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Il Primo Re - Matteo Rovere

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  • #91
    Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
    È un po' più complesso di come la metti Aldo. Il divino è sempre presente - tra l'altro trovo molto indovinato l'idea di non mostrarlo mai - Remo è l'uomo che si ribella agli dei e come tale è destinato, nell'ottica della società di quel tempo, ad essere sconfitto. La visione del divino nel film è molto stratificata, e meriterebbe discorsi più approfonditi che non ho tempo (e soprattutto voglia mi sa) di fare. Quanto alla fotografia non so proprio che problemi abbiate, Ciprì è un maestro - con risorse che sono un quinto di un Deakins qualunque tira fuori sempre roba sopraffina - ma ha soprattutto un valore simbolico, passa da un uso volutamente più artificiale, che ho interpretato come la luce di Dio (penso alla scena della caccia), a un uso via via più naturalistico.

    Detto che anche io mi interesso degli aspetti finanziari di un film (perché del cinema mi interessa in tutti i suoi aspetti), vorrei anche chiosare con un sincerissimo E STI CAZZI degli incassi che fa o non fa. Di tante cose che si potrebbero discutere su questo film stiamo davvero al nulla

    Vabbè buon proseguimento
    Concordo in pieno.

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    • #92
      Beh, è chiaro che non puoi rinascere se non vieni premiato dagli incassi, non scherziamo.
      Il problema del Primo Re non è la confettura tecnica, ma quello che ci sta dentro. E' repulsivo verso lo spettatore ed è una via di mezzo che non funziona.
      A te piace che la fotografia cambi significato nel corso del film: a volte naturalistica, a volte espressionista. Ecco, per me questo è un problema perché o utilizzi un linguaggio uguale per tutto il film o quello che viene fuori come risultato è che semioticamente non si capisce più un cazzo e le scene vengono costruite così perché sembrava figo farlo (un combattimento in slow motion in 2 ore piene di combattimenti).
      Va bene il discorso del divino ma il conflitto tra volontà degli dei e volontà umana me lo devi far percepire. Devo sentire che Remo è destinato, non che mi venga continuamente raccontato dai personaggi.
      Per me è un classico minestrone che si autofagocita e finisce per essere un film mediocre. Ed è un peccato perché le premesse per un risultato diverso c'erano, ma non si può osannare un film così solo perché nell'ambiente italiano non si fanno film così. Il film ha problemi molto grossi e sicuramente non è con film così che elevi il cinema italiano o il cinema di genere.

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      • #93
        Il cinema di genere in Italia non rinascerà mai, perché non ci sono le condizioni strutturali e non c'è più il pubblico, quindi forse dovreste andare al cinema per vedere un film, non per affibbiargli una croce che né Rovere, né Mainetti o chi altri può portare. Qui dentro qualcuno parla di soldi come se Rovere fosse venuto a chiederli a loro... I film fortunatamente vivono una vita che va ben oltre il momento della sala, e che dura nel tempo.

        Remo non è destinato a essere re, al contrario, è lui che si autoproclama contro il volere degli dei. La cosa è chiara. Di spiegoni non ne rammento, tutto è molto suggestivo e lasciato allo spettatore sul rapporto tra i due fratelli.

        La fotografia è appunto un tuo problema, ad altri che entrano nel mood del film risulta essere affascinante, proprio perché semanticamente il significato si percepisce.

        Se lo guardaste semplicemente per quello che è magari vi accorgereste che si tratta soltanto di un bel film, non un capolavoro né una schifezza, ma un film con un'anima, che è tutto ciò che serve a un'opera cinematografica per farsi ricordare nel tempo, e che offre allo spettatore diversi spunti interessanti Lasciando perdere incassi e chimeriche rinascite che non avverranno mai.
        Ultima modifica di Medeis; 11 febbraio 19, 09:16.

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        • #94
          Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
          Il cinema di genere in Italia non rinascerà mai, perché non ci sono le condizioni strutturali e non c'è più il pubblico,
          però non capisco perché poi il il pubblico italiano quando il cinema di genere è straniero lo va a vedere eccome,pure facendo fare sold out. Forse perchè non crede nel cinema di genere (quel poco) partorito e prodotto da menti italiane,tutto made in Italy? Forse è più una questione di pregiudizio ormai consolidato.Ma non lo posso biasimare perchè il cinema di genere costa tanto,troppo e oltretutto i soldi vanno spesi bene,altrimenti viene fuori un pasticcio: ecco,in Italia non c'è questa capacità.

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          • #95
            Sì, ma stai calmo.

            Il cinema di genere in Italia non rinascerà mai perché si sbaglia a fare i film e quando invece i film "di rinascita" escono bene ce se ne ricorda (Mainetti, il precedente di Rovere, a suo modo anche l'ultimo dei Manetti Bros). Questo non verrà ricordato perché non è d'interesse a nessuno rivedere un film così essendo parecchio sbagliato, magari non nelle intenzioni ma nel suo risultato. A me non frega un cazzo dei soldi che Il primo re incasserà. Io dico solo che le scelte artistiche compiute per fare questo film fanno di tutto per respingere il pubblico e senza un reale motivo (ripeto, serviva davvero usare il protolatino per tutti quei dialoghi? Visto che poi sta a via di mezzo, a seconda delle scene, di usare un approccio naturalista o espressionista tanto valeva doppiare tutto e un po' più di pubblico lo acchiappavi). E se tu respingi il pubblico il film non è popolare. E se il film non è popolare l'industria si chiude ancora di più verso Checco Zalone e Gabriele Muccino.
            Se invece si ha a cuore un altro cinema italiano che mi pare sia anche la mission di Rovere e la sua Groenlandia sarebbe stato meglio pensarlo in maniera diversa. Veloce come il vento faceva questo e nel suo piccolo funzionava molto di più.
            E questo è un punto.

            Riguardo al contenuto e alla messa in scena.
            Il tutto non è molto suggestivo. Se ci fosse stata la metà dei dialoghi lo sarebbe stato. Se la fotografia fosse stata coerente con sé stessa per tutto il film lo sarebbe stato (affascinante a chi? solo perché non è alla Duccio e piattissima ma c'è della nebbia continua e un po' di controluce, capirai). Se Remo non diventasse un matto fascista nel giro di un battito di ciglia lo sarebbe stato. Se si fosse percepito di più il senso di destino a cui non ci si può sottrarre lo sarebbe stato (nel film invece è ogni azione umana data da un carattere di merda a creare il risultato finale: si semina ciò che si raccoglie). Se non ci fossero stati errori di montaggio grandi come una casa lo sarebbe stato. Se la sceneggiatura fosse stata un pelo più curata invece di far succedere le cose che succedono, con tempi e modalità diverse, in base a come deve procedere la trama (e non c'entra il discorso sul destino e il fato).

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            • #96
              Originariamente inviato da Arwey Visualizza il messaggio

              però non capisco perché poi il il pubblico italiano quando il cinema di genere è straniero lo va a vedere eccome,pure facendo fare sold out. Forse perchè non crede nel cinema di genere (quel poco) partorito e prodotto da menti italiane,tutto made in Italy? Forse è più una questione di pregiudizio ormai consolidato.Ma non lo posso biasimare perchè il cinema di genere costa tanto,troppo e oltretutto i soldi vanno spesi bene,altrimenti viene fuori un pasticcio: ecco,in Italia non c'è questa capacità.
              Il pubblico italiano se lo va a vedere il cinema di genere se è realizzato bene. E per bene non intendo "bella la fotografia, bravi gli attori". Per bene intendo che sia capace di generare un passaparola e che sia un film che uscito dalla sala sai di esserti divertito. Il cinema di genere è popolare. Lo chiamavano Jeeg Robot nel suo, oltre a essere un piccolo cult, quasi 6 milioni li ha portati a casa ed era il primo vero esperimento. Ovvio che oggi non potremo mai fare un film come uno dei Marvel Studios e che l'industria non è quella degli anni Settanta, ma sono anche dell'idea che se ad Halloween fai uscire un horror di due soldi e lo pubblicizzi bene e il film risulta scritto bene e prende tutti i ragazzini i tuoi soldini con un film di genere lo fai.
              Non è facile, eh.

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              • #97
                Io sono calmissimo, sei tu che ti stai accalorando molto perché non ti è piaciuto, e parli di difetti macroscopici che non ci sono, che sono tuoi (legittimi) punti di vista, che riguardano i tuoi gusti. Sinceramente non ho il tempo di enunciare perché la presunta rinascita del cinema di genere non avverrà mai in Italia, le condizioni in cui il nostro cinema si affermava erano troppo diverse e non più ripetibili. Facesse anche 10 milioni in sala, resterebbe un caso isolato. E cmq sta facendo più o meno gli stessi soldi di Veloce come il vento, uscirà in parecchi Paesi come quello, quindi anche gli strepiti sul flop sono fuori luogo.

                Sì Arwey il pubblico è diffidente verso il genere italiano, questo è indiscutibile. ma se vedi bene, anche molti film di genere americani oggi fanno 4 lire. Il mercato è molto cambiato, oggi esiste solo il grande pubblico per i blockbuster, e ogni tanto esce qualche eccezione tipo Bohemian Rapsody. Il pubblico oggi è formato da nicchie, nicchie che amano l'horror, chi il fantasy, chi il cinema d'autore duro e puro... Pensare che torneremo a quando facevano 300 film l'anno, esportavamo solo noi e pochi altri Paesi al mondo, quando il cinema esisteva solo lui, non c'era la tv di massa né internet, è a dir poco ingenuo. E dare la "colpa" di una mancata rinascita a questo o a quel regista nostrano è francamente disonesto dal punto di vista intellettuale

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                • #98
                  Il constesto in cui si muove non solo il genere, ma il cinema in generale è complicato e per certi versi sempre più competitivo (e frammentato). Per cui sarà sempre più vero parlare di nicchia in cui muoversi, questo però non esclude il fatto che, malgrado tutto, potremmo trovarci a vedere più film di genere anche in Italia, cosa che, in parte, sta già accadendo (poca roba ci mancherebbe, ma è comunque un segnale). Sono convinto che il singolo film sia più importante di quanto pensi e a prescindere dagli incassi. Nel 2001 usciva 'Santa Maradona' di Marco ponti che seppur con i toni della commedia riprendeva il genere, strizzava l'occhio a Tarantino ed in genere al citazionismo del cinema americano. Nel 2014, cioè una decade dopo, nella sale veniva proiettato 'Smetto Quando Voglio' che ereditava persino un personaggio da quel film e pur con parecchie differenza faceva un operazione simile di assimilazione del linguaggio. Può darsi che la stessa cosa accada a 'Il Primo Re' e mi auguro con altri film, cioè che la loro eredità venga portata avanti dai nuovi registi/produttori, magari in un lasso di tempo più ristretto.

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                  • #99
                    EXCL – Il Primo Re diventerà una serie tv: “Stiamo valutando di usare il latino”

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                    • Ho visto il primo re e in un certo senso mi trovo d'accordo con quello detto da alcuni utenti qui sopra. É un buon prodotto e non nego di essere uscito dalla sala "gasato". La confezione tecnica e la recitazione sono ottime, tuttavia avrei voluto che puntasse di più ad essere un film d'autore piuttosto che qualcosa a metà tra film commerciale Hollywoodiano e film d'autore. Considerando il budget ridotto rispetto ai film storici americani e la mancanza di una battaglia finale epica, mi sarei aspettato qualche simbolismo in più o qualche "non detto"... Rimane comunque un buon film e riesce nel rimane sempre verosimile e realistico

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                      • La notizia della serie televisiva è interessante. Sarebbe piaciuto anche a Garrone trasformare Il Racconto dei Racconti in un serial antologico e purtroppo non ci è riuscito. Scommetto che sarà una produzione Netflix o Amazon è un materiale che si presta bene ai servizi di streaming.

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                        • si parla pure di diversi stagioni e si lascia chiaramente intendere netflix o amazon o affini...boh dal punto di vista produttivo ha un senso, dal punto di vista artistico ho qualche dubbio, ma appena sento la parola serie, mi viene l'orticaria. Avevo seguito per un pò Vikings, ma alla fine quando tutto si trasforma in trama, intrecci e menate per allungare la storia, chiudi lì e passi oltre. Io passo ancora prima di aver visto, ma visto che Netflix voleva comprarsi "Il Primo Re" e Rovere non ha voluto, comprendo e rispetto la scelta...è parte del processo. E' cosa inevitabile.

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                          • Una serie di un film riuscito male Senza senso

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