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Angolo di reciproca consolazione

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  • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

    Con "agire" intendo non collocarsi in una situazione di empasse (fisico e mentale) a causa di variabili non calcolabili, o non funzionali per la soluzione dell'equazione.
    Ok. Prendo atto.
    Ma quindi come si troverebbe la "soluzione della equazione"?
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

      Ok. Prendo atto.
      Ma quindi come si troverebbe la "soluzione della equazione"?
      La vera domanda è: "Devo cercare una soluzione all'equazione?"

      E siccome l'equazione sicuramente è non lineare e pure differenziale, poiché dipende da innumerevoli condizioni al contorno (mutevoli nel tempo e spesso per cause che non dipendono dalla nostra volontà), ha senso spaccarsi la testa per una soluzione, oppure sarebbe meglio valutare un trend di massima?
      "Per me".

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      • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

        La vera domanda è: "Devo cercare una soluzione all'equazione?"

        E siccome l'equazione sicuramente è non lineare e pure differenziale, poiché dipende da innumerevoli condizioni al contorno (mutevoli nel tempo e spesso per cause che non dipendono dalla nostra volontà), ha senso spaccarsi la testa per una soluzione, oppure sarebbe meglio valutare un trend di massima?
        Interessante. Sai che avevo iniziato a scaricare degli appunti di Controllo Ottimo ed Ingegneria Gestionale per il calcolo matematico delle soluzioni ottime nei problemi di massimizzazione minimizzazione di variabili nelle equazioni differenziali? Pensavo di stamparmele per leggermele nei viaggi in treno....queste robe di matematica mi rilassano...e´ tutto cosi´ lineare, organizzato e con una soluzione...

        Mi spieghi cosa intendi per "trend di massima"?
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

          Interessante. Sai che avevo iniziato a scaricare degli appunti di Controllo Ottimo ed Ingegneria Gestionale per il calcolo matematico delle soluzioni ottime nei problemi di massimizzazione minimizzazione di variabili nelle equazioni differenziali? Pensavo di stamparmele per leggermele nei viaggi in treno....queste robe di matematica mi rilassano...e´ tutto cosi´ lineare, organizzato e con una soluzione...
          Anche a me piacciono queste letture, e questo fa di me una persona orrida. Comunque, come ben saprai, la soluzione delle equazioni differenziali sono ulteriori funzioni. Per questo dico che oltre un certo limite è ininfluente spaccarsi la testa a cercare una risposta a tutte le tue domande. Con trend di massima intendo che dovresti accontentarti di programmare il programmabile grossolanamente, perchè non potrai mai avere risposta a tutte le tue domande. Anzi, rischi di passare la vita bloccato su una sedia a farti domande.



          "Per me".

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          • L'altro giorno mi sono imbattuto in questo interessante video in cui Massimo Recalcati (stimato psicologo, divulgatore scientifico per la Rai e accanito allievo di Jacques Lacant) spiega le origini delle nevrosi contemporanee.

            https://www.youtube.com/watch?v=uofsL3r3TDk&t=378s

            Confesso che ad un primo ascolto mi sono riconosciuto molto nel discorso e di aver capito molto di determinate dinamiche che stavo studiando in questo periodo. Lo posto in quanto potrebbe essere di aiuto ad altri in futuro.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
              L'altro giorno mi sono imbattuto in questo interessante video in cui Massimo Recalcati (stimato psicologo, divulgatore scientifico per la Rai e accanito allievo di Jacques Lacant) spiega le origini delle nevrosi contemporanee.

              https://www.youtube.com/watch?v=uofsL3r3TDk&t=378s

              Confesso che ad un primo ascolto mi sono riconosciuto molto nel discorso e di aver capito molto di determinate dinamiche che stavo studiando in questo periodo. Lo posto in quanto potrebbe essere di aiuto ad altri in futuro.
              Ho iniziato a guardare il video (mi piace molto come il relatore espone ) ma mi trovo in difficoltà a seguire bene perché non conosco l'esatta definizione del termine "desiderio", che mi sembra centrale nel discorso. Sapresti dirmi se esiste un video precedente dove approfondisce il concetto?

              "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
              The Smiths - I KNOW IT'S OVER

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              • Ce ne sono moltissimi.
                Ti riassumo: Il desiderio è in sostanza ciò che vuoi davvero e non ciò che gli altri si aspettino che tu voglia, è la richiesta fatta dal tuo Es bambino. Cosa ti rende davvero felice? Cosa muoverebbe le tue azioni se esse non fossero condizionate? Il desiderio. Da non confondere con le pulsioni.

                Ecco il video piu breve: https://www.youtube.com/watch?v=rXCXV3FqGTw
                Sono dieci minuti ma molto esaustivi.


                eccone altri piu lunghi: https://www.youtube.com/watch?v=mBa26bEbpss

                https://www.youtube.com/watch?v=YDt23YzlPi0
                Ultima modifica di UomoCheRide; 02 febbraio 19, 12:59.
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                  Ce ne sono moltissimi.
                  Ti riassumo: Il desiderio è in sostanza ciò che vuoi davvero e non ciò che gli altri si aspettino che tu voglia, è la richiesta fatta dal tuo Es bambino. Cosa ti rende davvero felice? Cosa muoverebbe le tue azioni se esse non fossero condizionate? Il desiderio. Da non confondere con le pulsioni.

                  Ecco il video piu breve: https://www.youtube.com/watch?v=rXCXV3FqGTw
                  Sono dieci minuti ma molto esaustivi.


                  eccone altri piu lunghi: https://www.youtube.com/watch?v=mBa26bEbpss

                  https://www.youtube.com/watch?v=YDt23YzlPi0
                  Grazie mille!!!


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                  • Segnalo comunque che Recalcati sta tenendo una volta a settimana in seconda serata sulla rai delle piccole conferenze sul tema amore, dal titolo "Lessico Amoroso". Su Raiplay, potete vedere legalmente in streaming la prima puntata (basta che googlate "raiplay Recalcati Lessico amoroso".
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Aggiornamenti sulla mia storia personale.
                      - La mia famiglia preme affinchè io cambi lavoro, dopo che amici di famiglia (ingegneri) miei coetanei hanno rivelato quanto prendono di stipendio. A dargli manforte ci sono anche degli amici di famiglia tedeschi, che mi considerano una sorta di figlioccio.
                      A febbraio ospiterò i miei, a Marzo, mi verranno a trovare a Torino i miei + questi amici tedeschi. Prevedo grandine, e dovrò dar fondo alle mie scorte di pazienza.

                      - I rapporti con mia sorella sono migliorati nella misura in cui è finita finalmente in terapia anche lei e quindi ha smesso di giudicarmi (anzi, in un paio di occasioni le ho fatto io da terapista, calmandole degli attacchi di ansia sfruttando qualche nozione acquisita in questi anni in cui ero "sul lettino"). A dicembre sono salito a Roma per aiutarla col trasloco e la cosa ha fatto piacere ad entrambi. Mi sono reso utile e ho prontamente disinnescato certi possibili momenti di litigio (grazie però al pronto aiuto del mio futuro cognato che, sarà che è ingegnere pure lui, riesce a capire il mio punto di vista). Tuttavia è ancora molto stressata da mutuo, lavoro, matrimonio, e la necessità di far andare daccordo le due famiglie che stanno per fondersi.

                      - Ho messo sotto pressione il mio terapista, spero di avere dei risultati piu concreti. A suo dire la mia empasse decisionale è dovuta ad una sorta di nevrosi (il video di recalcati lo spiega piu che bene) dovuta al fatto che ho spesso anteposto il volere altrui al mio. Il famoso paradosso del servo che vorrebbe uccidere il padrone ma, appena divenuto libero, spaventato corre a rincorrere un nuovo padrone.
                      Oggi ha deciso di pianificare gli incontri, e mi ha chiesto di smettere di prendere appunti durante le sedute. Secondo lui dovremmo dedicare altri 3 incontri (praticamente tutto febbraio) per superare la mia tendenza a "nascondermi" nei rapporti, ossia a mostrare solo il 10 per cento di me di fronte ad amici e conoscenti per ragioni di autodifesa. Altri 3-4 incontri (praticamente tutto Marzo), per affrontare il tema della mia vita sentimentale, ossia della assenza di essa.
                      Io mi sono mostrato contrario alla proposta. Mi ero preso un anno sabatico l'anno scorso per risolvere (o cercare di risolvere) i miei problemi con amici, parenti e mancate relazioni, e pur avendo acquisito piu nozioni su come non farmi manipolare dal senso di colpa, e su certi concetti presenti in me sul mancato riconoscimento dell'altro, non mi pare di aver cavato ragni dal buco. Preferirei concentrarmi sulla mia empasse decisionale e sullo stress causato da famiglia, lavoro e dalle preoccupazioni per la piega che prende la mia vita.
                      Lui, probailmente perchè l anno scorso ho martellato troppo con la "passeggiata" di Maupassant, sostiene che sia necessario superare i blocchi emotivo-relazionali per arrivare al giusto equilibrio atto a migliorare le mie competenze decisionali. Altrimenti continuerei a ragionare solo con la logica, ignorando i miei veri bisogni e sentimenti, e restando perennemente bloccato.

                      - Ho accarezzato da Ottobre l'idea di cambiare terapista o tipo di terapia...ho preso qualche contatto ma mi spaventa ricominciare da capo, o interrompere una cosa a metà solo perchè o fretta di concludere.
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                        Aggiornamenti sulla mia storia personale.
                        - La mia famiglia preme affinchè io cambi lavoro, dopo che amici di famiglia (ingegneri) miei coetanei hanno rivelato quanto prendono di stipendio. A dargli manforte ci sono anche degli amici di famiglia tedeschi, che mi considerano una sorta di figlioccio.
                        A febbraio ospiterò i miei, a Marzo, mi verranno a trovare a Torino i miei + questi amici tedeschi. Prevedo grandine, e dovrò dar fondo alle mie scorte di pazienza.

                        - I rapporti con mia sorella sono migliorati nella misura in cui è finita finalmente in terapia anche lei e quindi ha smesso di giudicarmi (anzi, in un paio di occasioni le ho fatto io da terapista, calmandole degli attacchi di ansia sfruttando qualche nozione acquisita in questi anni in cui ero "sul lettino"). A dicembre sono salito a Roma per aiutarla col trasloco e la cosa ha fatto piacere ad entrambi. Mi sono reso utile e ho prontamente disinnescato certi possibili momenti di litigio (grazie però al pronto aiuto del mio futuro cognato che, sarà che è ingegnere pure lui, riesce a capire il mio punto di vista). Tuttavia è ancora molto stressata da mutuo, lavoro, matrimonio, e la necessità di far andare daccordo le due famiglie che stanno per fondersi.

                        - Ho messo sotto pressione il mio terapista, spero di avere dei risultati piu concreti. A suo dire la mia empasse decisionale è dovuta ad una sorta di nevrosi (il video di recalcati lo spiega piu che bene) dovuta al fatto che ho spesso anteposto il volere altrui al mio. Il famoso paradosso del servo che vorrebbe uccidere il padrone ma, appena divenuto libero, spaventato corre a rincorrere un nuovo padrone.
                        Oggi ha deciso di pianificare gli incontri, e mi ha chiesto di smettere di prendere appunti durante le sedute. Secondo lui dovremmo dedicare altri 3 incontri (praticamente tutto febbraio) per superare la mia tendenza a "nascondermi" nei rapporti, ossia a mostrare solo il 10 per cento di me di fronte ad amici e conoscenti per ragioni di autodifesa. Altri 3-4 incontri (praticamente tutto Marzo), per affrontare il tema della mia vita sentimentale, ossia della assenza di essa.
                        Io mi sono mostrato contrario alla proposta. Mi ero preso un anno sabatico l'anno scorso per risolvere (o cercare di risolvere) i miei problemi con amici, parenti e mancate relazioni, e pur avendo acquisito piu nozioni su come non farmi manipolare dal senso di colpa, e su certi concetti presenti in me sul mancato riconoscimento dell'altro, non mi pare di aver cavato ragni dal buco. Preferirei concentrarmi sulla mia empasse decisionale e sullo stress causato da famiglia, lavoro e dalle preoccupazioni per la piega che prende la mia vita.
                        Lui, probailmente perchè l anno scorso ho martellato troppo con la "passeggiata" di Maupassant, sostiene che sia necessario superare i blocchi emotivo-relazionali per arrivare al giusto equilibrio atto a migliorare le mie competenze decisionali. Altrimenti continuerei a ragionare solo con la logica, ignorando i miei veri bisogni e sentimenti, e restando perennemente bloccato.

                        - Ho accarezzato da Ottobre l'idea di cambiare terapista o tipo di terapia...ho preso qualche contatto ma mi spaventa ricominciare da capo, o interrompere una cosa a metà solo perchè o fretta di concludere.
                        Molto gentili parenti e amici a darti consigli.
                        Che tali però devono restare.
                        Non credo si possa pretendere di vivere le vite degli altri, neanche per una buona causa, è proprio concettualmente un furto, che nega il principio di uguaglianza (ognuno possiede solo la propria vita, non ci si può impossessare di quelle di chi ti sta intorno). (Piccolo inciso: il che si può anche ribaltare: non è giusto delegare agli altri la nostra vita, decisioni comprese).
                        Felice di leggere del rapporto con tua sorella e il tuo futuro cognato, mi sembra ci siano aspetti piacevoli.
                        Su terapia e terapisti grazie per la condivisione. Mi astengo da dare consigli perché parlerei senza averne titolo.
                        Ps. Sto guardando i video di Recalcati, ottimo divulgatore ( mi è piaciuto per esempio molto quando in un video, a proposito del desiderio, usa la frase "il desiderio introduce nell'essere il verme della mancanza". Davvero efficace! Vale la pena anche solo per l'ottimo italiano.)
                        Ultima modifica di violaverde; 06 febbraio 19, 13:18.

                        "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
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                        • Ti ringrazio Viola. In effetti avere delle persone che mi mettono in discussione può essere una fortuna ed uno sprono, solo che a volte sospetto che loro proiettino le loro aspirazioni e ciò che loro ritengono importante su di me, mentre io sto ancora (purtroppo in ritardo) cercando me stesso.
                          Oggi, ad esempio, è uno di quei giorni in cui sbatterei volentieri la testa contro il muro.
                          Un banale disguido familiare si è trasformato in uno scontro e la rabbia mi ha riportato addosso tutta una serie di pensieri che, preso dal rientro e dalle piccole occupazioni di tutti i giorni, avevo lasciato andare.

                          Sono stiracchiato tra la paura per il futuro, l'avvilimento perchè in due anni e piu di lavoro su me stesso non sto cavando risultati, e la rabbia dovuta al fatto che continuo a non prendere decisioni.
                          Avrei voglia di parlarne con qualcuno ma so che sarebbe inutile o, al peggio, dannoso, in quanto mi esporrei solo al giudizio negativo e non costruttivo altrui.
                          A novembre ho fatto 3 anni a Torino nella stessa azienda. Lentamente stanno diventando 4. E mi sembra di non aver costruito nulla. Sono solo contento di essermi allontanato dalla mia famiglia, dai vecchi amici e dalla mia cittadina di provincia.
                          Ho paura di essere in ritardo per farmi una carriera seria e la paura di condizionare la mia vita verso qualcosa che non mi piace o di scontarmi con gli attuali datori di lavoro mi blocca nelle scelte. E ci sono giorni in cui invece di pensare al futuro mi preoccupo del presente e penso a come trovare compagnia per il week end o cose simili.

                          Il veto messo dal mio analista non so come interpretarlo...forse ha ragione lui, forse il mio problema non è il lavoro; O forse non parliamo di lavoro perchè non è in grado di aiutarmi in quell'ambito (il che non significa delegare la scelta ad un altro, ben inteso, ma vorrei sentirmi in grado di prendere le mie scelte e avere chiari i miei obbiettivi). Sto pensando a rivolgermi al professore di neurolinguistica ma mi chiedo poi a cosa possa servire...
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            Oggi, ad esempio, è uno di quei giorni in cui sbatterei volentieri la testa contro il muro.
                            Un banale disguido familiare si è trasformato in uno scontro e la rabbia mi ha riportato addosso tutta una serie di pensieri che, preso dal rientro e dalle piccole occupazioni di tutti i giorni, avevo lasciato andare.

                            Sono stiracchiato tra la paura per il futuro, l'avvilimento perchè in due anni e piu di lavoro su me stesso non sto cavando risultati, e la rabbia dovuta al fatto che continuo a non prendere decisioni.
                            Avrei voglia di parlarne con qualcuno ma so che sarebbe inutile o, al peggio, dannoso, in quanto mi esporrei solo al giudizio negativo e non costruttivo altrui.
                            A novembre ho fatto 3 anni a Torino nella stessa azienda. Lentamente stanno diventando 4. E mi sembra di non aver costruito nulla. Sono solo contento di essermi allontanato dalla mia famiglia, dai vecchi amici e dalla mia cittadina di provincia.
                            Ho paura di essere in ritardo per farmi una carriera seria e la paura di condizionare la mia vita verso qualcosa che non mi piace o di scontarmi con gli attuali datori di lavoro mi blocca nelle scelte. E ci sono giorni in cui invece di pensare al futuro mi preoccupo del presente e penso a come trovare compagnia per il week end o cose simili.
                            Mi spiace un sacco Mauri, ma le giornate no capitano a tutti. Come ci hai raccontato, ti è già capitato di scontrarti con la tua famiglia per dei disguidi e capiterà ancora (non che voglia fare l'uccello del malaugurio, è solo una situazione normale che si presenta ciclicamente nella vita di chiunque). Ma non lasciare che queste situazioni ti gettino nello sconforto, pensa piuttosto a quanto di buono stai realizzando (il miglioramento nel rapporto con tua sorella, la consapevolezza di esserti trovato un lavoro in una città in cui ti trovi bene, etc.). Poi sono convinto che parlare dei propri problemi con qualcuno che sia in grado di ascoltarti e darti consigli sia sempre utile (a volte anche solo una bella scenata può essere incredibilmente terapeutica), anche se, come diceva Viola e come ricordo io, alla fine devi essere sempre tu a decidere con la tua testa senza farti influenzare. E soprattutto non dimenticarti mai MAI di pensare al presente; il che non vuol dire assolutamente che tu debba trascurare i piani per il futuro, ma ricorda che "sempre in movimento il futuro è" e l'ansia che provi per questo finirà per generare frustrazione, impedendoti di vivere al meglio il presente.E' anche a questo che servono le piccole "distrazioni" della quotidianità

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                            • Quoto tantissimo le parole di Lord sul presente!

                              "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                              The Smiths - I KNOW IT'S OVER

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                              • Vi ringrazio ragazzi.

                                Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio

                                pensa piuttosto a quanto di buono stai realizzando (il miglioramento nel rapporto con tua sorella, la consapevolezza di esserti trovato un lavoro in una città in cui ti trovi bene, etc.).
                                Ti ringrazio..solo che mi sembra di non star concludendo nulla della mia vita...forse troppe cose da risolvere assieme, troppe cose che ho trascurato per troppo tempo.

                                Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                                alla fine devi essere sempre tu a decidere con la tua testa senza farti influenzare.
                                si infatti questo è l'obbiettivo.


                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                                Spoiler! Mostra

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