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Il Topic del Lavoro

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  • Il tatto e le capacità della classe dirigenziale mi soprendono sempre.
    Altri due colleghi dimessisi dall'azienda, e c'è questa collega napoletana, molto timida e chiusa, che andrà a fare un master a Roma pagato da una importante azienda (appartenente allo stesso settore per cui stiamo lavorando). Il manager non la prende bene e arriva a fare velate frecciatine tipo "dubito della tua intelligenza" e "loro non ti assumeranno". La ragazza ne è rimasta un pò provata e noi colleghi le siamo stati vicini.
    A modo mio le ho fatto capire che, al di là se lei voglia davvero fare o meno il master, sarebbe poco probabile che una azienda importante investa su una persona per poi lasciarla alla concorrenza, o che, comunque, una ragazza sotto i 30, con un master importante, un anno e mezzo di esperienza nel settore (comprensivo di esperienza all'estero) non riesca a trovare un lavoro, anche tramite consulenza, nello stesso settore dove è riuscita ad entrare da....neolaureata!

    Ieri arrivano i saluti finali, il manager la convoca per gli ultimi saluti. Io mi aspettavo la classica mascherata ipocrita alla "Mega Direttore Arcangelo" di Fantozziana memoria, in cui con sorriso gentilissimo ti fanno gli auguri e ti chiedono di lasciarsi senza rancori. Mi sbagliavo. L'ha guardata con severità e le ha detto "Tu sai che stai facendo un grosso sbaglio e te ne pentirai!".

    Wow.
    Neanche i fidanzati mollati reagiscono con tanta maturità.

    La mia domanda è: Quanto è normale questa cosa? Cioè, si comportano cosi in tutte le aziende?
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
      Il tatto e le capacità della classe dirigenziale mi soprendono sempre.
      Altri due colleghi dimessisi dall'azienda, e c'è questa collega napoletana, molto timida e chiusa, che andrà a fare un master a Roma pagato da una importante azienda (appartenente allo stesso settore per cui stiamo lavorando). Il manager non la prende bene e arriva a fare velate frecciatine tipo "dubito della tua intelligenza" e "loro non ti assumeranno". La ragazza ne è rimasta un pò provata e noi colleghi le siamo stati vicini.
      A modo mio le ho fatto capire che, al di là se lei voglia davvero fare o meno il master, sarebbe poco probabile che una azienda importante investa su una persona per poi lasciarla alla concorrenza, o che, comunque, una ragazza sotto i 30, con un master importante, un anno e mezzo di esperienza nel settore (comprensivo di esperienza all'estero) non riesca a trovare un lavoro, anche tramite consulenza, nello stesso settore dove è riuscita ad entrare da....neolaureata!

      Ieri arrivano i saluti finali, il manager la convoca per gli ultimi saluti. Io mi aspettavo la classica mascherata ipocrita alla "Mega Direttore Arcangelo" di Fantozziana memoria, in cui con sorriso gentilissimo ti fanno gli auguri e ti chiedono di lasciarsi senza rancori. Mi sbagliavo. L'ha guardata con severità e le ha detto "Tu sai che stai facendo un grosso sbaglio e te ne pentirai!".

      Wow.
      Neanche i fidanzati mollati reagiscono con tanta maturità.

      La mia domanda è: Quanto è normale questa cosa? Cioè, si comportano cosi in tutte le aziende?
      Un comportamento davvero poco elegante e professionale. Ignoro se dietro ci siano altre questioni, ma uno deve cercare di mantenere sempre un profilo alto sul lavoro. Alla fine in quanti siete rimasti in azienda?
      "Per me".

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      • Il numero e´ancora alto perche´si assume molto, specie neolaureati. Del vecchio ufficio, dove ero stato messo da neo-assunto, credo solo 2-3 persone. Del team con cui si andava in trasferta (che fa parte di un altro gruppo), ne sono rimaste 2.

        Ma pare che ora stiano avendo difficolta´ con le nuove assunzioni. Credo che le ragioni siano le seguenti:

        - La gente prova sempre di piu ad andare all´´ estero (una mia ex collega tedesca, aveva deciso di restare in Italia per stare accanto al fidanzato italiano....ha lasciato da noi per andare in Ferrari ma, anche li, diceva che si lavorava troppe ore di straordinario informale non retribuito ed erano sempre tutti iper-stressati...da cui la sua decisione di andarsene a lavorare fuori dall´Italia. La cosa curiosa era che lei era profondamente dispiaciuta di lasciare lÍtalia, paese che ama e di cui ha imparato a parlare fluentemente la lingua e qualche dialetto)
        - Si e´ sparsa la voce di questa scarsa professionalita´ e allora la gente ci pensa due volte prima di accettare
        - La gente preferisce buttarsi su altri settori, come l+analisi dati o l´automotive.

        Al di la´ della professionalita´.....ma se io dimissionario spargessi la voce di come sono stato trattato tra i miei colleghi di universita´ o con i nuovi colleghi di ufficio? Ma se io poi entrassi a far parte di una azienda, la quale poi diverrebbe cliente della mia attuale azienda di consulenza? Ma questi non capiscono che si stanno creando dei danni all´´ immagine da soli?

        Incredibilmente ho preso un drink con degli ex colleghi di universita´, lo scorso sabato, e pare che per loro il mondo del lavoro abbia una piega diversa....sara´ che hanno costruito competenze diverse durante gli anni di studi (alla faccia di chi dice che la scelta del singolo esame non abbia un peso) ma pare ricevano molte piu offerte rispetto a me, e anche in settori diversi da quello della consulenza. O forse e´ la vecchia storia del pescatore che allarga maggiormente le braccia per descrivere il pesce che ha pescato lui, o dell´´ erba del vicino che e´ piu verde.

        Questo week end sono a Modena a trovare un ex collega di universitä (poveraccio...anche lui mezzo orfano, ha cambiato da poco citta´ in una azienda con pochi coetanei e si stava quasi lasciando con la ragazza...in un momento difficile era tornato a trovarmi a Torino e ho pensato di ricambiargli il favore). Ma pensavo in futuro di sentirmi piu spesso con questi ex colleghi. Certo, un problema e´ sempre la mancanza di interessi comuni.
        Ultima modifica di UomoCheRide; 05 ottobre 18, 07:18.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

          Questo week end sono a Modena a trovare un ex collega di universitä (poveraccio...anche lui mezzo orfano, ha cambiato da poco citta´ in una azienda con pochi coetanei e si stava quasi lasciando con la ragazza...in un momento difficile era tornato a trovarmi a Torino e ho pensato di ricambiargli il favore). Ma pensavo in futuro di sentirmi piu spesso con questi ex colleghi. Certo, un problema e´ sempre la mancanza di interessi comuni.
          Non mi pare manchino interessi comuni. E poi talvolta è anche utile avere interessi non comuni, in modo da ampliare le proprie vedute.

          "Per me".

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          • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

            Non mi pare manchino interessi comuni. E poi talvolta è anche utile avere interessi non comuni, in modo da ampliare le proprie vedute.
            giusto.
            Piu che altro non amando il calcio, nei week end parto svantaggiato. E non mi va di stare sempre a parlare di lavoro o a chiedere consigli.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • libri film viaggi esperienze passate


              Honour to the 26s

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              • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                libri film viaggi esperienze passate
                si, mi butto su quelli
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                • Buttati anche sulla trigonometria. Tira tantissimo.
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                  • settimane iper-intense a lavoro: scadenze imminenti e cuofani di roba da ultimare
                    non ero cosí stimolato da un pó xD


                    Honour to the 26s

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                    • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
                      Buttati anche sulla trigonometria. Tira tantissimo.
                      In effetti sui giornali si parla molto di seni e tangenti...ma credo si riferiscano ad altro XD
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                        settimane iper-intense a lavoro: scadenze imminenti e cuofani di roba da ultimare
                        non ero cosí stimolato da un pó xD
                        Sono contento che tu stia trovando tante soddisfazioni lavorative. Metti sempre tanta passione in ciò che fai.

                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • Dopo una lunga chiacchierata con un amico, è venuto fuori che, avendo passato troppo tempo (tre anni) nello stesso settore, senza maturare esperienze in ambito hardware o programmazione, finirò per lavorare sempre in questo settore. Considerando lo stato e le città in cui sono posizionate le principali aziende di ferroviario, in Italia, la cosa non mi rallegra.
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                            Dopo una lunga chiacchierata con un amico, è venuto fuori che...
                            Se lo dice lui...

                            "Per me".

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                            • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                              Se lo dice lui...
                              Bhe lui ha esperienza....e io non credo di avere molte carte da giocarmi...
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                Dopo una lunga chiacchierata con un amico, è venuto fuori che, avendo passato troppo tempo (tre anni) nello stesso settore, senza maturare esperienze in ambito hardware o programmazione, finirò per lavorare sempre in questo settore. Considerando lo stato e le città in cui sono posizionate le principali aziende di ferroviario, in Italia, la cosa non mi rallegra.
                                In questo e in altri tuoi messaggi vedo molto un approccio del tipo "ho fatto cinquanta esami, ne sto applicando tre, il resto è stato tempo buttato, se non continuo a cambiare sarò tagliato fuori"...
                                Dal mio piccolo non ti voglio dire che sia sbagliato, ma sempre a mio parere credo che non stai tenendo conto delle soft skill che dò per certo hai acquisito nell'attuale e nelle precedenti esperienze lavorative, sono quelle che permetteranno eventualmente di adattarti a nuove realtà o reinventarti. Per quello che descrivi credo che comunque fai un lavoro che richiede maggiori competenze rispetto a ciò che fa il 90% della popolazione, prima di rimanere tagliato fuori tu rimarrebbero tagliati fuori altri, ma magari mi sbaglio.

                                Ti dico ciò perché io ho studiato economia aziendale e degli esami che ho fatto credo che concretamente non ne stia applicando neanche mezzo, allo stesso tempo credo che non sto comunque facendo un lavoro che chiunque riuscirebbe a fare e che sto imparando tante altre cose, le soft skill di cui sopra... condivido comunque la paura di fossilizzarmi e che finché non cambierò per mettermi alla prova sarà tutto fine a se stesso.

                                Visto che sono entrato nel topic ne approfitto per buttare giù qualche altra riflessione/pensiero:

                                - Non so come funzionino ingegneria o altre facoltà, ma in economia la maggior parte degli esami/libri e soprattutto i docenti si rivolgono allo studente come se tutti dovessero diventare i futuri amministratori delegati di grandi aziende o quantomeno responsabili di dipartimento o ancora imprenditori di startup, non ti insegnano certo a vivere la realtà dell'impiegato d'ufficio

                                - odio quella sensazione del "lavoro tanto, guadagno, ho un momento libero, fammi togliere uno sfizio" che ti porta a spendere soldi in cose di cui essenzialmente non si ha bisogno al solo scopo di giustificare le ore passate in ufficio. Può darsi che vedo tutto da una prospettiva sbagliata, ma mi pare che gli stipendi italiani siano in molti casi piuttosto bassi in proporzione alle ore lavorate e allo stesso tempo elevati per gli effettivi bisogni delle persone, il che porta a quel meccanismo parlato di cui dicevo sopra. Quando ci togliamo uno sfizio in realtà stiamo giustificando le troppe ore che lavoriamo e contribuiamo a far sì che qualcun'altro lavori più del dovuto per soddisfare il nostro sfizio.

                                - da comunissimo impiegato arrivo a lavorare anche undici ore al giorno. Sono probabilmente finito nell'ambiente sbagliato, ma ogni tanto penso che l'unica vera carriera sarebbe mettersi in proprio se bisogna dedicare tutto quel tempo al lavoro.

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