annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

L'ultimo film che hai visto?

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Vista la fissa di Papermoon per lo Sciamano Low budget,che dire allora di Vincenzo Natali che " punisce" l' ingegnere che _ senza avere nemmeno il quadro della situazione_ ha progettato un pezzo infinitesimo di The Cube chiudendolo dentro?Una scelta " manichea" però inequivocabile nel prendere le distanze dall' agenzia committente, peraltro poco identificata se non nella suggestione di un Ente pubblico statale? Od un altro modo per dire che ce lo meritiamo il Cubo,anche se ci piace delegare responsabilità spiacevoli,fino a non controllare il controllore,a sua volta ( crediamo) controllato da...
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • Polar

      Come The Babysitter, però con gli adulti.

      Commenta


      • Giungla d'Asfalto di John Huston (1950).


        La prima cosa che mi è saltata all'occhio dopo la visione del film, è la pubblicità ingannevole del distributore nostrano del film, visto che sulla custodia del film c'è il nome di Marylin Monroe, con tanto di sua figura in gigantografia sulla locandina, quando in realtà non arriva neanche a 5 minuti di screen time, mentre salta all'occhio l'assenza di Sam Jaffe, attore di gran lunga il migliore di tutto il film e vincitore della Coppa Volpi a Venezia.
        Il cinema di John Huston ha quasi sempre cercato di mettere in scena dei personaggi ambigui e sfaccettati, dando spazio anche ai lati più negativi della natura umana.

        Il regista mette in scena un film dalla struttura corale nei personaggi, dove non c'è praticamente una figura buona o positiva, ma sono tutti in un modo o nell'altro dei criminali, chi dichiarato sin da subito come Dix (Sterling Hayden), chi invece si nasconde dietro il distintivo come il poliziotto corrotto, e chi invece dietro la professione di avvocato come Hugo (Louis Calhern), é dedito a traffici illeciti e dedito al finanziamento di rapine. Tutti questi personaggi sono accomunati dal voler evadere da tale vita per andare in un altrove lontano, a cominciare dal nostro scommettitore di mezza tacca Dix, il quale ha come sogno di ritornare alla sua fattoria in Kentucky.

        John Huston (autore anche della sceneggiatura), compie una cosa estremamente positiva (specie per gli anni '50), evita di dare un qualsiasi giudizio morale sui suoi personaggi, che risultano essere tutti caratterizzati e sfaccettati, nei loro pregi e nelle loro debolezze, le quali quest'ultime, saranno causa della loro condanna innanzi all'ineluttabile destino.
        I personaggi sono vari e numerosi, è la struttura della pellicola segue pari merito il gioco di intrighi ed inganni che le varie figure mettono in scena, per fregare la refurtiva del colpo perfetto organizzato da Doc Riedenschneider (Sam Jaffe).

        Le sequenze in interni subito immergono lo spettatore in un'atmosfera malfamata e criminale, con tanto di inquadrature al soffitto che schiacciano i personaggi, accentuando la sensazione di illegalità.
        La città Hustoniana, è un luogo da incubo, dove la luce non fa' altro che accentuare il nero, colore che non fa' altro che esternalizzare la natura dei nostri protagonisti, perché sappiate tutti che l'essere umano tende irrimediabilmente al male, ma come detto in precedenza, non c'è alcuna reprimenda morale da parte del regista sulla scelta delle loro vite (tranne l'avvocato forse, ma è un personaggio schifoso in tutto e per tutto).
        Doc organizza un colpo a suo dire perfetto, con una rapina lavorata di precisione e cesello (apertura della cassaforte), ma come sappiamo il progetto umano deve scontrare con la realtà e imprevedibilità di essa, scombussolera' tutti i piani, facendo a poco a poco stringere il cappio della legge intorno al collo dei nostri protagonisti.

        Attori tutti in parte, con Sam Jaffe che svetta su tutti, il suo personaggio sembra il tipico vecchietto da film di Ozu (escludendo il lato criminale ovviamente), una figura costruita in anni di esperienza sul campo, risultando un essere molto calcolatore e preciso nell'organizzazione il colpo, ma al contempo portatore di un'essenza contemplativa molto lontana dai soliti attori americani. L'attore infatti si mostra capace di avere dei barlumi di umanità che trapelano dai suoi occhi, dando così uno spessore decisivo al suo personaggio, capace di commuoversi ed apprezzare una musica ballata da una giovane ragazza; in sostanza Coppa Volpi meritata e a parer mio gli avrei dato l'oscar miglior attore non protagonista a discapito di Sanders.
        Da segnalare un piccolo ruolo per la futura star Marylin Monroe, non ha molto da fare e non ha neanche chissà che battute per mettersi in mostra, ma sfrutta ogni secondo che può per farsi giustamente notare e la combo vestito nero, capelli biondi e fotografia in bianco e nero risulta essere un mix magnetico.

        John Huston stavolta risolve le sue magagne dierivanti dalle sue sceneggiature troppo ingarbugliate e contorte, con una narrazione meno farraginosa e contorta, dando più spazio a tutti i personaggi, confezionando così un capolavoro assoluto. Non fu un successo di pubblico (solo 40.000 dollari di profitti), ma la qualità è indiscutibile. 4 nomination agli Oscar, tra cui miglior regia (ma aveva contro gente come Cukor, Mankiewicz, Reed e Wilder), attore non protagonista, sceneggiatura e fotografia.
        Fatevi conquistare dal fascino negativo dei nostri personaggi, ed immergetevi in questa "Giungla urbana" intricata e pericolosa.

        Commenta


        • La Favorita di Yorgos Lanthimos

          Ma le annate cinematografiche ormai vanno a tema? Sembra che ad un certo punto tutti si mettano a trattare le stesse tematiche, e l'ultimo festival di Venezia è l'esempio più lampante. Quale è stato il tema predominante? Il Femminile. Declinato anche in uno dei suoi aspetti cardine, ovvero il Materno.
          Se Audiard nel suo - per me mediocre - The Sisters Brothers va cercando il Femminile nel Maschile, Lanthimos fa l'esatto contrario. Fortunatamente con risultati di molto superiori.
          La Favorita indaga i concetti di Maschile e Femminile all'interno delle dinamiche di Potere. Lanthimos ci dice che queste dinamiche appartengono prettamente alla sfera del Maschile (per questioni prettamente culturali, ma non solo), e che le donne subiscono inconsciamente una deviazione mascolina nel perseguirle. La cosa interessante del film è che i personaggi - aldilà della natura biologica - diventano Maschili (costruzione culturale) o Femminili (nel senso più puro e profondo del termine) in base alla loro posizione nel triangolo del Potere(Colman - Weisz - Stone). Andando nello specifico:
          Spoiler! Mostra


          Detto questo, il film è bello ma non è un capolavoro e neanche un grandissimo film, nonostante tutto. Il discorso che ho fatto sopra può sembrare assai profondo ed interessante - ed in qualche misura può esserlo - ma a mio avviso non è sufficiente a rendere La Favorita più di quel che è, ovvero un ottimo film d'intrattenimento, colto ed anche sagace, ma non di più. Per tre quarti di pellicola è una commedia "crudele" divertente e scorrevole, molto ben messa in scena da Lanthimos (che fortunatamente non si limita a replicare Kubrick) nonostante qualche grandangolo di troppo, magistralmente fotografata e curata in ogni suo aspetto (credo che l'Oscar ai costumi non glielo levi nessuno). Le attrici sono brave ma non mi sono strappato i capelli per nessuna di esse, anzi, la Weisz è fin troppo monocorde. Troppe poche lodi per Emma Stone.
          La sceneggiatura si mantiene su un buon livello dall'inizio alla fine, ma non sempre azzecca i toni, andando qualche volta un po' troppo sopra le righe (penso alla scena della prima notte di nozze della Stone). La sensazione generale che ho avuto è che, nonostante le interessanti riflessioni e la qualità generale, manchi un guizzo, un qualcosa che renda il film veramente memorabile. Sono due ore di bel cinema, ma che forse scivolano via fin troppo bene, senza che nessun colpo sia arrivato veramente a segno.
          https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

          Commenta


          • Beh, certo, sul pianeta ci sono solo un tre miliardi di donne, dev'essere il complotto buonista e politicamente corretto di #MeToo ad imporre sempre 'ste tematiche. E mi ricordo pure, signora mia, certe rassegne cinematografico-televisive di "Cinema al femminile" esclusive ed auto ghettizzanti. Fortuna cribbio che il vento sta cambiando.

            ...
            Battutacce a parte sì, immagino che gli Studios si ...Studìno tra loro individuando ua "tendenza" che può essere vincente al botteghino : una volta le Regine, l'altra gli Astronauti, i Musicisti , i Dinosauri...A proposito : i T-Rex famelici , saranno mica femmine fattrici sottaciute ?
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta


            • Ho visto anch'io La favorita e devo dire che stavolta il regista greco mi ha convinto anche se non mi strappo le vesti. C'è sempre quella sensazione che Lanthimos voglia dimostrare di essere bravo, di farsi notare e di far notare come gli piace Kubrick che ad una certa mi tira sempre fuori dal film. Detto questo è indubbio che, lentamente, stia migliorando molto film dopo film e che la fattura di quest'opera sia eccellente.
              Le tre attrici sono una goduria (soprattutto la Stone; temo che la Colman non abbia avuto un doppiaggio dei migliori) e il film è molto divertente grazie anche a una sceneggiatura parecchio frizzante. Alcune sequenze hanno un ottimo impatto specialmente il finale dove ho proprio sentito l'esplosione di grandiosità venirmi addosso.
              Il mio potrà sembrare un giudizio un po' freddo, ma in realtà mi è piaciuto molto.
              In ottica Oscar sta dalla parte ottima con Blackkklansman, Cold War e Roma (anche se gli ultimi due, per me, gli sono superiori).
              Spero che Lanthimos continui così e inizi a prendersi meno sul serio rispetto alle sue opere precedenti e contamini la sua poetica con la commedia perché in questo caso la carta si è rivelata vincente.

              Commenta


              • Gidan 89 si aggiunge al gruppo di quelli per cui "La Favorita è un ottimo film che ti scivola addosso".
                Gli incassi sono sontuosi in tutto il mondo e il gradimento di pubblico e critica è alle stelle, alla fine Lanthimos ha fatto la cosa giusta.
                Che gli vuoi dire? Solo tanti applausi per come sta gestendo la propria carriera.

                Commenta


                • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
                  A proposito : i T-Rex famelici , saranno mica femmine fattrici sottaciute ?
                  Beh, tecnicamente i T-Rex dei vari Jurassic Park sono sempre state femmine

                  Commenta


                  • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                    La Favorita di Yorgos Lanthimos

                    Ma le annate cinematografiche ormai vanno a tema? Sembra che ad un certo punto tutti si mettano a trattare le stesse tematiche, e l'ultimo festival di Venezia è l'esempio più lampante. Quale è stato il tema predominante? Il Femminile. Declinato anche in uno dei suoi aspetti cardine, ovvero il Materno.
                    Se Audiard nel suo - per me mediocre - The Sisters Brothers va cercando il Femminile nel Maschile, Lanthimos fa l'esatto contrario. Fortunatamente con risultati di molto superiori.
                    La Favorita indaga i concetti di Maschile e Femminile all'interno delle dinamiche di Potere. Lanthimos ci dice che queste dinamiche appartengono prettamente alla sfera del Maschile (per questioni prettamente culturali, ma non solo), e che le donne subiscono inconsciamente una deviazione mascolina nel perseguirle. La cosa interessante del film è che i personaggi - aldilà della natura biologica - diventano Maschili (costruzione culturale) o Femminili (nel senso più puro e profondo del termine) in base alla loro posizione nel triangolo del Potere(Colman - Weisz - Stone). Andando nello specifico:
                    Spoiler! Mostra
                    Analisi interessante però boh. Secondo me La favorita è il miglior film di Lanthimos proprio perché riesce finalmente a disincagliarsi dalle passate parabole intellettualistiche in cui i personaggi vagano come allegorie incarnate (di dinamiche sociali o psicoanalitiche) e si relazionano in un giochetto magari a tratti geniale ma a cui lo spettatore è costretto ad assistere senza che manco la sua intelligenza venga coinvolta. Grazie allo sceneggiatura qua finalmente c'è gente per cui provare empatia, si va al di là dei ruoli atarassici, si va al di là della storia e della metafora, c'è pure un minimo di respiro affabulatorio, anche se la schematicità del greco resta ed è il fondo limaccioso su cui la memoria "scivola"...
                    Ultima modifica di Bone Machine; 31 gennaio 19, 14:33.

                    Commenta


                    • Mah, secondo me quello di Gidan su The Favourite è pieno overreading. Non è un film che parla di donne alla scoperta del loro lato maschile nè trovo che la Colman e la Weisz interpretino personaggi mascolini o che la Stone abbracci lo stesso percorso per ottenere il potere di cui poi viene investita. Quello forse è Mary Queen of Scots.

                      Tra l’altro la migliore nel film per me è la Colman, seguita dalla Weisz (il personaggio che ne esce meglio) e infine la Stone.

                      Quanti titoli che hanno partecipato alle scorse edizioni di Venezia sono collocabili in un discorso sul femminile? Tanti. Non escludo che la commissione che ha fatto la selezione dei film in concorso abbia dato priorità a questa guida tematica, tuttavia penso che Lanthimos abbia semplicemente fatto un film con personaggi femminili scritti come dio comanda. Le dinamiche di potere e il rapporto tra i caratteri in gioco sono una prosecuzione di quanto aveva già detto in The Lobster (qui citato) e in Sacred Deer (c’entrano sempre gli animali), declinando le tematiche in base al genere che sceglie di esplorare. Finale potentissimo in vertiginosa triplice dissolvenza.
                      Ultima modifica di SE7EN; 31 gennaio 19, 14:42.

                      Commenta


                      • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                        Mah, secondo me quello di Gidan su The Favourite è pieno overreading. Non è un film che parla di donne alla scoperta del loro lato maschile nè trovo che la Colman e la Weisz interpretino personaggi mascolini o che la Stone abbracci lo stesso percorso per ottenere il potere di cui poi viene investita. Quello forse è Mary Queen of Scots.

                        Tra l’altro la migliore nel film per me è la Colman, seguita dalla Weisz (il personaggio che ne esce meglio) e infine la Stone.
                        Non ho detto che è un film che parla di donne "alla scoperta del loro lato maschile". Si tratta di un film di donne che agiscono all'interno di determinate dinamiche di potere prettamente maschili. Su tutto quello che fanno si avverte il peso del contesto politico-culturale, che è la cosa più interessante del film a mio parere. Per me non c'entra quasi niente col suo film precedente, mentre ha più punti in comune con The Lobster.
                        Su MyMovies c'è una recensione che in parte sposa la mia interpretazione del film:
                        https://www.mymovies.it/film/2018/la-favorita/

                        Poi si può benissimo non essere d'accordo, anche perché - come si dice - "la ragione è dei fessi".


                        Bone Machine ma su questo sono d'accordo anche io. Penso che Lanthimos debba continuare a lavorare su un'idea di cinema simile, a cavallo tra mainstream e cinema d'essai. In questo "compromesso" può davvero dire la sua, mentre credo - seppur sia ancora molto giovane - che nell'ambito prettamente d'autore abbia un po' il fiato corto. I personaggi de La Favorita infatti non sono delle allegorie incarnate, questo non significa che il film - aldilà della sua fruibilità - non possa avere una caratterizzazione psicologica di fondo complessa. C'è tanto cinema classico con dinamiche di gender sofisticate che lavorano sotto traccia. Riuscire a coniugare il lavoro di scavo sui significati con una messa in scena ed una scrittura godibili è segno di maturità a mio avviso.
                        Ultima modifica di Gidan 89; 31 gennaio 19, 16:01.
                        https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

                        Commenta


                        • La recensione di Mymovies parte dall'assunto che il film denunci "la condizione della donna in un mondo rigidamente patriarcale" e rimane tale, non viene sviluppato, non viene aggiunto dell'altro, resta un input di riflessione basato sul fatto ovvio e acclarato che la Storia sia stata fatta dagli uomini, ma io non credo che questo fosse il punto di Lanthimos, che per me voleva semplicemente fare un film dove gli uomini non contano nulla e le donne sono quelle che gestiscono il potere. In questo aspetto fondamentale dell'opera certa critica potrebbe vederci il film "femminista" ma sarebbe una banalizzazione. Può essere considerato "femminista" per un motivo solo, perché cerca di mettere in scena, anche accantonando l'attendibilità storica in certi frangenti, la rara circostanza che prevede solo figure femminili al comando, e quando dico "comando" intendo di tutto, soprattutto al comando del racconto, avendo ruoli importanti grazie ai quali guidano una narrazione character driven, che si orienta sulle loro decisioni e il percorso che scelgono di intraprendere o di far intraprendere agli altri personaggi.

                          In comune con Sacred Deer ha il nucleo del conflitto, ovvero la contingenza di trovarsi a dover difendere una posizione di privilegio, per amore o egoismo, pagando un alto prezzo, magari il sacrificio di una parte di sé o della propria famiglia. C'entrano sempre gli animali come leva di paragone e metafora degli esseri umani, ingabbiati come bestie in una situazione quasi kafkiana e costretti a reagire per istinto di sopravvivenza.
                          Ultima modifica di SE7EN; 31 gennaio 19, 16:51.

                          Commenta


                          • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio

                            Secondo me La favorita è il miglior film di Lanthimos proprio perché riesce finalmente a disincagliarsi dalle passate parabole intellettualistiche in cui i personaggi vagano come allegorie incarnate (di dinamiche sociali o psicoanalitiche) e si relazionano in un giochetto magari a tratti geniale ma a cui lo spettatore è costretto ad assistere senza che manco la sua intelligenza venga coinvolta. Grazie allo sceneggiatura qua finalmente c'è gente per cui provare empatia, si va al di là dei ruoli atarassici, si va al di là della storia e della metafora, c'è pure un minimo di respiro affabulatorio, anche se la schematicità del greco resta ed è il fondo limaccioso su cui la memoria "scivola"...
                            La penso allo stesso modo.
                            Vuoi per l'opulenza visiva, vuoi per la sceneggiatura (altrui, leggo) sin troppo brillante, vuoi per la sua "commercialità" con annessa possibilità di empatizzare con figure non rigidamente e pedantemente metaforiche, è l'unico film di Lanthimos che ho visto fino alla fine con (moderato) piacere e interesse.

                            Più che le dinamiche triangolari mi ha colpito il modo in cui è girato, ossia con queste immagini tutte a fuoco (il bisogno di tenere tutto sotto controllo che ossessiona il cortigiano, la circolarità del suo eterno circoscritto passeggiare?) e il grandangolo che qua e là distorce pure i tronchi delle querce secolari. E' come se guardassimo a una caricatura alla Hogart attraverso una lente d'ingrandimento che magnifica e deforma certe umane brutture, accentuando allucinatoriamente il senso di grottesca mascherata d'epoca (ceroni, parrucconi, abitoni).
                            Per il resto boh, il gusto caricatural/sarcastico l'ho trovato troppo pesante (emblematica la scena in cui il nostro inquadra in ralenti bocche deformi che sbevazzano e sghignazzano, quadretto che ha la sottigliezza di un quarto di bue), e il plot alla lunga (anzi, alla breve) prolisso e tendente a riproporre sempre le stesse dinamiche conflittuali. Pare quasi di esser finiti in una versione d'epoca di Mean Girls girata dall'operatore di Barry Lyndon dopo una pesante sessione di acidi - manca solo la lotta nel fango.

                            Insomma, per certi versi lo definirei un bello spettacolone da festival che comunque mi ha smosso poco. Concordo sulla forza della scena finale.
                            Ultima modifica di papermoon; 31 gennaio 19, 19:35.

                            Commenta


                            • SE7EN sono d'accordo con te sul concetto di "femminista". Per il resto:

                              Spoiler! Mostra
                              https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

                              Commenta


                              • Che poi, il film sarà pure femminista e femminicentrico con uomini coglioni e grotteschi ma tirando le somme l'unico a spuntarla senza compromettersi con la sovrana è il personaggio interpretato da Hoult, Robert Harley, aizzando da autentico politico le due favorite una contro l'altra, facendone emergere le emblematiche vulnerabilità. Mi vengono in mente le "donne" di Greenaway, tipo nei Giardini di Compton House, madre e figlia, quelle sì che sono toste e spaccano culi di maschio senza scomporsi. E assolutamente non rappresentano femmine mascolinizzate...
                                Ultima modifica di Bone Machine; 31 gennaio 19, 19:08.

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X