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Il Primo Re - Matteo Rovere

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  • #31
    Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio

    Straquoto pure gli spazi bianchi!
    Io vado a vederlo domani sera, la presenza di Ciprì è già un punto a favore, lo trovo più inventivo e originale del celebratissimo Bigazzi. Spero che la colonna sonora non rovini tutto, a proposito di taroccare i bombastici hollywoodiani, quella di Mine era un orrore.
    E allora Sergio Leone coi suoi western reinventati in andalusia?



    La verità è che se sai fare cinema puoi permetterti tutto.
    La domanda è: Matteo Rovere lo sa fare il cinema?

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    • #32
      e infatti il punto alla fine è che siano scritti bene, ma se lo stesso sceneggiatore ne scrive sette l'anno, qualcosa ancora non va... diciamo che è un problema di sistema produttivo. Poi il cinema è figlio del tempo in cui vive e della cultura di chi lo scrive...ci puoi fare poco, quindi va come deve andare e tutti i pipponi alla guadagnino lasciano il tempo che trovano. Il fatto di essere internazionale è necessario per un problema di mercato interno che magari migliorerà negli anni, ma al momento non riserva spazi al genere preso più seriosamente. E' ovvio che essere internazionale non vuole dire per forza essere una copia degli americani, ma diciamo che ormai siamo asseuefatti ad un cinema sciatto che quando vedi una cosa diversa come il 'Primo Re', dici che non sembra un film italiano...poco male, quando inizieremo a farne tanti e bene, inizierà o meglio tornerà ad essere il nostro cinema...

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      • #33
        Originariamente inviato da loStraniero Visualizza il messaggio
        e infatti il punto alla fine è che siano scritti bene, ma se lo stesso sceneggiatore ne scrive sette l'anno, qualcosa ancora non va... diciamo che è un problema di sistema produttivo. Poi il cinema è figlio del tempo in cui vive e della cultura di chi lo scrive...ci puoi fare poco, quindi va come deve andare e tutti i pipponi alla guadagnino lasciano il tempo che trovano. Il fatto di essere internazionale è necessario per un problema di mercato interno che magari migliorerà negli anni, ma al momento non riserva spazi al genere preso più seriosamente. E' ovvio che essere internazionale non vuole dire per forza essere una copia degli americani, ma diciamo che ormai siamo asseuefatti ad un cinema sciatto che quando vedi una cosa diversa come il 'Primo Re', dici che non sembra un film italiano...poco male, quando inizieremo a farne tanti e bene, inizierà o meglio tornerà ad essere il nostro cinema...
        Stando così le cose, è praticamente impossibile che il cinema italiano ritorni a essere l'industria che era fino agli anni 70, internazionale o non internazionale. Quel cinema era per la maggior parte sostenuto dal mercato interno, poi divenuto appannaggio delle major statunitensi. Per tornare ad avere un abbozzo di industria, bisogna ricorrere per forza a misure protezionistiche( cosa allo stato attuale assai improbabile).

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        • #34
          In Francia la politica proibizionistica funziona.

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          • #35
            piuttosto devono proibire le millemila commediacce che escono ogni anno, proteggiamoci intanto da noi stessi e poi riabituiamo quegli spettatori che puntualmente esclamano "non sembra nemmeno italiano"
            Se una produzione simile esce una volta ogni 5 o 10 anni lascia pochissimo nella mente della massa anestetizzata

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            • #36
              il nostro è un sistema che si autoprotegge già, nel senso che mediamente consente a chi produce di non perdere. Così incentivi a non rischiare, a fare commedie con pochi soldi che se va bene, magari ci guadagni pure....forse è più un male che un bene...non so come funzioni in Francia, ma credo abbiano comunque un pubblico mediamente più "preparato" e un sistema che premi il merito...allora magari puoi diventare protezionista...

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              • #37
                Il bacio della morte:
                "Il Primo Re è un grande e importante film che merita di essere visto in sala. Ora. In questi giorni. Subito." Roberto Recchioni parla dell'ultima fatica di Matteo Rovere. In più una sua illustrazione esclusiva.

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                • #38
                  non conosco, ma tocco ferro. I biglietti staccati di venerdì non sono un gran che, ma vediamo cosa succede nel fine settimana...

                  un'intervista/articolo molto positiva per Rolling Stones Italia: https://www.rollingstone.it/cinema/i...sangue/443664/

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                  • #39
                    Stampa e critica italiana lo stanno sostenendo compatti, sono davvero poche le voci fuori dal coro.
                    Nessun altro è andato a vederlo dopo l' assalto di giovedì?

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                    • #40
                      Sono andato ieri sera.
                      Non mi è assolutamente dispiaciuto, però a ripensarci mi pare un film intriso di metafore e allegorie di grana grossa. Certo, è una caratteristica dei miti classici, ma mi aspettavo qualche sottotesto più profondo, o forse sono io che me li sono fatti sfuggire.
                      Per il resto nell'approccio è piuttosto autoriale e non solo per il protolatino, non sono certo tre o quattro combattimenti e monologhi da battaglia a renderlo un film da grande pubblico, i risultati che sta facendo già sono buoni.

                      Faccio mea culpa e ammetto di essere arrivato in ritardo (io di fretta che ho deciso al'ultimo di andare e le pubblicità che sono durate meno del solito), mi sarò perso massimo due o tre minuti credo, qualcuno mi può dire se viene detto o si vede qualcosa di rilevante prima
                      Spoiler! Mostra


                      EDIT: non per fare a tutti costi il bastian contrario ma:

                      - la fotografia mi è parsa troppo opaca
                      - il montaggio della battaglia finale non mi è sembrato curatissimo, da una scena all'altra perdevo il conto dei personaggio coinvolti, o forse ero solo troppo stanco.

                      Ok la colonna sonora.
                      Ultima modifica di aldo.raine89; 02 febbraio 19, 22:57.

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                      • #41
                        L' inondazione del Tevere come è realizzata? La cgi si lascia vedere o è una cosa peracottara.

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                        • #42
                          Uno che si fa un mazzo tanto per tutto il film e alla fine un altro si prende i meriti vendendo fumo: l'Italia era già tutta lì.

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                          • #43
                            Non è che il futuro del cinema italiano dipende da questo film, se si vogliono fare generi diversi dalla sola commedia si fanno e basta. Ci sono tanti pubblici da intercettare, il primo re intercetta solo una parte di pubblico, a molto pubblico giustamente frega cazzi di uomini che si menano sul Tevere per fondare Roma, mica se lo devono sciroppare perché è italiano e il cinema italiano deve ripartire. Chiamami col tuo nome ha mandato al cinema 80% di amici gay che ho su facebook che non andavano a vedere un film italiano da...boh mai. Secondo me è normale che la commedia sia il grande genere popolare, in europa è sempre stato così, anche in Francia è così, quindi è anche inutile aspettarsi che questi film debbano incassare quanto quelli, l'importante è andare ad intercettare vari pubblici diversi, e sempre di più, di mese in mese, poi di settimana in settimana, con sempre più sottogeneri, con sempre più film diversi. E fare film che siano pensati davvero per questi pubblici multiformi e non solo per piacere ai soliti pensionati over 65, gli unici che si possono sciroppare 100 minuti di cortellesi e raoul bova froscio.

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                            • #44
                              Per esempio se si osservano gli incassi italiani degli ultimi 2-3 anni si vede come in Italia c'è un giovane pubblico adolescenziale soprattutto femminile che ama i film romantici drammatici. Abbiamo avuto dei risultati di box office sorprendenti da questo punto di vista. Stando ad un recente articolo del Corriere la serie tv teen Skam Italia è la serie italiana più vista al mondo superando prodotti televisivi come i medici e Montalbano



                              "Skam Italia, ispirata all’omonimo teen drama norvegese che ha rappresentato un caso in tutto il mondo è seguita in particolare in Francia, Stati Uniti, Polonia e Regno Unito. In Italia è disponibile su TimVision è stata la serie più apprezzata del 2018. Skam precede un cult come Il Commissario Montalbano"


                              Uno si può aspettare che visto che c'è giovane pubblico italiano che al cinema CI VA e va a vedere un certo genere di film (e che il mondo delle web serie ha dimostrato essere predisposto anche a prodotti italiani) l'industria del cinema italiano si metterà in moto per intercettare questo pubblico. Aspettiamo . Negli Usa ci sarebbero già 8 prodotti affini in arrivo sul grande schermo.

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                              • #45
                                A me è piaciuto. Un racconto concentrato ma non spoglio con un conflitto finale dalle implicazioni interessanti (tra Remo uomo d'azione e Romolo proto-intellettuale), una regia che bada al sodo senza sboroneggiare come tanti in certi passati trionfi del "vorrei ma non posso", anche la musica cede alla techno tamarra alla junkie xl in rari momenti in cui però si allinea e sostiene scene di per sé già dinamiche senza che si pretenda che lei da sola fomenti l'adrenalina (come in Mine). Montaggio scafato. L'ho visto a Verona e la sala ampia era quasi piena e il pubblico attento. Speriamo che dia buoni risultati, anche se questo mantra del "non sembra un film italiano" pur giustificato resta abbastanza deprimente. E' ammirevole la sostanziale "umiltà" dell'approccio di rovere. Mi pare che il fine del film non fosse quello di emergere e porsi come coraggioso unicum nel panorama nostrano (come per esempio Garrone, più "autore" nel Racconto dei racconti, che comunque mi è piaciuto assai) ma quello di fissare nuovi parametri per cui Il Primo Re sarebbe giudicato un "altro" buon prodotto di una cinematografia che non sfigura in ambito europeo ed internazionale. Per esempio, io non amo i ralenti, come i dolly, dovrebbero essercene un paio o comunque usati con la parsimonia dei colpi ad effetto per farti fare oooo dalla meraviglia e basta. Per cui non ho apprezzato molto i momenti in cui Borghi avanza tutto infangato incedendo con passo da re bradipo, però è coerente con l'intenzione di Rovere di non sdegnare un'estetica che ultimamente si è imposta e che il grosso pubblico ha ben assimilato, non vuole prenderlo in contropiede. D'altra parte non si smutanda pateticamente per ragioni commerciali, già per l'uso del protolatino. Ero con una coppia di amici che vive in Inghilterra e qua per una settimana, loro hanno detto che il termine protolatino "brethren" che viene utilizzato nel film in Inghilterra è usato normalmente come forma arcaica dell'inglese, tipo nelle messe. Lungi da me qualsiasi sentimento nazionalistico ma c'è di che essere orgogliosi che il ceppo da cui parte la favella del mondo occidentale stia qua dalle nostre parti. E ha ragione Canova nel suo articolo su FilmTv, che gran pena i politici che ritengono lo studio del latino inutile e spingono per levarlo dai licei...

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