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The Little Mermaid (La Sirenetta) - live action - Disney

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  • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio

    Dopo il boom di black panther che possano avere paura di fare flop con un cast all black mi pare una fesseria.

    L'operazione è quella di rifare vecchi classici disney, nel presente. In un presente che ha certe esigenze di rappresentare un po' tutti. Siccome le vecchie principesse erano tutte bianche qualcuna andava modificata all'interno di questa operazione, era prevedibile. Il discorso del "lanciare direttamente personaggi black" non può rientrare in questa operazione di remakes. Più logico sarebbe stata fare pocahontas o la principessa e il ranocchio ma son film minori che non faranno mai, tipo tarzan o hercules quindi l'unica era questa. C'è poi Moana ma è troppo recente.

    Sinceramente non vedo il problema, nel cartone già si vedevano sirene di altre etnie, mica perché è il mare della danimarca la sirena è danese.
    Se è vero che modificano proprio tutta l'ambientazione e fanno un film più esotico ancora meglio, ci lamentiamo che li fanno fotocopia, così sarebbe più interessante. Dopo già cenerentola, maleficient, la bella e la bestia un altro film con una corte aristocratica stile europeo sarebbe più ripetitivo. Con aladdin variare ambienti, costumi, stile ha giovato visto gli incassi.
    esempio più ridicolo non lo potevi fare, pure i sassi sanno perchè black panther ha avuto successo e soprattutto non è un personaggio nuovo, quindi forse non hai letto quello che ho scritto

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    • Ormai non so più cosa trovo più noioso tra il politcally correct a tutti i costi e le polemiche contro il politically correct che si ripetono (sempre identiche) quando vengono fatte scelte di questo tipo.
      Ma davvero la cosa sorprende ancora qualcuno? Piaccia o non piaccia (a me, per esempio, piace poco) è questa la logica che attualmente domina l'intrattenimento mainstream. O la si accetta e ci si mette il cuore in pace o si lascia perdere questo tipo di prodotti. Inutile però bortobottare sempre le stesse cose e lanciare sempre gli stessi strali contro il politicamete corretto ogni volta come se fosse la prima.
      Ultima modifica di Il_Baccelliere; 06 luglio 19, 10:25.

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      • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
        'Sta cosa che l'immedesimazione scatti in base all'etnia, o al sesso, o all'orientamento sessuale, o alla religione, o a chissà cos'altro, è una boiata pazzesca.
        Se dovessi basarmi solo sulla somiglianza fisica, probabilmente la principessa Disney in cui dovrei rispecchiarmi di più dovrebbe essere Biancaneve, o al massimo Belle, ma questo non mi ha mai impedito fin da bambina di simpatizzare anche (anzi, soprattutto) per Mulan (cinese), Jasmine (araba), Esmeralda (gitana) o Pocahontas (indiana d'america). Non sono nemmeno un ragazzo, eppure questo non mi ha precluso l'immedesimazione in Aladdin o in Ercole (che peraltro, oltre ad essere maschi, sono anche rispettivamente un arabo e un greco)... O in Harry Potter, o in Luke Skywalker, se è per questo. Non sono nera, eppure uno dei miei personaggi cinematografici femminili preferiti di sempre è Mace di Strange Days, interpretata da Angela Bassett. Non sono honkonghese, eppure adoro Chow Yun-fat. Sono etero, eppure non ho difficoltà a interfacciarmi con la relazione omosessuale in I segreti di Brokeback Mountain, per non parlare di quella in Mulholland Drive, che è pure uno dei miei film preferiti di sempre.
        L'immedesimazione non scatta in base all'etnia, all'aspetto fisico, al sesso, all'orientamento sessuale o ad altri parametri similari; scatta grazie a meccanismi narrativi più complessi e molto meno superficiali di così.
        Chiunque si può immedesimare in Edward Mani-di-forbice, uomini, donne, bianchi, neri, eterosessuali, omosessuali - chiunque almeno una volta nella vita si sia sentito solo, emarginato, diverso.
        I personaggi di finzione, a meno che non siano delle palesi allegorie, non rappresentano una categoria specifica (solo perché un personaggio è di sesso maschile non significa che rappresenti tutti gli uomini; solo perché un personaggio è di sesso femminile non significa che rappresenti tutte le donne; solo perché un personaggio è asiatico non significa che rappresenta tutti gli asiatici; solo perché un personaggio è gay non significa che rappresenti tutti i gay; ecc. ecc.), rappresentano solo sé stessi e al tempo stesso sono universali.
        Sostenere che per permettere a una minoranza di immedesimarsi in un personaggio e sentirsi inclusa in una storia sia necessario rappresentarla fedelmente a mio giudizio non solo è sbagliato per i motivi sopra espressi, ma è anche controproducente: cosa c'è di positivo nell'affermare che posso provare empatia per qualcuno solo in base a quanto mi somiglia esteriormente, invece di ricercare affinità più profonde che vadano oltre le differenze di superficie?
        Non ammantiamo di presunti nobili intenti, o di nobili risvolti ("La rappresentazione multietnica incentiverà l'immedesimazione delle minoranze!"... Ma non c'è proprio nulla che vieti o impedisca a queste minoranze di immedesimarsi anche se non si vedono costantemente rappresentate), quella che è e rimane una becera manovra commerciale. Alla Disney non gliene frega niente dell'inclusività e della diversità: se avessero la sensazione che una Pocahontas biondo platino verrebbe ben accolta, non esiterebbero due volte a orientare la scelta di casting in tale direzione.
        Detto questo non sto dicendo che allora le minoranze possono attaccarsi al tram e non essere rappresentate MAI se non dove esplicitamente richiesto per esigenze narrative (vedi Aladdin e Jasmine arabi), anzi: io auspico il ritorno a un approccio come quello di Robert Heinlein, che già nel '59 ha scritto Fanteria dello spazio il cui protagonista, alla fine del romanzo, si scopre essere filippino. Heinlein dà alla questione l'importanza che merita ai fini della trama, cioè zero, ed è così che deve essere (a meno che, come dicevo in precedenza, l'etnia o qualunque altra caratteristica individuale non sia un elemento importante proprio per questioni narrative, cosa che in questo caso non è): è giusto non dare per scontato che qualunque personaggio di un'opera sia bianco caucasico (magari statunitense o europeo ), senza per questo dover attribuire alla questione più peso di quello che ha (e senza trincerarsi dietro a fumosi discorsi sull'immedesimazione, che come dicevo non c'entrano NULLA).
        E comunque è vero e innegabile che i personaggi dei classici Disney siano prevalentemente bianchi, ma la diversità non manca, come dimostrato dai personaggi sopraccitati.

        Per quanto mi riguarda, il problema non è che abbiano cambiato i connotati di Ariel (cosa di cui di per sé frega niente), ma che l'abbiano fatto come mossa commerciale travestita da buone intenzioni, la più spregevole delle forme di politicamente corretto.
        A me stomaca questo cavalcare l'onda della diversità in questo modo che trovo paradossalmente anche offensivo e irrispettoso: da un lato si combatte (si finge di combattere, per meglio dire) una battaglia sbattendosene completamente dell'ideologia dietro essa, pensando solo a lucrarci su, dall'altro lato tutta l'operazione ha un che di paternalisticamente fastidioso ("Noi occidentali bianchi privilegiati dall'alto della nostra magnanimità concediamo a voi *inserire minoranza a caso* di interpretare personaggi iconicamente caucasici, così potrete riscattarvi dei decenni di esclusione e di whitewashing").
        Il mio sogno è un mondo in cui non si sentirà più la necessità di sbandierare la diversità e l'inclusività in opere artistico-intrattenitive per fini politici (a meno che il fine politico non sia tematicamente integrato nell'opera in questione - Spike Lee, ma anche Jordan Peele, fanno film interpretati da neri che parlano di neri e si rivolgono principalmente a neri, e va benissimo così) e che raggiunga un equilibrio tale per cui l'etnia (o il sesso, o qualunque altra cosa) diventi irrilevante - abbastanza irrilevante da evitare situazioni alla Infernale Quinlan, con un improbabile Charlton Heston imposto dalla produzione a fare il messicano, ma anche da risparmiare manovre penose come trasformare Ariel (o Hermione Granger ) in un'afroamericana (o fare un remake di Ghostbusters con cast femminile).
        Sei stata perfetta. La penso esattamente come te, in tutto.
        # I am one with the Force and the Force is with me #

        -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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        • Enfad 92 minuti di applausi.

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          • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
            Per quanto mi riguarda, il problema non è che abbiano cambiato i connotati di Ariel (cosa di cui di per sé frega niente), ma che l'abbiano fatto come mossa commerciale travestita da buone intenzioni, la più spregevole delle forme di politicamente corretto.
            A me stomaca questo cavalcare l'onda della diversità in questo modo che trovo paradossalmente anche offensivo e irrispettoso: da un lato si combatte (si finge di combattere, per meglio dire) una battaglia sbattendosene completamente dell'ideologia dietro essa, pensando solo a lucrarci su, dall'altro lato tutta l'operazione ha un che di paternalisticamente fastidioso ("Noi occidentali bianchi privilegiati dall'alto della nostra magnanimità concediamo a voi *inserire minoranza a caso* di interpretare personaggi iconicamente caucasici, così potrete riscattarvi dei decenni di esclusione e di whitewashing").
            Il mio sogno è un mondo in cui non si sentirà più la necessità di sbandierare la diversità e l'inclusività in opere artistico-intrattenitive per fini politici (a meno che il fine politico non sia tematicamente integrato nell'opera in questione - Spike Lee, ma anche Jordan Peele, fanno film interpretati da neri che parlano di neri e si rivolgono principalmente a neri, e va benissimo così) e che raggiunga un equilibrio tale per cui l'etnia (o il sesso, o qualunque altra cosa) diventi irrilevante - abbastanza irrilevante da evitare situazioni alla Infernale Quinlan, con un improbabile Charlton Heston imposto dalla produzione a fare il messicano, ma anche da risparmiare manovre penose come trasformare Ariel (o Hermione Granger ) in un'afroamericana (o fare un remake di Ghostbusters con cast femminile).
            ti ho mai chiesto di sposarmi?



            Honour to the 26s

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            • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
              'Sta cosa che l'immedesimazione scatti in base all'etnia, o al sesso, o all'orientamento sessuale, o alla religione, o a chissà cos'altro, è una boiata pazzesca.
              Se dovessi basarmi solo sulla somiglianza fisica, probabilmente la principessa Disney in cui dovrei rispecchiarmi di più dovrebbe essere Biancaneve, o al massimo Belle, ma questo non mi ha mai impedito fin da bambina di simpatizzare anche (anzi, soprattutto) per Mulan (cinese), Jasmine (araba), Esmeralda (gitana) o Pocahontas (indiana d'america). Non sono nemmeno un ragazzo, eppure questo non mi ha precluso l'immedesimazione in Aladdin o in Ercole (che peraltro, oltre ad essere maschi, sono anche rispettivamente un arabo e un greco)... O in Harry Potter, o in Luke Skywalker, se è per questo. Non sono nera, eppure uno dei miei personaggi cinematografici femminili preferiti di sempre è Mace di Strange Days, interpretata da Angela Bassett. Non sono honkonghese, eppure adoro Chow Yun-fat. Sono etero, eppure non ho difficoltà a interfacciarmi con la relazione omosessuale in I segreti di Brokeback Mountain, per non parlare di quella in Mulholland Drive, che è pure uno dei miei film preferiti di sempre.
              L'immedesimazione non scatta in base all'etnia, all'aspetto fisico, al sesso, all'orientamento sessuale o ad altri parametri similari; scatta grazie a meccanismi narrativi più complessi e molto meno superficiali di così.
              Chiunque si può immedesimare in Edward Mani-di-forbice, uomini, donne, bianchi, neri, eterosessuali, omosessuali - chiunque almeno una volta nella vita si sia sentito solo, emarginato, diverso.
              I personaggi di finzione, a meno che non siano delle palesi allegorie, non rappresentano una categoria specifica (solo perché un personaggio è di sesso maschile non significa che rappresenti tutti gli uomini; solo perché un personaggio è di sesso femminile non significa che rappresenti tutte le donne; solo perché un personaggio è asiatico non significa che rappresenta tutti gli asiatici; solo perché un personaggio è gay non significa che rappresenti tutti i gay; ecc. ecc.), rappresentano solo sé stessi e al tempo stesso sono universali.
              Sostenere che per permettere a una minoranza di immedesimarsi in un personaggio e sentirsi inclusa in una storia sia necessario rappresentarla fedelmente a mio giudizio non solo è sbagliato per i motivi sopra espressi, ma è anche controproducente: cosa c'è di positivo nell'affermare che posso provare empatia per qualcuno solo in base a quanto mi somiglia esteriormente, invece di ricercare affinità più profonde che vadano oltre le differenze di superficie?
              Non ammantiamo di presunti nobili intenti, o di nobili risvolti ("La rappresentazione multietnica incentiverà l'immedesimazione delle minoranze!"... Ma non c'è proprio nulla che vieti o impedisca a queste minoranze di immedesimarsi anche se non si vedono costantemente rappresentate), quella che è e rimane una becera manovra commerciale. Alla Disney non gliene frega niente dell'inclusività e della diversità: se avessero la sensazione che una Pocahontas biondo platino verrebbe ben accolta, non esiterebbero due volte a orientare la scelta di casting in tale direzione.
              Detto questo non sto dicendo che allora le minoranze possono attaccarsi al tram e non essere rappresentate MAI se non dove esplicitamente richiesto per esigenze narrative (vedi Aladdin e Jasmine arabi), anzi: io auspico il ritorno a un approccio come quello di Robert Heinlein, che già nel '59 ha scritto Fanteria dello spazio il cui protagonista, alla fine del romanzo, si scopre essere filippino. Heinlein dà alla questione l'importanza che merita ai fini della trama, cioè zero, ed è così che deve essere (a meno che, come dicevo in precedenza, l'etnia o qualunque altra caratteristica individuale non sia un elemento importante proprio per questioni narrative, cosa che in questo caso non è): è giusto non dare per scontato che qualunque personaggio di un'opera sia bianco caucasico (magari statunitense o europeo ), senza per questo dover attribuire alla questione più peso di quello che ha (e senza trincerarsi dietro a fumosi discorsi sull'immedesimazione, che come dicevo non c'entrano NULLA).
              E comunque è vero e innegabile che i personaggi dei classici Disney siano prevalentemente bianchi, ma la diversità non manca, come dimostrato dai personaggi sopraccitati.



              Per quanto mi riguarda, il problema non è che abbiano cambiato i connotati di Ariel (cosa di cui di per sé frega niente), ma che l'abbiano fatto come mossa commerciale travestita da buone intenzioni, la più spregevole delle forme di politicamente corretto.
              A me stomaca questo cavalcare l'onda della diversità in questo modo che trovo paradossalmente anche offensivo e irrispettoso: da un lato si combatte (si finge di combattere, per meglio dire) una battaglia sbattendosene completamente dell'ideologia dietro essa, pensando solo a lucrarci su, dall'altro lato tutta l'operazione ha un che di paternalisticamente fastidioso ("Noi occidentali bianchi privilegiati dall'alto della nostra magnanimità concediamo a voi *inserire minoranza a caso* di interpretare personaggi iconicamente caucasici, così potrete riscattarvi dei decenni di esclusione e di whitewashing").
              Il mio sogno è un mondo in cui non si sentirà più la necessità di sbandierare la diversità e l'inclusività in opere artistico-intrattenitive per fini politici (a meno che il fine politico non sia tematicamente integrato nell'opera in questione - Spike Lee, ma anche Jordan Peele, fanno film interpretati da neri che parlano di neri e si rivolgono principalmente a neri, e va benissimo così) e che raggiunga un equilibrio tale per cui l'etnia (o il sesso, o qualunque altra cosa) diventi irrilevante - abbastanza irrilevante da evitare situazioni alla Infernale Quinlan, con un improbabile Charlton Heston imposto dalla produzione a fare il messicano, ma anche da risparmiare manovre penose come trasformare Ariel (o Hermione Granger ) in un'afroamericana (o fare un remake di Ghostbusters con cast femminile).
              Game, set, match. Brava Enfad! questo intervento potrebbe mettere d'accordo per una volta tutta la community di Badtaste.

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              • Ah, davvero Rico era filippino nel libro? Nei film era argentino...

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                • Che patetica buffonata. Gli americani negli ultimi tempi sono dei cialtroni. Metà successo di questo film solo per la discussione che si è instaurata. Comunque lei sembra la creatura di Splice: tra un occhio e l'altro ha lo spazio sufficiente per un altro occhio.

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                  • Originariamente inviato da ryoma nagare Visualizza il messaggio
                    Che patetica buffonata. Gli americani negli ultimi tempi sono dei cialtroni. Metà successo di questo film solo per la discussione che si è instaurata. Comunque lei sembra la creatura di Splice: tra un occhio e l'altro ha lo spazio sufficiente per un altro occhio.
                    AHAHAHAHAHAHAH
                    "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser...E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia... E' tempo di morire"

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                    • Originariamente inviato da ryoma nagare Visualizza il messaggio
                      Comunque lei sembra la creatura di Splice: tra un occhio e l'altro ha lo spazio sufficiente per un altro occhio.
                      Verissimo ahahahahahah

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                      • Se ci pensate è perfetta: deve o non deve essere una creatura fantastica e precisamente una "donna pesce"? Così risparmiano sul make-up.
                        Scherzi a parti la trovo bellissima, molto particolare. E ricordate che abbiamo avuto Emma Watson come Belle.
                        Ultima modifica di mr.fred; 09 luglio 19, 17:19.

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                        • Forse meglio non ricordarlo ^^".
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