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  • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
    Io qualche giorno fa mi son visto Loving Vincent, che purtroppo avevo perso al cinema. Sarà anche il fatto d'esser appassionato della figura artistica di Vincent Van Gogh, comunque sia il film mi è piaciuto molto. Ovviamente il lato visivo lascia sbalorditi (con il buon contrasto dato dal bianco e nero delle parti in flashback) con i rimandi alla tavolozza e allo stile del pittore olandese, con tanto di citazioni ad alcuni suoi celebri dipinti. Non oso immaginare il lavoro di dipingere tutte quelle inquadrature. Sono rimasto anche sorpreso nel ritrovare le sembianze degli attori nei personaggi del film attraverso il rotoscope: io pensavo si fossero prestati solo come doppiatori! Ho apprezzato pure l'impianto della sceneggiatura volto a scavare in quegli ultimi giorni del pittore e ai suoi legami con gli abitanti di Auvers-sur-Oise, con quell'aria di mistero che dà un tocco interessante al film, il quale si mantiene più prudente rispetto alla parte finale del più recente film di Julian Schnabel. Non mi son dispiaciute neanche le musiche di Clint Mansell.
    film bellissimo, una sorta di Quarto Potere su Van Gogh

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    • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio

      film bellissimo, una sorta di Quarto Potere su Van Gogh
      Diversamente oggi ho visto: Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità - Julian Schnabel

      Avrei voluto un film di 4 ore con solo Vincent a vagare per le campagne di Arles stralunato ed illuminato, ma in realtà c'è anche altro. Dei bei dialoghi dove le cose dette, in alcuni casi, sono un di più, ma anche così ho provato affetto ed empatia per questo film che mette al centro della scena un Vincent respinto. Bravo Defoe, ma anche gli altri se la cavano. C'è un pochino troppa linearità, ma nel complesso, malgrado tutto, mi è piaciuto, un Van Gogh in chiave ascetica. Come se fosse il Vicent del futuro che parla agli uomini del suo tempo che non lo comprendono e a pensarci bene questo è il guizzo di questo film, una chiave di lettura inedita (che non mostra volutamente la follia e fa leva più sullo spirtuale/concettuale.). Avrei voluto un pò più di sporcizia, ma ripeto, per me è molto buono. Mi avete ricordato di Loving Vincent e a questo punto recupero anche quello.
      Ultima modifica di loStraniero; 04 maggio 19, 22:32.

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      • Ho visto Love is strange e Little men di Ira Sachs (sempre in preparazione a Cannes 2019)... che dire? Mi sono piaciuti veramente tanto... per la delicatezza del tocco, la capacità di restituire con verità certe situazioni, certe dinamiche (familiari)... Non è la solita roba indipendente, da Sundance, Sachs è un autore vero, ha un suo sguardo, un suo stile... sono molto contento che Fremaux abbia deciso di metterlo in concorso... (e teniamolo anche d'occhio... Frankie, con la Huppert protagonista, potrebbe essere un film da Palma d'oro).
        Ultima modifica di Fish_seeks_water; 05 maggio 19, 16:48.

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        • Mektoub, My Love: Canto Uno - Abdellatif Kechiche

          E' stato già detto molto, se non tutto. Da un lato c'è l'artista (Amin) che contempla estasiato le sue creature, mentre quelle danzano e vivono in un estate in controluce. Inzia con l'atto carnale, per poi lasciare correre il desiderio di corpi di vita, di luce, di possesso. Sarà molto interessante capire se il proseguio si allontanerà di quei giorni e magari li racconterà nelle chiacchere dei personaggi invecchiati anche di poco. Ed è comunque davvero un piacere ascoltare quei dialoghi che, come in Cous Cous, funzionano con fluidità sorprendente...e così ho voluto ripescare un film che in qualche modo ricorda questo...

          Il Raggio Verde - Éric Rohmer

          Vince nel 1986 il leone D'oro a Venezia e devo dire che il premio è a dir poco meritato. Buona parte del film passa nell'incredibile recitazione di Marie Rivière (si è occupata assieme a Rohmer della sceneggiatura) che da vita ad un personaggio maledettemente vivo e perfetto, sia nei gesti (sempre misurati) che nelle parole.Dimenticavo il soggetto è piuttosto semplice: Delphine perde poco prima di partire per le vacanza la sua amica e proverà a rifarsi in altre mete facendo ovviamente incontri sul suo cammino. C'è una seconda lettura che corre lungo il racconto, quella del turismo frenetico, d'assalo, ma onestamente è più interessante scrutare il pensiero di Delphine per cui è facile provare empatia e rigetto allo stesso tempo. Invece la costruzione poetica di Romer che cita Verne è davvero mirabile. Il film è il quinto del ciclo delle Commedie e Proverbie e in qualche modo proverò a cercare gli altri.

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          • Ho visto Intervento divino di Elia Suleiman... bello, molto. E' un film che racconta il conflitto israelo-palestinese (il regista è arabo ma vive in Israele) ma utilizzando, insolitamente, i toni della commedia surreale e grottesca. La narrazione è frammentaria e procede per gag, lasciando il dramma, il dolore sullo sfondo (o tra le righe). Elia Suleiman, qui anche attore, è una specie di Buster Keaton, un osservatore muto e impassibile delle cose che accadono, della quotidianità grottesca e folle e violenta di chi, palestinese, vive in quei territori.
            E' un cinema che non saprei a chi apparentare... ho pensato a Roy Andersson (anche se lì il discorso è esistenziale non politico) e Kaurismaki. Ad ogni modo, proverò a recuperare altro di lui (Il tempo che ci rimane, ad esempio) in attesa di vedere come verrà accolto, tra una settimana a Cannes, il suo nuovo film.

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            • Ted Bundy - Fascino criminale

              Sarà che amo le vicende dei serial killer e che quella di Ted Bundy è tra le più iconiche nel suo essere incistata nelle carni dell'America, mi è piaciuto pochissimo il taglio che è stato dato a questo film, di fatto un prodotto concepito unicamente per la carriera di Efron. Non ci sono spazio (Stati Uniti), tempo (gli anni '70 e '80) , vittime, ambiguità di sorta, le vicende familiari che tanto ebbero peso nello sviluppo della sua psiche malata, financo dettagli banali (cosa fa dopo essere evaso? come si organizza? boh). C'è solo questo personaggio cool e generoso e la sua storia d'amore vera, sincera, per una patetica ragazza che ogni volta che compare uccide, lei sì, una volta di più il film. Mi sorprende che un documentarista attento come Berlinger se ne sia uscito con questa tesi improponibile secondo cui in Bundy ci fosse un lato straordinariamente positivo e uno negativo che sceglie di fatto di non mostrare mai: non esiste un solo serial killer così, proprio per definizione, essendo individui freddi e dediti alla manipolazione. Lo stesso Bundy brillante avvocato di se stesso è un falso clamoroso, in realtà fu abbastanza goffo durante il processo e il famoso litigio con il giudice che gli intimava di non sventolargli il dito davanti avvenne al culmine della frustrazione da parte di questo narcisista che più passava il tempo più si mostrava per quello che era, fondamentalmente un coglione. Ecco, a chi fosse interessato consiglio di leggere il libro di Ann Rule, quello sì opera non tanto completa (non si pretendeva questo dal film, ci mancherebbe) quanto assolutamente credibile e dettagliata nel presentare un individuo certamente interessante ma con una propensione alla mediocrità anche nella vita comune che evidentemente era inaccettabile per Efron, un Bundy totalmente fallace.
              Ultima modifica di Massi; 10 maggio 19, 13:11.

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              • "Si gira a Manhattan": Se amate "Boris" dovete recuperare assolutamente questo piccolo gioiellino. Un film semplice che scalda il cuore e che mostra tutto quello che si può creare con una sola location, un film degno del miglior tarantino, sia per i dialoghi brillanti, sia per i personaggi (sgangherata trooupe) che entrano subito nel cuore dello spettatore

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                • Ho paura per il film su Bundy, ma andrò a vederlo comunque.
                  Ho letto il libro di Ann Rule e consiglio il documentario in 4 puntate disponibile su Netflix per gli amanti di queste vicende.

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                  • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio
                    consiglio il documentario in 4 puntate disponibile su Netflix per gli amanti di queste vicende.
                    Ma è in italiano?

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                    • Sottotitolato.
                      Screenshot_2019-05-10-14-38-54-1.png

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                      • Non male il documentario, però 4 ore sono davvero troppe.

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                        • Ragazzi, esistono 3 versioni de L'ultimo dei Mohicani di Mann. Quale mi consigliate?


                          Intanto ho visto Glass di Shyamalan

                          SPOILER. Purtroppo è un film poco riuscito, ma che mi sento di salvare per il trasporto emotivo e le buone intenzioni; come spesso capita nell'episodio finale di una saga/trilogia, esso vive su quanto di buono costruito nei capitoli precedenti (e per me Split e Unbreakable sono bellissimi).
                          Il primo problema è la poca carne al fuoco, con la prima ora che è un riassunto e la presenza di alcune scene ridondanti. Il secondo e per me più grave problema è il contesto poco credibile. In Unbreakable tutto il contorno era credibile, realistico, medio-mediocre; per questo eravamo scettici, curiosi e poi meravigliati dalla scoperta dei poteri di Dunn, che era anche una scoperta di sè, del proprio posto nel mondo, e della fiducia in se stessi. In Glass invece le capacità leggermente sovrumane dei protagonisti sono la cosa più semplice da credere a fronte di organizzazioni segrete con tatuaggi riconoscitivi ed obiettivi fumosi (idea ridicola e che spunta fuori dal nulla), e tutta una serie di altre piccole cose, depotenziando enormemente il messaggio alla base del film e rischiando di far scivolare tutto nel ridicolo. Oltre che dannosa è pure un'aggiunta inutile: si sarebbe potuto benissimo uccidere Dunn e Kevin in altri modi, realistici, senza queste complicazioni.
                          Le musiche sono anonime (se non quando ritorna il tema di Unbreakable) e certe inquadrature iper-ravvicinate durante i combattimenti per nascondere i limiti di budget sono brutte. Gli attori danno una grande prestazione, tutti.
                          Ultima modifica di Cooper96; 11 maggio 19, 15:03.
                          Spoiler! Mostra

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                          • Ho provato a riguardare il primo Avengers e devo dire che è una roba desolante per come è invecchiato male, il montaggio presenta degli stacchi imbarazzanti e gli effetti speciali sono a tratti proprio brutti. Veramente siamo dalle parti di una serie tv più che del cinema come lo conosciamo, ho idea che tutta la baracca verrà polverizzata dal fattore tempo.

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                            • quali sarebbero le scene con gli stacchi che ti hanno fatto venire la pelle d'oca? Io, mentre riguardavo delle clip su youtube sono rimasto sconcertato dal respiro "televisivo"

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                              • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
                                quali sarebbero le scene con gli stacchi che ti hanno fatto venire la pelle d'oca? Io, mentre riguardavo delle clip su youtube sono rimasto sconcertato dal respiro "televisivo"
                                Mi viene in mente la lotta tra Thor e Loki, una cosa molto brutta. Sì, è roba estremamente televisiva, poco da fare.

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