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Serie TV - il Topic generico

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  • Entrambe uscite in italia.

    https://it.wikipedia.org/wiki/The_Br...erie_originale

    https://it.wikipedia.org/wiki/The_Br...levisiva_2013)

    Quello che trovi in DVD è ovviamente la versione americana. Mai vista nessuna dei due, quindi non lo so come sono.

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    • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
      Ho preso in dvd "The Bridge". Chiedo ragguagli : è la versione americana di un originale TF scandinavo; dunque quest'ultimo aveva lo stesso titolo? E' uscito , doppiato, su qualche pay tv o reti DTT nostrane? E' mai arrivato in supporto fisico qui da noi?Sapreste fare una comparazione artistica con la versione che ho io? Grazie di tutto.
      Conosco la serie originale scandinava, si chiama Bron/Broen (svedese/danese). Sono quattro stagioni di 10 puntate ciascuna tranne l'ultima che é solo di 8, tutte trasmesse da Sky e l'ho vista che era presente su Netflix qualche tempo fa. I delitti avvengono sul ponte di öresund proprio sul confine tra Svezia e Danimarca, per questo motivo le polizie di entrambi i Paesi sono coinvolti nelle investigazioni. La serie gira tutta sul personaggio di Saga Noren, una detective svedese affetta dalla sindrome di Asperger e dalla sua controparte danese (altrettanto problematica) Martin Rode. A me é piaciuta molto, mi piacciono i thriller in salsa scandinava

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      • Nielsen ha svelato i risultati di uno studio sulle abitudini degli abbonati a servizi streaming: show storici come Friends sono ancora determinanti

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          IL SILENZIO DELL’ACQUA Regia di Pier Belloni
          R.T.I – VELAFILM. 4 ep. 400 min. ca.
          In un borgo marino vicino a Trieste, nel giorno della festa patronale viene assassinata una sedicenne del paese. Il comprensibile sconforto della sua giovane mamma (Valentina D’Agostino, in “modalità” Micaela Ramazzotti…)carica di determinazione il benvoluto vicequestore Andrea Baldini ( Giorgio Pasotti, invecchiato ma ancora coi furori dei tempi di “Ecco fatto”) a trovare il colpevole. Ma un caso di omicidio non può tener fuori la questura del capoluogo, che invia la di lui pari-grado Luisa Ferrari ( Ambra Angiolini, che pare calzare con una certa misurata naturalezza il suo ruolo…), riluttante ma anche _si scoprirà_ presa dalla situazione per pregressi motivi molto personali. La cerchia degli amici stretti della vittima ( in cui rientra la “famiglia allargata “ di Andrea…)e le sue immediate frequentazioni risultano immediatamente la pista più accreditata ove stanare l’assassino.
          In confezione (di cartoncino leggero :-p ) con 2 dvd e booklet di presentazione a 14,90€, label Fivestore, la serie completa risulta attualmente disponibile anche su Mediaset Play ; quattro puntate benedette da un sole luminosissimo , con cromatismi marcati a là Almodovar ( e l’unica scena con la pioggia appare , anche metaforicamente, troppo provvida per essere vera…), interni ariosi e di design (pure dagli sbirri…) e scatarrate di riprese open air e panoramiche a manetta, ché tocca spartire il pane con la “Film Commission” del Friuli V.G. , ma nu poco anemiche sul fronte dell’azione pura mettono in piedi un giallo-thriller con molti (in)soliti sospetti. Uno stillicidio di presunti colpevoli (od innocenti che paiono impegnarsi tanto a sembrare loschi ed ambigui, sic!) destinati a sfilarsi tragicamente oppure svelando ameni altarini che si vogliono bagaglio di “certe” realtà paesane ,magari perbeniste solo per convenienza.
          La generazione dei figli post-adolescenti ( e sono le due attrici più giovani a concedere le uniche scene di nudo ;- ) ) appare scorbutica e scostante a dei livelli irritanti ma, nell’economia della resa dei conti ( un po’ stile “Psyco” !) si rivelano un motore interessante nella disposizione del racconto, quasi un atto di coraggio narrativo nello “strofinarceli” davanti agli occhi , per forza vincitori della nostra attenzione (di adulti, di genitori…) altrimenti sviata perfino dal rammarico di una mezza età raggiunta senza lo slancio passionale del “vero ammmore”. Una guardata si può dargliela (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Posso fare una domanda strana: come già detto un po' di post fa nel mondo letterario di matrice anglosassone va di moda scrivere romanzi storici per ragazzi ambientati nell'antichità e quindi mi chiedo: e se facessimo noi italiani una serie tv in costume di qualità basata su un concetto analogo? me lo chiedo come appassionato di prodotti mediatici per bambini e ragazzi del fatto che noi italiani siamo un paese ricco di storia.
            Ultima modifica di Luca Boffa; 31 maggio 19, 04:13.

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            • Originariamente inviato da Luca Boffa Visualizza il messaggio
              Posso fare una domanda strana: come già detto un po' di post fa nel mondo letterario di matrice anglosassone va di moda scrivere romanzi storici per ragazzi ambientati nell'antichità e quindi mi chiedo: e se facessimo noi italiani una serie tv in costume di qualità basata su un concetto analogo? me lo chiedo come appassionato di prodotti mediatici per bambini e ragazzi del fatto che noi italiani siamo un paese ricco di storia.
              Mi riporta all'infanza.

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              • Negli ultimi mesi preso da una botta di nostalgia ho recuperato alcune serie animate sui Transformers, evitando accuratamente la serie originale perché le mie memorie d'infanzia preferisco tenermele e Biocombat (alias Beast Wars) perché la CG anni '90 fa sanguinare gli occhi.
                Transformers Animated è parecchio carina come serie, peccato che ebbe tre stagioni invece delle quattro previste e quindi uno dei misteri della serie rimane insoluto. Simpatica l'idea di base: Optimus Prime non è l'anziano leader degli autobot e il titolo di Prime designa solo un grado militare per quando elevato, bensì il capo di una squadra di manutenzione per ponti spaziali con cui si imbatte inavvertitamente nell'Allspark e raggiunti dai Decepticon prima che arrivino i rinforzi si ritrovano abbandonati sulla Terra. Il fatto che i protagonisti invece di guerrieri stagionati siano una banda di sfigati in una situazione più grande di loro rende i Decepticon più minacciosi e quando finalmente arrivano i rinforzi Optimus e compagnia si ritrovano anche alle prese coi leader degli Autobot e la loro generale chiusura mentale.
                Transformers Prime invece è vagamente ispirata ai film solo con versioni quantomeno riconoscibili dei personaggi, peccato che la presenza dei bambinuzzutti senza senso di conservazione sia meno giustificata e nel complesso ben più irritante ma fortunatamente ci sono anche un bel po' di bei episodi solo sui robot. Al di là dei design dei robot la serie va molto sul classico con Optimus Prime e Megatron doppiati pure dalle voci originali e complimenti a Frank Welker visto che ha dato una interpretazione di Megatron radicalmente differente rispetto a quella classica per adeguarsi alla nuova caratterizzazione (Optimus Prime/Commander invece è sempre lui).
                Transformers: Robots in Disguise non è un reboot ma un seguito di Prime e se non siete ossessivi-compulsivi come me consiglio di lasciarla perdere. È tutto un Monster of The Week con trama orizzontale che fa capolino solo una puntata ogni dieci, si svolge dopo la fine della guerra tra Autobot e Decepticon ma con questa premessa ci fa poco o nulla. Ha di bello che l'art style nel complesso mi piace e trovo interessante che Strongharm non sia un classico esempio di "fembot" ma si capisce da lontano un km che lo story editor era quello che ammazzò Nyssa Al Ghul in due vignette nella serie di Robin.
                Transformers Cyberverse (la serie tuttora in corso, la prima stagione completa sia in originale che doppiata la trovate su youtube nel canale ufficiale Hasbro) è molto carina: prende gli elementi migliori di Prime ma con un art style vicino a quello del cartone originale per la maggior parte dei personaggi e finora senza bambinuzzutti umani rompiscatole. Inizia con Windblade (personaggio che ha esordito nei fumetti qualche anno fa) che nella sua ricerca dell'Arca su cui si erano imbarcati Optimus Prime e un gran numero di Autobot arriva sulla Terra solo per trovare il suo vecchio amico Bumblebee/Maggiolino senza memoria e senza voce, da qui la serie è un alternarsi tra il presente con Windblade e Bumblebee in fuga dai Decepticon e flashback spesso ambientati pure prima della guerra. La serie è fatta dagli stessi autori di TMNT 2003.

                EDIT
                Corrette un paio di frasi incomplete.
                Ultima modifica di Det. Bullock; 26 giugno 19, 14:26.
                "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                • Beast Wars è semplicemente un capolavoro. Punto.

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                  • Originariamente inviato da Maddux Donner Visualizza il messaggio
                    Beast Wars è semplicemente un capolavoro. Punto.
                    So che ha una ottima reputazione ma esteticamente lo trovo inguardabile, non ci posso fare niente, quell'estetica non mi piaceva neppure da piccolo.

                    Comunque sembra che il problema principale di questi show sia Hasbro, da un lato le sue richieste strambe portano gli scrittori a inventarsi roba interessante dall'altro ti ritrovi robe come Ultra Magnus che all'inizio della terza stagione di Prime dice "adesso siamo i beast hunter" senza una particolare ragione perché si doveva promuovere la linea beast hunter in genere e mettere il sottotitolo alla serie invece di limitarsi a inserirne i personaggi.
                    Ultima modifica di Det. Bullock; 26 giugno 19, 14:31.
                    "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                    "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                    • Da questa domenicas Radiouno dedica un programma alle serie televisive : "Siamo Serie"; prima puntata dedicata al genere poliziesco:
                      https://www.raiplayradio.it/audio/20...00bb89e47.html

                      Troppo se ne potrebbe dire...Mi limito all'indiscussa iconicità di "Il Tenente Colombo", che potremmo definire persino "garantista" dato che nessun innocente viene mai schiaffato in galera dal Ten. La sua infallibilità ci rassicura d'altronde sulla mancanza di spinosi preconcetti ( ovvero non prende per buone od inconfutate a prescindere le affermazioni di chichessia...). Tuttavia il "tarlo" del realismo sfaccettato" porta piuttosto il gusto del teleutente verso serie in cui i poliziotti sono assai più fallibili e distraibili nella loro non sempre encomiabile professionalità.
                      Dunque : a quali esigenze profonde fa' capo questo nuovo/diverso cardine della narrazione televisiva "moderna"? Ed un ipotetico tenente Colombo dei nostri giorni quale margine di errore potrebbe avere per passare da true detective (cit.)?
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Andrea Arnold e il suo team creativo trattati a pesci in faccia da Jean-Marc Vallée ed HBO. Arrivati a metà stagione salta fuori la verità e ora sono cavoli amari.

                        HBO and David E. Kelley took the show away from Arnold, as Executive Producer Jean-Marc Vallée tried to return it to his S1 style.

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                        • Una domanda seria quanto strana: premetto che io io sono un credente che va in chiesa, avrebbe senso da un punto di vista italiano una serie tv storica ispirata alla Bibbia che sia un prodotto diverso da una tradizionale fiction sui santi e sui personaggi biblici? io se fossi un autore di serie tv farei una serie del genere per un pubblico giovane e con protagonisti dei ragazzini immaginari di quell'epoca le cui vicende ruotano attorno a fatti biblici anche meno noti al pubblico sia giovane o adulto che sia, io una serie del genere la farei sul genere "il principe d'Egitto" ovvero un prodotto a sfondo religioso ma capace di essere di grande intrattenimento ma senza componente musical, è una buona o pessima idea?
                          io immagino lo svolgimento di una serie del genere come ricco d'azione e intrighi anche a sfondo storico.
                          Ultima modifica di Luca Boffa; 14 luglio 19, 22:31.

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                          • Karl Shiels, attore noto ai più per aver preso parte a serie come Peaky Blinders e Into The Badlands, è morto all'età di 47 anni

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                            • Originariamente inviato da Luca Boffa Visualizza il messaggio
                              Una domanda seria quanto strana: premetto che io io sono un credente che va in chiesa, avrebbe senso da un punto di vista italiano una serie tv storica ispirata alla Bibbia che sia un prodotto diverso da una tradizionale fiction sui santi e sui personaggi biblici? io se fossi un autore di serie tv farei una serie del genere per un pubblico giovane e con protagonisti dei ragazzini immaginari di quell'epoca le cui vicende ruotano attorno a fatti biblici anche meno noti al pubblico sia giovane o adulto che sia, io una serie del genere la farei sul genere "il principe d'Egitto" ovvero un prodotto a sfondo religioso ma capace di essere di grande intrattenimento ma senza componente musical, è una buona o pessima idea?
                              io immagino lo svolgimento di una serie del genere come ricco d'azione e intrighi anche a sfondo storico.
                              C'è un grosso problema coi film e serie TV biblici: una volta si facevano perché era l'unico modo per aggirare le norme censorie draconiane di una volta, oggi si fanno primariamente per il pubblico ultradevoto. Il problema è che il pubblico ultradevoto difficilmente accetta tocchi artistici col risultato che molte di queste produzioni sono proprio la classica fiction sui santi che vedi alla RAI e su Mediaset e le altre sono produzioni dal pubblico relativamente ristretto. Il Principe D'Egitto è stato un po' il canto del cigno di quel tipo di produzione biblica hollywoodiana che puntava a tutti. Prendendo casi recenti Noah non era abbastanza "ortodosso" e l'unica eccezione (film biblico che ha avuto successo oltre le classiche cerchie ed era quantomeno girato in maniera interessante) ovvero The Passion di Mel Gibson è stata un'unica coincidenza ovvero un filmmaker che condivideva quelle logiche fondamentaliste di un certo tipo di pubblico ma aveva anche l'abilità di fare un film interessante.

                              Insomma, quel momento storico è passato.
                              "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                              "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                              • Annunciato il cast della serie diretta da Guadagnino:

                                http://www.ansa.it/sito/notizie/topn...897a11a91.html

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