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  • "E di colpo, come se un fitto velo si fosse strappato, Leras si rese conto della miseria, dell’infinita e monotona miseria della sua esistenza: la miseria passata, quella presente e quella futura; vedeva gli ultimi giorni uguali ai primi, senza niente davanti a sé, niente dietro di sé, niente attorno a sé, niente nel cuore, niente ovunque."

    - "La Passeggiata" ("Promenade"), Guy de Maupassant


    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Sogno di una notte di mezza estate

      L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato. (Elena: atto I, scena I)

      La tua virtù mi rassicura: non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, né che il bosco sia spopolato e solitario, perché tu per me sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi?
      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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      • Lewis Carroll
        • «È una marmellata ottima», disse la regina.
          «Tanto oggi non ne voglio.»
          «Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne», ribatté la regina. «La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi.
          «Ma prima o poi ci potrà essere marmellata oggi!», obiettò Alice.
          «No.» replicò la Regina. «La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.»
          «Non vi capisco» disse Alice. «È spaventosamente confuso.»
        • «Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
          «La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
          «La domanda è,» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.»
        • Una cosa era certa: che il micino bianco non c'entrava affatto: la colpa era tutta del nero. Durante l'ultimo quarto d'ora Dina, la gatta madre, aveva lavata la faccia al micino bianco (operazione che il micino dopo tutto, aveva sopportato con dignità); era quindi chiaro che esso non aveva potuto aver parte nel misfatto. Il modo come Dina lavava la faccia ai figli era questo: prima teneva il poverino per l'orecchio con una zampa, e poi con l'altra gli stropicciava tutto quanto il muso, contro pelo, principiando dal naso; e proprio poco prima, come ho detto, era stata occupatissima col micino bianco, che se ne stava tranquillo e calmo tentando di far le fusa, certo col sentimento che tutto si faceva per il suo bene.
        • [Alice e la Lepre Marzolina] «Prendi più tè.»
          «Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»
          «Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»
        • «Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
          «Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
          «Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
          «Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»
        • «Se ognuno si facesse i cavoli suoi,» ringhiò la Duchessa inviperita, «il mondo girerebbe un bel po' più svelto.»
          «Il che non ci porterebbe affatto avanti,» disse Alice, felice di poter esibire un assaggio della sua cultura. (cap. VI)
        • “Mi vuoi dire, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?”, chiese Alice.
          “Dipende in gran parte dove vuoi andare”, rispose Stregatto.
          “Non mi importa dove”, disse Alice.
          “Allora non importa nemmeno quale strada prendi”, replicò Stregatto.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
          Lewis Carroll
          • «È una marmellata ottima», disse la regina.
            «Tanto oggi non ne voglio.»
            «Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne», ribatté la regina. «La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi.
            «Ma prima o poi ci potrà essere marmellata oggi!», obiettò Alice.
            «No.» replicò la Regina. «La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.»
            «Non vi capisco» disse Alice. «È spaventosamente confuso.»
          • «Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
            «La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
            «La domanda è,» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.»
          • Una cosa era certa: che il micino bianco non c'entrava affatto: la colpa era tutta del nero. Durante l'ultimo quarto d'ora Dina, la gatta madre, aveva lavata la faccia al micino bianco (operazione che il micino dopo tutto, aveva sopportato con dignità); era quindi chiaro che esso non aveva potuto aver parte nel misfatto. Il modo come Dina lavava la faccia ai figli era questo: prima teneva il poverino per l'orecchio con una zampa, e poi con l'altra gli stropicciava tutto quanto il muso, contro pelo, principiando dal naso; e proprio poco prima, come ho detto, era stata occupatissima col micino bianco, che se ne stava tranquillo e calmo tentando di far le fusa, certo col sentimento che tutto si faceva per il suo bene.
          • [Alice e la Lepre Marzolina] «Prendi più tè.»
            «Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»
            «Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»
          • «Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
            «Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
            «Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
            «Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»
          • «Se ognuno si facesse i cavoli suoi,» ringhiò la Duchessa inviperita, «il mondo girerebbe un bel po' più svelto.»
            «Il che non ci porterebbe affatto avanti,» disse Alice, felice di poter esibire un assaggio della sua cultura. (cap. VI)
          • “Mi vuoi dire, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?”, chiese Alice.
            “Dipende in gran parte dove vuoi andare”, rispose Stregatto.
            “Non mi importa dove”, disse Alice.
            “Allora non importa nemmeno quale strada prendi”, replicò Stregatto.
          Wow, mi é venuta una voglia incredibile di rileggere i testi di Carroll! Tra l'altro la prima citazione calza a pennello con certe considerazioni su passato, futuro e presente che sto approfondendo in questo periodo.
          Ultima modifica di violaverde; 12 luglio 18, 09:26.

          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
          The Smiths - I KNOW IT'S OVER

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          • Io la prima citazione la uso per spiegare agli altri come evito i dolci nella mia dieta XD XD

            (che sto sgarrando...le notti in bianco causa caldo estivo mi rendono bisognoso di marmellata al mattino...)
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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