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Superman 1978-1987: Christopher Reeve saga

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  • «Se è famoso Superman ?!? Praticamente come Gesù !!»
    Ilya Salkind, Café de la Paix, Parigi 1974


    Il 14 dicembre di quest'anno, sarà il 40° anniversario dall'uscita di Superman The Movie negli U.S.A (18 gennaio 1979 in Italia).

    Il film incassò 300 milioni di dollari piazzandosi al 6° posto nella classifica dei più alti incassi internazionali di sempre. 134 milioni in Nord-America e 166 nel resto del mondo. Fu il secondo miglior incasso stagionale casalingo dietro Grease (battuto invece nei mercati internazionali).

    Oggi, aggiornando gli incassi all'inflazione, il film supererebbe globalmente 1 miliardo e 100 milioni di dollari (un incasso, per capirci, vicino a quello The Dark Knight Rises), di cui circa 520 milioni nel solo mercato americano. Ad oggi resta dunque il film più redditizio su Nembo Kid.

    Il contratto di Brando, oltre alla faraonica cifra di 3,7 milioni di dollari di allora per 2 settimane di riprese, prevedeva una percentuale del 11,5% sull'incasso globale. Incassò, in totale, 19 milioni di dollari. Sempre di allora... e fu poi tagliato via dal sequel, ovviamente.

    Costò 55 milioni di dollari (il doppio della spesa originariamente stanziata). Oggi parleremmo di più di 200 milioni di dollari.

    Ebbe una buona accoglienza critica in America (su RT oggi ha un 94% fresh) e minore in Europa (come accade normalmente anche oggi con molti blockbuster americani). Nel dicembre dello scorso anno (2017) è stato inserito nella lista del National Film Registry, i film sotto tutela del Congresso (assieme a I Goonies, sempre diretto da Donner)

    Ottenne 1 Oscar (effetti speciali) e 3 nomination (sonoro, montaggio, colonna sonora). La celeberrima e maestosa colonna sonora di John Williams, nonostante le due "sole" candidature agli Oscar e ai Golden Globes (Williams vinse per Star wars e Jaws nelle due edizioni passate) , ottenne il Grammy. Christopher Reeve vinse il BAFTA come miglior attore.

    In origine doveva essere Zorro.. ma "la zeta di Zorro" capovolta.. diventa S.
    L'idea nacque dal produttore esecutivo Ilya Salkind nel maggio del 1974. Giovane rampollo (e, poi, disgrazia) di una famiglia di stimati produttori di origini franco-ungheresi emigrati in America negli anni '20, Ilya passa l'infanzia a New York. L'ultimo natale non fu roseo per i Salkind: si spense il nonno Mikhail; lanciò Greta Garbo in La via senza gioia (1925), produsse cinema d’autore, come il Don Chisciotte di Charlie Chaplin. In tempi più recenti, assieme al figlio Alexander, produsse, tra gli altri, La Battaglia di Austerlitz (1960), Il Ratto delle Sabine (1961) e Il Processo (1962, di Orson Welles). Ora Mikhail lasciava il timone al nipote Ilya, assistito dal figlio Alexander.
    Raggiungendo il papà Alexander al Café de la Paix per proporgli un nuovo grande progetto, Ilya scorge un poster di una pièce ispirata a Zorro. Essendo i diritti del personaggio già venduti.. Ilya propone un suo beniamino d'infanzia. Superman. Il resto è storia. Il 25 Novembre 1974 i Salkind firmano il contratto con la Warner Bros. ottenendo i diritti cinematografici del personaggio con l'accesso non soltanto ai suoi comprimari, ma anche a ogni sorta di nemico e personaggio connesso direttamente con l’Uomo d’Acciaio. Il che significava anche materiale come il Quarto Mondo, World’s Finest e la stessa Justice League. La WB mostrò inizialmente scarso interesse, considerato che l'intera operazione finanziaria era nelle mani dei Salkind. Una volta capito le reali intenzioni dei produttori, la WB cambiò totalmente atteggiamento. Perchè i Salkind fanno capire subito le loro intenzioni. Superman dovrà essere il loro Ben Hur. E i migliori scendono in campo.
    Star all’apice della carriera, come Marlon Brando o nuove, come Gene Hackman, affiancano vecchie glorie del cinema americano come Glenn Ford. Mario Puzo, assieme a illustri firme della New Hollywood come Robert Benton (Kramer vs Kramer) e i coniugi Newman (Gangster Story), firmano la sceneggiatura, affiancati dal giovane Tom Mankievicz, sceneggiatore di acclamati James Bond. E, ancora, Geodfrey Unsworth (2001 Odissea nello Spazio) come D.o.P. John Barry scenografo, Yvonne Blake ai costumi. Derek Meddings, Zoran Perisic, Les Bowie, Colin Chilvers agli effetti speciali. Suart Freeborn al make-up. John Williams alla colonna sonora. Mentre i teatri di posa di Pinewood e Shepperton offrono le migliori squadre di operatori, macchinisti, decoratori e pittori al mondo, forti della loro esperienza sui set di Kubrick e dei moderni James Bond.
    E poi restano loro, gli sconosciuti. I quasi. Come Richard Donner, a inizio carriera, reduce dal successo di The Omen. La giovane attrice Margot Kidder, da Le due sorelle di De Palma.
    Insomma, per fare bene un film ci vuole un (grande) impegno di molti. Ma, in questo caso, per credere che “un uomo può davvero volare”, ne basta uno solo se quell’uomo si chiama Christopher Reeve.



    Ultima modifica di skyRUNNER; 06 dicembre 18, 20:46.
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    • Ho visto la saga di recente.

      Limitandomi al primo film devo dire che oggi è molto invecchiato, forse anche colpa di una storia abbastanza ingenua nel suo lato supereroistico.
      Ho apprezzato la parte pre-Superman, con prologo su Krypton, infanzia e fino a che si mette il costume, molti la trovano di una noia mortale, a me è piaciuta.
      Bellissima la sequenza di volo con Lois Lane, perché l'effetto speciale seppur invecchiato ha ancora la forza di meravigliare lo spettatore odiermo che come me è cresciuto con altri parametri.

      La parte supererostica pura è invecchiata male e Luthor è una macchietta che non incute una minaccia credibile. Superman che rigira la Terra è molto trash come cosa.

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      • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
        Ho visto la saga di recente.

        Limitandomi al primo film devo dire che oggi è molto invecchiato, forse anche colpa di una storia abbastanza ingenua nel suo lato supereroistico.
        Ho apprezzato la parte pre-Superman, con prologo su Krypton, infanzia e fino a che si mette il costume, molti la trovano di una noia mortale, a me è piaciuta.
        Bellissima la sequenza di volo con Lois Lane, perché l'effetto speciale seppur invecchiato ha ancora la forza di meravigliare lo spettatore odiermo che come me è cresciuto con altri parametri.

        La parte supererostica pura è invecchiata male e Luthor è una macchietta che non incute una minaccia credibile. Superman che rigira la Terra è molto trash come cosa.
        Sono d'accordo. Il Luthor di Hackman, col suo piano folle, sembra la caricatura demenziale dei villain bondiani dell'epoca Moore-Connery. Tutta la scena della manomissione dei missili è la parte più debole. Accettabile ancora nel '78, inaccettabile nel 2006 (parlo del sequel/remake ripoff di Bryan Singer)

        Per il resto, il film gioca magistralmente con lo spettatore sul meccanismo di sospensione dell'incredulità, in cui dialoghi, regia e fotografia si uniscono a ricreare un'ambiente fiabesco, a tratti impalpabile. Un bambino che legge Action Comics, seguito dalla prima emblematica battuta di Brando ("This is no fantasy / Questa non è una favola") a cui risponde, poi, Lois Lane con la sua battuta su Peter Pan ("Clark sostiene che Superman sia l'oggetto della nostra fantasia"), aprendo a sua volta quella meravigliosa scena del volo romantico nei cieli di Metropolis (in un'atmosfera fiabesca rivista poi di recente in La La Land di Chazelle)

        A livello di effetti speciali la difficoltà era quella di rendere realistico le gesta superumane con un solo attore in carne ed ossa. La tecnica del camera zoptic, un sofisticato step nel campo della front-projection, fu davvero la salvezza del film sotto questo punto di vista. Il piano sequenza nel quale Superman vola tra i grattacieli verso il rifugio di Luthor, o la sua successiva fuga incontro ai missili, sono ancora oggi notevoli e non sfigurano affatto confrontate ai contemporanei effetti in CGI. Una tecnica complessa e costosa in termini di attrezzatura (che fu infatti inutilizzata 10 anni dopo nel pessimo Superman IV).
        Ultima modifica di skyRUNNER; 07 dicembre 18, 20:03.
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        • Articolo di Alò:

          https://www.badtaste.it/2018/12/15/4...ecomic/348137/

          Le foto delle premiere sulla homepage di capedwonder, l'archivio fotografico più ricco al mondo del film:

          http://www.capedwonder.com/
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          • Le recensioni del secolo le avete già postate?

            http://www.i400calci.com/2018/12/superman-1978/


            http://www.i400calci.com/2018/12/superman-2-1980/

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            • Non capisco il massacro a Richard Leister come regista. Superman II ha girato delle sequenze di raccordo (non ho mai visto il cut di Donner purtroppo), il III è un fallimento artistico, ma ho capito che cosa voleva fare, c'ha provato ed ha fallito, delle volte i rischi pagano altre no. Superman IV vabbè, Z-movie imbarazzante, non ho capito perchè Hackman ed Reeves ve ne abbiano preso parte.

              Ho letto i commenti sotto alle recensioni dei 400 calci, mamma mia quanta ignoranza. Donner spacciato per autore, mentre Leister mestierante senza nè arte e nè parte ahahaha. I film del primo sono simpatiche cazzatelle commerciali, si ha imbroccato 3-4 cult, ma alla fine... nulla di che.
              Leister è l'autore, basta vedere i suoi film anni 60' con i Beatles (peccato che non essendo appassionato di musica e non avendo ascoltato nulla di loro, l'impatto sia stato ridotto), Petulia, I due film dei Tre Moschettieri veramente interessanti e l'ottimo Robin e Marian. Tutti film incentrati su figure della cultura pop analizzate, decostruite e riplasmate in modo intelligente dal suo autore.
              Con Superman ha tentato di fare la medesima cosa, solo che ha fallito... succede.

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              • Ho trovato le recensioni molto belle entrambe. In linea generale sono d'accordo. Superman II è un discreto film ma con evidenti e grossolani difetti di continuità. Non lo stroncano affatto, ma, con ironia, lo ridimensionano.
                Non esiste nessun Donner cut, di fatto, in quanto il regista non poté ultimare le scene chiave del film: la storia d'amore, nocciolo della narrazione nel II atto e il finale. Il prodotto uscito in home video nel 2006, è il risultato di un ottimo lavoro di restauro dei negativi, pessimo in termini di montaggio, senza il coordinamento di Donner, all'epoca impegnato alle riprese di 16 Bocks.

                Donner, americano, ha reso Superman, icona del suo paese, un mito cinematografico. Lester, brillante esponente del cinema inglese degli anni '60, ha usato Superman come parodia della mitologia americana. Donner intuì già che l'approccio, poi utilizzato dal suo successore, non avrebbe mai funzionato. Ed ebbe ragione. Superman III, che ha dato carta bianca creativa a Lester e ai sceneggiatori David e Leslie Newman (quelli delle gag nei film precedenti), è un pasticcio, a tratti geniale e brillantemente diretto, ma grottesco all'inverosimile.
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                • Si, pure per me Superman I è meglio del II. Il secondo film ha una minaccia più da Superman però ecco, per il resto inferiore.

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