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Annihilation - Alex Garland

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  • Film interessante... un po noiosa la prima parte, intriganti il finale. Riguardo il significato, più o meno avete detto tutto voi, non ho niente da aggiungere. Saluti a tutti.
    Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia

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    • Non mi è piaciuto. Mi accodo a gran parte delle critiche lette nelle pagine precedenti.
      Il soggetto di base è interessante, ma lì i meriti vanno al libro, non a Garland. Il film m'è sembrato assai semplicistico nel tratteggiare le psicologie dei personaggi, cosa che in un film del genere per me è un grosso difetto. Difatti, fino ai 20 minuti finali (dove il film si solleva grazie a delle buone soluzioni visivo/sonore) non me ne poteva fregar di meno di chi morisse o perché. Assenza quasi totale di ritmo interno, regia incerta, perennemente a cavallo tra un approccio autoriale ed uno più appetibile, senza appagare in nessuno dei due aspetti. L'effettistica l'ho trovata pessima e brutta da vedere, e la fotografia non ha aiutato. Insomma, l'ho trovato un bel passo indietro rispetto ad Ex Machina. Probabilmente un film come questo andava girato con maggior consapevolezza di stile e soprattutto un maggior budget.
      Buona la prova della Portman, e comunque, aldilà di tutti i difetti che c'ho trovato, apprezzabile il coraggio di Garland di non lucrare sul successo della precedente pellicola e di osare su qualcosa di più complesso rispetto alla media della roba che esce al cinema.
      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Messi di fronte a certi film a volte le seghe mentali prolificano e i pipponi vengono da sé.
        Conosco il romanzo di Jeff VanderMeer, che ho letto il mese scorso in previsione dell’uscita filmica, e come scrissi qualche settimana fa in un commento a caldo post visione il lavoro di Garland prende spunto dal materiale cartaceo per riadattarlo in una veste fortemente personalizzata che tanto toglie ma allo stesso tempo dona nuove chiavi di lettura. Garland permette alla sua creature di respirare in piena autonomia, trovando un giusto compromesso tra cinema commerciale e la volontà di imboccare percorsi inusuali, proponendo una fantascienza che rimanda al passato, un tipo di cinema a cui piace mostrare tanto ma a cui importa spiegare poco, meccanismi che diremo quasi antisociali, per un tipo di pubblico ormai assopito poichè abituato ad essere imboccato dal suo autore nel decifrare a tutto tondo forma e contenuto di un opera. Annientamento è un film che pretende invece un impegno in più in sede di lettura, che dispensa materia prima (dettagli da cogliere) e che poi richiede al suo fruitore di metterci del proprio per modellarla e ottenerne un prodotto finito, ma che soprattutto concede libero arbitro su cosa farne di determinati spunti e quindi la possibilità di decidere cosa sia realmente accaduto, e questa è una cosa che oggi in tanti non siamo più disposti a fare.
        A seguire quindi un’interpretazione di cosa per me Annientamento mette in tavola, e ancora una volta è fantascienza, tolto tutto il cotè sci-fi, che parla di noi.
        [ SEGUONO SPOILER]
        Il fulcro del film ruota intorno all’idea di cambiamento e di crescita in tutte le sue forme, che sia materia organica o inanimata, un essere vivente o un luogo soggiogato dai segni del tempo. La tensione all’autodistruzione è la matrice che indirizza verso questo percorso di cambiamento e di crescita, inteso anche come rinascita. Da questo precetto si sviluppano gli snodi narrativi di questa avventura, come anche certe apparenti digressioni biologiche sul processo di scissione cellulare, apoptosi cellulare, fino ad arrivare ad un emblematico scambio ideologico tra la protagonista (biologa appunto) e una psicologa sulla natura dell’autodistruzione e di come essa stessa sia, oltre che una propensione spontanea dell’uomo, un procedimento naturale.
        I personaggi del film, le cinque studiose che si addentrano nell’area X, una zona esposta ad una ambigua metamorfosi di origine radioattiva/aliena, cercano estrinsecamente delle risposte su un fenomeno esterno, ma in realtà è fin da subito chiaro che questa ricerca vada ad attestarsi più che altro su un piano intrinseco. Agognano altri significati alla propria esistenza, una nuova linfa vitale, stanno tutte cercando un modo per rinascere in qualcosa di differente (anche altre forme o esseri, un albero, un orso), bramano nuove vite. Nella loro evoluzione, l’autodistruzione assume i connotati di passaggio fondamentale, il rischio di questo step è lo spingersi troppo oltre il limite finendo nell’oblio della morte. Volente o nolente l’autodistruzione è un processo messo in atto da tutte le personalità coinvolte nella missione, chi come il personaggio di Tessa Thompson racchiude un passato di dipendenza da abuso di stupefacenti e si autoinfligge tagli sulle braccia volontariamente, chi come la psicologa che per indole non è incline all’autodistruzione ma che è ben conscia che contrariamente alla sua volontà il suo corpo assolverà tale compito comunque, avendo contratto una forma tumorale incurabile (la metafora del cancro individuata da alcuni applicabile sull’intero film calza alla grande anche per altri rimandi).
        Cruciale in questi senso il rapporto instabile della protagonista con il marito e il cambiamento a cui devono andare incontro per stare insieme, l’autodistruzione di lei che compie adulterio con un collega sposato, l’arruolamento di lui nella precedente missione nell’area X e il successivo ritorno tra le mura domestiche come uomo nuovo, talmente cambiato da essere avvertito come un estraneo. I continui flashback alla vita familiare della protagonista non sono messi a caso per colmare un sentito bisogno di approfondimento psicologico del personaggio, ma stanno là a rimarcare l’assunto di base di cui si parlava prima. Adesso è lei che deve sopperire questa necessità di cambiamento, questa la motiva a seguire le orme del marito, oltrepassare il confine dell’area X e attraversare lo stesso calvario in un luogo dove tutto è soggetto a mutazione fenotipica e interiore. Al suo rientro avrà finalmente vissuto la propria personale crescita, fatta di redenzione e perdono, i due si abbracciano alla fine del film, entrambi sono consci di aver intrapreso un viaggio importantissimo e il luccichio del fuoco che hanno attraversato è ancora nei loro occhi a dimostrarlo (c’è chi invece potrebbe pensare a qualcosa di più inquietante ( La Cosa). In ogni caso, qualunque cosa abbiano dovuto affrontare prima, tutto quel comportamento autodistruttivo, li ha resi le persone che sono ora. E, presumibilmente, sono migliori per questo. Insieme.
        A fronte di una prima parte che incespica un po’ nel creare un certo coinvolgimento, la fase eslplorativa dell’area X avrebbe potuto avere un respiro più avventuroso, e dunque essere più fascinosa, Annientamento si svela poi essere un esperienza intensa nei contenuti e sottotesti che mettono alla prova lo spettatore più distratto (incassando uno dei finali più grossi e vividi visti nel cinema recente), quel tipo di fantascienza densa e stratificata, specchio oscuro atto a riflettere le verità che ci appartengono e che spesso rimangono celate sottopelle, rivelandosi ancora una volta uno dei generi cinematografici più consoni atto a parlarci di noi stessi.

        Voto: 8,5
        Ultima modifica di MrCarrey; 13 aprile 18, 14:59.

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        • Finalmente c'è l'ho fatta anch'io:

          Lasciate ogni speranza o voi che entrate, perchè in questa dimensione quasi onirica l'intellettualismo viene rifratto come la luce solare da nuvole, alberi e tende, dove l'oscuro e meschino subconscio la fa da padrone ancora una volta dopo Ex-Machina e anche se a volte pare una scusa per quattro scazzottate con plot-twist annesso, c’è di che divertirsi con lo sci/fi spirituale fatto di ombre e zanne, quelle di Garland che avrebbe voluto la spazialità e immersività del grande schermo ovunque.
          Ultima modifica di TheGame; 06 aprile 18, 20:16.


          "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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          • Dove Stanlio Kubrick si avventura nella Zona a caccia di metaforoni
            "È tutto molto complicato...". "Il Contesto è importante!".
            "È tutto perfetto nel passato. Tranne come ci ha portato al presente."

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            • Sindrome dell’intelletuale del web o dello spiegone, ma si sa che a certi “recensori” un certo tipo di prodotto che non abbia riportato il nome Lynch (e a volte nemmeno quello basta) viene rigurgitato in men che non si dica.


              "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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              • Io su questo punto qui c'ho ben poco da ridire:

                "Quello che più stupiva di Ex Machina, che per Garland era il debutto assoluto alla regia, era la naturalezza con cui fluiva, con cui la Storia e le Cose Da Dire plasmavano il linguaggio e l’atmosfera di ogni scena; Garland saltellava senza soluzione di continuità tra il body horror e la poesia, apparentemente disinteressato a ogni barriera di genere, e lasciava che fosse l’umore del momento a dettare la sua regia, e il film libero di dire la sua e di schizzare in cento direzioni differenti senza mai perdere coesione.

                Quello che più stupisce di Annientamento, al contrario, è quanto tutto sia posticcio, appicciato, pianificato su carta, macchinoso e meccanico."
                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Sinceramente c’è ben poco di “macchinoso”.


                  "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                  • Soggetto interessante, purtroppo il film l'ho trovato noiosetto (mi son quasi addormentato)... si salva giusto qualcosina.
                    :twisted: LA VOSTRA SERENITA' E' UN BUON SINTOMO... ALLEVIA LA TENSIONE E LA PAURA DI MORIRE. :twisted:

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                    • Ah comunque uscirà anche in blu ray, per tutti quelli che si lamentavano del solo netflix https://www.amazon.it/Annihiliation-...in%3A510335031
                      "È tutto molto complicato...". "Il Contesto è importante!".
                      "È tutto perfetto nel passato. Tranne come ci ha portato al presente."

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                      • Speriamo facciano la stessa cosa col film di Welles.

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                        • Non lo faranno perché quella è una produzione originale.
                          Annihilation e Cloverfield li hanno comprati da una major evidentemente il contratto prevedeva la pubblicazione del dvd.

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