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The 15:17 to Paris (Clint Eastwood)

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  • The 15:17 to Paris (Clint Eastwood)

    The 15:17 to Paris, al via le riprese del nuovo film di Clint Eastwood

    Parte questa settimana, come annunciato dalla Warner Bros. Pictures e dalla Village Roadshow, la produzione di The 15:17 to Paris, il nuovo film di Clint Eastwood.

    La vicenda è ambientata nell’agosto del 2015 e racconta di fatti realmente accaduti su un treno per Parigi, sul quale tre uomini riuscirono a sventare un attacco terroristico. Il film ripercorrerà la loro vita e la loro amicizia, fino al momento in cui si ritrovarono salvare le vite di tutti i passeggeri a bordo. Nel film ci saranno Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone, protagonisti di quei momenti.

    Eastwood dirige il film da uno script di Dorothy Blyskal, a sua volta basato sul libro The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes di Anthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone e Jeffrey E. Stern.



  • #2



    Propaganda pura.
    Che trailer esaltante!



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    • #3
      Quando la politica diventa film.

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      • #4
        quindi i personaggi sono interpretati dalle persone che hanno davvero sventato l'attacco?

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        • #5
          Babba bia.

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          • #6
            Originariamente inviato da Maddux Donner Visualizza il messaggio
            Quando la politica diventa film.
            E' un sì o un no?

            quindi i personaggi sono interpretati dalle persone che hanno davvero sventato l'attacco?
            Sì.

            Babba bia.
            Politica a parte a me ha esaltato, è una cosa talmente spudorata da fare il giro completo e centrare l' obbiettivo.
            Per me anche American Sniper era una gran bel film.
            Ultima modifica di mr.fred; 13 dicembre 17, 18:03.

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            • #7
              Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

              E' un sì o un no?
              E' solo una costatazione. Il film di base me ne frega niente. Lo vedrò non appena mi passa sotto mano.

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              • #8
                Bellissimo trailer. Zio Clint a quasi 90 anni sembra che non smetta mai di stupire.

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                • #9
                  Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                  Politica a parte a me ha esaltato, è una cosa talmente spudorata da fare il giro completo e centrare l' obbiettivo.
                  Per me anche American Sniper era una gran bel film.
                  Eh appunto per me no. L’avevo trovato vagamente repellente e questo trailer mi ha dato un’impressione analoga. Poi magari mi ricredo col film, ma mi spiace la deriva di quest’ultimo tratto della carriera di Clint. Preferivo l’epica dei vinti, che questa imbarazzante retorica eroico/patriottarda.

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                  • #10
                    Il paradosso è che come trailer funziona bene... io ammetto che pur essendo grande estimatore di Clint ho un po' paura di questo film. Tutto sommato in American Sniper con qualche sforzo si può sorvolare sull'idea che sia propaganda, ma qui...

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                    • #11
                      Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

                      Eh appunto per me no. L’avevo trovato vagamente repellente e questo trailer mi ha dato un’impressione analoga. Poi magari mi ricredo col film, ma mi spiace la deriva di quest’ultimo tratto della carriera di Clint. Preferivo l’epica dei vinti, che questa imbarazzante retorica eroico/patriottarda.
                      Concordo.

                      Patetico....

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                      • #12
                        Tutto il cinema di Eastwood, prima come attore e poi come regista, è incentrato sul tema dell'individuo che si assume la responsabilità di compiere un determinato gesto, anche se non soprattutto fuori dalle regole imposte, accettandone anche il peso delle conseguenze: per me non ha mai avuto molto senso distinguere ed orientare il proprio gusto a seconda del convincimento politico, per cui American Sniper no e Million Dollar Baby sì, o viceversa: sono entrambi due film notevoli. La differenza in Clint la fanno solo la qualità della sceneggiatura e della messa in scena. Questo mi pare un gemello speculare di Sully, storie di persone che si ritrovano a fare cose eccezionali in un contesto di grande stress emotivo.

                        Che poi io preferisco di gran lunga un bel film di un autore politicamente distante dal mio pensiero che uno brutto di cui condivido le idee. Con le differenze di idee, se ben argomentate, ci si può tranquillamente convivere, con la mediocrità artistica faccio molta più fatica

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                        • #13
                          Colgo i riferimenti a Sully più che ad American Sniper, anche se questo film potenzialmente può essere più politico e retorico anche per la presenza dei veri protagonisti dell'evento. Sarà da vedere come e se Eastwood riuscirà ad asciugare al minimo la retorica.

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                          • #14
                            Preferisco un regista repubblicano incazzato e non incline a nessun compromesso e provocatorio, che un regista democratico finto-progressista (ma educato, perchè si sà, la società è sempre buona e giusta e prima o poi aggiusterà tutto tramite le forze sane al suo interno) che mi faccia un film con uno spessore intellettuale di un pensierino da terza elementare.

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                              Che poi io preferisco di gran lunga un bel film di un autore politicamente distante dal mio pensiero che uno brutto di cui condivido le idee. Con le differenze di idee, se ben argomentate, ci si può tranquillamente convivere, con la mediocrità artistica faccio molta più fatica
                              Of course. Il punto - PER ME - è proprio che l'ultimo Clint (diciamo degli ultimi tre film, anche se questo lo giudico solo dal trailer) è artisticamente poco convincente, e vedo la radice di questa scarsa messa a fuoco proprio nella svolta patriottica/eroica/paternalistica che, per forza di cose, non può aprirsi a chissà quali profondità di concetto o emotive.
                              Non mi interessano le distanze idelogiche o politiche che possono esserci tra me e i film che guardo... non mi interessa proprio la Politica quando guardo un film, giudico i film: e, secondo me, SULLY è proprio una sciocchezzuola incosistente e AMERICAN SNIPER un film di guerra assolutamente medio(cre). E allora mi chiedo se il problema non stia nel manico; il manico di un punto di vista che mi pare essersi sclerotizzato in una visione un po' semplicistica e manichea, da talk show televisivo.

                              Ah comunque, sempre secondo me, tra MILLION e AMERICAN c'è invece un discreto abisso. Cinematograficamente parlando.

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