annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Triple Frontier (J.C. Chandor)

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • #16
    Originariamente inviato da The Fool Visualizza il messaggio


    Sono d'accordo, è davvero un buon film e tra l'altro uno dei pochi Netflix a non dare la sensazione di star vedendo un prodotto televisivo.
    concordo, ha un taglio molto più cinematografico di altri. e poi le location sono da produzione di alto livello

    Commenta


    • #17
      visto, gran film! sono un po di parte forse, adoro "Jax Teller"

      Commenta


      • #18
        E' matematicamente impossibile che Chandor, Boal e la Bigelow facciano un film meno che buono. Questo lo vedrò anch' io.
        Ultima modifica di mr.fred; 15 marzo 19, 11:32.

        Commenta


        • #19
          Mi accodo agli apprezzamenti, l'ho trovato un film solido - così come lo fu A Most Violent Year, di cui però ho ricordi sbiaditi ormai - e misurato, che preferisce sfruttare una sensazione perenne di pericolo sullo sfondo piuttosto che perdersi in sboronate. Buone anche le prove degli attori, molto intelligente il casting di Ben Affleck in un ruolo simile a questo punto della sua carriera e vita privata. Oscar Isaac poi lo adoro sin dal film dei Coen.

          Commenta


          • #20
            Davvero sorpreso, piacevolmente, da questo film, che è sicuramente di un livello superiore alla media dei film Netflix. Solidissimo, concreto, niente americanate, forse il finale è un po' retorico e prevedibile, ma si lascia guardare con molto piacere.

            Pascal oramai lo vedo con armatura addosso, ogni volta di più: è già un mandaloriano in tutto e per tutto.

            La fuga sulle Ande mi ha ricordato molto, alcune situazioni e circostanze sono molto simili per non dire di più, quella di Special Forces, che si svolgeva però dall'altra parte del mondo.

            Mi sarebbe piaciuto vederlo sul grande schermo, vederlo in versione ridotta sulla tv fa perdere molto dell'ampio respiro e della difficoltà dell'impresa che devono compiere.
            "Che me so' perso?"

            Commenta


            • #21
              Originariamente inviato da Nef Aearon Visualizza il messaggio

              Mi sarebbe piaciuto vederlo sul grande schermo, vederlo in versione ridotta sulla tv fa perdere molto dell'ampio respiro e della difficoltà dell'impresa che devono compiere.
              Non posso che quotare, ho rimpianto il grande schermo ogni minuto. Un delitto non vedere un film così al cinema, sopratutto la seconda parte

              Commenta


              • #22
                L' ho trovato un film sgonfio e che corre pericolosamente sul filo del ridicolo involontario.
                Per me uno spreco di talenti abbastanza imperdonabile.

                Commenta


                • #23
                  Ho rimpianto la Bigelow. Sono anche curioso di sapere com’era lo script prima che Chandor ci mettesse mano. Più intelligente e con una chiusura meno idiota, mi auguro.

                  Al netto di una regia elegante e robusta, decisamente più cinematografica della media Netflix, il film ha un messaggio finale ambiguo, in senso negativo.

                  Oscar Isaac rifiuta 1 milione di dollari seguendo il carrozzone, solo per dirottarlo sul fondo della famiglia di Affleck, e poi non solo vuole andare dalla figa in Australia, che - non dimentichiamolo - si è intascata 3 milioni, ma prende anche il foglietto con le coordinate dove il malloppo è stato gettato sulle Ande. C’è questo eterno conflitto tra avidità e morale, anche interessante, portato all’estremo in situazioni di sopravvivenza precaria, ma non acquisisce mai la dimensione di un discorso compiuto, che tocca la sfera sociale e economica, si ferma al banale “chi troppo vuole nulla stringe”. Soffre un po’ di incoerenza e un po’ di contraddizioni interne. Peccato, c’erano buone idee e il soggetto è assolutamente valido.

                  Commenta


                  • #24
                    Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                    Ho rimpianto la Bigelow. Sono anche curioso di sapere com’era lo script prima che Chandor ci mettesse mano. Più intelligente e con una chiusura meno idiota, mi auguro.

                    Al netto di una regia elegante e robusta, decisamente più cinematografica della media Netflix, il film ha un messaggio finale ambiguo, in senso negativo.
                    Ah, ma è il topic di Zero Dark Thirty?
                    Luminous beings are we, not this crude matter.

                    Commenta


                    • #25
                      Spoiler!

                      Non arriverei certo a definirlo poco incisivo perché a tratti mi sono pure cagato un pò in mano (e la scena piovosissima nel covo del boss della droga quando i butèi scoprono pareti di soldi manco fossero Hansel e Gretel nella casetta di marzapane è stupenda per il misto di ansia e trasognatezza, oltre che per la gran pioggia) però l'entusiasmo scatenato nelle recensioni anch'io lo trovo esagerato, e (forse! imho!) equivale ad un sospiro di sollievo per una proposta finalmente convincente (bella anche la scena del falò di banconote con gli ex-militari sghignazzanti che sono i veri eredi dei cowboys di Lonesome Dove, per i quali più che il denaro è fondamentale l'agire libero avvalendosi delle proprie abilità) dopo le tante delusioni targate Netflix.

                      Commenta


                      • #26
                        Per me delusione. Nonostante un respiro decisamente più cinematografico della maggior parte delle produzioni della piattaforma streaming, nonostante una regia di polso, pulita e che non si lancia in virtuosismi eccedenti, la sceneggiatura lascia tutto fin troppo sul pelo dell'acqua e mostra un moralismo di fondo sul finale anche piuttosto snervante, se messo in relazione con quanto visto nel resto del minutaggio.
                        Insomma è pò inconsistente, a rimarcarlo è anche il fatto che quando sceglie la pura e semplice azione, come la rapina dentro la casa cassaforte, il film fila dritto innescando pure una discreta dose di sana suspense. Avesse viaggiato su quei binari per più tempo sarebbe stato forse più funzionale nelnell'ottica di una buona riuscita.
                        Com'era prevvedibile fin dai trailer resta il rammarico di non aver potuto vedere la Bigelow metterci le mani sopra.
                        Ultima modifica di MrCarrey; 18 marzo 19, 00:38.

                        Commenta


                        • #27
                          Il film si sgretola subito dopo il primo atto. La formazione della gang e la missione filano via lisce poi iniziano una serie di disavventure gestite in maniera maldestra e involontariamente comica che terminano in un finale a tarallucci e vino che non lascia il segno. All Is Lost e A Most Violent Year sono di tutt' altra pasta e riuscita. Margin Call mai visto.
                          Ultima modifica di mr.fred; 18 marzo 19, 10:36.

                          Commenta


                          • #28
                            Secondo me invece Chandor disinnesca il rischio di finale troppo piacione proprio nell'ultima scena tra Hunnam e Isaac. Fondamentalmente il gruppo è composto da amici che hanno servito nell'esercito, quindi è plausibile che preferiscano donare i soldi alla famiglia dell'amico morto. Quando però Isaac prende il foglietto con le coordinate, leggiamo chiaramente nel suo volto quell'ambiguità che ci fa pensare subito che, eventualmente, il richiamo di una somma così ingente di denaro tornerà prepotentemente nelle vite dei protagonisti (o almeno di alcuni di loro). E questo nonostante la figura da peracottari che hanno fatto e alle mazzate che hanno preso.

                            Commenta


                            • #29
                              Sì d’accordo, belle le panoramiche e le inquadrature dal taglio squisitamente cinematografico (al netto di una fotografia non trascendentale) ma il film si dimentica dopo un mese. Per carità, sul momento funziona, la tensione è costante e il senso di pericolo cui sono sottoposti “democraticamente” tutti i protagonisti talvolta si fa quasi insostenibile ma manca iconicità, quello spessore che ti aspetti quando premi il tasto play perché c’è un film di Chandor e non il preventivabile action da discount. Non c’è ambiguità tra i buoni, neanche accennata, il maniero che ci viene presentato quasi a tinte horror esaurisce presto il suo scopo e il resto delle ambientazioni sfuma senza lasciare traccia alcuna. Chandor come al solito pone i suoi attori di fronte all’Apocalisse coltivando un estenuante senso d’attesa (i narcotrafficanti non arriveranno praticamente mai) ma stavolta si appiattisce sul genere, non si sforza di scavare o reinventare limitandosi a mostrare fondamentalmente una rassicurante solidarietà tra uomini duri vista già mille volte e che si sublima in un finale al cui confronto il senso della sconfitta che permea quello di Delta Force è da storia del cinema.

                              Commenta

                              In esecuzione...
                              X