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Suspiria (2018)

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  • Anche A Bigger Splash ha una sezione finale che ha fatto discutere per non parlare della famigerata scena della pesca.
    Il cosiddetto sprezzo del ridicolo sembra essere una sua cifra e quantomeno denota una grossa personalità.
    Ultima modifica di mr.fred; 09 gennaio 19, 10:38.

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    • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
      Io non sono d'accordo circa la resa della Markos, ha giusto l'aspetto di patetico pezzo di carne avariata che una strega in disarmo deve avere, degna del carnevale risibile che la circonda. In verità quando balbetta imbarazzata alla domanda di Susie su quale strega sia mi ha fatto anche pena. È una creatura ibrida dall'effetto spiazzante proprio perché rozzo come un disegno su un libro di fiabe tedesche delle elementari. Poi quegli occhiali neri... E Guadagnino sprezza il ridicolo perché per tutto il film è tremendamente sicuro dei propri mezzi. Non lo avrei mai detto prima di questo film ma con Suspiria supera in maestria qualsiasi regista italiano attuale, compreso Garrone, e ogni suo progetto futuro mi riempie di curiosità.
      Assolutamente. Chiamami col tuo nome non mi aveva detto molto all'epoca (l'ho preso in bluray, però, e voglio rivederlo) e da grande amante del Suspiria di Argento disprezzavo questa operazione di remake e se scorrete indietro in questo topic vedrete anche i miei commenti poco generosi all'uscita del primo teaser. Alla fine andai a vederlo a Venezia per un semplice pensiero di "Via il dente, via il dolore" e vuoi per l'atmosfera di essere alla Mostra, vuoi per essere in compagnia di cinefili tutto il giorno, vuoi per l'esaltazione di aver scambiato due chiacchiere con un paio di utenti di questo forum e essermi quasi scontrato con Del Toro, vuoi per aver visto il film con il rumore della pioggia all'esterno che si confondeva con il rumore della pioggia nel film e -last but not least- vuoi perché il film è veramente una mina ne sono uscito esaltato.
      Da allora ho recuperato A Bigger Splash e incredibilmente mi piacque moltissimo, finale compreso. Recentemente ho anche superato lo scoglio di Io sono l'amore che avevo iniziato anni fa ma non lo finii perché mi sembravano due coglioni grossi così e devo dire che, preso confidenza con lo stile di Guadagnino, informandomi un po' sulla sua formazione e sentendolo parlare (recuperate quelle due ore e mezza di chiacchiere con Alò che sono molto interessanti), è uno dei migliori registi viventi e italiani soprattutto.
      Ha un suo stile, una sua chiara visione di cinema e linguaggio e ha pure il menefreghismo che solo i migliori autori di cinema hanno.
      E' comunque molto più raffinato ed elegante di Garrone che invece predilige la camera a mano e un'immersione diversa nella storia, quindi non si possono paragonare.
      Capisco anche l'odio che si porta nell'ambiente cinematografico italiano: un cinema così non è più contemplato e sono quasi certo che il più delle volte si tratta di invidia.

      Riguardo alla Markos, per Guadagnino è praticamente una fattucchiera al netto delle cartomanti che si trovano nelle tv locali e quindi la sua fisionomia rispecchia il falso, marcia perché per il regista il truffatore è l'essere più spregevole possibile e il degrado dell'animo si rispecchia nel degrado del corpo.

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      • Ahahah sì è vero, tipo una Wanda Marchi in putrefazione. L'intervista devo recuperarla a questo punto, lo scoglio è Alò.

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        • Se può essere uno stimolo, in quel video Alò fa una serie di figuracce che Guadagnino prontamente corregge puntuale

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          • Il 29 di questo mese dovrebbe uscire il blu-ray americano.
            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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            • Come volevasi dimostrare: è passato da 190 a 90 copie nel giro di una settimana.
              A Firenze lo hanno smontato sia all' UCI che al The Space (dove era propiettato solo la sera) ed è rimasto solo in un piccolo cineforum.
              Complimenti Videa.



              Lieto di averlo visto subito, al cinema, in una buona struttura. Perché è proprio un film da grande schermo.
              Ultima modifica di mr.fred; 10 gennaio 19, 11:06.

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              • Film elitario, che fa emergere a tratti la presunzione intrinseca dell'uomo dietro la macchina da presa. Provo a contestualizzare meglio. La presunzione sta nel giocare con i generi senza sporcarsi veramente le mani per poi piegarsi al più bieco dei compromessi per rappresentare un finale tipicamente canonico, grossolano, con qualità più bassa rispetto a tutto il resto, per regalare al pubblico medio quello che si aspetterebbe da un film horror; che invece dalle premesse non vorrebbe essere. Fino a quel punto, tutto il film é costellato di momenti molto alti tecnicamente parlando, ma anche di didascalismo forzato o cripticismo dovuto per nomea. Si sta un po di qua e un po di là, senza tradire troppo chi si aspetterebbe un film con la puzza sotto il naso e qualche sprazzo di grand guignol per gli amanti del genere. Ne risulta un'opera discontinua, dove é innegabile la potenza visiva e la ricercatezza delle inquadrature e del taglio disturbante perfettamente "colto"
                Il ritmo e la curiosità fanno in modo di tenere alta l'attenzione, quindi la penso in modo opposto da chi lo ha trovato soporifero. Un film senz'altro interessante ma antipatico per nascita e provenienza di mano.

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                • Il sabba finale è ... un sabba di streghe grottesco e fuori di testa esattamente come dev' essere. Fin dall' inizio si gioca con l' alto e col basso come sempre nel cinema di Guadagnino. Per me una gran ficata e il climax perfetto. Quando la luce vira al rosso, balzando fra passato e presente, e la rivelazione prende forma mi è venuta la pelle d' oca.
                  Prendiamo The Witch il raffinato e acclamatissimo horror antropologico uscito qualche anno fa: per due ore ti fanno vedere e non vedere e alla fine ti mostrano la cosa per quello che è ovvero ragazze nude che ballano e fluttuano intorno a un falò. Quello sì e questo no? Perché?
                  Ultima modifica di mr.fred; 10 gennaio 19, 16:35.

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                  • l'ho visto lunedì e mi devo ancora riprendere. Sono andato allo spettacolo delle 21.45 - il che significa che il film sarebbe iniziato alle 22.10 - temevo di appisolarmi vista la stanchezza e la durata e invece è successo l'esatto opposto. Seguire questo film è stata un'esperienza fisica, avevo i nervi a fior di pelle proprio perchè non sapevo quello che sarebbe successo.. Un plauso a Guadagnino per aver avuto l'ambizione e anche l'arroganza di fare un film simile

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                    • Anche io avevo una certa apprensione dopo aver letto e sentito di tutto (lungo, noioso, sconclusionato, presuntuoso) e invece mi sono ritrovato a vedere un film assolutamente "accessibile" e capace di tenerti incollato alla poltrona dall' inizio alla fine. Grande regia, grandi interpretazioni, musica stupenda e una perizia assoluta nella fattura di ogni valore produttivo.
                      Dicono che non faccia paura ma esattamente cosa è la paura? Cosa spaventa il pubblico di oggi? Ho trovato la gestione della tensione esemplare.
                      Valla a capire la massa.

                      Sul flop commerciale: avrebbe giovato una comunicazione più convinta.
                      Amazon lo ha venduto a piccole e piccolissime distribuzioni indipendenti, mercato per mercato, che non hanno avuto la capacità e forse neppure i mezzi per orchestrare una promozione come si deve.
                      Peccato perché visto sul grande schermo ha il suo perché.
                      Ultima modifica di mr.fred; 10 gennaio 19, 17:00.

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                      • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                        Quando la luce vira al rosso, balzando fra passato e presente
                        Ma sono le scene della madre ad essere nel passato? Io questa cosa non sono riuscito a farmela spiegare, magari son stupido io. Le scene della madre sul letto di morte sono un flashback, oppure lei maledice la figlia nel momento in cui Susie si rivela come Mater Suspiriorum? E appena prima che spiri costringe la sua anima a diventare la creatura che fa macello delle streghe pro-Markos?

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                        • Per come l' ho intesa io sono flash back, Susie è un' orfana e sua madre era consapevole di avere procreato un demonio.
                          Mi sa che dovrò ascoltare l' intervista di Alò.

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                          • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                            Dicono che non faccia paura ma esattamente cosa è la paura?
                            Valla a capire la massa.

                            .
                            se hai ben presente il concetto di massa allora non ti dovrebbe venire da chiederti cos'è la paura...

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                            • Si può fare SPOILER ormai? FACCIO SPOILER.

                              Susie è sempre stata la vera Mater Suspiriorum ("Lei è il mio peccato" dice la madre in letto di morte) e infatti quello che fa Susie è andare a Berlino e uccidere la farlocca con tutte le adepte.

                              Riguardo alla paura: ieri sera, rivedendolo, ci sono state un paio di sequenze che mi hanno terrorizzato molto di più rispetto alla visione a Venezia. E l'atmosfera del film è veramente malsana, basta quello per rimanere incollati.

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                              • Anch' io l' ho interpretata così: nel finale Susie acquisisce consapevolezza di sé e fa quello che deve fare.
                                Quanto mi piacerebbe conoscere l' opinione di Argento.

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