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  • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
    Beh, sono però esempi di melo abbastanza algidi... Dai Enfad, dammi lo zuccherino: dimmi tre film che ti fanno sempre piangere, non ci credo che non ci sono!
    Ah ma certo che ce ne sono, hai voglia!! Così su due piedi, i primi tre film che mi riducono sempre a uno stato di larva umana che mi vengano in mente sono il primo A Better Tomorrow (il finale mi strazia ogni volta ), La mosca di Cronenberg (quando Brundlemosca-macchina rivolge quello sguardo struggente a Geena Davis implorandola di finirlo ) e Il grande silenzio ()
    Poi ci sono film che se proprio non mi fanno piangere a dirotto comunque mi commuovono, tipo Pocahontas (il saluto tra lei e Smith ), L'attimo fuggente (sono un po' di anni che non lo rivedo, ma mi ricordo che anche quello mi faceva versare diverse lacrime), Frank Costello faccia d'angelo (quando Alain Delon va a trovare la sua ragazza per l'ultima volta, la stringe a sé e poi la guarda e le dice "Sistemerò tutto" ç_ç), La zona morta (quando Christopher Walken dice a Martin Sheen "Sei finito... Tu, sei finito" sono sempre col labbro tremulo ) o Il corvo ("Se solo smettesse di piovere..." "Non può piovere per sempre" lei si gira e parte la musica... I brividi tutte le volte)
    ... E un'infinità di altri

    Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
    Tutto molto chiaro, ti ringrazio. E molto carino, anche: adesso ti assocerò sempre a Sally!
    Se avessi ancora l'età per queste cose mi cambierei l'avatar con una sua immagine

    Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
    E’ ovvio che la sceneggiatura è importante - anche se avete tirato dentro esempi di registi-SCENEGGIATORI, quindi di autori che scrivono già avendo bene in mente quello che hanno intenzione di ottenere sullo schermo.
    [...]
    Tutti abbiamo fame di “storie”, è una delle nostre necessità primarie (vedi il successo che arride da decenni ormai alle serie televisive)… e il Cinema è al 99% narrativo, ma di nuovo credo sia davvero un peccato disconoscere quelle che sono le sue reali e specifiche potenzialità. I grandi personaggi del Cinema sono memorabili per ragioni differenti, rispetto ai grandi personaggi della Letteratura.
    [...]
    Di nuovo, piacciono a tutti le belle storie e i bei personaggi e i bei dialoghi, ma poi dei film memorabili cosa rimane dopo la visione, e cosa viene tramandato ai film successivi?
    [...]
    Io francamente al Cinema cerco queste cose qui. Poi se c’è anche una bella storia sono il primo a esultare.
    Sono fondamentalmente in totale accordo armonico con quanto hai scritto


    Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    Notorius non l'ho mai sentito nominare, metto in watchlist che allargo gli orizzonti.
    Sul serio? E' uno dei film più famosi di Hitchcock... Recupera recupera

    Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    Non per fare polemica ma per capirti: cosa intendi per solo "narrativa"? Non esiste per me la narrazione "pura", esistono i vari medium per narrare storie, cioè film, serie tv, fumetti, romanzi, poemi. Ciascuno col proprio linguaggio. Seguendo il tuo ragionamento, allora leggendo un fumetto per te la componente principale è la bellezza dei disegni, mentre in un romanzo è la bellezza della prosa, in un poema sono la metrica, le rime, ecc e l'argomento dell'opera è in secondo piano rispetto a questi aspetti.
    Per narrativa intendo l'unica cosa che si può intendere, ovvero il genere letterario che comprende i testi in prosa (per lo più in forma di racconti, novelle o romanzi) che trascrivano artisticamente vicende reali o di fantasia; ho utilizzato apposta il termine narrativa invece che letteratura proprio perché quest'ultimo include anche la literary fiction, ovvero quel complesso di opere in cui, come dici tu, in cui la forma e il gusto per la prosa prevalgono sul contenuto. La narrativa invece ha proprio lo scopo primario di immergere il lettore in una storia, e pertanto la forma è strettamente subordinata al contenuto
    Perciò, se sei particolarmente interessato alle storie e ai personaggi, ti consiglio di darti alla narrativa, perché è vero quello che dici: nei film e nelle serie tv predomina l'aspetto dell'immagine in movimento di cui si è parlato, in un fumetto o in una graphic novel ovviamente i disegni sono importantissimi (tant'è che Alan Moore ha scritto un manuale di scrittura apposito per chi scrive fumetti, proprio perché questo medium necessita di uno storytelling particolare con regole specifiche, differenti da quelle di un romanzo o di una sceneggiatura), i poemi e le poesie sono per definizione literary fiction e quindi ovviamente, come dicevo, la forma va a detrimento del contenuto, quindi l'unica forma di racconto puro, in cui l'unica cosa che conta è la storia, rimane la narrativa

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    • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
      L'ho completamente rimossa, sono sincero, ma doveva essere un'altra categoria ancora... probabilmente quella del ragazzo tipo Remì, con una vita davvero di merda, che ha qualche genere di payoff in puntata... una roba davvero struggente. Ero col fidanzato e non sapevo come nascondere le lacrime per impedire che mi perculasse per l'eternità. Sforzo vano: mi ha beccato quasi subito. D'altronde singhiozzavo. Cmq vedo che "ne mastichi" anche tu, eh?
      Questo si impara in anni di zapping lol. Ma sinceramente piuttosto che guardare una puntata intera mi butto in mezzo a un temporale vestito di fil di ferro sotto un albero.

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      • 71bGJttei9L._SY445_.jpg
        L’UNIVERSALE Regia di Federico Micali
        Andavamo all’Universale! Un Cinema Paradiso in riva all’Arno,accogliente del calore toscanaccio dei suoi spettatori, ilari irriverenti divertiti, o rumorosamente contestanti, sul filo dell’ironia bischera e complice. Praticamente una parata di personaggi , letteralmente da cinema, compresi gli inservienti della monosala, destinata a vedere tante e diverse stagioni ( più dell’istituzionalizzato concorrente cinema parrocchiale…) di successi, prima di una malinconica chiusura. A darne testimonianza il figlio del proiezionista ( Francesco Turbanti , un mix tra Luigi Lo Cascio e Paolo Ruffini), il suo migliore amico ( Robin Mugnaini, un ibrido tra Elio Germano e Giuseppe Cederna giovane…) e una coetanea ( Matilda Lutz, dalla bellezza stordente); con il primo più stanziale , gli altri due investiti da esperienze “sprovincializzanti”, a caro prezzo..

        Dentro il cinema ed affamati di vita, tre esuberanti protagonisti ed un buon numero di comprimari ( magari ridotti a facile macchietta…) stivano in meno di novanta minuti lustri di storia e costume anche dell’Italia intera, agganciando l’evoluzione artistica ed estetica del fare e proporre Film. E cade pure la quarta parete, incongrua cronologicamente e dunque ulteriore omaggio al potere manipolatorio della settima arte (?). Si sorride ma si prendono anche scudisciate emozionali taglienti. Non del tutto sbagliato considerarlo una piccola opera che mette troppa carne al fuoco; ma un applauso di empatico incoraggiamento (imho) se lo merita tutto. Cameo del disegnatore Vauro Senesi nei panni di un comunistone fan adorante del western e di John Wayne. Uscito in dvd CGHV.


        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Curiosa la solita diatriba regia-sceneggiatura.
          A volte c'è questa strana idea che la sceneggiatura sia quasi un ammasso di dialoghi e plot, come se già molti stacchi di montaggio significanti, immagini tematiche, sottotesti e strutture di senso non siano già parte dello script.
          Altre volte che la sceneggiatura dovrebeb regnare suprema a prescindere dal film.
          Altre che una sceneggiatura non-classica o con poco plot o pochi dialoghi non è una buona sceneggiatura

          Se leggo cose tipo che Hitckcok fa funzionare sceneggiature colabrodo, mi viene da pensare sono gli sceneggiatori di Hitch in primis che "sanno vendere" lo script nonostante i buchi, perché uno script di qualità, nei limiti del ragionevole, non è solo trama e dialogo, non è solo "buchi da riempire" (nel caso dei thriller, ad esempio). Quelli sono una delle ultime cose da tenere in considerazione quando si giudica una sceneggiatura.

          Una sceneggiatura non è letteratura, è film in potenza, è scrittura succinta ma efficace puramente per immagini, azioni, dialogo che significano (nel migliore dei casi) sempre altro e suggeriscono sempre un tono, un'atmosfera, una recitazione, un approccio visivo.

          Poi ci sarebbe da fare un discorso infinito su le varie tecniche di scrittura, la forma della sceneggiatura, la scrittura per immagini, il dialogo, il sottotesto, il tema, le tematiche e su quali aspetti mescolati a dovere dovrebbero dare vita a una sceneggiatura più o meno valida a seconda del genere, delle intenzioni ecc.
          Non è un discorso semplice come non lo è quello di parlare di ciò che fa di una regia una buona/bella/grande regia.

          Sono abbastanza sicuro che non si possa liquidare uno a cui in un film piace vedere belle storie e bei personaggi con "datti alla letteratura"

          Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
          Di nuovo, piacciono a tutti le belle storie e i bei personaggi e i bei dialoghi, ma poi dei film memorabili cosa rimane dopo la visione, e cosa viene tramandato ai film successivi? Di SALVATE IL SOLDATO RYAN vi ricordate i personaggi o i primi 20 minuti? Quanti altri film abbiamo visto, in seguito, girati in quel modo lì? Di un altro film che per molti versi ho detestato, UNDER THE SKIN, cosa vi ricordate? Quanto si è piantata nell’immaginario quella sequenza lì… rifatta pari pari nella realtà parallela di STRANGER THINGS?
          Dipende dai film, sicuramente di una commedia di Wilder ricordo più le battute brillanti che l'immagine.
          Di un Indiana Jones ricordo un po' tutto a seconda dei casi.
          La maggior parte delle volte, essendo il cinema quello che è, un film te lo ricordo per il mix di tutti gli elementi.

          E' pur vero che è normale il grande film senza una grande sceneggiatura (o poco basato su una sceneggiatura) mentre non esistono grandi film con una bella sceneggiatura e una regia piatta.

          Poi per carità, finché si vuole fare un discorso sui film specifici e non generalizzare all'ennesima potenza come ho letto in alcuni post addietro, posso anche considerare il discorso di uno che mi dice che Batman v Superman è meglio di La parola ai giurati perché Snyder raggiunge vette di potenza visiva mastodontiche; o che siccome De Palma come regista ce l'ha di 25 cm anche il suo film più sconclusionato è meglio di, chessò Memento perché Nolan lì ce l'ha solo di 20.

          Viceversa, ovviamente, finché si resta nell'ambito singolare, potrei anche farmi una ragione nel leggere che The Imitation Game è meglio di Distretto 13 perché ha una sceneggiatura migliore o che Thank You for Smoking è meglio di The Raid 2 perché è confezionato tutto per benino con il bello script da Oscar perfettamente funzionante.

          Basta sempre ricordarsi che non è una caso che una marea di grandi registi sono stati anche ottimi/grandi sceneggiatori o hanno avuto a disposizione bravi/grandi sceneggiatori, come non è un caso che una marea di grandi film o bei film sono tali a dispetto di sceneggiature che grandi non sono
          Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 12 agosto 17, 20:47.


          Luminous beings are we, not this crude matter.

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          • Giustamente Sir Dan dice che il cinema è una miscela (qualcuno diceva "pattumiera" ) di varie arti. Io do più peso al contenuto rispetto ala forma (senza togliere che la forma talvolta può farsi contenuto suggerendo "altro"), non per questo sento che il cinema non è la forma d'arte che fa al caso mio.

            Non so voi, ma io il sequel di World War Z (apparte che manco il primo ho visto), nonostante dietro ci sia l'abilissimo Fincher, non me lo filerò di certo. Get Out invece ha un concept (che è una delle componenti della scrittura) molto interessante, sulla regia non ho sentito dir niente di che, e l'ho messo in watchlist. Vedo che molti si sparano remake/sequel horror diretti da un perfetto signor nessuno e probabilmente girati non molto meglio di un videoclip, e credo lo facciano perché siano affezionati/interessati a certe meccaniche narrative di un genere o a certi personaggi iconici.
            E' anche vero che qualcuno qua si filerebbe Malick che riprende le galline nel pollaio per due ore perché dietro ci sono il suo nome e la sua estetica, ma quello non sono io e credo sarebbero in pochi disposti a farlo.

            Poi oh io sono un cinefilo nabbo, magari è un problema mio che non ho visto a sufficienza e le storie ancora non mi sembrano "tutte uguali" o che non ho visto certi film che mettano in discussione questi miei parametri ( per esempio visto che lo si citava, Lynch è uno dei tanti di cui devo ancora veder qualcosa ).


            Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
            Se leggo cose tipo che Hitckcok fa funzionare sceneggiature colabrodo, mi viene da pensare sono gli sceneggiatori di Hitch in primis che "sanno vendere" lo script nonostante i buchi, perché uno script di qualità, nei limiti del ragionevole, non è solo trama e dialogo, non è solo "buchi da riempire" (nel caso dei thriller, ad esempio). Quelli sono una delle ultime cose da tenere in considerazione quando si giudica una sceneggiatura.
            Apro questa parentesi. Per sceneggiatura superbella, come dici tu, mica intendo una che ha zero buchi e forzature e tutto torna come un perfetto meccanismo. Chiudo volentieri un occhio, fino ad un certo punto, su certe facilonerie in favore di un payoff emozionale potente o per evitare una storia noiosa. Gli esempi limite sulla sopportazione di minchiate/voragini che ho tollerato sono Looper e Interstellar.
            Ultima modifica di Cooper96; 12 agosto 17, 22:40.
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            • Oddio, è vero che c'è anche e ancora una fascia di spettatori che pensa che Lynch non sia un abile sceneggiatore, ma Mulholland Drive, per dirne una, è una delle migliori sceneggiature anti-classiche di sempre.

              Ma non mi sorprendo manco quando leggo che i grandi film di De Sica potevano fare a meno di Zavattini

              Se vuoi vedere film di registi che hanno un rapporto più o meno indipendente/libero dalla sceneggiatura puoi lanciarti più su gente come Tarkovskij, Sokurov, l'Herzog più estremo o anche diversa roba di Tsukamoto, per dire i primi che mi vengono inmmente.
              Di Lynch giusto Inland Empire
              Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 12 agosto 17, 23:25.


              Luminous beings are we, not this crude matter.

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              • Applausi a sir dan
                e comunque quando sento dire che wilder non cura l immagine...muoio dentro
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                • Non ho capito se ti riferisca a me, ma, nel caso, su Wilder non ho scritto nulla del genere

                  Per inciso, per "sceneggiatura" non intendo solo quei 90/120 fogli di narrazione scritti e "intoccabili"che esistono prima del film, la parola fine di una sceneggiatura si scrive quando si chiude il montaggio e dopo che il pèrocesso di scrittura è continuato pure durante le riprese, se necessario.
                  Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 13 agosto 17, 11:51.


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                  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                    Non ho capito se ti riferisca a me, ma, nel caso, su Wilder non ho scritto nulla del genere

                    Per inciso, per "sceneggiatura" non intendo solo quei 90/120 fogli di narrazione scritti e "intoccabili"che esistono prima del film, la parola fine di una sceneggiatura si scrive quando si chiude il montaggio e dopo che il pèrocesso di scrittura è continuato pure durante le riprese, se necessario.
                    Tu sceneggiatore ( mi pare di ricordare che ti stai applicando professionalmente a questo campo...) puoi modulare il grado di coinvolgimento emotivo ,ma anche culturale ,dello spettatore davanti ad una determinata scena.

                    Una situazione analoga in tre varianti esemplari :
                    1) Norman Bates in Psycho spia le donne che fanno la doccia e si eccita sessualmente;
                    2) Pierino /Alvaro Vitali guarda la professoressa, non visto, sotto la doccia e si eccita;
                    3) Michael Myers vede donne nude ma , avendo una età "mentale" pre adolescente, non ha sussulti ormonali di sorta.

                    Non tenendo conto del background dello spettatore ( ed in questo caso i vari V.M.14 / V.M.18 hanno un loro senso)si potrebbe valutare il film di Carpenter come "per tutti", quello dei "Pierini" annacquato da un sillogismo visivo ( guardo e rido di Pierino che guarda a sua volta la donna nuda...) e quello di Hitchcock più "adulto" e responsabilizzante, tanto magari da trasferire la sua audacia e "malizia" nell'occhio di chi guarda. ;-)



                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • Alla base, sì.
                      Poi a seconda della messa in scena l'effetto di quello che descrivi può variare non poco per qualità, sfumature ed impatto


                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • Arrival (SPOILER)
                        A leggere i vostri commenti pensavo fosse na mezza schifezza, invece a me è garbato parecchio. Villeneuve si conferma un gran regista, tutto ciò che concerne l'aspetto tecnico è davvero impeccabile. La storia mi è piaciuta, e anche il plot twist in stile Shyamalan (con l'inizio del film che in realtà avviene DOPO la vicenda XD) non me l'aspettavo per almeno tre quarti di film. Qualche difetto c'è, il finale sbrodola leggermente, quando la vicenda si chiude ci sono almeno 5/6 minuti tristanzuoli ridondanti e quindi evitabili. Per il resto pienamente promosso.

                        I guardiani della galassia VOL. 2 (spoiler)
                        Il primo mi è piaciuto molto, qui si replica la formula aumentando il dosaggio per ogni aspetto della pellicola precidente. C'è quindi più azione, più sentimento ma soprattutto più comicità... Eccessiva? In alcune scene forse sì, però a parte due che proprio non ho digerito (quella del nastro e quella in cui Groot cerca il prototipo) il resto non mi è dispiaciuto. Il problema del film, che lo rende a mio avviso nettamente inferiore al primo capitolo, è l'assenza di una trama quantomeno accettabile. In questo film accadono praticamente due cose:i guardiani nell'intro che rubano le batterie e poi vanno sul pianeta EGO, con la variazione del procione che viene prima catturato e poi va sul pianeta EGO... Per due ore quindi ci sono innumerevoli scene d'azione e dialoghi comici per sopperire all'assenza di una reale avventura interstellare, come era invece nel primo capitolo. In tutto ciò ne risente il ritmo che risulta spezzato. Infine vorrei spendere una parola buona su Kurt Russel, tra tanti cattivi insulsi dell'universo Marvel questo è quantomeno accettabile, niente che faccia gridare al miracolo, però lo spettatore è portato proprio ad odiarlo, quindi almeno in parte adempie al suo dovere

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                        • In quale universo parallelo su questo forum si è parlato male di Arrival? E' piaciuto a tutti.

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                          • È garbato pure a me.


                            "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                            • A Better Tomorrow 2

                              Hark-Woo il ritorno con furore, anzi in bigger-better vista la nuova location new yorkese e un maggior spazio, guarda caso, a Yun-Fat al netto di una forzatura da soap-opera, ma l'upgrade risulta più frammentato e decisamente meno affascianante del predecessore.


                              "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                              • Monolith (Ivan Silvestrini, 2017)

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