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The Little Mermaid (La Sirenetta) - live action - Disney

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  • Si però che palle....adesso non posso neanche cambiare la pigmentazione di un personaggio che manco dovrebbe esistere nella realtà! Cioè non stiamo parlando dell'inglesissimo Sherlock Holmes rifatto da un cinese, o da Bruce Lee rifatto da un sardo col trucco sugli occhi, o di un Nelson Mandela interpretato da un attore bianco.
    Le sirene non esistono, quindi possono essere di qualunque colore. Premesso ciò, se poi il punto è che il pubblico becero vuole la protagonista bianca e coi capelli rossi perchè ogni stramaledetto personaggio deve essere stramaledettamente identico alla source material, allora non lamentiamoci che non si sforna più nulla di nuovo.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
      Cioè non stiamo parlando dell'inglesissimo Sherlock Holmes rifatto da un cinese
      Abbiamo già avuto Watson donna asiatica però

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      • Si ok, però chiamala in un altro modo e non Ariel, il pubblico è stato è stato abituato per 30 anni con una certa iconografia del personaggio, Ariel è bianca con i capelli rossi e occhi azzurri stop, stravolgerlo ha poco senso. Sarebbe come fare R2-D2 quadrato e giallorosso o E.T. verde, anche questi sono personaggi di fantasia che non esistono, ma voglio vedere il polverone che (giustamente) si alza se stravolgono l'aspetto, questa è solo una bieca operazione di marketing allo stesso modo dell'attore nero che hanno preso per fare Machiavelli in una serie di qualche anno fa della BBC su Leonardo Da Vinci, anche se in quest'ultimo c'è l'aggravante del fatto che Machiavelli è esistito realmente, quindi una scelta di casting ancora più assurda e irrazionale, quello che non mi capacito è che quest'ultimo non abbia alzato critiche, sarebbe come scegliere Brad Pitt per fare Muhammed Alì.
        Ultima modifica di Darkrain; 05 luglio 19, 19:03.

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        • Sarebbe gradito avere la libertà di esporre una critica senza essere etichettato come uno sporco razzista.

          Gli incassi di Aladdin sono spettacolari perché il cartoon è molto popolare e perché è una copia carbone dell' originale. Non certe perché il pubblico vuole "facce e ambientazioni esotiche".

          Ultima modifica di mr.fred; 05 luglio 19, 19:05.

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          • C'è anche una serie tv di Troia (su Netflix) dove hanno fatto Achille di colore.. ma non mi diede poi così fastidio sinceramente, diciamo che era la serie ad essere un po' sottotono su alcune cose.

            Io non sono contro i cambiamenti o gli stravolgimenti se la trama richiede la rivoluzione e il film osa cambiare dal cartone... ma se dobbiamo sorbirci le stesse identiche cose, ambientate nello stesso identico posto e tempo, senza una giusitificazione plausibile di tale cambiamento, è ovvio che ci si lamenta.

            poi vabè.. non rendersi conto che queste son tutte scelte per delle operazioni di marketing, è voler negare proprio l'evidenza. ma alla disney non importa una cippalippa di fare i buoni, sfruttano solo l'onda. io fossi un nero mi sentirei quasi perculato da queste operazioni, è come se mi stessero dando il contentino e per far alzare le chiappe e l'interesse alle varie comunità (che magari in questi classici non sono mai stati rappresentati a dovere) ecco che creano l'ennesima operazione politicamente corretta.

            i bacchettoni sui social sono irittanti. adesso esprimere la propria opinione, trasforma tutti in razzisti. mah.

            comunque a prescindere da tutto, ce n'erano tante di attrici di colore davvero belle. sta qui non mi garba per nulla.
            # I am one with the Force and the Force is with me #

            -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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            • Cenerentola aveva gli occhi azzurrissimi nel cartone e neri nel live action. L'unica cosa che infastidisce casualmente è sempre e solo il cambio di colore della pelle. La madrigna Cate Blanchett esteticamente non c'entra nulla con quella del cartone. Giovane, bionda, bellissima. Quella vecchia, brutta e coi capelli bianchi. Anche qua niente scioc. Basta che non l'hanno fatta nera . Pure la fata madrina è abbastanza iconica nel cartoon nel suo look da vecchietta cicciosa simpatica, la Bonham Carter non ci azzeccava proprio fisicamente e come l'hanno resa nel film.
              Già con Aladdin han stravolto tante cose esteticamente pure, il vestito celeste di Jasmine è scomparso. Sarà un caso ma sono i 2 live action venuti meglio fin ora secondo me.

              Ariel non c'è alcun motivo per cui debba essere bianca. Mille complessi sul nulla, sia mai che al settimo live action disney non ci sta una principessa bianca. Politcally correct, marketing. Perché invece quando facevano le principesse tutte bianche non era per scelte di mercato.



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              • Hanno stravolto tante cose con Aladdin? OK.



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                • Si. Mi ricordo le lamentele perché jasmine non somigliava, i vestiti non erano quelli del cartone. Si parlava di estetica, mica della trama, che pure quella della sirenetta sarò ovviamente più o meno uguale.
                  Vabè il discorso è stato fatto fino alla noia in dieci mila topic. Tanto è politicamente corretto l'annuncio di un personaggio gay in star wars, che sia nuovo o che sia un vecchio personaggio poco cambia. Vi lamentate sempre.

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                  • Già perché anni fa, quando si scrivevano delle storie di fantasia, ambientate però in determinati posti e in determinati periodi.. lo si faceva per il politicamente corretto, non per tracciare un minimo di realisticità anche in un racconto puramente fiabesco e con personaggi di fantasia. Non per far immedesimare il lettore.

                    Se la storia è ambientata/prende spunto da una vecchia Danimarca, i personaggi è naturale che vengano dipinti in una determinata maniera. Oggi cambiare queste cose è palesemente per uno scopo commerciale, come poi lo è tutta l'operazione "riportiamo i classici in live action", e negarlo è da folli e moralisti pallosissimi e noiosissimi. ma almeno vi pagassero!

                    Poi per carità se faranno la Sirenetta in live action ambientata nei Caraibi, buon per loro e viva i cambiamenti. Ma a quel punto non è più il rifacimento de il classico "La Sirenetta", ma un altro film. Un po' come Avatar era una Pocahontas futuristica.
                    # I am one with the Force and the Force is with me #

                    -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                    • Intendevo che si sceglievano storie per i bianchi, è la selezione delle storie in partenza. Moana e la principessa e il ranocchio mica son arrivati solo 10 anni fa per via di un sorteggio di fiabe e personaggi da affrontare.
                      Si facevano film con principesse bianche ed europee perché i bianchi andavano al cinema negli anni 50 e 60 50 volte più dei neri. Negli anni 90 già si cambiò corso con personaggi arabi (aladdin) nativo americani ( pocahontas) cinesi (mulan). E pure una rom (Esmeralda). Eravate troppo piccoli per sentirvi offesi dal cambio di rotta e dal politicamente corretto, vi godevate solo le storie.

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                      • Hanno cambiato il colore di un abito. Addirittura. Che audacia!

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                        • Che c'entra, Mulan, Pochaontas e Gobbo di Notre dame era la prima volta che la Disney li adattava e comunque erano film ambientati in un determinato contesto.
                          La Sirenetta invece è Danese e sicuramente non di colore come concepita da Andersen.

                          La solita Disney che non vuole più solo il monopolio economico e dell'immaginazione, ma vuole anche il primato della morale.
                          Ultima modifica di Sensei; 05 luglio 19, 20:25.

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                          • Come quando nella rappresentazione teatrale di Harry Potter And The Cursed Child, l'attrice che interpretava Hermione era nera, ma la Rowling da buona paraculo giustificò la cosa dicendo che non aveva mai detto il colore della pelle di Hermione.

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                            • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                              Che c'entra, Mulan, Pochaontas e Gobbo di Notre dame era la prima volta che la Disney li adattava e comunque erano film ambientati in un determinato contesto.
                              La Sirenetta invece è Danese e sicuramente non di colore come concepita da Andersen.

                              La solita Disney che non vuole più solo il monopolio economico e dell'immaginazione, ma vuole anche il primato della morale.
                              Ma tu la storia di Andersen l'hai letta? Ti assicuro che con la versione Disney non c'entra una mazza. Quindi il ragionamento "Andersen l'avrebbe immaginata così" non calza.
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
                                L'operazione è quella di rifare vecchi classici disney, nel presente. In un presente che ha certe esigenze di rappresentare un po' tutti. Siccome le vecchie principesse erano tutte bianche qualcuna andava modificata all'interno di questa operazione, era prevedibile. [...]
                                'Sta cosa che l'immedesimazione scatti in base all'etnia, o al sesso, o all'orientamento sessuale, o alla religione, o a chissà cos'altro, è una boiata pazzesca.
                                Se dovessi basarmi solo sulla somiglianza fisica, probabilmente la principessa Disney in cui dovrei rispecchiarmi di più dovrebbe essere Biancaneve, o al massimo Belle, ma questo non mi ha mai impedito fin da bambina di simpatizzare anche (anzi, soprattutto) per Mulan (cinese), Jasmine (araba), Esmeralda (gitana) o Pocahontas (indiana d'america). Non sono nemmeno un ragazzo, eppure questo non mi ha precluso l'immedesimazione in Aladdin o in Ercole (che peraltro, oltre ad essere maschi, sono anche rispettivamente un arabo e un greco)... O in Harry Potter, o in Luke Skywalker, se è per questo. Non sono nera, eppure uno dei miei personaggi cinematografici femminili preferiti di sempre è Mace di Strange Days, interpretata da Angela Bassett. Non sono honkonghese, eppure adoro Chow Yun-fat. Sono etero, eppure non ho difficoltà a interfacciarmi con la relazione omosessuale in I segreti di Brokeback Mountain, per non parlare di quella in Mulholland Drive, che è pure uno dei miei film preferiti di sempre.
                                L'immedesimazione non scatta in base all'etnia, all'aspetto fisico, al sesso, all'orientamento sessuale o ad altri parametri similari; scatta grazie a meccanismi narrativi più complessi e molto meno superficiali di così.
                                Chiunque si può immedesimare in Edward Mani-di-forbice, uomini, donne, bianchi, neri, eterosessuali, omosessuali - chiunque almeno una volta nella vita si sia sentito solo, emarginato, diverso.
                                I personaggi di finzione, a meno che non siano delle palesi allegorie, non rappresentano una categoria specifica (solo perché un personaggio è di sesso maschile non significa che rappresenti tutti gli uomini; solo perché un personaggio è di sesso femminile non significa che rappresenti tutte le donne; solo perché un personaggio è asiatico non significa che rappresenta tutti gli asiatici; solo perché un personaggio è gay non significa che rappresenti tutti i gay; ecc. ecc.), rappresentano solo sé stessi e al tempo stesso sono universali.
                                Sostenere che per permettere a una minoranza di immedesimarsi in un personaggio e sentirsi inclusa in una storia sia necessario rappresentarla fedelmente a mio giudizio non solo è sbagliato per i motivi sopra espressi, ma è anche controproducente: cosa c'è di positivo nell'affermare che posso provare empatia per qualcuno solo in base a quanto mi somiglia esteriormente, invece di ricercare affinità più profonde che vadano oltre le differenze di superficie?
                                Non ammantiamo di presunti nobili intenti, o di nobili risvolti ("La rappresentazione multietnica incentiverà l'immedesimazione delle minoranze!"... Ma non c'è proprio nulla che vieti o impedisca a queste minoranze di immedesimarsi anche se non si vedono costantemente rappresentate), quella che è e rimane una becera manovra commerciale. Alla Disney non gliene frega niente dell'inclusività e della diversità: se avessero la sensazione che una Pocahontas biondo platino verrebbe ben accolta, non esiterebbero due volte a orientare la scelta di casting in tale direzione.
                                Detto questo non sto dicendo che allora le minoranze possono attaccarsi al tram e non essere rappresentate MAI se non dove esplicitamente richiesto per esigenze narrative (vedi Aladdin e Jasmine arabi), anzi: io auspico il ritorno a un approccio come quello di Robert Heinlein, che già nel '59 ha scritto Fanteria dello spazio il cui protagonista, alla fine del romanzo, si scopre essere filippino. Heinlein dà alla questione l'importanza che merita ai fini della trama, cioè zero, ed è così che deve essere (a meno che, come dicevo in precedenza, l'etnia o qualunque altra caratteristica individuale non sia un elemento importante proprio per questioni narrative, cosa che in questo caso non è): è giusto non dare per scontato che qualunque personaggio di un'opera sia bianco caucasico (magari statunitense o europeo ), senza per questo dover attribuire alla questione più peso di quello che ha (e senza trincerarsi dietro a fumosi discorsi sull'immedesimazione, che come dicevo non c'entrano NULLA).
                                E comunque è vero e innegabile che i personaggi dei classici Disney siano prevalentemente bianchi, ma la diversità non manca, come dimostrato dai personaggi sopraccitati.

                                Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
                                Sinceramente non vedo il problema, nel cartone già si vedevano sirene di altre etnie, mica perché è il mare della danimarca la sirena è danese.
                                Se è vero che modificano proprio tutta l'ambientazione e fanno un film più esotico ancora meglio, ci lamentiamo che li fanno fotocopia, così sarebbe più interessante. Dopo già cenerentola, maleficient, la bella e la bestia un altro film con una corte aristocratica stile europeo sarebbe più ripetitivo.
                                Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                Si però che palle....adesso non posso neanche cambiare la pigmentazione di un personaggio che manco dovrebbe esistere nella realtà! Cioè non stiamo parlando dell'inglesissimo Sherlock Holmes rifatto da un cinese, o da Bruce Lee rifatto da un sardo col trucco sugli occhi, o di un Nelson Mandela interpretato da un attore bianco.
                                Le sirene non esistono, quindi possono essere di qualunque colore. Premesso ciò, se poi il punto è che il pubblico becero vuole la protagonista bianca e coi capelli rossi perchè ogni stramaledetto personaggio deve essere stramaledettamente identico alla source material, allora non lamentiamoci che non si sforna più nulla di nuovo.
                                Per quanto mi riguarda, il problema non è che abbiano cambiato i connotati di Ariel (cosa di cui di per sé frega niente), ma che l'abbiano fatto come mossa commerciale travestita da buone intenzioni, la più spregevole delle forme di politicamente corretto.
                                A me stomaca questo cavalcare l'onda della diversità in questo modo che trovo paradossalmente anche offensivo e irrispettoso: da un lato si combatte (si finge di combattere, per meglio dire) una battaglia sbattendosene completamente dell'ideologia dietro essa, pensando solo a lucrarci su, dall'altro lato tutta l'operazione ha un che di paternalisticamente fastidioso ("Noi occidentali bianchi privilegiati dall'alto della nostra magnanimità concediamo a voi *inserire minoranza a caso* di interpretare personaggi iconicamente caucasici, così potrete riscattarvi dei decenni di esclusione e di whitewashing").
                                Il mio sogno è un mondo in cui non si sentirà più la necessità di sbandierare la diversità e l'inclusività in opere artistico-intrattenitive per fini politici (a meno che il fine politico non sia tematicamente integrato nell'opera in questione - Spike Lee, ma anche Jordan Peele, fanno film interpretati da neri che parlano di neri e si rivolgono principalmente a neri, e va benissimo così) e che raggiunga un equilibrio tale per cui l'etnia (o il sesso, o qualunque altra cosa) diventi irrilevante - abbastanza irrilevante da evitare situazioni alla Infernale Quinlan, con un improbabile Charlton Heston imposto dalla produzione a fare il messicano, ma anche da risparmiare manovre penose come trasformare Ariel (o Hermione Granger ) in un'afroamericana (o fare un remake di Ghostbusters con cast femminile).

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