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  • A me Moonlight piacque un sacco se devo dire il vero
    Meglio di LaLaLand non saprei dirvi, ma aveva il suo.

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    • Moonlight una delle bufale più grandi che abbia mai visto. Tanti elogi (per la critica USA è uno dei più bei film della storia del cinema), ma vale tanto poco, non a caso ha vinto l'oscar.
      È dire che qualcuno ha parlato da qualche parte anche di "Santificazione del sottoproletario di Pasoliniama menoria"... mah.

      100 volte meglio sarebbe stato premiare quel filmetto di Chazelle, che per quanto modesto, è rimasto nella memoria del pubblico.

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      • Esagerato. Non passerà alla storia del cinema e probabilmente non meritava di vincere l' Oscar ma nel suo piccolo è un buon film. Non fosse stato così sovraesposto e sopravvalutato attirerebbe meno antipatie. 6,5



        Green Book l' ho trovato discreto, anche in questo caso l' accanimento di alcuni non lo condivido. Un onesto, patinato, ruffiano prodotto medio hollywoodiano. Va da sé che se questa storia fosse finita nelle mani di un Clint Eastwood ne sarebbe uscito un filmone. 6,5
        Ultima modifica di mr.fred; 09 febbraio 19, 11:36.

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        • Condivido il giudizio su Green Book. Discreto film divertente che intrattiene durante le sue due ore. Il soggetto avrebbe meritato mani migliori, l'unica scena registicamente bella è il campo e controcampo quando Mahershala Alì vede gli agricoltori di colore. In pochissime inquadrature, riassunta una sorta di evoluzione del popolo afroamericano.... per quanto semplicistica certo.

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          • Secondo me il film va più che bene così, Farrelly ha fatto un buon lavoro. Gli attori sono bravissimi, ed il merito, come sempre, è anche del regista che ha saputo dirigerli. Green Book ricorda molto la nostra commedia all'italiana. Dramma e commedia sono ben bilanciati, la sceneggiatura è da manuale. Un bell'esempio di cinema "popolare" di qualità.
            https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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            • Sì è un film discreto ma per quelli che sono i miei gusti oggi sin troppo lezioso, fosse stato un po' più asciutto e meno di maniera lo avrei preferito.

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              • 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard

                E' un film curioso, nel senso che mi sono trovato più volte sul punto di liquidarlo come un pasticcio, come un tentativo fallito di omaggio (rivisitazione) a Tarantino (da Hateful Eight per finire in quello delle Iene), ma alla fine penso che lo sia (fallito), ma così facendo ha trovato una sua strada che per quanto derivativa sia in qualche modo lascia il segno soprattutto nei miei ricordi. Un occasione gli va data, ma probabilmente due no. Insomma così e così, ma con dei bei momenti. Tipo le uccisioni, alcuni personaggi (Cynthia e Hemswoth), alcune trovate carine come la voce di lei che diventa una potente colonna sonora, l'hotel sul confine, anche se in fondo mi è parso il tutto pretestuoso o comunque non sviluppato come avrebbe dovuto. Ci sono delle buone cose, ma altre sono abbozzate o in qualche caso fine a se stesse. Ha una quadra, ma non così convincente. E se la prende pure comoda (2h20!).

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                • The Queen

                  La Mirren è bravissima nel ruolo di una regina tormentata, alle prese con un funerale indesiderato per ragioni estranee alla sfera affettiva ma emotivamente altrettanto devastanti, così come Michael Sheen che incarna una teoria ardita che vuole un Blair che in Elisabetta rivive il rapporto con la propria madre. Dopodiché c’è la questione tecnica e ragazzi, dispiace vedere Stephen Frears girare manco fosse una fiction nostrana.

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                  • Ho visto il "remake" di Suspiria. Ormai è chiaro che Guadagnino è una persona molto colta e ha dei gusti parecchio vintage ed eleganti, e sapendoci fare come regista questo si riflette nei suoi film. E in effetti qui la confezione è molto bella, dalla fotografia e ai colori fino al montaggio. Quelle stesse qualità che ho elencato non è raro però che portino all'autocompiacimento e a soluzioni troppo cerebrali, anche quando non ce ne è bisogno o il film sembrerebbe andare in altre direzioni. Non fingo di aver compreso ogni cosa però la "lotta" tra i due schieramenti e ciò che questo probabilmente simboleggia (visto anche il contesto storico in cui è ambientato il film) è interessante. Non mi ha dato fastidio che questo Suspiria non fosse propriamente horror (così come invece ho apprezzato la sterzata finale nei toni), apprezzo quando si cerca più che altro di trovare un senso di inquietudine, ma mi domando... era necessario che questo film si chiamasse "Suspiria"? Alla fin fine dell'opera originale resta la scuola di danza e la mitologia, a questo punto non avrebbe portato più lustro a Guadagnino ispirarsi ad Argento ma in modo più vago (come Sorrentino ha guardato a Fellini per La Grande Bellezza) per poi creare invece una mitologia più personale e che potesse diventare iconica a sua volta?
                    In ogni caso parliamo di un film a mio parere riuscito, che ha un'identità anche nelle sue imperfezioni.

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                    • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
                      OT Maddux da che anime è preso il tuo banner?
                      "È tutto molto complicato...". "Il Contesto è importante!".
                      "È tutto perfetto nel passato. Tranne come ci ha portato al presente."

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                      • grazie mille

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                        • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                          Ho visto il "remake" di Suspiria. Ormai è chiaro che Guadagnino è una persona molto colta e ha dei gusti parecchio vintage ed eleganti, e sapendoci fare come regista questo si riflette nei suoi film. E in effetti qui la confezione è molto bella, dalla fotografia e ai colori fino al montaggio. Quelle stesse qualità che ho elencato non è raro però che portino all'autocompiacimento e a soluzioni troppo cerebrali, anche quando non ce ne è bisogno o il film sembrerebbe andare in altre direzioni. Non fingo di aver compreso ogni cosa però la "lotta" tra i due schieramenti e ciò che questo probabilmente simboleggia (visto anche il contesto storico in cui è ambientato il film) è interessante. Non mi ha dato fastidio che questo Suspiria non fosse propriamente horror (così come invece ho apprezzato la sterzata finale nei toni), apprezzo quando si cerca più che altro di trovare un senso di inquietudine, ma mi domando... era necessario che questo film si chiamasse "Suspiria"? Alla fin fine dell'opera originale resta la scuola di danza e la mitologia, a questo punto non avrebbe portato più lustro a Guadagnino ispirarsi ad Argento ma in modo più vago (come Sorrentino ha guardato a Fellini per La Grande Bellezza) per poi creare invece una mitologia più personale e che potesse diventare iconica a sua volta?
                          In ogni caso parliamo di un film a mio parere riuscito, che ha un'identità anche nelle sue imperfezioni.
                          Il film è criticabile ed elelogiabile allo stesso tempo, tanto che a secondo del momento in cui ci ripenso, lo sento in maniera diversa (comunque mi è piaciuto!). Se le sue criticità sono state sviscirate in lungo e in largo, è un film che mi è caro, ma hai colto un aspetto molto interessante e cioè avrebbe potuto non essere Suspiria, cioè riutilizzare la quella mitologia è giocaserla su un terreno "neutro". Togliere il peso dell'eredità di Argento lo avrebbe aiutato, forse anche a livello di scrittura, dove i vari piani narrativi qualche problema di troppo lo creano...ecco perchè spero in un sequel, in modo da potersi affrancare (un minimo) dal confronto diretto e allo stesso tempo dare forza alle proprie idee (ecco magari al prossimo giro sarei un pò meno pretenzioso e ci metterei un pò più di energia, come in Chiamami con il tuo Nome).

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                          • Originariamente inviato da loStraniero Visualizza il messaggio

                            Il film è criticabile ed elelogiabile allo stesso tempo, tanto che a secondo del momento in cui ci ripenso, lo sento in maniera diversa (comunque mi è piaciuto!). Se le sue criticità sono state sviscirate in lungo e in largo, è un film che mi è caro, ma hai colto un aspetto molto interessante e cioè avrebbe potuto non essere Suspiria, cioè riutilizzare la quella mitologia è giocaserla su un terreno "neutro". Togliere il peso dell'eredità di Argento lo avrebbe aiutato, forse anche a livello di scrittura, dove i vari piani narrativi qualche problema di troppo lo creano...ecco perchè spero in un sequel, in modo da potersi affrancare (un minimo) dal confronto diretto e allo stesso tempo dare forza alle proprie idee (ecco magari al prossimo giro sarei un pò meno pretenzioso e ci metterei un pò più di energia, come in Chiamami con il tuo Nome).
                            C'è però da dire che Guadagnino nei suoi ultimi film è sempre partito da un qualcosa di già esistente: da La Piscina per A Bigger Splash, al romanzo omonimo per Call Me By Your Name e ora Suspiria. Magari è uno che si trova a suo agio nel rivisitare in modo personale le proprie ispirazioni, senza la voglia di "remixarle" in qualcosa di totalmente originale.

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                            • Ho visto L'Uccello dalle Piume di Cristallo e mi è piaciuto molto. Era stato Gidan 89 a riportare qui le sue analisi in chiave psicanalitica dei film di Argento?

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                              • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                                Ho visto L'Uccello dalle Piume di Cristallo e mi è piaciuto molto. Era stato Gidan 89 a riportare qui le sue analisi in chiave psicanalitica dei film di Argento?
                                Non ricordo se ho mai parlato de L'Uccello dalle Piume di Cristallo. Comunque sì, l'ho analizzato nel mio libro (a chi interessasse si intitola Dario Argento: il cinema e il suo doppio. Lo trovate su Amazon e Kindle, il link diretto è nella mia firma). Se ti va di avere un confronto gratuito chiedi pure
                                Ultima modifica di Gidan 89; 15 febbraio 19, 12:11.
                                https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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