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IT - part 1 & 2 (Andy Muschietti)

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  • A quei 60 aggiungine altri 150 per il marketing e la distribuzione a tappeto in contemporanea mondiale e arriva a circa 200 milioni.
    E' un blockbuster a tutti gli effetti.



    A parte questo piccolo particolare non avrà problemi a diventare un nuovo grande successo per la Warner.
    Il primo incassà 700 milioni solo nelle sale, ne avrà fatti altrettanti se si prende in considerazione il resto dell' indotto.
    Ultima modifica di mr.fred; 04 settembre 19, 19:08.

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    • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio

      Che cattiveria.
      Rilancio con questa recensione che rimanda a Bogdanovich
      Sinceramente Bogdanovich mi sembra buttato come riferimento a caso per elevare il film. Il cinema di Bogdanovich è improntato alla nostalgia, senza però essere mai retromane come invece la recente moda tediosa tesa a celebrare gli anni 80' vuole fare.
      Bogdanovich non è mai stato retromane e nell'Ultimo Spettacolo di certo non celebrava gli anni 50', anche perchè la nostalgia si scontrava con l'impossibilità di trasportare gli anni 50' nella sua epoca (i 70'). Seppur amante e massimo conoscitore del cinema classico, Bogdanovich alla fine ha sempre messo in chiaro l'impossibilità di replicarne gli esatti schemi nel presente e d'altronde quel cinema era scollegato da una certa realtà già quando nacque, vedere la sequenza del Padre della sposa con la sua protagonista ed il comportamento dei ragazzi nel cinema e poco dopo e manco Taylor con i suoi 7 matrimoni seguirà l'esempio di purezza e vita matrimoniale retta del personaggio che interpretava nel film). Oppure la mandria del Fiume Rosso in libertà con i buoi che invece sono in gabbia su un camion.

      Non credo proprio che IT di Muschietti avrà simili riflessioni.

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      • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
        Per me hanno fatto bene a farne due, il dubbio che ho è se sarebbe stato migliore o meno un approccio volto a mantenere l'alternanza tra il presente e il passato per entrambe le pellicole invece di fare la separazione a livello cronologico.
        Anche per me. Potrebbe essere interessante in futuro vederne una versione rimontata, con salti avanti e indietro nel tempo (come nel romanzo e alla True Detective). Continua comunque a ispirarmi molto l'idea di una visione back to back. Per quanto riguarda le stroncature, dobbiamo accettarle tanto quanto le esaltazioni, sempre nell'ottica di una curiosità per i pareri più variegati e talvolta fini a sé stessi che circolano sul web. Ma devo confessare che l'uso del termine "generalista" per definire e categorizzare in senso non positivo un tipo di pubblico che - parere personale - per me non esiste, è un buon indice per non dare particolare peso o importanza a chi lo esprime.

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        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
          A quei 60 aggiungine altri 150 per il marketing e la distribuzione a tappeto in contemporanea mondiale e arriva a circa 200 milioni.
          E' un blockbuster a tutti gli effetti.



          A parte questo piccolo particolare non avrà problemi a diventare un nuovo grande successo per la Warner.
          Il primo incassà 700 milioni solo nelle sale, ne avrà fatti altrettanti se si prende in considerazione il resto dell' indotto.
          Ma quindi per andare in pari deve farne 200 o minimo sui 3-400?

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          • Minimo quattrocento.

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            • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio

              Sinceramente Bogdanovich mi sembra buttato come riferimento a caso per elevare il film. Il cinema di Bogdanovich è improntato alla nostalgia, senza però essere mai retromane come invece la recente moda tediosa tesa a celebrare gli anni 80' vuole fare.
              Bogdanovich non è mai stato retromane e nell'Ultimo Spettacolo di certo non celebrava gli anni 50', anche perchè la nostalgia si scontrava con l'impossibilità di trasportare gli anni 50' nella sua epoca (i 70'). Seppur amante e massimo conoscitore del cinema classico, Bogdanovich alla fine ha sempre messo in chiaro l'impossibilità di replicarne gli esatti schemi nel presente e d'altronde quel cinema era scollegato da una certa realtà già quando nacque, vedere la sequenza del Padre della sposa con la sua protagonista ed il comportamento dei ragazzi nel cinema e poco dopo e manco Taylor con i suoi 7 matrimoni seguirà l'esempio di purezza e vita matrimoniale retta del personaggio che interpretava nel film). Oppure la mandria del Fiume Rosso in libertà con i buoi che invece sono in gabbia su un camion.

              Non credo proprio che IT di Muschietti avrà simili riflessioni.
              Non è così come dici, perchè nella recensione l'accostamento a Bogdanovich non fa leva su quel nucleo tematico, non si parla di celebrazione del passato, non lo fa Bogdanovich nè tantomeno lo fa IT, il fatto che sia ambientato negli anni 80 è di certo una strizzata d'occhio a ciò che fa tendenza oggi (fattore nostalgia), ma non per questo racchiude il film in un continuo decantare quel decennio, non era negli intenti di King la celebrazione del passato ne c'è alcuna mania retromane in Muschietti, e comunque ripeto Bogdanovich non è stato tirato in ballo col fine di cui tu parli, non capsico in quale punto dell'articolo hai trovato dei paragoni di questo tipo.
              Si cita "L'Ultimo Spettacolo" per creare un parallelismo tra la cittadina del Texas del film di Bogdanovich e la Derry del romanzo di King, di come i due nuclei urbani presentino delle affinità, l'essere isolate rispetto alla vastità delle grandi metropoli, il loro rimanere indietro rispetto al cambiamento dei tempi, continuamente inglobate sotto un alone di grigiore e le sferzate di un vento che le rende ancora più polverose e vecchie, un vento che non porta con se il cambiamento ma va a cadenzare la monotonia delle giornate. La dimensione urbana diventa speculare alla dimensione psicologica di chi la abita. La vacuità in una e la paura nell'altra sono gli elementi che (re)spingono i protagonisti a rifuggire, a caccia di quel cambiamento, di quella giornata migliore, ma non possono, perchè sono tenuti legati a quei posti che li richiamano ogni volta a se. Entrambi inoltre raccontano un passaggio generazionale e hanno come protagonisti un gruppo di ragazzi che devono superare gli ostacoli dell'adolescenza e avere la forza e il coraggio di entrare in una fase successiva della propria vita.
              Una chiave di lettura del genere può trovare affinità tra i due autori secondo me, e non ci trovo niente di oltraggioso, quello che dici tu sarà anche giusto, ma il fatto che Muschietti abbia guardato ad un aspetto di un film di Bogdanovich non significa che voglia riproporne in toto la sua poetica o che rientrasse nelle sue prerogative farlo. Tantomeno non credo ci sia nemmeno la presunzione di mettersi sullo stesso piano. Quindi non ha più di tanto senso stare qui ad elencare le differenze tra i due e quanto poco si somiglino.
              Le riflessioni di cui parli non le farà perchè sono fuori luogo e gli autori non sono interessati a proporle. Quindi stica.
              Ultima modifica di MrCarrey; 04 settembre 19, 22:21.

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              • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                Seppur amante e massimo conoscitore del cinema classico, Bogdanovich alla fine ha sempre messo in chiaro l'impossibilità di replicarne gli esatti schemi nel presente...
                Può darsi che anche Muschietti la pensi allo stesso modo, e che quel "ultimo spettacolo" proiettato nei cinema di Derry ci sia, oltre l'omaggio a Bogdanovich, un guardare con nostalgia ad un certo tipo di cinema horror (Nightmare) che il regista ama e che sa di non poter replicare sulla scena odierna, sebbene forse vorrebbe. Tant'è che la maggior parte delle recensioni parla di un film coniugato alla contemporaneità, secondo i crismi del cinema horror moderno e con tutti i contro che si porta dietro.

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                • Per me L'Ultimo Spettacolo è il più grande coming of age di sempre, magari Muschietti lo avesse preso come riferimento, anche perché IT appartiene a tale genere. Bastava rifarsi comunque a Stand by Me di Reiner, sempre tratto da King e un film anni 80' e con dei ragazzini protagonisti. L'unica sequenza riuscita sotto tale aspetto e che risulta essere la migliore del film, è il tuffo dalla scogliera ed il bagno nel lago, un momento vagamente alla Stand by Me.
                  Peccato che il primo film cicchi tale aspetto clamorosamente, tralascio l'horror perché come tale il film vale zero, poi il confronto finale la butta su un action horror infarcito di CGI scadente, che uccide ogni tensione.
                  Ultima modifica di Sensei; 05 settembre 19, 00:33.

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                  • seriamente stai criticando l'ultimo IT? lol.
                    è uno dei migliori remake (anche se quella era un miniserie vabè) che ho visto negli ultimi anni.

                    gran bel film e tutte le tematiche da coming of age ci sono alla grande. ma che film hai visto in sala?
                    # I am one with the Force and the Force is with me #

                    -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                    • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                      seriamente stai criticando l'ultimo IT? lol.
                      è uno dei migliori remake (anche se quella era un miniserie vabè) che ho visto negli ultimi anni.
                      1) Ti sorprenderà scoprire che non è l' unico a farlo.
                      2) Dipende dai film che si è abituati a vedere.

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                      • Non si può criticare IT, è un capolavoro "accertato Dolan".

                        Intanto il poster del film semina il terrore tra i più piccoli

                        https://www.indiewire.com/2019/09/it...en-1202170769/
                        Luminous beings are we, not this crude matter.

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                        • Peggio ancora è un adattamento certificato da King in persona.

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                          • Le tematiche ci sono (grazie tante, il soggetto di partenza sempre quello è), il problema è come sono narrate e sviluppate. Il legame e l'amicizia tra i perdenti si sente poco, diventano amici per caso. Anche l'ingresso di Mike in squadra aveva anche una chiara presa di posizione morale e anti-razzista da parte dei 7 perdenti, i quali per quanto venissero da situazioni disagiate o comunque afflitti da problemi personali anche invalidanti per certi versi, riuscivano ad essere gruppo ed essere invincibili.
                            Il legame tra i 7 perdenti si cementifica in due particolari occasioni; la battaglia dei sassi qua uccisa da scelte musicali idiote e rallenty cafoni, mentre l'altro è la dichiarazione di guerra da parte di IT quando sfogliano l'album delle fotografia (nel film le diapositive), qua ridotto ad un momento da piccoli brividi (con tanto di ennesimo jump-scare), quando invece i 7 perdenti si rendevano perfettamente conto che in realtà IT temeva la loro unione, poichè insieme potevano sconfiggere la loro paura e ribaltarla sul clown malvagio.

                            Che schiappa poi sto IT nel film, non ho capito perchè George o Patrick nel film vengano subito uccisi, mentre con i perdenti quando ha l'occasione di farlo non li uccida mai. Non importa del libro, cinematograficamente non funziona, ok in alcuni casi i perdenti scappano all'ultimo momento, ma in altri casi IT avrebbe potuto ucciderli subito per come si erano messe le cose.
                            E' un film lungo, stiracchiato, ripetitivo e anche disorganico nella parte centrale per come è distribuito il tutto.

                            Aver tolto la narrazione non lineare per me è stato un grande errore, poichè ci si è preclusi possibili svolte e scelte narrative più efficaci a favore di una banale semplificazione. Tra l'altro avrebbe dato un pò più di ciccia e spessore s qualche personaggio, perchè tranne Ben e Beverly, gli altri soffrono, specie Stan e Mike che sono tappezzeria.
                            Ultima modifica di Sensei; 05 settembre 19, 10:02.

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                            • Dobbiamo fare il remake dello scorso anno? Ok, va bene. IT Capitolo Uno mi ha fatto cacare. C'è di peggio sicuramente, ma è un popcorn movie per ragazzini. Muschietti non è mai riuscito a dare un minimo di verità e di umanità a quello che resta un prodotto industriale studiato a tavolino solo per fare soldoni senza rischiare. Questo Capitolo Due lo salterò a piè pari, lo vedrò in streaming o su Sky.
                              https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • No ma che dici, è L' Ultimo Spettacolo dei giorni nostri.

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