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  • Ho sfogliato il Mereghetti appena uscito, a La Grande Scomessa dà il massimo, come a Il filo nascosto e Twin Peaks 3.

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    • Dunkirk solo 2.5 stelle mah... per me è da 4 su 4 e l'ho rivisto durante le vacanze di Natale, un capolavoro gigantesco. Era un film che in un mondo come si deve avrebbe dovuto giocarsi la vittoria contro Il Filo Nascosto di Anderson agli oscar.

      3.5 a quella ciofeca dei Guardiani della Galassia grida vendetta ancora.

      Nella lista dei 4 stelle nuove aggiunte vedo Lo Spaccone ed Alien, sono novità che ci stanno.
      inspiegabile il declassamento di un capolavoro come L'asso nella manica di Wilder.

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      • Sacrosanta la promozione da (addirittura) pallino bianco a 2.5 (ancora troppo basso) di Fuoco cammina con me, alla luce del percorso successivo della poetica lynchiana (che evidentemente Mereghetti ha apprezzato assai, e che da quel film sottovalutatissimo all'epoca prende avvio), denota una certa lucida umiltà... Per il resto vabbeh, ho sempre trovato opinabile la sua idiosincrasia nei confronti degli ultimi film di von Trier e Refn (e in generale mi pare si sia alquanto imbolsito nelle sue recensioni ai film passati nei festival, soprattutto imho è superficiale nei confronti degli stili più sperimentali).

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        • Mmm... Si, ma Refn e Lars Von Trier sono autori divisivi che non uniscono, non è di certo solo Mereghetti il loro detrattore.
          Vedo un Antonioni a 4 stelle. Padrino I e Psycho a 4 stelle sarebbe anche ora dai!!!
          Comunque ad occhio i suoi registi preferiti Lang, Chaplin, Wilder, Hawks e Powell/Pressburger. Con Hawks forse troppo... Gli uomini preferiscono le bionde non è un capolavoro.

          Ho visto che c'è la lista dei film a 3.5 anche in questa edizione.
          Ultima modifica di Sensei; 12 gennaio 19, 17:09.

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          • Sì sono divisivi ma Mereghetti mi pare faccia pesare un'inossidabile antipatia personale da cui un critico intelligente (e lui spesso lo è) dovrebbe emanciparsi, andare oltre la scorza di manierismo e valutare caso per caso... Esagerato a livello di assurdità pure il massimo a The Post, fatto bene ovviamente e meritorio ma c'è pure della retorica spicciola secondo me.

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            • 3.5 a The Post in effetti è fuori dal mondo. Ma chi è parte della stampa lo ha adorato visto che il film è a favore della casta dei giornali.

              Molto sopravvalutato come film. Non ho visto questo filmone che in tanti hanno decantato. Vabbè ad ognuno il suo.
              Ready Player one 2.5 invece è non concordo.

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              • A me Ready Player One ha lasciato freddo come uno stoccafisso quindi mi pare anche troppo però insomma come dici tu è questione di gusti, si potrebbe questionare su ogni nuova valutazione. Per esempio il 3.5 dato a Blade Runner 2049 lo trovo personalmente un atto di giustizia dovuto ma si sa che a tanti quel film ha scassato i cabasisi.

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                • Si, lì è stato coraggioso. 3.5 ad un blockbuster come il seguito di Blade Runner è stata una presa di posizione netta.

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                  • RPO all'epoca me l'ero purtroppo perso e non l'ho ancora recuperato, mi sa che è l'ora di farlo.

                    Occhio agli SPOILER

                    BENVENUTI A MARWEN di R.Zemeckis

                    L'ho visto praticamente per caso, neanche sapevo che fosse uscito "il nuovo film di R.Zemeckis", segno davvero di quanto il regista sia ormai fuori moda.

                    Mi è parsa una curiosa metafora sull'America o su certa America, sulla sua memoria e innocenza perdute, sulla necessità di rassicurarsi e raccontarsela insistendo con pupazzose mitologie d'antan invece di combattere gli eterni ritorni del nazismo nel mondo reale. L'arte aiuta, certo, specie se si ha a disposizione un bel gruppo di ingloriose bastarde sexy, ma saranno le donne vere alla fin fine ad aiutare il nostro.
                    Il film ha insomma i suoi motivi d'interesse, è il prodotto "artigianale" di un autore di livello che ci pensa su e riimugina la sua poetica, e non può mancare, e non a caso, la De Lorean (la necessità di riaggiustare un presente deviato), ma tra le righe fa capolino pure Jessica Rabbit.
                    Le lamentazioni di cui lessi non so dove sulla misoginia e sul trattamento "inadeguato" dell'altra metà del cielo sono ridicole: le donne hanno addirittura un ruolo salvifico, e la fissa del protagonista per tacchi a spllo, "pupe" e poppe è semplicemente il riflesso del suo infantilismo di ritorno indotto dal trauma, del suo bisogno di essere rassicurato come un bambino (si veda anche la foto in cui da piccolo il nostro indossava le scarpe della madre, a scanso di equivoci).
                    I problemi del film stanno eventualmente nella resa. Accanto a momenti spassosi, ai tipici virtuosismi, a scene davvero belle (su tutte quella della proposta di matrimonio andata buca, con la mdp che si immobilizza "fotografando" il nostro, come se adesso fosse lui il pupazzo...è insomma lo scarto tra complessità del reale e favole cinematografiche), non mancano le didascalie, le inutili sottolineature, le puntualizzazioni pleonastiche che fanno cascare le braccia, tra l'altro inutili in un racconto che pare pensato per gli adulti. E poi lo stile di Zemeckis, sempre uguale a sè stesso, se un tempo era all'avanguardia dell'intrattenimento mainstream oggi sa curiosamente di vecchio, di anacronistico, di vintage, e pure le tipiche musiche sentimentaleggianti e uplifting fatico un po' a sopportarle.
                    Insomma, un lavoro interessante che mi è sostanzialmente piaciuto e sono contento di aver visto, ma con un nonsochè di macchinoso, artificioso, troppo cerebrale e cervellotico, mancante di quel "quid" che fa davvero spiccare il volo.
                    Ultima modifica di papermoon; 13 gennaio 19, 13:25.

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                    • Visto VICE di Adam McKay, durante la proiezione ero divertito ed intrigato ma dopo emergono pensieri che remano contro, la sensazione di aver assistito al corrispettivo cinematografico (per quanto extralusso ed avvincente) di un programma di infotainment come ormai se ne vedono tanti (anche in Italia con Crozza), le informazioni s'accavallano numerose ma spesso riguardano fatti ormai storicizzati (non che il tema riguardante l'assenza delle armi di massa e l'agghiacciante pretestuosità dell'attacco in Iraq non faccia tuttora raggrinzare le rughe dello scroto viste le tragiche conseguenze, ma è argomento già ampiamente trattato, mentre lo è meno - al cinema - la genesi dell'isis), e pure il carosello di camei di ammiccanti attori famosi mi ha stuccato, e a tratti la scrittura stenta un pò come se dopo una partenza a razzo non si sapesse bene cosa farsene di tutti quei personaggi. Comunque è roba ben fatta, montata con arguzia, e Steve Carell fa un Rumsfeld mostro di gigioneria e cinica noncuranza, e il dop Greig Fraser sempre più sugli allori!

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                      • Solo io non riesco a trovare il Mereghetti?

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                        • Ieri sono stato alle Feltrinelli e ne avevano 7-8 copie sullo scaffale.

                          Comunque buono che oltre alla lista dei 4 stelle, abbia messo anche quella dei 3.5 stelle.

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                          • Blackkklansman film davvero brillante che almeno i n parte fa rivedere il vecchio Spike Lee.Film basato su una storia vera il film ha momenti davvero divertenti e brillanti ma sempre facendo riflettere lo spettatore.Le 2 ore e 10 minuti circa non pesano e il risultato finale è un film davevro ben girato e interpretato.
                            Voto: 7
                            "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                            • Los Angeles Lies


                              Solito problema quello di Brad Furman, ovvero la sua totale incapacità di confezionare un prodotto cinematograficamente dignitoso. A girare non è neanche male, motivo per cui probabilmente lo fanno ancora lavorare anziché confinarlo in qualche serie tv da terza serata su Top Crime, il problema è che i suoi film non hanno la minima profondità: vengono date un paio di pennellate qui, un paio lì, cliché come se piovesse ed ecco il film. Già The Lincoln Lawyer era così, con McConaughney in un ruolo per la prima volta da molto tempo diverso dal solito che destava curiosità e oscurava il fatto che la caratterizzazione dell’avvocato outsider che aveva una macchina per ufficio era pessima, appena abbozzata, da serial tv (desolanti i duetti con la Tomei). Qui è lo stesso, anzi peggio. Poteva essere un bel thriller poliziesco teso, con il detective interpretato da Depp che scopre le magagne del Dipartimento di polizia di Los Angeles dietro la morte di Notorious B.I.G.: niente di nuovo ma il ritorno di un genere ormai appannato avrebbe meritato un’accoglienza positiva. E invece il film si perde in mille rivoli senza che venga percorsa una direzione precisa, fino agli ultimi agghiaccianti minuti in cui viene deciso di chiudere sulle vicende private di uno dei protagonisti e ci si affanna per recuperare un minimo di spessore con l’unico risultato di sfociare in un’enfasi eccessiva, fuori luogo. Peccato perché Depp e Whitaker nei ruoli di due tipi in disarmo, anche fisico, si trovano alla grande, ma tutta roba purtroppo abbastanza sprecata. Un film non da cinema, assolutamente.

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                              • Un po' di film visti, prima infornata :

                                Lady Bird

                                Hipisterata da Sundance Festival, ha delle valutazioni assurde e se penso che gli abbiano dato la nomination agli Oscar come miglior regia c'è da sentirsi male.
                                Saorise Ronan comunque veramente ottima e si conferma con stacco netto la miglior attrice di cinema americano under 30, più delle osannate Stone, Lawrence etc...
                                Se le facessero fare film come si deve... sarebbe anche meglio. Il film è una bufala immane.


                                Tonya

                                Biopic che finalmente si aggiorna alle tendenze populiste e antisistema che sono sorte negli ultimi anni. Non conoscevo nulla della Harding né della sua vicenda, ma il film è veramente buono.
                                Finte interviste si mescolano a continui sfondamenti della quarta parete da parte dei personaggi per trasformare l'opera in una commedia nera surreal-pulp. Scene di pattinaggio girate bene e personaggi tutti approfonditi.
                                Il ritratto che ne esce è di un'antica dove anche nello sport chi è bravo, se è un sottoproletario, non viene riconosciuto del suo evidente talento a causa del sistema e dei giudici che danno voti truccati. Capisco benissimo come si sente la protagonista, perché anche a me in passato i giudici incompetenti mi hanno dato meno di quel che meritavo.
                                Margot Robbie si mostra finalmente come attrice di talento dove con la sua recitazione rabbiosa, mette in scena una ragazza vittima della schifosa società americana pronta a portare avanti modelli borghesi anche se non di talento e a penalizzare gli outsider (vedere i lacci palesemente manomessi da qualcuno del comitato olimpico).
                                Il film è un ritratto spietato del mondo odierno, se sei povero o outsider, anche se hai talento non hai alcuna speranza.
                                La verità è di punti di vista.


                                Stand By Me

                                Magnifico film basato sul passaggio dall'età infantile a quella adulta che gira intorno alla scoperta di un cadavere.
                                4 ragazzini di estrazione sociali differenti, ma accomunati dall'essere dei perdenti, troveranno occasione di riscatto momentaneo e personale, in un'avventura di due giorni, dove tra storie buffe, scene Fordiane ( sfida al treno), duelli "western" e traversie pericolose (sanguisughe), matureranno una nuova consapevolezza.


                                Cold War

                                Concordo con le opinioni più fredde. Sembra che un film con la fotografia in b/n, debba essere considerato bello di default. Il primo terzo di film mi è piaciuto abbastanza, poi l'abbondanza di ellissi finisce con il rendere poco interessante ciò che è in campo.
                                Tralascio certe scelte narrative calate dall' alto ma narrativamente molto discutibili.


                                Moonlight

                                Allora... abbiamo tutte persone di colore, l'omosessualità ce l'abbiamo, attore musulmano pure, degrado c'è e con l'aggiunta del bullismo. Negli USA è considerato uno dei più grandi film di sempre, per me è un film che non si riesce a capire quale strada voglia intraprendere.
                                Chi ha parlato di santificazione del sottoproletario di Pasoliniana memoria non so che abbia visto.
                                C'è tutto, ma in realtà non c'è niente.
                                Ultima modifica di Sensei; 13 gennaio 19, 18:00.

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