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Harry Potter - i libri

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  • Originariamente inviato da MarvelBoy
    A quando le trilogie degli altri due?
    Presto, spero xDxD

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    • Commento su tutta la saga.

      Considerazioni generali.

      La Rowling sa scrivere. Applica sistematicamente la regola del “show, don’t tell” con dialoghi e lessico specifici per ogni personaggio (esempi evidenti: Hagrid e Dumbledore). Altro trucco: molti personaggi hanno delle frasi ricorrenti o piccole manie o fobie tipici e legati al loro carattere (esempio: "constant vigilance!" di Moody o "m'boy" di Slughorn). Grazie a ciò la Rowling ci mette poco a descrivere le personalità di tutti i personaggi.
      Altra cosa: i dialoghi sono densissimi, le parole centellinate. Al contrario per la descrizione del mondo magico sono abbondanti, talvolta (soprattutto nei primi 3 libri) pure troppo tanto che stufano. Sono più interessato alla trama e alle interazioni tra personaggi, per questo tutte le lezioni scolastiche o gli "esami" (soprattutto quelli alla fine del Prigioniero) e le varie creature/oggetti (tipo gli Schiopodi Sparacoda) mi hanno annoiato. Le eccezioni sono le creature importanti nella trama o rivelatori dei personaggi o generatrici di tematiche, cioè i Dissennatori, i Mollicci, i Thestral, i Giganti, gli Elfi, i Lupi Mannari ecc. (cioè quasi tutte xD). Viceversa, tutto quanto ambientato dai Dursley è pieno di divertente ironia basata sul loro conformismo, la loro meschinità e la loro distorsione dell' affetto iperbolizzati.
      Un'altro difetto è un sistema magico approssimativo, specie la questione del padrone di una bacchetta che salta fuori all'improvviso nell'ultimo romanzo. Soffro il Quidditch.
      Lo stile è molto scorrevole senza essere superficiale, seppur specie nei primi romanzi ricorrono spesso espressioni descrittive (esempio: non ricordo le esatte parole in inglese, ma ogni volta per descrivere il cielo incantato di Hogwarts dice una roba tipo "trapunto di stelle"). Piccolezze comunque.

      Scendo più nello specifico.


      La pietra filosofale

      I capitoli iniziali sono super-affascinanti, come dovrebbero essere per qualsiasi romanzo. Ci sono i soliti clichè: il Nemico che è stato sconfitto ma tornerà, il ragazzo orfano che crede di non essere nessuno e invece..., però non pesano affatto perché tutto è alleggerito dall'umorismo e dall'atmosfera leggera. In particolare a divertire sono i tentativi comici dei Dursley d'impedire ad Harry di andare ad Hogwarts, comicità rafforzata dal fatto che il lettore sa che le cose devono andare in un certo modo e alla fine andranno così, mentre i Dursley no e lottano tenacemente contro "l'inevitabile".
      L'amicizia con Ron ed Hermione comincia un po' casualmente, ma va bene così perché in effetti a 11 anni le cose vanno così. Per lo stesso motivo non sono difetti i caratteri appena abbozzati e distinti fra loro e la visione innocente del mondo magico, che infatti libro dopo libro sarà sempre più negativa.
      Cominciano le lezioni e parte la mia noia. Le dinamiche fra personaggi sono realistiche. Il Mirror of Erised e il suo ruolo nella protezione della Pietra sono due idee molto belle.
      Gli unici difetti sono:
      1) i nostri 3 eroi fanno troppo facilmente i detective. Scoprono di tutto in tutti i libri, ma su centinaia di studenti solo loro sono curiosi, solo loro riescono ad origliare questo e quello, solo loro sono amici di Hagrid che per tutta la saga si lascia sfuggire di tutto e di più? Questi difetti permangono in tutti i libri;
      2) i 3 superano troppo facilmente le protezioni alla Pietra.
      3) Quirrel è un personaggio inesistente

      Piacevole come già si noti la pianificazione nella saga con l'anticipo di elementi tipo Sirius Black, la signora Figg e i nuclei gemelli.


      La camera dei segreti

      I pregi e i diffetti sono gli stessi. Il mondo magico appare già molto meno perfetto con l'introduzione di temi come come il razzismo, la schiavitù, le beghe politiche (per la presidenza di Hogwarts), l'emarginazione dovuta al nascere diversi e l'odio che genera (Filch lo Squib), il personaggio di Lockhart. Fa piacere che questi temi siano in un libro "per bambini", che bambinesco infatti non è.
      Lode alla Rowling che dopo il primo romanzo all' inizio di ogni romanzo successivo utilizza un elemento (più o meno importante) del plot (in questo caso Dobby) per variare l'umorismo in casa Dursley. Viene introdotta la famiglia Weasley ritratta come l'opposto dei Dursley. Questo parallelismo sarà portato avanti per mostrare cosa sia una vera famiglia.
      Lockhart è tutt'altra cosa rispetto a Quirrel e dimostra come anche in un mondo dove esiste la magia vi sono imbroglioni ciarlatani ed aggiunge un bella dose d'umoismo anche all'interno di Hogwarts.
      I personaggi rimangono ancora poco sviluppati. Quelli approfonditi maggiormente sono Harry, che per la prima volta si trova la scolaresca ostile contro lui e comincia a chiedersi chi è, e Hagrid.
      La trama "verticale" del romanzo è davvero bellissima, la migliore fra i sette.
      Fra i difetti, ancora forzature che consentono ai nostri eroi di scoprire tante cose (tipo il ritrovamento provvidenziale del diario). Un altro difetto è come nessuno celebri l' impresa dello sventato furto della Pietra: Harry era già idolatrato, ma ora dovrebbe esserlo ancor di più e dovrebbero esserlo anche Ron ed Hermione; cioè, dovrebbero essere osannati come eroi! Inoltre, com'è che Dumbledore è così passivo?
      Si avverte ancor più la pianificazione della saga con un lungo elenco di oggetti, luoghi, personaggi ed informazioni d'importanza vitale per la saga.


      Il prigioniero di Azkaban

      Il capitolo dove la fantasia della Rowling dà il meglio. I temi principali sono la paura e la tristezza, incarnati rispettivamente dai mollicci e dai dissennatori. Sempre attraverso un mezzo magico (gli incantesimi) la Rowling dice la sua su come affrontarle: le paure esorcizzandole con ironia, i momenti bui aggrappandosi ai ricordi felici che ci danno la forza di superarli. E poi c'è gente che pensa che il fantasy sia fuffa che non dice niente :contrariatoo:.
      Altro tema affrontato è la malattia che rende emarginati attraverso il personaggio di Lupin, davvero bello ed è un peccato che nei romanzi successivi rimanga sullo sfondo fino al settimo. Anche qui la Rowling comunica attraverso il fantastico, ovvero gli amici che vengono in soccorso allenandosi a diventare Animagus così da aiutarlo e poter interagire con lui durante gli acuti della malattia. E' un peccato che questa idea degli Animagus non abbia importanza nei romanzi successivi (esclusa la sottotrama Skeeter): insomma Snape, Dumbledore, Tom Riddle ecc son tutti abili maghi e questa abilità poteva tornare utile molte volte ma non viene più nominata! Vabbè che c'è già l'animale del Patronus a definire l'essenza di una persona però...
      Altra nota positiva: cominciano i primi litigi "seri" fra il trio e i buoni, così da cominciare ad approfondire il trio.
      Anche qui la visone del mondo magico peggiora: le guardie di Azkaban sono terribili e questa prigione più che un luogo di rieducazione, o anche solo detenzione, sembra un centro per la tortura psicologica. Il ministro Fudge, già così così nella Camera dove si lavava le mani mandando Hagrid ad Azkaban, qui concede il bis approvando la decapitazione di Fierobecco per una sciocchezza per evitare rogne. Un ometto pavido e presuntuoso.
      Si rafforza l'immagine di un potere istituzionale che si piega alle soluzioni di comodo invece che cercare la giustizia (in ciò rientra anche la grazia concessa ad Harry per aver gonfiato la zia).
      Dove soffre il film è nella trama. Non c'è una quest e per questo la trama sembra non avanzare mai. Si usano riempitivi come le lezioni di Cura delle Creature Magiche, gli esami di fine anni e il Quidditch, con un intero capitolo dedicato alla finale della coppa di Quidditch sigh! L'unica funzione del Quidditch è spingere Harry a decidere di imparare l'Incanto Patronus. Certo aiutano a rendere credibile la componente scolastica, ma non li ritengo indispensabili e per me sono stati la noia.
      Altra difetto che ritorna: la gang ha scoperto la Camera dei Segreti, ucciso un Basilisco, salvato Ginny, evitato la chiusura della scuola e permesso il ritorno di Dumbledore. Com'è che non sono idolatrati e in prima pagina sul Daily Prophet? Sembra non sia successo nulla di epocale.
      La Cooman è un personaggio per me insapore. Non è comica, non è interessante, non è niente.
      Il finale è avvincente, ma la storia delle gira-tempo mina la credibilità dell'intero universo narrativo. Cioè ci sono uno sproposito di ciondoli che fanno andare indietro nel tempo! Brutto errore, i viaggi nel tempo sono sempre un espediente molto delicato :contrariatoo:. Infatti la Rowling lo capisce e li fa sparire con la battaglia nel Ministero nell'Ordine della fenice.


      Il calice di fuoco

      Qui si inizia a fare sul serio. Si intuisce già dal primo capitolo-sogno molto cupo dove è criticata l'ipocrisia della società nei confronti del povero giardiniere (fra l'altro, c'è una critica anche alla guerra che lascia il giardiniere menomato e con tendenza a isolarsi). Alla coppa del mondo di Quidditch v'è un attacco dei Death Eaters con la scena dell'attacco alla famiglia babbana duro. La fuga e le indagini successive all'attacco sono molto concitate e, seppur non sia morto nessuno e non sia successo nulla concretamente, si respira un atmosfera irrequieta. Nessuno è più al sicuro. La partecipazione di Harry al Torneo lascia intuire che le cose non sono più chiare e qualcosa trama nell'ombra.
      Col personaggio di Barty Crouch Sr. si ha un primo "buono" controverso, un gran personaggio: mago dotato contro Voldemort e la magia oscura ma padre assente, intransigente, crudele col proprio elfo domestico ed un ruolo nella prima guerra con Voldemort e nell'incarcerazione di Sirius pieno di ombre.
      Vengono ampliate tematiche già presenti con l'inserimento del C.R.E.P.A., la questione dei Giganti e degli ibridi. Si esplora il passato con le storie degli ex-Mangiamorte e la commovente storia dei genitori di Neville (uno dei picchi del romanzo). Ne iniziano di nuove come la distorsione della verità da parte della stampa.
      Una caratteristica notevole della serie è che col passare dei romanzi, in ciascuno dei quali accade un litigio (tolti mi pare la Camera e l'Ordine) i litigi diventano sempre più gravi e sempre meno bisticci, riflettendo la crescita dei personaggi e la maggior serietà delle relazioni. Qui se ne ha la prova coi litigi Ron-Harry e Ron-Hermione. La comicità si avvale della new-entry Ludo Bagman e dell'inizio dei primi pruriti amorosi, creando interazioni e situazioni nuove. Non c'è il Quidditch ;D.
      Le tre prove sono ben congegnate e divertenti. La storia scorre liscia fino al gran finale: drammatico, tensione e densità altissimi. Qui entra prepotentemente, col personaggio di Barty jr. il tema dell'educazione famigliare e di come incide sulla formazione della persona. Crolla il personaggio di Fudge.
      Non trovo nessun difetto, se non che il titolo ci azzecca poco col romanzo. Poteva chiamarlo H.P. e il Torneo Tremaghi e sarebbe stato meglio, anche se avrebbe un po' rovinato il mistero che c'è nei primi capitoli.


      L'Ordine della Fenice

      Il migliore della serie. La guerra con Voldemort incide sulle vita di Harry prima ancora che sia sparato il primo colpo: mette l'uno contro l'altro i suoi educatori (litigio Sirius-Molly), si ritrova isolato, incompreso, disorientato. I temi sono la frustrazione, la rabbia, la solitudine. Sono i momenti in cui Harry somiglia più a Voldemort. Harry si sente incapace, ha perso il controllo del proprio mondo ed è tagliato fuori dal gioco (dove lui è il fulcro!). Fa feroci sfuriate a Ron ed Hermione, prova impulsi violenti e si ostina a ribellarsi al sistema ingiusto. In questo capitolo, come nella Camera, non sa più chi è. A ciò contribuisce la demolizione, coraggiosa, della figura del padre e dei suoi amici, ma anche di Dumbledore assente, che infatti lo sconvolgono.
      Altro esempio di come la guerra contro Voldemort ferisce senza che venga sparato un colpo sono nella manifestazione e nell'ansia di Mrs. Weasley e nei nervi tesi (con sfiorata rissa Sirius-gemelli Weasley) dopo l'aggressione di Mr. Weasley.
      Esce fuori la duplicità del potere istituzionale e della stampa asservita al potere. I nuovi personaggi di Luna e della Umbridge sono molto belli, peccato solo per Luna che inciderà veramente nella trama solo nel settimo. Dispiace per il poco umorismo.
      Sì, nel libro ci sono riempitivi tipo l'intervista al Quibbler, o Growp che dopo questo libro sparisce. Ma tutto il finale al Ministero! il duello Dumbledore vs Voldemort! il capitolo con la sfuriata di Harry a Dumbledore e le sue spiegazioni (il migliore di tutta la saga, il migliore)! o ancora l'ultimo capitolo, in cui Harry considera la morte di Sirius uno spartiacque nella sua visione del mondo e si sente a disagio sia da solo sia in compagnia!
      Dai ma quanto sono scritti bene!


      Il principe mezzosangue

      Harry è maturato. Si respira un'aria ancor più instabile rispetto all'Ordine, ora che la guerra è aperta. Questo sopperisce alla mancanza di una quest ben definita.
      Al centro del libro ci sono i ricordi del Pensatoio, in cui Voldemort è presentato come il prodotto finale di generazioni di malvagità e di un'amore malato e falso, con il bonus di crescere in un'ambiente difficile dove inizia a credersi superiore.
      Altra colonna della trama è finalmente, dopo 5 libri, l'inizio di un discorso serio sul rapporto Ron-Hermione e e su come è vissuto da Harry. Trovo tuttavia che dei 3, in tutta la saga, il personaggio più sacrificato nella caratterizzazione sia Hermione.
      Ben raccontato, senza zuccherosità e con concisione la storia fra Harry e Ginny. E finalmente anche lei ha un po'di spazio: dopo il secondo è quasi come se non esistesse, interagisce poco col trio ed è un peccato vista l'evoluzione che ha conosciuto!
      Ancora un gran finale con il super suggestivo capitolo della caverna e la morte di Dumbledore. E che morte: Dumbledore ha anche il coraggio di correggere il vocabolario di Draco e provare pietà per lui!
      Fa piacere (immagino di essere l'unico xD) che si perda molto meno tempo in lezioni e Quidditch, eccetto, ma ci sta, la licenza per Smaterializzarsi. Un po' più umorismo rispetto all'Ordine per fortuna, grazie ai Dursley (nell'Ordine con poca comicità), i soliti gemelli Weasley e il gran personaggio di Lumacorno (peccato che abbia poco spazio nel settimo!). Finalmente un Serpeverde diverso! Sembrava quasi avessero una malvagità genetica.
      Fra i difetti, il ritrovamento del libro del Principe, che più casuale di così non si può. Ma perché Snape l'aveva lasciato in giro il suo libro? Non gli importava? E a seguire la scoperta del nascondiglio della "Stanza delle Necessità".


      I doni della morte

      Ho sentimenti contrastanti.
      Col progredire dei romanzi la storia si è addensata, e infatti questo romanzo è concentratissimo di eventi. Pure troppo, tanto che non fai tempo a metabolizzare un evento (tipo una morte, ce ne sono tante...) che subito ne accade un'altra.
      Lode per la scelta coraggiosa di demolire il personaggio immacolato di Dumbledore (puro fin dal nome, Albus). La storia della sua famiglia è un acuto della serie, commovente. Ben resa l'atmosfera angosciosa.
      Lode ancora per come i nodi vengono al pettine con naturalezza, anche se non proprio tutti: la morte di Pettigrew è un bel "colpo di fortuna", lo specchio in mano ad Aberforth un'altro, la distruzione del diadema di Corvonero fortuita.
      La storia dei 3 fratelli è S-T-U-P-E-N-D-A; andrebbe letta a scuola. Invece la questione del proprietario di una bacchetta salta fuori così, solo nell'ultimo romanzo. Idem per i fantasmi che, tolto Nick, quasi non vengono menzionati nei libri precedenti.
      I protagonisti giungono a piena maturazione e si ha l'ultimo litigio, il più grave. Finalmente torna Lupin, ma la sua storia si perde in mezzo alla fretta generale del finale.
      Le morti sono troppo, o meglio ci stanno quasi tutte, ma non tutte nell'ultimo libro. Capisco che è guerra, ma lo era anche nel sesto. Andavano meglio distribuite negli ultimi tre libri. Considerazioni su alcune morti:
      - Moody che simboleggia la morte della vecchia guardia; ecco questa si poteva anticipare;
      - Lupin e Ninfadora servono allo scopo di creare un orfano di guerra, peccato non ci sia manco il tempo di piangerli;
      - Fred, crudele; devo ancora farmela andar giù;
      - Edvige, Ted Tonks, Lavender Brown, Colin Creevey, DI TROPPO; se si voleva far morire alcuni studenti di Hogwarts perché non nel finale del Principe dove, stranamente, non muore nessuno eccetto Dumbledore? Quella di Edvige è proprio inutile
      - Dobby. Altra morte crudele;
      - Pettigrew, forzata e fortuita; anche questa poteva e doveva essere anticipata nel quinto o nel sesto.

      E in tutta la fretta del finale il personaggio di Draco è gestito sbrigativamente.
      Comunque rimane un gran romanzo, con grandi scene tipo la fine della Umbridge, il colloquio con Dumbledore, o quando Harry dice a Voldemort di provare rimorso. E fa piacere nel finale il collegamento alla Camera con la riaffermazione che siamo chi scegliamo di essere.



      Classifica:
      - Ordine
      - Principe
      - Calice
      - Doni
      - Camera
      - Prigioniero
      - Pietra


      Frase preferita: [FONT=sans-serif]Where your treasure is, there will your heart be also.
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      • Bellissima analisi,concordo in tutto solo che metto il Principe davanti all'ordine,fai un'analisi così anche per i film?

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        • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
          Commento su tutta la saga.
          Fantastica recensione, l'ho letta con molto interesse!

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          • Grazie per i complimenti ragazzi .
            @Mystogan: per i film lo faccio spesso, ma non sempre. Se vai nel topic "L'ultimo film che hai visto?" ne trovi un po' delle mie e sono abbastanza lunghe tranne l'ultima su Fargo che è solo un paio di righe.
            Spoiler! Mostra

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            • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
              Grazie per i complimenti ragazzi .
              @Mystogan: per i film lo faccio spesso, ma non sempre. Se vai nel topic "L'ultimo film che hai visto?" ne trovi un po' delle mie e sono abbastanza lunghe tranne l'ultima su Fargo che è solo un paio di righe.
              Ora me le vado a leggere l'ha fatte anche su gli HP e su ISDA e Lo Hobbit?

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              • No mi dispiace, gli ho visti tutti tranne l'ultimo Hobbit ma è passato tanto tempo e quindi non commento. Idem per le letture.
                Prima o poi farò revisioni e riletture ma potrebbero passare mesi se non anni (anche perché il mio inglese al momento è troppo scarso per ISDA).
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                • Belle recensioni Cooper96!! :seseh:
                  In parte le condivido e in parte no, ma sono molto chiare.

                  - - - Updated - - -

                  Magari uno di questi giorni stilo le mie, se ne ho il tempo.

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                  • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                    No mi dispiace, gli ho visti tutti tranne l'ultimo Hobbit ma è passato tanto tempo e quindi non commento. Idem per le letture.
                    Prima o poi farò revisioni e riletture ma potrebbero passare mesi se non anni (anche perché il mio inglese al momento è troppo scarso per ISDA).
                    E di HP?

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                    • Altre cose che mi sono venute in mente.

                      Harry è un personaggio che a prima vista parrebbe immacolato. Ma non è così perfetto: oltre alle sfuriate nell'Ordine, più volte fa uso della maledizione Crucio e una volta anche della Imperio (quest'ultima scusabile).

                      Voldemort è un cattivo originale. Lasciando stare i paragoni con Hitler e simili che trovo ovvi e non aggiungono nulla: ha paura solo della morte perché non ha sentimenti; non gli importa di nessuno e prova solo emozioni come la rabbia, l'odio e l'avidità di potere. Ciò da un lato lo rende forte perché non può essere ferito psicologicamente, dall'altro lo porta a considerare tutte le persone in termini puramente numerici a seconda dell'utilità/ostacolo che rappresentano; non considerare la loro emotività lo porta a fare gli errori cruciali di Snape e Kreacher.
                      E' come fosse una bestia super intelligente, con la differenza che non vuole generare discendenza bensì durare egli stessa in eterno. Un'istinto di sopravvivenza super sviluppato che lo porta a creare gli Horcrux. Somiglia allo xenomorfo di Alien.
                      Nella sua ideologia l'odio per i Babbani deriva dal principio del governo del più forte, anche questo eredità del mondo animale. Infatti nella Pietra alla fine dice "there is not good and evil, there is only power". L'odio per i Mudblood e gli Half-blood deriva dal fatto che nella sua mente distorta il potere risiede solo in quelli di sangue puro, ma in realtà questa è solo una facciata giacché lui stesso è half-blood e nessuno è veramente di sangue puro. Dubito credesse veramente, uno intelligente come lui, alla superiorità de cosiddettol sangue puro sui Mudbloods e gli half-blood. Questa ideologia, radicata nella società magica, gli serviva per guadagnare il supporto di frange di essa. Voi che ne pensate?

                      Altri punti oscuri:
                      1) Perché Voldemort non cerca durante la giovinezza la Pietra filosofale?
                      2) Come fa Snape a ingannare "il più grande Legilimens di tutti i tempi"?

                      Altra cosa: voi come interpretate l'origine dal latino dei nomi degli incantesimi? E' solo una nota di colore o c'è di più?


                      Originariamente inviato da Mystogan
                      E di HP?
                      Ne scriverò qualcosa nei prossimi giorni .
                      Spoiler! Mostra

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                      • Intanto complimenti per il lungo post,mi hai quasi portato a rileggermi tutta la saga da capo...e dovrei fare tutt'altro asd

                        Per quanto riguarda i tuoi dubbi
                        Altri punti oscuri:
                        1) Perché Voldemort non cerca durante la giovinezza la Pietra filosofale?
                        2) Come fa Snape a ingannare "il più grande Legilimens di tutti i tempi"?
                        1) probabilmente pensava che per lui gli Horcrux bastavano e avanzavano,e che Flamel e moglie li poteva prendere quando voleva,una volta fatto fuori Dumbledore
                        2) Semplicemente Snape è forse il più grande Occlumante di tutti i tempi (lo stesso Dumbledore voleva che lo insegnasse a Harry):seseh: Poi come hai anche scritto tu Voldemort certi sentimenti non può neanche capirli,quindi non aveva motivo di dubitare di lui e usare al massimo il suo potere per verificarne la lealtà...


                        Poi una precisazione Mudbloods e half-blood sono la stessa cosa :la distinzione è tra half-blood (mezzosangue: mago nato da un mago e un babbano ) e Muggleborn (mago nato in una famiglia babbana), Mudblood(Sporco-sangue\fango-sangue) è un insulto che si riferisce a entrambi perchè entrambi non puri

                        Tanto in Italia si traduce quasi tutto mezzosangue :contrariatoo:

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                        • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                          Altre cose che mi sono venute in mente.

                          Harry è un personaggio che a prima vista parrebbe immacolato. Ma non è così perfetto: oltre alle sfuriate nell'Ordine, più volte fa uso della maledizione Crucio e una volta anche della Imperio (quest'ultima scusabile).

                          Voldemort è un cattivo originale. Lasciando stare i paragoni con Hitler e simili che trovo ovvi e non aggiungono nulla: ha paura solo della morte perché non ha sentimenti; non gli importa di nessuno e prova solo emozioni come la rabbia, l'odio e l'avidità di potere. Ciò da un lato lo rende forte perché non può essere ferito psicologicamente, dall'altro lo porta a considerare tutte le persone in termini puramente numerici a seconda dell'utilità/ostacolo che rappresentano; non considerare la loro emotività lo porta a fare gli errori cruciali di Snape e Kreacher.
                          E' come fosse una bestia super intelligente, con la differenza che non vuole generare discendenza bensì durare egli stessa in eterno. Un'istinto di sopravvivenza super sviluppato che lo porta a creare gli Horcrux. Somiglia allo xenomorfo di Alien.
                          Nella sua ideologia l'odio per i Babbani deriva dal principio del governo del più forte, anche questo eredità del mondo animale. Infatti nella Pietra alla fine dice "there is not good and evil, there is only power". L'odio per i Mudblood e gli Half-blood deriva dal fatto che nella sua mente distorta il potere risiede solo in quelli di sangue puro, ma in realtà questa è solo una facciata giacché lui stesso è half-blood e nessuno è veramente di sangue puro. Dubito credesse veramente, uno intelligente come lui, alla superiorità de cosiddettol sangue puro sui Mudbloods e gli half-blood. Questa ideologia, radicata nella società magica, gli serviva per guadagnare il supporto di frange di essa. Voi che ne pensate?

                          Altri punti oscuri:
                          1) Perché Voldemort non cerca durante la giovinezza la Pietra filosofale?
                          2) Come fa Snape a ingannare "il più grande Legilimens di tutti i tempi"?

                          Altra cosa: voi come interpretate l'origine dal latino dei nomi degli incantesimi? E' solo una nota di colore o c'è di più?




                          Ne scriverò qualcosa nei prossimi giorni .
                          Benissimo,le aspetto

                          Commenta


                          • @Cooper96

                            Tanto per sapere: i libri li hai letti in lingua originale?

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                            • Si, i miei primi libri in inglese asd Fino al quinto è stata un calvario, poi è andata un po' meglio.

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                              Per quanto riguarda i tuoi dubbi

                              1) probabilmente pensava che per lui gli Horcrux bastavano e avanzavano,e che Flamel e moglie li poteva prendere quando voleva,una volta fatto fuori Dumbledore
                              Giusto. E forse durante la gioventù era custodita alla Gringott, notoriamente difficile da penetrare. Inoltre la Pietra è una e non gli sarebbe piaciuto dipendere da un solo oggetto.
                              Grazie per i complimenti .

                              Poi una precisazione Mudbloods e half-blood sono la stessa cosa :la distinzione è tra half-blood (mezzosangue: mago nato da un mago e un babbano ) e Muggleborn (mago nato in una famiglia babbana), Mudblood(Sporco-sangue\fango-sangue) è un insulto che si riferisce a entrambi perchè entrambi non puri
                              A me pare di no, Mudblood si riferisce solo ai Muggleborn mentre half-blood è un termine neutro usato raramente come insulto. Mi pare che nessun half-blood sia stato chiamato Mudblood.

                              Ho controllato qui: http://harrypotter.wikia.com/wiki/Mudblood e sembra confermarlo.

                              Scusate se nei miei commenti mischio termini in inglese e in italiano! E' che son troppo pigro per controllare, e penso che si capisca tutto comunque.
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                              • mamma mia Cooper, pensavo di essere un fan della serie ma, boy, you are good! davvero complimenti

                                ti rispondo senza quotare i vari passaggi:
                                sono d'accordo su quasi tutto, io tendo a dare più importanza alle dinamiche scolastiche proprio perchè, per come ho vissuto io il liceo, in quegli anni la scuola E' la vita: i vari litigi, la quotidianeità che vivono i protagonisti, il rapporto tra di loro e con gli adulti, sono tutti frutti della vita scolastica in primis. L'adolescenza è forgiata tra i banchi di scuola e rafforzata dall'attesa dell'intervallo

                                per quanto riguarda i libri in quanto tali, credo che debbano essere separati in 1 a 4 e poi gli ultimi tre. Non ha molto senso paragonare l'ultimo al primo a livello di trama7personaggi/sviluppi ma tendo a preferire su tutti il Principe Mezzosangue, ottime dinamiche interne

                                le morti: far morire tutti nell'ultimo libro credo sia voluto, far morire qualcuno degli studenti subito dopo o prima Sirius o Silente credo avrebbe portato ad una facile rimozione dell'accaduto, l'unica era far morire qualcuno di già completamente inutile, tipo Colin, ma sicneramente manco mi ricordavo fosse morto alla fine della battaglia.
                                Discorso diverso per Edvige: Edvige rappresenta forse più di ogni altra cosa l'iniziazione di Harry al mondo magico e soprattutto, l'unica "prova" che ciò che aveva vissuto da Setembre a giugno non fosse stato un sogno, è il filo che collega Howgarts a Privet Drive. Farla morire, per quanto davvero tragico come evento, significa tagliare quel filo e rendere Harry completamente separato dal suo passato e dalla sua purezza di ragazzino.

                                Nenache sulla poco caratterizzazione di Draco sono d'accordo: anzi, credo che dopo Ron sia quello più vero e realistico dei ragazzi. I suoi sviluppi, la sua crescita e soprattutto le sue ragioni me l'hanno fatto diventare, a conti fatti, se non il mio personaggio preferito, sicuramente quello a cui sono più affezionato.
                                il ruolo di personaggio preferito spetta quasi indubbiamente a Slughorn che, anche se poco sviluppato, rappresenta un tipo di personaggio che mi sono portato dietro per tanti anni, quello a cui piace avere voce in capitolo pur non essendo il leader, usando le sue parole "non chi siede sul trono, ma chi sta dietro". Davvero un grande che, seppur ritenuto un codardo da molti, è uno dei pochi che tiene testa a Voldemort e riscatta da solo la casata di Serpeverde (sì vabbè anche Piton..ma lui lo faceva solo per via di Lily dai)

                                bella saga, parlarne mi ha fatto venire voglia di rileggerla e forse un giorno lo farò, ora continuo ad aspettare un remake cinematografico fatto bene


                                Honour to the 26s

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