compagno di classe successe la stessa cosa: sua madre insegnava fisica e matematica nella nostra scuola e dei suoi alunni lo minacciavano, offendevano sua madre e gli dicevano che se non gli avesse dato prima i risultati delle verifiche lo avrebbero menato. Lui ha avuto il coraggio di denunciarli e ora non gli danno più fastidio. Vedrai che quelli sbruffoni ti lasceranno perdere, anche il mio amico aveva paura di farsi vedere per i corridoi e cose simili ma ora quelli che lo tormentavano lo lasciano stare. Tu comportati come se non fosse successo nulla e vedrai che ti lasceranno vivere in pace. Se dimostri di avere paura di loro continueranno a tormentarti.

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