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Glass (M. Night Shyamalan)

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  • Piccola riflessione ispirata dal film:
    Spesso la nostra realtà è un immagine mentale che ci creiamo della realtà, e finchè la realtà è in grado di sostenerla va tutto bene.Ma capita che questo non sia possibile, che il nostro universo sia inconciliabile con tutto ciò che dovrebbe essere. E possiamo collassare sotto le sue macerie. O possiamo uscire fuori da esso e scoprire un mondo diverso al di là degli schemi. Solitamente è il dolore a fare da detonatore. Ma esistono anche le visioni dell'oltre di uomini ispirati. Ma la chiave a cui tutti possiamo attingere, senza aspettare tragedie personali o intuizioni altrui adatte a portarci nella luce, è l'Amore, che è lo specchio supremo.

    "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
    The Smiths - I KNOW IT'S OVER

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    • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
      Piccola riflessione ispirata dal film:
      Spesso la nostra realtà è un immagine mentale che ci creiamo della realtà, e finchè la realtà è in grado di sostenerla va tutto bene.Ma capita che questo non sia possibile, che il nostro universo sia inconciliabile con tutto ciò che dovrebbe essere. E possiamo collassare sotto le sue macerie. O possiamo uscire fuori da esso e scoprire un mondo diverso al di là degli schemi. Solitamente è il dolore a fare da detonatore. Ma esistono anche le visioni dell'oltre di uomini ispirati. Ma la chiave a cui tutti possiamo attingere, senza aspettare tragedie personali o intuizioni altrui adatte a portarci nella luce, è l'Amore, che è lo specchio supremo.
      E' più o meno ciò che Shyamalan pensa della vita.
      Lady in the Water è forse il film che più lo rispecchiava, in tal senso.
      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
        Lasciamo perdere le ipotesi alternative che non c'ho voglia e già si fatica a parlare del film così com'è.
        Spoiler! Mostra
        Boh, a me viene facile parlare di un film così limpido nelle sue intenzioni e mi sembra di capire bene il punto di Shyamalan. È per questo che ho ben in mente quale percorso avrebbe dovuto intraprendere per arrivare alla sua destinazione ma senza incespicare e complicarsi la vita inutilmente.
        Ultima risposta prima del divorzio, causa differenze inconciliabili. SPOILER a seguire.

        Guarda che ho ben presente gli sguardi in macchina, la regia e il suo intento. Ma rimane appunto al livello di INTENTO, non essendo adeguatamente supportata dalla scrittura, problematica per svariati motivi che non ho voglia di ripetere. Da spettatore pensante convengo che il contenuto non sia all’altezza della forma, essendo condizionato da una premessa che è sbagliata in partenza. Per quanto mi riguarda Glass non ha scosso proprio niente, nè me che non ho mai dubitato nè gli altri due vicini di cella, tant’è che vedi la Bestia all’opera ben prima che il capellone in carrozzella lanci l’esca a David Dunn per uscire. Se la Bestia esiste e ha una forza sovrumana allora anche David è invulnerabile e sensitivo, per logica. Ripeto, il personaggio della Paulson non ha senso. Non ho detto che la manipolazione di Glass sia un difetto, il problema vero è che gli altri due protagonisti manipolati siano pedine banalizzate fino a ridursi a archetipi bidimensionali (mono dimensionale nel caso di Bruce Willis).

        L’idea che gli antagonisti siano normali apre una via, che implica tutte le banalità stra-dette e trite sulla repressione che hai elencato (non perché sei tu, è il film che sceglie la strada peggiore per concludersi), mentre l’idea opposta apre strade ben più succulente che circoscrivono il conflitto a questi superumani, i cattivi (sempre convinti di agire in buona fede) che vogliono il contenimento e i buoni che sono guidati da un istinto comune a tutti, la libertà. Al centro di tutto Glass, che vuole dimostrare al mondo che i supereroi esistono, allo stesso modo di come l’Orda nel finale di Split volesse provare a tutti che la Bestia era reale. L’alleanza basata su questo intento comune era già scritta ma non viene mai sfruttata, facci caso. Pedine bidimensionali, again.

        Tra l’altro più ci penso e più l’idea che “ci può essere un supereroe dentro di noi” mi sembra una paraculata allucinante, perché il piano di Glass era semplicemente dimostrare al mondo che i supereroi esistono, fine. È sua madre che - nella bruttina scena finale in stazione che somiglia allo spot di una compagnia telefonica - fa un blando retcon riconvertendo il piano del figlio in un fenomeno virale per “ispirare” altre persone a scoprire il potenziale interiore. Il talento di Glass, per sua stessa ammessa auto-consacrazione, è creare supertizi, ma lui lo fa attraverso il dolore, non andando in giro con lo smartphone a far vedere gente che si arrampica sui muri e piega le sbarre d’acciaio. Sir Dan FortesqueAtlantide sbaglio o è come dico?

        E tutto ciò mi fa venire in mente il finale di The Last Jedi che è l’omaggio e il ringraziamento ultimo ai fan, per la serie “chiunque può usare la forza, anche tu” e qui mi immagino lo zio Sam con l’indice puntato. Che poi, forse forzando il collegamento, è lo stesso discorso di Ready Player One “grazie per aver giocato al mio gioco” (un’altra classe poetica eh) che ricorda tornando indietro di 25 anni il “grazie per aver creduto” di Peter Banning. Solo una riflessione.

        Che sia coerente coi temi Shyamalaniani è vero, ma commette il grave errore di cercare di convincermi che dei supertizi siano normali dopo che in due film hai fatto l’opposto e SOPRATTUTTO dopo che all’inizio del film li hai visti menare le mani come due fabbri. E lo fa buttando via mezzo running time finché non si rende conto che la storia sta girando a vuoto. No no, nonsense nonsense.
        Ultima modifica di SE7EN; 29 gennaio 19, 23:53.

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        • SPOILER
          Io non credo che Shyamalan volesse convincere lo spettatore a dubitare delle capacità straordinarie dei protagonisti. Quella strada era già stata percorsa e conclusa in Split. L'idea che la Bestia cammini sui muri perché è un bravo climber è semplicemente ridicola, e ci mostra una falsa dottoressa che si arrampica lei sì sugli specchi. Quello che vuole mostrarci è il bisogno dell'uomo di cercare sicurezza, e i diversi percorsi per farlo (manipolazione compresa).
          E di come a volte siamo disposti a dubitare, a strapparci parti di noi stessi a morsi, creando identità queste sì davvero false, pur di trovare posto all'interno della realtà mentale che in quel momento sembra essere più rassicurante, anche se terribile.
          Ma se riesci a fare lo scatto mentale, se riesci a porti fuori e ad osservare, scopri una realtà infinitamente più grande.
          Non è che siamo davvero tutti supereroi, siamo semplicemente infinite possibilità.
          Ultima modifica di violaverde; 30 gennaio 19, 11:04.

          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
          The Smiths - I KNOW IT'S OVER

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          • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Io non credo che Shyamalan volesse convincere lo spettatore a dubitare delle capacità straordinarie dei protagonisti. Quella strada era già stata percorsa e conclusa in Split. L'idea che la Bestia cammini sui muri perché è un bravo climber è semplicemente ridicola, e ci mostra una falsa dottoressa che si arrampica lei sì sugli specchi. Quello che vuole mostrarci è il bisogno dell'uomo di cercare sicurezza, e i diversi percorsi per farlo (manipolazione compresa).
            E di come a volte siamo disposti a dubitare, a strapparci parti di noi stessi a morsi, creando identità queste sì davvero false, pur di trovare posto all'interno della realtà mentale che in quel momento sembra essere più rassicurante, anche se terribile.
            Ma se riesci a fare lo scatto mentale, se riesci a porti fuori e ad osservare, scopri una realtà infinitamente più grande.
            Non è che siamo davvero tutti supereroi, siamo semplicemente infinite possibilità.
            Sì, concordo.
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Molto interessante questa dichiarazione di Shyamalan:

              "Il pubblico adesso ha bisogno di una familiarità, in modo molto specifico. Negli anni Novanta non ne avevamo bisogno, a stento riuscivi a fare un sequel. Ma adesso sono tutti sequel o reboot. E' una cosa culturale. Le persone vogliono il legame, vogliono sentirsi al sicuro. Vogliono sapere cosa aspettarsi. Inquadrare bene qualcosa è molto importante per loro in questo momento. Forse le cose cambieranno, torneremo ai film originali. E i comic book sono storie che parlano del potere di persone normali che ci salvano, che diventano dei tra di noi. Cosa c'è di più intrigante? E' una cosa che tocco silenziosamente nel film: queste storie sono l'opposto di quello che i poteri lontani da noi ci raccontano. E chiaramente questo esercita un grande fascino oggi sulla gente."

              Letterboxd

              Recensioni sul blog:
              Alien: Covenant - La mummia - Spider-man: Homecoming

              Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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              • Rispondo un pò in ritardo, postando considerazioni sparse agli ultimi commenti.

                Neanche io credo che lo sceneggiatore volesse che il pubblico dubitasse dell'esistenza o meno dei poteri. Noi sappiamo che i poteri sono reali, come lo sapevamo già in Umbreakable, come sapevamo che il bambino del sesto senso non era matto, come sapevamo che gli alieni in Signs erano veri, etc etc. Eppure in ognuno di questi film, metà del primo tempo è rivolto verso i personaggi che cercano spiegazioni logiche per eventi implausibili.
                Oggi siamo troppo ossessionati dal concetto di colpo di scena per ricordarci del concetto di "colpo di teatro", ossia un elemento che porta la trama in una direzione diversa. Il punto non è se noi arriveremo a dubitare dei poteri, ma se i personaggi ne dubiteranno. E non solo il trio di protagonisti, ma anche i loro sidekick. A noi interessa il rapporto tra padre e figlio o tra Ken e la ragazza, interessa sapere se l'unico legame affettivo che queste persone hanno verrà meno per via di queste convinzioni. E se il figlio di Willis avesse rinfacciato al padre che, per anni, hanno creduto ad una menzogna facendo del male a degli innocenti? Se il potere "premonitore" di Willis viene messo in discussione, allora tutte le punizioni fisiche che lui ha inflitto si basavano sul nulla e lui sarebbe stato per anni un vandalo inconsapevole.
                Questa scelta di sceneggiatura non solo è valida, e arricchisce il rapporto tra personaggi, ma è perfettamente coerente con quanto accade nella filmografia del regista.
                Oltretutto il tema di tutto il film non è più nè il superomismo nè il modo con cui il mondo esterno ci influenza (temi di Umbreakable e Split), ma il concetto di fede (altro tema ricorrente nelle opere del regista). I personaggi di Split operano seguendo una gerarchia religiosa di cui iniziano a dubitare, i personaggi che vediamo a fine film agiscono secondo una loro "fede", Willis deve tornare ad avere "fede" in se stesso, Mr. Glass crede nei fumetti al punto da usarli per spiegare il mondo, etc etc.

                Spoiler! Mostra
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                Spoiler! Mostra

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                • Che lo sceneggiatore, cioè Shyamalan stesso, volesse far dubitare il pubblico dell'esistenza dei superpoteri è del tutto irrilevante alla luce del fatto che il film butta letteralmente via i primi 70-75 minuti girando a vuoto, prima di partire, per convincere i personaggi che non sono speciali, senza farli tentennare per DAVVERO e senza riuscire a creare una situazione dove questi protagonisti si mettano in discussione seriamente. Non è accettabile una cosa del genere dopo che in due film, non uno ma DUE film, ha fatto l'opposto, ovvero convincere il pubblico che persone normali fossero in realtà speciali. E non è accettabile che in Glass si ritorni ANCORA sul concetto di fede quando era già stato affrontato con successo e con il dovuto approfondimento in Unbreakable. Mi spiace ma lo script di questo film non solo non funziona e non sta in piedi, ma espone anche le proprie tematiche in una struttura forzata e conveniente, riciclandosi in una forma decisamente meno creativa.

                  Spoiler! Mostra
                  Ultima modifica di SE7EN; 01 febbraio 19, 17:24.

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                  • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                    Molto interessante questa dichiarazione di Shyamalan:
                    E' più o meno il genere di idee che mi ronzavano in capo a visione ultimata.
                    Se vogliamo Glass è un film in cui i supereroi non esistono, se non come metafore e rappresentazioni cinematografiche (in tale forma, infatti, arrivano alla gente alla fine), il "supereroe" sei tu, la persona normale.

                    Grazie a Dio il nostro è guarito presto e bene dalla follia dei blockbuster, tra l'altro ho letto l'altro giorno che il film se lo è pagato da solo.

                    E a proposito: quella sul Dunn troppo passivo è l'unica obiezione che posso capire, anche se si tratta in fondo di un personaggio di per sè riluttante cui il superomismo pesa da sempre, per cui non la vedo così strana che si lasci demotivare e deprimere un po', prima di riprendersi.
                    Shyamalan tra l'altro ci dice pure che gli è morta la moglie, ad aggiungere depressione a depressione.
                    Ultima modifica di papermoon; 02 febbraio 19, 10:42.

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                    • Perché si vive anche di film imperfetti, signori. Perché, a mio avviso, i meriti del film sono più incisivi dei difetti e perché se dopo dei difetti ciclopici come quelli summenzionati un film ti colpisce comunque positivamente allora vuol dire che ha qualcosa.

                      Sta frase riassume perfettamente dei film in generale.
                      Comunque i film sui fumetti sono meglio dei film dai fumetti. Il sequel più in ritardo di sempre è anche uno di quelli che ho gradito di più. Però ora basta.
                      Ultima modifica di Maddux Donner; 03 febbraio 19, 16:09.
                      "È tutto molto complicato...". "Il Contesto è importante!".
                      "È tutto perfetto nel passato. Tranne come ci ha portato al presente."

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