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Doppiaggio - Il topic ufficiale

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  • Doppiaggio - Il topic ufficiale

    Qui dentro si parla di...

    Doppiaggio!

    Buona discussione. 8)

    (Più tardi scriverò di più, ma se qualcuno di voi vuole già iniziare a parlare di qualcosa...)
    [img width=420 height=53]http://img593.imageshack.us/img593/4552/dcblog.png[/img]

  • #2
    Inizio dicendo che un tempo eravamo più bravi, almeno così mi sembra, ma che ancora oggi c'è qualche piacevole sorpresa, e che siamo cmq tra i più bravi doppiatori in Europa. Ho saputo che hanno cambiato la voce di Aslan in Il Principe Caspian, dopo un assurdo primo episodio, ecco in questi casi rivaluto il doppiaggio italiano :biggrin:

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    • #3
      Dovrebbero evitare di assoldare pseudo-vip come doppiatori... chi se la ricorda Ilaria d'Amico in Eragon? :

      Il film era pessimo comunque, ma lei ci ha messo del suo per peggiorarlo con un doppiaggio ridicolo :?
      [size size=11pt]Suck my ectoplasmic Schwanzstücker![/size]

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      • #4
        Originariamente inviato da fabman
        Qui dentro si parla di...
        Doppiaggio!
        Un male necessario.
        Come comprare un cd di Bruce Springsteen e trovare le canzoni ricantate in italiano da Ligabue. Un ottimo interprete ma non l'originale con i suoi pregi e i suoi difetti.

        Detto ciò, con l'avvento delle rete satellitari e l'arrivo di molte più serie tv, la qualità è abbastanza diminuita nel tempo.
        Nel cinema va meglio ma sono sempre di più le scelte a dir poco azzardate, specie quando estraggono dal cilindro personaggi più o meno famosi o attori non avvezzi alla professionalità necessaria per doppiare.
        Dipendesse da me punterei molto di più sulle proiezioni in lingua originale, magari aggiungendo i sottotitoli come fanno in paesi tipo la Danimarca. Sono convinta che in molti dopo aver visto il film in italiano lo vorrebbero rivedere in originale.
        Nelle grandi città la possibilità c'è già, ma in provincia capita molto raramente.

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        • #5
          amo i doppiatori italiani, penso che sono i più bravi nel settore capaci di dare emozioni allo spettatore.
          Ho trovato questo interessante video dove due "star" del doppiaggio, roberto pedicini ( Jim Carrey ) e Christian Iansante (christian bale), parlano di questo fantastico mestiere:
          http://it.youtube.com/watch?v=8wkii9H8PcI

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          • #6
            Il doppiaggio italiano è l'unica cosa che mi vanterei nel nostro paese, oltre che la cucina. Quindi io lo appoggio sempre e non ne potrei mai fare a meno. nel 96% dei casi il nostrodoppiaggio p veramente ottimo, sial cinema, nei serial e anche nelle serie animate. Pecca nei game, ma da qualche anno migiora sempre di più.

            Siamo peggiorati? Ne dubito, di sicuro qualche voce osannata come il grande Ferruccio Amendola è stata una grossa perdita, ma onestamente siamo sempre su livelli eccezionali.

            Male necessario? Direi un culo bestiale che abbiamo questo doppiaggio.

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            • #7
              Originariamente inviato da segfab
              Male necessario? Direi un culo bestiale che abbiamo questo doppiaggio.
              Male necessario non per quanto riguarda il doppiaggio italiano (comunque ad altissimi livelli) ma il doppiaggio in generale. Non penso di dire una castroneria dicendo che per apprezzare del tutto un attore (e l'opera che interpreta) sarebbe giusto poterlo seguire con la sua voce mentre recita il copione alla lettera.
              Ovvio che recitando in una altra lingua, un modo per comprenderlo va trovata e quindi entra il gioco il lavoro dei doppiatori.
              So che in Italia c'è un vero e proprio partito di supporter del doppiaggio, conosco gente convinta che la maggioranza degli attori stranieri benefici addirittura del doppiaggio, perciò non ci provo neanche a entrare nel merito.


              P.S.
              Mia madre è tornata dalla Polonia sconvolta dopo aver seguito una puntata di Don Matteo con il "doppiatore" polacco che, invece di interpretare, si limita a leggere la traduzione parlando sopra la colonna sonora originale (come succede anche Russia e probabilmente in altri paesi dell'Est). Lì sì che ci sarebbe da aprire dei topic! asd

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              • #8
                Originariamente inviato da Weisses Fleisch
                Mia madre è tornata dalla Polonia sconvolta dopo aver seguito una puntata di Don Matteo con il "doppiatore" polacco che, invece di interpretare, si limita a leggere la traduzione parlando sopra la colonna sonora originale (come succede anche Russia e probabilmente in altri paesi dell'Est). Lì sì che ci sarebbe da aprire dei topic! asd
                Ma è sconvolgente.....

                Davvero trasmettono Don Matteo in Polonia!?!?!?!?!?!....
                asd

                A parte gli scherzi è ovvio che il doppiaggio può essere un bene come un male: grazie a Dio i DVD oggi ci permettono di gustarci l'intepretazione originale degli attori...
                Come voi non condivido la scelta discutibile di utilizzare spesso vip inesperti nel doppiaggio dei film: i risultati sono spesso raccapriccianti... :evil:

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                • #9
                  Originariamente inviato da Weisses Fleisch
                  Originariamente inviato da segfab
                  Male necessario? Direi un culo bestiale che abbiamo questo doppiaggio.
                  Male necessario non per quanto riguarda il doppiaggio italiano (comunque ad altissimi livelli) ma il doppiaggio in generale. Non penso di dire una castroneria dicendo che per apprezzare del tutto un attore (e l'opera che interpreta) sarebbe giusto poterlo seguire con la sua voce mentre recita il copione alla lettera.
                  Ovvio che recitando in una altra lingua, un modo per comprenderlo va trovata e quindi entra il gioco il lavoro dei doppiatori.
                  So che in Italia c'è un vero e proprio partito di supporter del doppiaggio, conosco gente convinta che la maggioranza degli attori stranieri benefici addirittura del doppiaggio, perciò non ci provo neanche a entrare nel merito.
                  Non sono d'accordo... Un conto è essere un cinefilo o un critico che potrebbero sentire il bisogno di visionare il materiale originale per darne una valutazione in toto, un conto è essere lo spettatore casuale che si guarda il film senza troppi fronzoli per la testa. Opere come film, libri, poesie o rappresentazioni teatrali sono creazioni d'autore che vogliono comunicare con le persone comuni, come nonna Berta e zia Petunia (così tanto per render l'idea), libere d'interpretare come meglio credono il pensiero di tal autore. E per farlo il linguaggio dev'essere il più vicino possibile a quello della gente comune (Dante insegna...), quindi traduzioni e semplificazioni.

                  Certo si perde parte della creazione (piuttosto comune il caso del «lost in translation»), ma il pensiero il più delle volte rimane intatto. Tanto per citare un caso: il film «Eternal Sunshine in the Spotless Mind» ha subito un cambiamento orrendo del titolo e i riferimenti poetici nei dialoghi si sono persi, ma il senso e la profondità della storia e dell'atmosfera sono rimasti intatti (merito soprattutto sia dell'interpretazione mimica degli attori protagonisti, nonché di un doppiaggio di straordinario impatto).

                  Quindi direi proprio di non denigrare in nessuna maniera il doppiaggio italiano, perché è tra i più alti che ci siano
                  «Perché ti sei dimenticato di me?»

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Alexian
                    Originariamente inviato da Weisses Fleisch
                    Originariamente inviato da segfab
                    Male necessario? Direi un culo bestiale che abbiamo questo doppiaggio.
                    Male necessario non per quanto riguarda il doppiaggio italiano (comunque ad altissimi livelli) ma il doppiaggio in generale. Non penso di dire una castroneria dicendo che per apprezzare del tutto un attore (e l'opera che interpreta) sarebbe giusto poterlo seguire con la sua voce mentre recita il copione alla lettera.
                    Ovvio che recitando in una altra lingua, un modo per comprenderlo va trovata e quindi entra il gioco il lavoro dei doppiatori.
                    So che in Italia c'è un vero e proprio partito di supporter del doppiaggio, conosco gente convinta che la maggioranza degli attori stranieri benefici addirittura del doppiaggio, perciò non ci provo neanche a entrare nel merito.
                    Non sono d'accordo... Un conto è essere un cinefilo o un critico che potrebbero sentire il bisogno di visionare il materiale originale per darne una valutazione in toto, un conto è essere lo spettatore casuale che si guarda il film senza troppi fronzoli per la testa. Opere come film, libri, poesie o rappresentazioni teatrali sono creazioni d'autore che vogliono comunicare con le persone comuni, come nonna Berta e zia Petunia (così tanto per render l'idea), libere d'interpretare come meglio credono il pensiero di tal autore. E per farlo il linguaggio dev'essere il più vicino possibile a quello della gente comune (Dante insegna...), quindi traduzioni e semplificazioni.

                    Certo si perde parte della creazione (piuttosto comune il caso del «lost in translation»), ma il pensiero il più delle volte rimane intatto. Tanto per citare un caso: il film «Eternal Sunshine in the Spotless Mind» ha subito un cambiamento orrendo del titolo e i riferimenti poetici nei dialoghi si sono persi, ma il senso e la profondità della storia e dell'atmosfera sono rimasti intatti (merito soprattutto sia dell'interpretazione mimica degli attori protagonisti, nonché di un doppiaggio di straordinario impatto).

                    Quindi direi proprio di non denigrare in nessuna maniera il doppiaggio italiano, perché è tra i più alti che ci siano
                    Quoto tutto tranne il discorso delle produzioni che devono andare necessariamente alla gente comune. Lo decide l'autore il target con cui vuole comunicare e se il messaggio deve essere complesso o semplice. Chi lo ha detto che deve essere semplificato per forza? Non è questo lo scopo del doppiaggio.

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                    • #11
                      Ecco il mio parere sul doppiaggio:

                      Non sono anti-doppiaggio, nè faccio parte di coloro che venerano doppiatori e addetti al lavoro e che tendono ad usare troppo spesso la frase "non è colpa di 'pinco pallino', sono stati quei maledetti produttori americani".

                      Il doppiaggio italiano ormai è al capolinea, è stata fatta un'enorme confusione negli ultimi anni. Non c'è più alcuna organizzazione e nel suo prossimo film Brad Pitt potrebbe essere doppiato dalla sua voce ufficiale Sandro Acerbo, o da Dario Penne, Lino Banfi o Michelle Hunziker. Ormai non fa differenza. Non riesco più a capire secondo quali criteri vengano scelte le voci italiane degli attori, e (che piaccia o meno) quando ti ritrovi Claudio Santamaria a doppiare Christian Bale in Batman sai che c'è qualcosa che non va.

                      Rimanendo in tema, soltanto nel Cavaliere Oscuro ci sono degli attori che sono stati doppiati più volte da un certo Riccardo Rossi: Christian Bale, Heath Ledger e William Fichtner. Puo' anche essere una sciocchezza, ma se vi dico che in un altro film Ledger ha avuto la voce del cinese Lau? asd

                      Credo che ci sia ancora il talento nel doppiaggio. Ci sono doppiatori, adattotori e direttori bravissimi, ma che sembrano essersi cullati ormai, "tanto la qualità di una volta non la si raggiunge mai più"... Manca l'organizzazione, la coerenza, forse anche la voglia di riportare "correttamente" in modo riuscito un'opera cinematografica nella nostra lingua. Invece di scegliere la voce adatta scegliamo il primo che ci viene in mente.

                      E così Riccardo Rossi, che nonostante tutto stimo molto, prima o poi ce lo troviamo spesso su Christian Bale, Johnny Depp, Heath Ledger, Mark Wahlberg, Matt Damon, Ben Affleck, Ewan McGregor e Jude Law. Ma non è soltanto Rossi ad essersi "diviso" tra tutti questi attori, aggiungo doppiatori come Christian Iansante, Massimiliano Manfredi e Fabio Boccanera. Vi sembra normale che quasi tutti gli attori di questa generazione si siano ritrovati con la stessa voce? Ora che cosa centra Riccardo Rossi anche con Matthew McCounaghey? Perchè non lasciare ad attori come Christian Bale e Adam Sandler la voce di Riccardo Rossi, invece di "sbatterla" sul primo che arriva? E invece Bale si becca il primo "doppiatore" che arriva.

                      "Uè, c'è n'attore che ha tra i 25 e i 40 anni, che famo? Chiama Riccardo, no?" - "Uè, 'sto personaggio è un drogato, uno sbandato, un pazzoide. E pure giovane. Chiama Iansante".

                      A questo punto perchè non far doppiare Bill Murray, Dan Aykroyd, Michael Douglas, Harrison Ford, Tom Hanks, Tom Cruise, Bruce Willis, Kevin Bacon, Andy Garcia, Charlie Sheen, Emilio Estevez, Mel Gibson, Ray Liotta, Alec Baldwin, William Baldwin, Adam Baldwin, Mamma Baldwin, Nonna Baldwin, Pierce Brosnan e chi più ne ha, più ne metta, da Giancarlo Giannini? Oddio, è bravissimo. Ha una bella voce. Ma... ma... ecco come siamo messi al momento.

                      Certo, il mio discorso è un po' un'esagerazione dell'attuale situazione, ma se ci pensate bene...

                      P.S.: Ma si capisce qualcosa in questo post? xD
                      [img width=420 height=53]http://img593.imageshack.us/img593/4552/dcblog.png[/img]

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Rorschach
                        Originariamente inviato da Alexian
                        Originariamente inviato da Weisses Fleisch
                        Originariamente inviato da segfab
                        Male necessario? Direi un culo bestiale che abbiamo questo doppiaggio.
                        Male necessario non per quanto riguarda il doppiaggio italiano (comunque ad altissimi livelli) ma il doppiaggio in generale. Non penso di dire una castroneria dicendo che per apprezzare del tutto un attore (e l'opera che interpreta) sarebbe giusto poterlo seguire con la sua voce mentre recita il copione alla lettera.
                        Ovvio che recitando in una altra lingua, un modo per comprenderlo va trovata e quindi entra il gioco il lavoro dei doppiatori.
                        So che in Italia c'è un vero e proprio partito di supporter del doppiaggio, conosco gente convinta che la maggioranza degli attori stranieri benefici addirittura del doppiaggio, perciò non ci provo neanche a entrare nel merito.
                        Non sono d'accordo... Un conto è essere un cinefilo o un critico che potrebbero sentire il bisogno di visionare il materiale originale per darne una valutazione in toto, un conto è essere lo spettatore casuale che si guarda il film senza troppi fronzoli per la testa. Opere come film, libri, poesie o rappresentazioni teatrali sono creazioni d'autore che vogliono comunicare con le persone comuni, come nonna Berta e zia Petunia (così tanto per render l'idea), libere d'interpretare come meglio credono il pensiero di tal autore. E per farlo il linguaggio dev'essere il più vicino possibile a quello della gente comune (Dante insegna...), quindi traduzioni e semplificazioni.

                        Certo si perde parte della creazione (piuttosto comune il caso del «lost in translation»), ma il pensiero il più delle volte rimane intatto. Tanto per citare un caso: il film «Eternal Sunshine in the Spotless Mind» ha subito un cambiamento orrendo del titolo e i riferimenti poetici nei dialoghi si sono persi, ma il senso e la profondità della storia e dell'atmosfera sono rimasti intatti (merito soprattutto sia dell'interpretazione mimica degli attori protagonisti, nonché di un doppiaggio di straordinario impatto).

                        Quindi direi proprio di non denigrare in nessuna maniera il doppiaggio italiano, perché è tra i più alti che ci siano
                        Quoto tutto tranne il discorso delle produzioni che devono andare necessariamente alla gente comune. Lo decide l'autore il target con cui vuole comunicare e se il messaggio deve essere complesso o semplice. Chi lo ha detto che deve essere semplificato per forza? Non è questo lo scopo del doppiaggio.
                        Sì mi sono espresso male, la semplificazione come anche la complicazione (penso comunque che sia un termine più tecnico per esprimere questi passaggi) sono sempre coinvolte nella traduzione. Tanto per dirne una: di recente ho iniziato a leggere un libro (in inglese) di Bernard Cornwell, The Last Kingdom. Proprio nella prima pagina c'è il protagonista che si presenta «il mio nome è Uther, così si chiamava mio padre, e il padre di mio padre...» (magari appena posso riporto la frase corretta in inglese), la frase però non è stata portata pari pari nell'edizione italiana (L'Ultimo Re, edizioni Longanesi se non erro), ma bensì come «il mio nome è Uther così come i miei avi» (o qualcosa del genere, ora non ricordo bene). Come noterai anche tu, c'è stata una sorta di semplificazione nella frase, che è stata stravolta ma ne è stato mantenuto il senso.

                        Era questo che intendevo
                        «Perché ti sei dimenticato di me?»

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Alexian
                          Non sono d'accordo... Un conto è essere un cinefilo o un critico che potrebbero sentire il bisogno di visionare il materiale originale per darne una valutazione in toto, un conto è essere lo spettatore casuale che si guarda il film senza troppi fronzoli per la testa. Opere come film, libri, poesie o rappresentazioni teatrali sono creazioni d'autore che vogliono comunicare con le persone comuni, come nonna Berta e zia Petunia (così tanto per render l'idea), libere d'interpretare come meglio credono il pensiero di tal autore. E per farlo il linguaggio dev'essere il più vicino possibile a quello della gente comune (Dante insegna...), quindi traduzioni e semplificazioni.
                          CUT
                          Quindi direi proprio di non denigrare in nessuna maniera il doppiaggio italiano, perché è tra i più alti che ci siano
                          Chiariamo che non ho scritto nulla di male sul doppiaggio italiano, più che dire che è ad altissimo livello non so che fare. ;D
                          Ho solo scritto che per quanto riguarda le serie tv è un po' peggiorato (e basta avere Fox, Jimmy, ecc., per accorgersene) e che a volte al cinema esagerano con i personaggi famosi non doppiatori (vedi Fabio Volo).

                          Per quanto riguarda il discorso della semplificazione, del comunicare con le persone comuni, c'è da tener presente che è un lavoro che è già stato fatto alla base da sceneggiatori, attori, registi; semplificare ulteriormente per adattare il doppiaggio non sempre crea un'opera all'altezza dell'originale. E spesso ce ne si accorge anche senza essere esperti (io non la sono per niente ^^' ). Chiaro che bisogna anche guardare i film in originale per accorgersene...

                          Sul lato artistico invece, pur sempre senza essere cinefili, ascoltare voci come quelle di Alan Rickman, Ian McKellan, Christopher Lee, ma pure Vin Diesel per citare uno meno importante, è tutta un'altra esperienza rispetto al doppiaggio. Per quanto siano bravissimi anche i doppiatori.

                          Quindi, premi e cotillons per i bravissimi doppiatori italiani, ma quando un film è veramente bello, specie per l'interpretazione degli attori, una visione in lingua originale sarebbe una buona abitudine (fosse solo per imparare un po' d'inglese! porca paletta! asd ).

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                          • #14
                            Sicuramente il nostro doppiaggio è uno dei migliori,ma sentire un film in lingua originale,magari sottotitolato in inglese,è decisamente un altra cosa.Qui a Roma sono solo 2 i cinema che propogono i film in lungua originale con i sottotitoli,o almeno sono 2 quelli che conosco.
                            Don Matteo lo fanno anche in Cina asd

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                            • #15
                              Reputo il doppiaggio italiano mediamente ancora di ottimo livello (sicuramente superiore a paesi come la Germania). Il problema è che basta una voce scelta male o un doppiatore incapace (vedi l'inascoltabile Santamaria in The Dark Knight) per rovinare l'intero film. E la cosa fa ancor di più incazzare se penso che, rimanendo su The Dark Knight, in tutti i suoi precedenti film Bale è sempre stato doppiato degnamente.

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